Mostre di fotografia consigliate per settembre

Bellissime mostre ed interessanti festival di fotografia ci aspettano a settembre, non perdeteveli!

Anna

MAN RAY – Forme di luce

Larmes 1932 © Man Ray 2015 Trust / ADAGP-SIAE – 2024, image: Telimage, Paris

Man Ray è senza dubbio uno dei grandi protagonisti dell’arte del XX secolo. Fu uno dei primi a utilizzare la fotografia come un vero e proprio medium creativo, realizzando opere emblematiche che sono entrate a far parte della storia dell’arte del Novecento. 

La retrospettiva in programma da settembre 2025 a Palazzo Reale permetterà al pubblico di ripercorrere le tappe biografiche e della carriera di Man Ray. Grazie a un importante nucleo di materiali originali (stampe vintage, negativi, collage, documenti) è possibile documentare la storia di Man Ray dalla nascita (1890, Philadelphia), agli ambienti newyorkesi dove scopre le avanguardie europee e stringe amicizia con Marcel Duchamp, fino all’approdo parigino del 1921. 

A Parigi viene accolto dai poeti André Breton, Louis Aragon, Paul Éluard e incontra poi la cantante e modella Kiki de Montparnasse, sua amata e musa, creando fotografie immortali come Noire et blanche o Le Violon d’Ingres. In seguito, si dedicherà al mondo della moda e alla realizzazione delle famose “rayografie” e “solarizzazioni”. Rientrato negli Stati Uniti nel 1940, torna a Parigi nel 1951, dove rimane fino alla morte nel 1976. 

Attraverso un percorso tematico (gli autoritratti, le muse, i nudi, le rayografie e solarizzazioni, la moda), questa mostra propone la riscoperta di un artista unico nel suo genere e un geniale pioniere. 

24 settembre 2025 – 11 gennaio 2026 – Palazzo Reale – Milano

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BRUNO BARBEY. Gli Italiani

Bruno Barbey, Palermo, 1963
© Bruno Barbey / Magnum Photos | Bruno Barbey, Palermo, 1963

La fotografia è sempre più al centro del calendario espositivo di Palazzo Falletti di Barolo di Torino, che dal 12 settembre 2025 all’11 gennaio 2026 presenta la mostra BRUNO BARBEY. Gli Italiani. Prodotta da Ares in collaborazione con Magnum Photos e l’Archivio Bruno Barbey, l’esposizione nasce da una selezione fatta dallo stesso Bruno Barbey (Marocco 1941 – Parigi 2020) e si compone di un centinaio di fotografie in bianco e nero realizzate tra il 1962 e il 1966.
 
In particolare, il nucleo di scatti ricalca il reportage dedicato all’Italia e agli italiani che l’autore negli anni sessanta aveva presentato all’editore francese Robert Delpire, il quale avrebbe voluto pubblicarlo come terzo volume dell’Encyclopédie essentielle, collana di libri che accostavano testo e immagini e che già comprendeva Les Américains di Robert Frank (1958) e Les Allemands di René Burri (1962).
 
Nonostante le circostanze dell’epoca ne impedirono la realizzazione, il portfolio dedicato alla Penisola – immortalata da piazza del Duomo a Milano ai vicoli di Napoli, dalla scalinata di Piazza di Spagna a Roma al centro di Palermo – convinse Magnum Photos, nel 1964, a invitarlo a collaborare con l’agenzia. Eppure, Barbey dovette aspettare il 2002 per vedere realizzato il proprio progetto (Editions de La Martinière). Solo nel 2022 la casa editrice Contrasto pubblicò il lavoro, postumo, nel volume Gli Italiani, definendo il modello che oggi viene assunto come spartito per riprodurre la selezione in mostra.
 
A integrare il percorso espositivo è presente un video di 10 minuti girato da Caroline Thiénot-Barbey, moglie dell’artista, che ripercorre genesi e sviluppo del reportage, insieme a una serie di citazioni di figure di spicco dello spettacolo e della cultura, che aiutano a contestualizzare gli scatti nell’ambito sociale e artistico degli anni sessanta.
 
Un’epoca in cui, studente di fotografia in Svizzera, Barbey esplorò con il suo maggiolino l’Italia in tutta la sua estensione, per lui ricca di fascino esotico nonostante la vicinanza, piena di luce ed energia, registrando con la sua macchina fotografica una realtà in pieno cambiamento, ancora fiaccata dalla guerra ma già rinvigorita da nuove speranze, evidenziando analogie e differenze tra una regione e l’altra, con il Nord lanciato verso il sogno metropolitano e il Sud che faticava nella ricostruzione.
 
Barbey ha fotografato così tutti gli strati della società: l’Italia delle cerimonie religiose e delle feste di paese, del boom economico e delle tradizioni antiche, degli operai e dei contadini, dei proletari e dei borghesi, dei nuovi ricchi e soprattutto degli umili, che con la loro fierezza si facevano interpreti della più profonda identità italiana. A tratti, gli scatti di Barbey sembrano raccogliere i personaggi di una moderna Commedia dell’arte, popolata da mendicanti, preti, suore, carabinieri, contadini, famiglie, figure archetipiche che negli stessi anni davano sostanza e popolarità ai film di Pasolini, Visconti e Fellini.
 
Barbey non è stato solo un fotografo. È stato anche un radiologo – scrive Giosuè Calaciura nel testo che introduce il volume Gli Italiani, edito da Contrasto (2022) – In queste foto, con uno sguardo profondissimo, è riuscito a cogliere le permanenze di un’antropologia complicata, ancestrale. Quello che non cambia o che muta solo nei tempi lentissimi delle Ere. È il rapporto intimo con la propria antichità”.
 
Nella visione in bianco e nero dell’autore ritroviamo e riscopriamo così il nostro recente passato, quello dei nostri genitori e dei nostri nonni, la memoria di un’epoca che la guerra aveva privato delle sue certezze e che guardava al futuro con l’urgenza di ricreare prima di tutto una vita e una rete sociale, i legami e le storie che più d’ogni altra cosa tengono unito un popolo.
 
La mostra, prodotta da Ares in collaborazione con Magnum Photos e l’Archivio Bruno Barbey, è realizzata con il patrocinio di Torino Metropoli e con il supporto di freecards e Contrasto; Media partner Sky Arte.

Dal 12 Settembre 2025 al 11 Gennaio 2026 – Palazzo Falletti di Barolo – Torino

PhEST 2025 – THIS IS US – A Capsule to Space

©Martin Parr, Magnum Photos

È con gran voce che si acclama la X edizione del PhEST di Monopoli! Sede ormai storica, che ospiterà oltre 30 mostre di uno dei festival internazionali di fotografia e arte più rinomati d’Italia in uno scenario suggestivo, e che fino al 16 novembre si trasformerà in un palcoscenico di cultura e creatività. Mostra madrina di quest’anno la celebre Pleased to Meet You di Martin Parr. Inoltre, in anteprima assoluta sarà presente la mostra fotografica Jitter Period del visionario regista Yorgos Lanthimos (The LobsterThe FavouritePoor Things).

Ritroviamo alla direzione artistica Giovanni Troilo, con la curatela fotografica di Arianna Rinaldo, a quella dell’arte contemporanea di Roberto Lacarbonara e la direzione organizzativa di Cinzia Negherbon.

Un decimo anniversario che guarda avanti senza dimenticare da dove viene. Il PhEST 2025 prende il titolo di THIS IS US – A Capsule to Space, coniugando celebrazione del passato e visioni future in uno spazio ancor più esteso.

Come anticipato, ad aprire le danze e caratterizzare i dieci anni di festival la serie Pleased to Meet You di Martin Parr. Autore di cui abbiamo parlato a più riprese, tra i più pop e iconici dei nostri anni, che dà voce nei suoi scatti vibranti alle idiosincrasie della società moderna. Donne e uomini imbruttiti dal consumismo, immortalati tra i loro vizi e sprechi non certo senza una lacerante ironia.

In mostra anche nomi meno noti, ma che segnano l’importanza nazionale e non che la fotografia riveste. Si ammirano così gli scatti di Sam Youkilis di Under the SunAlexey Titarenko con City of Shadows e Pietro Terzini con Just One More Glass, Amore Mio.

Seguono le serie Rhi-Entry di Rhiannon AdamBangers di Arianna Arcara, ospite della Residenza 2025, e See Naples and Die 2014-2022 di Sam Gregg.

In collaborazione con Photoworks & IIC London, PhEST porta a Monopoli anche la serie The Silent Sun, Brighton di Piero Percoco, ospite a giugno 2025 della Residenza speciale a Brighton. Inoltre, il festival espone gli scatti di Dylan Hausthor in What The Rain Might Bring, un progetto interdisciplinare che esplora le complessità della narrazione, della fede, del folklore e dell’intrinseca stranezza del mondo naturale. L’italiano Lorenzo Poli presenterà invece la serie in corso The Geoglyphs of our Time, dove protagonista è la terra e le mutazioni antropocentriche che ne hanno trasfigurato il volto.

Un’edizione che spazia in lungo e in largo nel vasto panorama fotografico, accostando il surrealismo di Philip Toledano alla vena provocatoria di Gregg Segal, autore di 7 Days of Garbage. Infine, nelle antiche stalle annesse alla Casa Santa, l’artista José Angelino presenta il progetto site-specific Waiting for the Sun. Resistenze 2025, a cura di Melania Rossi. Una serie di installazioni scultoree e video che raccontano l’esperienza quotidiana sul pianeta terra.

Dal 9 Agosto AL 16 Novembre 2025 – Monopoli – Sedi Varie

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Città Aperta 2025 – Alex Majoli, Paolo Pellegrin, Diana Bagnoli

La città è un corpo che si muove, respira e si trasforma. Roma, Urbs per eccellenza, ne è un esempio perfetto: osservarla vuol dire verificare quali possano essere, in una città da sempre ritratta, fotografata, rappresentata ed evocata, i confini reali e immaginari del suo spazio in continuo cambiamento. L’anno del Giubileo rappresenta quindi una sfida straordinaria: la possibilità di registrare come Roma riesca a trasformarsi rinnovando la sua tradizione, il suo spirito di accoglienza, la sua necessità di innovazione e di apertura.

Le immagini di Alex Majoli sono dedicate in modo specifico alla “scena drammaturgica” del Giubileo; i volti dei fedeli sono catturati dallo sguardo di Paolo Pellegrin che realizza anche un personale “viaggio dentro Roma”, mentre Diana Bagnoli propone le sue visioni a colori di un misticismo diffuso, mobile, itinerante, in sintonia con lo spirito del Giubileo.

L’attenzione alla realtà vista con sguardo intenso e nuovo, la possibilità di trasfigurare le azioni e i gesti in scene dal forte valore simbolico, l’empatia che contraddistingue il loro lavoro concorrono a offrire un’interpretazione visiva contemporanea, originale e profondamente evocativa del Giubileo a Roma.

dal 26 giugno al 28 settembre 2025 – Sala Zanardelli del Vittoriano – Roma

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Texas Trigger – Luca Santese e Marco P. Valli

The Texas Trigger exhibition, mirroring the recently published eponymous book, retraces the timeline of Santese and Valli’s journey across Texas at the height of the U.S. presidential election campaign, which culminated in Donald Trump’s victory. Over the course of just over a month, they drove approximately 5,000 miles, documenting a wide range of environments that are shaping American society today: immigration policy, the proliferation of firearms, political and cultural tensions, and the ongoing clash between conservative ideals and progressive movements. 
The photographic sequence, almost unchanged from the volume, is arranged in 33 modular frames that reflect the same dimensions and meanings of the triggers in the work. With 71 c-print photographs, the Texas Trigger exhibition also seeks to emphasize the material presence of the images and the narrative tension running through them. The authors will be present at the opening to introduce the project and guide you through the exhibition.

From 4 to 28 September 2025 – Palazzo Grillo, Genova

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SARA MUNARI: LAPILLI

3 – 7 Settembre 2025 – SONOGNO – VERZASCA FOTO FESTIVAL

LAPILLI: Fin dall’antichità, i vulcani sono stati considerati simboli della furia degli dei, porta dell’inferno o donatori di beni. Sono temuti e ammirati in egual misura. Ogni volta che esplode un vulcano, vengono riesumate vecchie leggende e teorie che si muovono tra terrore e fantascienza.
E perché questa violenta eruzione? E perché adesso? E perché tanta distruzione e tanti morti? Cosa c’è veramente nelle profondità della terra?
I libri scientifici teorizzano cosa riempie la palla rotante in cui viviamo: la crosta terrestre, le placche tettoniche, il magma…e se fosse qualcos’altro di insidioso e molto più perverso? Finora nessuno si è tuffato nelle profondità del pianeta per attestare cosa c’è là, a parte gli avventurieri di Viaggio al centro della Terra, il romanzo di Jules Verne. Pura finzione, ma terrificante.
Per i greci e i romani, i vulcani e le loro eruzioni erano associati a manifestazioni divine. Il Cristianesimo li ha considerati come l’opera di Satana o come segno divino. Quando avviene un’eruzione, soprattutto nei paesi latini, viene posta una Madonna per bloccare l’evento e sembra che in qualche caso sia avvenuto
Le menti degli uomini di fronte a un’eruzione vulcanica, sono affascinate dall’indiscutibile bellezza e magia di quei fuochi che sembrano uscire dall’inferno stesso.

Il mio lavoro esplora il connubio tra l’imponente potenza dei vulcani e l’umanità, tentando di raccontare il modo in cui queste maestose formazioni naturali hanno influenzato le credenze, le leggende e le pratiche religiose e come invece, nel rapporto reale, la vicinanza con questi monti condizioni e cambi “il vivere” effettivo. Gli spettatori saranno invitati a esplorare come le eruzioni vulcaniche siano state interpretate come segni divini o punizioni, e come abbiano influenzato la vita e la cultura delle popolazioni circostanti nel corso dei secoli.
Senza le premesse scientifiche, cosa è sembrato agli abitanti di tanti secoli precedenti? Paura, sicuramente stupore, si aggiungono all’infinito dell’inspiegabile, come tante cose dell’universo. Le leggende sono un tipo di narrazione che manca di un autore specifico e di una versione originale conosciuta, si trasmettono di generazione in generazione, soprattutto oralmente, e raccontano di eventi soprannaturali, fantastici o religiosi, localizzati in un luogo e in un tempo ben preciso della storia. Storia che aiuta a renderli più credibili. Le leggende sopravvivono al passare del tempo cambiando il loro contenuto e adattandosi alle nuove generazioni, che lo modificano e lo adattano al loro modo di vivere o, al contrario, lo dimenticano.
Nella realtà, il vulcano è una struttura geologica molto complessa, generata all’interno della crosta terrestre dalla risalita, in seguito ad attività eruttiva, di massa rocciosa fusa, il magma, formatasi al di sotto o all’interno della crosta terrestre.
La fuoriuscita di materiale è detta eruzione e i materiali eruttati sono lava, cenere, lapilli, gas, scorie varie e vapore acqueo. La forma e l’altezza di un vulcano dipendono da vari fattori tra cui l’età del vulcano, il tipo di attività eruttiva, la tipologia di magma emesso e le caratteristiche della struttura vulcanica sottostante al rilievo vulcanico.
Sulla superficie terrestre il 91% dei vulcani è sottomarino (in gran parte situati lungo le dorsali medio oceaniche), mentre circa 1500 sono quelli oggi attivi sulle terre emerse.
In questo lavoro sono stati visitati i vulcani europei per indagare visivamente quel filo che corre tra realtà, leggenda e religione.

Lavoro completo 40 opere tra foto e tele

Durante il festival, offriamo una serie di mostre all’aperto e all’interno, presentazioni e incontri tra artisti e comunità locale, visite guidate, letture portfolio, proiezioni di progetti e musica dal vivo.
La nostra curatela si concentra su diversi temi accomunati da un profondo interesse per l’umanità, con i suoi sentimenti, le sue posizioni e il suo rapporto con l’ambiente circostante. Le nostre esposizioni esplorano realtà e narrazioni regionali e internazionali, con un’attenzione particolare alla diversità, all’inclusività e alla conservazione.

https://www.verzascafoto.com/it/inizio

SI FEST 2025: GEOGRAFIE VISIVE

SI FEST 2025: GEOGRAFIE VISIVE

Torna a Savignano sul Rubicone, per tre weekend consecutivi, uno degli appuntamenti più longevi e significativi nel panorama della fotografia italiana: SI FEST, giunto quest’anno alla sua 34ª edizione.
Il Festival, in programma dal 12 al 28 settembre 2025, è un progetto dell’associazione Savignano Immagini, promosso dal Comune di Savignano sul Rubicone, con la direzione artistica affidata a un comitato scientifico composto da Manila Camarini, Francesca Fabiani, Jana Liskova e Mario Beltrambini.

GEOGRAFIE VISIVE – Il tema 2025
In un’epoca segnata da fratture ambientali, tensioni geopolitiche, migrazioni forzate e identità in trasformazione, Geografie Visive nasce come invito a ripensare il modo in cui abitiamo il mondo non solo nello spazio fisico, ma anche nei luoghi della memoria, della percezione, dell’immaginazione.

Il tema scelto per il 2025 si propone di mappare i territori visibili e invisibili dell’esperienza contemporanea, attraverso linguaggi fotografici che esplorano il paesaggio naturale, urbano e interiore. La fotografia diventa così uno strumento per decifrare ciò che muta, per riconoscere ciò che persiste, per dare forma a ciò che ancora non ha un nome.

Attraverso Geografie Visive, SI FEST continua il suo lavoro di indagine culturale sul presente, raccogliendo e intrecciando sguardi provenienti da luoghi, storie e sensibilità diverse, in un momento storico che richiede ascolto, complessità e immaginazione.

“Viviamo un tempo in cui i confini si spostano, si sfaldano, si ridefiniscono. I confini tra uomo e ambiente, tra vero e artificiale, tra intimo e collettivo. Abbiamo scelto Geografie Visive perché sentiamo l’urgenza di costruire nuove mappe – non per orientarsi, ma per comprendere. Ogni fotografia di questa edizione è una traccia: un frammento di paesaggio, una memoria incisa, una soglia che ci aiuta a leggere il presente e a immaginare il futuro.” — Comitato artistico del SI FEST

Alcuni nomi già confermati ci parlano della direzione intrapresa: Hashem Shakeri, autore iraniano tra i più lucidi interpreti delle fratture contemporanee, porta un lavoro potente sull’Afghanistan dopo il ritorno dei Talebani. Le sue immagini raccontano un mondo precipitato nel buio: donne private del diritto all’istruzione, minoranze perseguitate, esistenze invisibili. Ma nella scelta poetica della composizione e nell’empatia dello sguardo, Shakeri ci restituisce la dignità della resistenza. Ogni immagine è una soglia sospesa tra silenzio e grido, testimonianza e speranza. Una narrazione tanto dura quanto necessaria, che rifiuta il sensazionalismo e cerca invece la complessità. A cura di Manila Camarini. 

A raccogliere la sfida dell’attualità è anche Skagit Valley di Michael Christopher Brown, autore già noto per il suo lavoro realizzato con lo smartphone durante la rivoluzione libica. Il progetto riflette sul futuro dell’agricoltura e della vita rurale nella Skagit Valley, stato di Washington, attraverso immagini generate interamente da intelligenza artificiale. In un paesaggio post-apocalittico, distorto e visionario, l’AI diventa strumento per indagare ciò che resta – o potrebbe restare – della relazione tra uomo e natura. Un lavoro che spinge la fotografia documentaria oltre i suoi confini tradizionali, interrogando il ruolo dell’immagine nell’evocare scenari possibili e nel rappresentare un reale ancora inesistente. A cura di Manila Camarini.

Dalla finzione visionaria al rigore assoluto della testimonianza: Where the World is Melting del fotografo islandese Ragnar Axelsson – da oltre quarant’anni testimone delle comunità artiche – ci conduce nei ghiacci dell’Artico, tra Groenlandia, Siberia e Islanda. Le sue immagini in bianco e nero non sono semplici reportage, ma elegie visive su un mondo che si sta sciogliendo: quello delle comunità artiche, dei loro animali, delle loro tradizioni, dei loro paesaggi. In ogni fotografia si percepisce l’urgenza di uno sguardo che resiste al tempo, e che chiede di essere ascoltato prima che sia troppo tardi.

Se in Axelsson la resistenza è geoclimatica, in Spandita Malik diventa invece gesto politico e corporeo. L’artista indiana, basata a New York, intreccia fotografia e artigianato in una pratica corale e femminista che restituisce voce a donne sopravvissute alla violenza domestica. In Jāḷī—Meshes of Resistance, Malik stampa i loro ritratti su khadi, tessuto legato alla resistenza gandhiana, e le invita a ricamarli. Ogni opera è unica, costruita a quattro mani, in un dialogo profondo tra soggetto e fotografa. È così che l’immagine si trasforma in spazio di autodeterminazione: la donna non è più oggetto del racconto, ma autrice della propria rappresentazione. Una delle mostre più intime e radicali dell’intero Festival.

Dalla resistenza politica e corporea di Malik si passa allo sguardo che custodisce e preserva il fragile nell’opera di Evgenia Arbugaeva. L’artista russa racconta la Siberia artica con uno stile sospeso tra il reportage e la fiaba. I suoi scatti – colorati, onirici, pervasi di silenzio – trasportano lo spettatore in un altrove incantato, dove la realtà sembra sciogliersi nella luce. In un tempo accelerato e caotico, Arbugaeva ci invita a rallentare, ad ascoltare i ritmi lenti della natura, a riconoscere la bellezza fragile dell’invisibile. È forse questa una delle geografie più sottili e preziose: quella che sfugge, quella che resta negli occhi quando la luce si spegne. A cura di Manila Camarini. 

Un invito al silenzio e all’ascolto che ritroviamo anche in Doppia Uso Singola, il progetto di Lorenzo Urciullo – in arte Colapesce – a cura di Patricia Armocida, che porta per la prima volta in un festival di fotografia il suo universo visivo. Cantautore tra i più originali e apprezzati della scena musicale italiana, autore di graphic novel, spettacoli teatrali e colonne sonore, Colapesce firma con Doppia Uso Singola un lavoro fotografico intimo e stratificato, nato da oltre dieci anni di scatti raccolti durante viaggi, tournée, ritorni a casa. Camere d’albergo vuote, oggetti dimenticati, interni familiari: in queste immagini si riflettono la solitudine, il transito, la costruzione dell’identità in un tempo incerto e nomade. Nessuna figura è presente, eppure ogni spazio è carico di tracce umane, di tensione affettiva, di storie invisibili. Tra malinconia e pudore, queste immagini raccontano la solitudine come condizione esistenziale, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la vita in transito di chi è sempre altrove. 

Accanto ai progetti già citati, il percorso espositivo comprende una selezione di mostre che approfondiscono temi chiave del presente. La tedesca Barbara Diener esplora il desiderio di appartenenza e la spiritualità nelle comunità rurali tra Europa e Stati Uniti. L’iraniano Khashayar Javanmardi documenta l’agonia ecologica del Mar Caspio, lago senza sbocco minacciato dall’inazione politica. L’italiana Roselena Ramistella, attraverso un viaggio a dorso di mulo nei sentieri montani della Sicilia, restituisce un ritratto autentico della vita rurale contemporanea. Il franco-palestinese Taysir Batniji indaga il senso di perdita e l’esilio attraverso le chiavi di casa di chi ha dovuto abbandonare Gaza. La mostra collettiva “Oltre la soglia”, in occasione degli 80 anni della cooperativa Cocif, intreccia archivi e immagini contemporanee in un progetto inedito firmato da Mario Cresci.

Completano il programma i lavori premiati di Federico Estol (Uruguay), Aleks Ucaj (Albania/Italia) e Fabio Domenicali (Italia), il racconto corale dell’alluvione in Romagna, i laboratori con le scuole, e due importanti omaggi a Marco Pesaresi: uno dedicato al legame con la città di Bellaria Igea Marina, mentre l’altro – che si svolgerà a Rimini – è ispirato al libro Rimini di Pier Vittorio Tondelli ed è concepito come un dialogo tra il suo testo e le fotografie di Marco.

Dal 12 Settembre 2025 al 28 Settembre 2025 – Savignano sul Rubicone (FC)

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Ragusa Foto Festival 2025

Cristina Vatielli, dalla serie Terra Mater
© Cristina Vatielli | Cristina Vatielli, dalla serie Terra Mater

Un intero quartiere che si trasforma in una galleria d’arte contemporanea nel cuore del barocco ibleo, nel Val di Noto. Ragusa Ibla, tra i borghi più suggestivi d’Italia, assume il ruolo di una destinazione culturale dove la bellezza della Sicilia dialoga con la fotografia contemporanea internazionale. È questo lo scenario del Ragusa Foto Festival, prima rassegna siciliana di respiro internazionale dedicata ai diversi linguaggi della fotografia contemporanea e alla valorizzazione dei giovani artisti. In questi anni il Festival, ideato e diretto da Stefania Paxhia, giornalista e ricercatrice sociale, ha saputo unire la ricerca artistica all’attenzione per il territorio, trasformando Ibla, quartiere più antico della città, in una vera e propria piattaforma espositiva diffusa tra i magnifici palazzi iconici – Palazzo Cosentini, Palazzo La Rocca, Auditorium San Vincenzo Ferreri – e i luoghi della vita quotidiana, come il Giardino Ibleo, cuore verde e quartier generale del Festival.

Patrocinata dalla Commissione Italiana UNESCO
, la tredicesima edizione, “Oltre l’apparenza”, sotto la direzione artistica di Massimo Siragusa, fotografo e docente di fotografia, in programma dal 28 agosto al 28 settembre, apre con quattro giornate inaugurali – dal 28 al 31 agosto – e un programma ricco di appuntamenti. Talk, letture portfolio, premi, workshop, seminari, proiezioni, visite guidate e presentazioni di libri, animeranno il lungo weekend insieme ad autori, critici, fotografi, curatori e professionisti del settore, provenienti da tutta Europa, per incontrare tanti giovani e appassionati di fotografia.
Grazie alla capacità della fotografia di rendere visibile ciò che spesso diamo per scontato, Jessica BackhausStefano De LuigiCharles FrégerMaria LaxMaud RallièreAlessia RolloJohannes Seyerlein e Cristina Vatielli sono gli artisti in mostra che ci offriranno la loro visione sul tema di quest’anno. Insieme al progetto dedicato al territorio di Francesca Todde, giovane artista di respiro internazionale, in Residenza a Ragusa grazie al sostegno di Fondazione “Cesare e Doris Zipelli” della Banca Agricola Popolare di Sicilia.

Tra i progetti esposti, il corto “Compagni di Viaggio”, diretto da Sara De Martino e prodotto da Fondazione Con il Sud; grazie alla collaborazione con lo IED di Roma (Istituto Europeo di Design), un lavoro interdisciplinare sul tema di quest’anno, realizzato dagli studenti del II° anno, per offrire una concreta opportunità di crescita professionale e creativa. In mostra la vincitrice del premio Miglior Portfolio 2024, Flora Mariniello, e il progetto in menzione di Antonello Ferrara.

Inoltre, quest’anno saranno in mostra i progetti selezionati con due call internazionali che hanno raggiunto un risultato sorprendente, che attesta l’attenzione e la partecipazione diffusa in tutto il mondo ed evidenzia la voglia di esporre al Ragusa Foto Festival. Andrew RovenkoDanae PanagiotidiMelisa OechsleO’Shaughnessy Francis e Cataldo – De Marzo sono i fotografi selezionati tra 250 candidature per la call dedicata alla fotografia analogica, realizzata insieme al collettivo Analog Milano. Risultato importante anche per la call dedicata al Circuito OFF del Festival, curata da Alfredo Corrao e da Emanuela Alfanocon la collaborazione del Circolo Fotografico ASA 25 di Vittoria (Rg), con 148 candidature e un totale di 625 immagini inviateda tutto il mondo, segno tangibile di un dialogo costante tra visioni locali e sguardi globali. Circa 40 gli autori selezionati che saranno esposti sia on line, in un’apposita sezione del sito del Festival, sia presso le diverse realtà che hanno aderito al progetto del Circuito Off.

Tra gli appuntamenti imperdibili delle giornate inaugurali, la presentazione della riedizione del libro “Viaggio in Italia”diLuigi Ghirri, in collaborazione con il MUFOCO, Museo della Fotografia Contemporanea, presentata dal curatore Matteo Balduzzi e da Carmelo Arezzo, presidente della Fondazione Cesare e Doris Zipelli di Baps, seguita dalla proiezione del film “Viaggio in Italia vent’anni dopo”.

Occasione preziosa per aspiranti fotografi e appassionati per confrontarsi con esperti, sono le Letture Portfolio che culminano con l’assegnazione del Premio Miglior Portfolio, un premio in denaro e l’esposizione del progetto vincitore nella prossima edizione del festival. I lettori di quest’anno rappresentano un panorama ricco e autorevole della scena fotografica contemporanea: Benedetta Donato, curatrice e direttrice del Premio Romano Cagnoni Award; Denis Curti, curatore delle Stanze della Fotografia di Venezia; Jessica Backhaus artista e fotografa internazionale; Tiziana Faraoni,photo editor de L’Espresso; Irene Alison, curatrice del “Rifugio Digitale” di Firenze e fotografa; Claudio Corrivetti, fondatore di Postcart Edizioni; Alessia Paladini, curatrice e fondatrice della Alessia Paladini Gallery; Paola Sammartano, inviata del magazine internazionale  “L’Oeil de la Photographie”.

Dal 28 Agosto 2025 al 28 Settembre 2025 – Ragusa – Sedi varie

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Grenze Arsenali Fotografici. VII Edizione

Tianyu Wang, Hidng and Seeking
© Tianyu Wang | Tianyu Wang, Hiding and Seeking

Inaugura venerdì19settembre a Verona l’ottava edizione del Festival Grenze-Arsenali Fotografici, il festival Internazionale di Fotografia che coinvolge il quartiere di Veronetta e il Bastione delle Maddalene.
Il concept di quest’anno è “Anfällig”, cagionevolevulnerabilefragile, da un momento all’altro può cadere o ricadere.  Non siamo del tutto guariti ma ritorniamo nel mondo con una nuova delicatezza.
Il concept di Grenze 2025 – pensato dalla direzione artistica di Francesca Marra e Simone Azzoni – propone di esplorare la debolezza insita nelle cose, nelle persone e nelle situazioni quotidiane. Interpretare come la fragilità si manifesti, sfumando il confine tra la vita e la sua instabilità.
“Cagionevole”, dal latino causionabilis, “che può essere causato”. Siamo indeboliti dalle incertezze, influenzati, e influenzabili dal dubbio. Precari, con l’equilibrio sempre in bilico. Difficile affrontare le sfide con stabilità e forza, fermezza. Nell’apparente sicurezza, siamo minacciati e non possiamo resistere.
“Cagionevole” diventa così l’esposizione nuda alla bellezza nella debolezza, senza nascondere la sofferenza o l’incertezza che essa comporta. La fotografia diventa uno strumento per trasformare la fragilità in parte essenziale e inevitabile della nostra umanità.
Il Festival è organizzato in collaborazione con Assessorato ai Rapporti UNESCO e l’Assessorato alla Cultura – Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri del Comune di Verona.
Ad affiancare la direzione artistica ci sarà la curatela di Erik Kessels, artista, designer e curatore olandese. Colleziona fotografie che trova nei mercati delle pulci, nelle fiere, nei negozi dell’usato, ricontestualizzandole e pubblicandole con KesselsKramer Publishing. “Un maestro nel trovare vecchi album di famiglia, mostrandoceli sotto un nuovo volto, nella loro mondana bellezza e stranezza. È interessato dalle storie contenute nelle fotografie, piuttosto che dalle fotografie in sé”.
MAIN PROJECT Progetto d’eccezione all’ottava edizione del festival sarà Vida Detenida di Pedro Almodóvar. La mostra in esclusiva assoluta per l’Italia, raccoglie Still Life di oggetti quotidiani tolti dallo splendore del Pop cinematografico del regista spagnolo e abbandonati ad un riposo, ad una quiete domestica che ne rivela la malinconica e solitaria natura.
Le opere sono gentilmente prestate da Opera Gallery di Madrid. Abbinato alla mostra, curata da Simone Azzoni, il catalogo di LazyDogPress.
La mostra sarà allestita nello spazio de Il Meccanico di Via San Vitale 2b.
MAIN SECTION ➔    Bastione delle Maddalene – Vicolo Madonnina 12
Quattro i progetti esposti al Bastione selezionati dalla call:
◆     Nuno Alexandre Serrão con IcebergsUnderstanding the world by travelling inward:
un progetto intimista, sulla solitudine, sui mondi chiusi al di là dei silenzi, a cura di Simone Azzoni.

◆     FrédériqueDimarco con EIDOLONS: è una riflessione sul risvegliare gli occhi alla vulnerabilità del mondo in cui viviamo e a catturare, anche solo per un istante, la connessione con gli elementi e con il vivente. In relazione ai disturbi visivi, la fotografa sviluppa una tensione tra apparizione e scomparsa. A cura di Francesca Marra.
◆     Tianyu Wang con Hiding and Seeking che utilizza la performance art come processo creativo e le immagini come mezzo per far riflettere sulla violenza. A cura di Erik Kessel.
◆     Florine Thiebaud con COMING BACK, in cui l’artista dà voce ad un tremendo tumulto interiore. A cura di Erik Kessel.
➔    Prosegue invece la collaborazione e la rete con altre realtà Internazionali che si occupano di fotografia con i progetti
◆     Katarina Marković con InPassing – in collaborazione con Belgrade Photo Month e Sarajevo Photography Festival.
◆     Emanuela Cherchi con Tumbarino, selezionato dal Premio MUSA.
➔    – Il Meccanico, Via San Vitale 2B
◆     Alfio Tommasini con Via Lactea. L’autore ha visitato per lo più piccoli agricoltori e allevatori di bovini nelle Alpi e nelle Prealpi, nonché i grandi laboratori di latte e di inseminazione in Svizzera. Via Lactea presenta paesaggi che si estendono attraverso cinque inverni, oltre a dettagliati e al tempo stesso intimi e pittorici, ritratti di contadini e animali da fattoria. Tommasini intraprende uno studio visivo del rapporto tra uomo, animali e topografia nel contesto di un’agricoltura e di un’industria casearia in rapida evoluzione e sempre più meccanizzata.
SEZIONE OFF La sezione a cura di Lisangela Perigozzo arriva quest’anno a Veronetta.
Negozi, bar e locali ospiteranno durante tutto il festival i progetti di
●      Francesco Anderloni con Suspensia

●      Toby Binder con Common future for a Divided Youth

●      Federica Carducci con Yet still, rebirth. In the ordinary ache of waking

●      Francisco Macfarlane con Codificaciones

●      Marco Sempreboni con Impermanenze

●      Romina Zanon con Disperso e presente

Il progetto URBAN celebra la prima sinergia d’intenti tra Grenze e Tocatì:
➔    fotografia manifesta / poster photography.
In collaborazione con AssociazioneGiochiAntichi: nel quartiere di Veronetta saranno affissi i manifesti con uno dei celebri scatti di Dario Mitidieri, “Children playing in Gorazde, Bosnia 1995”: due bambini che nonostante la guerra, scendono da una discesa su un carrettino di legno.

Dal 19 Settembre 2025 al 20 Ottobre 2025 – Bastione delle Maddalene – Verona

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PASSAGGI. Mario Giacomelli e Simone Massi

n occasione del centenario della nascita del Maestro della fotografia del Novecento Mario Giacomelli, il Premio nazionale Gentile da Fabriano e l’Associazione Gentile Premio presentano a Zona Conce a Fabriano, dal 21 giugno al 19 ottobre 2025, la mostra “Passaggi. Mario Giacomelli e Simone Massi” curata da Gianluigi Colin e Galliano Crinella: un inedito confronto tra il celebre fotografo e Simone Massi illustratore, autore, regista e maestro dell’animazione, entrambi marchigiani. Due linguaggi, lontani cronologicamente ma estremamente connessi nella rappresentazione della realtà, che svelano affinità elettive.

La mostra, resa possibile dal contributo di Diatech Pharmacogenetics, realizzata in collaborazione con l’Archivio Mario Giacomelli, Carifac’Arte e Zona Conce e con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche e il Comune di Fabriano Città Creativa UNESCO, sarà l’unica esposizione nella regione Marche che durante l’estate e parte dell’autunno celebrerà Mario Giacomelli, artista cui le Marche hanno dato i natali e che nella sua opera ha raccontato costantemente il territorio marchigiano e le sue radici.

L’esposizione fabrianese vuole essere un tentativo di dare una rappresentazione dell’opera di Giacomelli che va oltre il paesaggio e per questo è stata messa a confronto con le illustrazioni di Simone Massi.

Mario Giacomelli (Senigallia, 1925 – Senigallia, 2000), al quale nel 1997 fu conferito dal Sen. Prof. Carlo Bo il Premio nazionale Gentile da Fabriano alla sua prima edizione, è un fotografo conosciuto e celebrato a livello internazionale. Simone Massi (Pergola, 1970), è un artista che lavora per il cinema, considerato oggi uno dei principali autori di cortometraggi di animazione italiani nel mondo, vincitore di un “David di Donatello”, quattro “Nastri d’Argento” e un Premio “Ennio Flaiano”, oltre che autore della sigla di tre edizioni della “Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia”.

In mostra 35 immagini dalle serie più iconiche di Mario Giacomelli come “Storie di terra”, i seminaristi di “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, “La buona terra”, ma anche “Scanno” e “Lourdes”. Ad affiancarle, altrettanti disegni a matita e pastelli di Simone Massi, che ritrae raschiando, quasi incidendo, la stessa terra, gli stessi volti e le stesse passioni.

Dal 21 giugno al 19 ottobre 2025 – Zona Conce – Fabriano (AN)

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Il Sole Nero. La fotografia africana dal periodo delle indipendenze ai giorni nostri

Il Sole Nero. La fotografia africana dal periodo delle indipendenze ai giorni nostri, Maschio Angioino, Napoli

In occasione del suo anniversario millenario, Napoli si presenta al mondo come una città che guarda al futuro attraverso il dialogo culturale. Il progetto Il Sole Nero si propone come una piattaforma culturale articolata tra Napoli e il continente africano, valorizzando il ruolo della città partenopea come crocevia di culture mediterranee e ponte naturale verso il Sud globale.

Dall’11 agosto al 24 settembre, le Antisale dei Baroni del Maschio Angioino ospitano l’esposizione principale, dedicata alla fotografia africana dal periodo delle indipendenze ai giorni nostri, con oltre 250 opere di 44 artisti e studi fotografici da tutto il continente.

Prodotta da Andrea Aragosa per BlackArt, la mostra è curata da Simon Njami, in collaborazione con Carla Travierso e Alessandro Romanini, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Comitato Neapolis 2500, in collaborazione con il Comune di Napoli e le Università Federico II e L’Orientale. Il Museo delle Civiltà di Roma ha concesso il patrocinio.

Accanto alla sede napoletana, il progetto prevede una seconda fase internazionale, attuata attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura, dedicata alla dimensione immateriale, rituale e sonora della relazione tra Napoli e l’Africa. E’ in questo quadro che si inserisce la performance musicale in Africa di Enzo Avitabile, concepita come gesto di restituzione e attraversamento simbolico: una musica frutto di una ricerca delle proprie radici ma fortemente connessa con il continente africano e che restituisce e ricollega ciò che la modernità coloniale ha spezzato. Nell’occasione sarà proiettato un video con i contenuti della mostra Il Sole Nero, presso un Istituto italiano in Africa.
Una conferenza istituzionale, aperta al pubblico, con la partecipazione di Simon Njami ed Enzo Avitabile è prevista il giorno 17 settembre presso gli spazi espositivi del Maschio Angioino a Napoli.
Il Sole Nero si configura così come un progetto bilaterale che collega territori, linguaggi e sensibilità, promuovendo una narrazione culturale condivisa tra l’Italia e l’Africa. Un’iniziativa che riflette lo spirito di Neapolis 2500 e le direttrici del Piano Mattei, contribuendo a rafforzare la presenza culturale italiana nei Paesi partner e offrendo a Napoli un ruolo da protagonista nel disegnare nuove geografie della cooperazione culturale.

Illuminanti le parole di Simon Njami: « È impossibile parlare dell’Africa. È impossibile parlarne nei termini convenzionali del mondo dell’arte o dell’Accademia. Perché l’Africa, fin dagli albori dei tempi, è fantasia. Un contenitore fantastico in cui ognuno deposita le proprie angosce, paure o desideri. Come possiamo dunque narrare questo spazio contraddittorio? Come possiamo parlarne nella sua storia e geografia senza rivedere il nostro passato e mettere in discussione ciò che credevamo di aver capito? È fondamentale “disimparare l’Africa”. Ricostruirla con nuovi strumenti. E questi strumenti dipendono dalla contemporaneità. Solo il contemporaneo può tentare di rendere la molteplicità delle dimensioni di un territorio oscuro attraverso la sua trasparenza. Trasparente perché oscuro. ».

Il contributo teorico di Carla Travierso guida la lettura curatoriale della mostra: «Nel contesto post-coloniale, la fotografia africana si afferma come strumento critico e poetico, capace di raccontare un tempo “altro”, che attraversa la frattura storica senza rimuoverla. Non cerca di emulare estetiche europee né di rispondere a immaginari esotici: diventa invece spazio di confronto con l’invisibile e con ciò che la storia ha reso indicibile. Diventa luogo di riconciliazione: non semplice rappresentazione, ma pratica capace di mettere in discussione narrazioni consolidate, genealogie identitarie, categorie estetiche, geografie di appartenenza».

Come osserva la dottoressa Marilù Faraone Mennella, membro del Comitato Neapolis 2500: «Napoli, città plurale e crocevia di saperi e culture, ha oggi l’opportunità di rileggere criticamente la propria storia, mettendo a fuoco la persistenza di immaginari e disuguaglianze. Il Sole Nero, in questa cornice, diventa parte integrante della riflessione che la città propone su sé stessa in occasione del suo anniversario millenario. Una riflessione non celebrativa, ma consapevole, capace di fare della memoria uno strumento attivo e del passato un terreno di confronto».

Il Prefetto di Napoli e presidente del Comitato Neapolis 2500, Michele Di Bari, aggiunge: «In un momento in cui il Mediterraneo è attraversato da tensioni, migrazioni e sfide complesse, Napoli riafferma il suo ruolo di città-ponte: un luogo di dialogo e confronto con l’Africa contemporanea e la sua diaspora. Crediamo che solo attraverso una profonda conoscenza del passato e una cultura inclusiva, radicata nel rispetto e nel dialogo, si possa costruire una società più equa e aperta, capace di affrontare con coraggio le sfide del presente e del futuro».

Il Sole Nero partecipa alla ridefinizione del ruolo culturale di Napoli nello scenario internazionale, offrendo uno spazio di confronto, consapevolezza e rigenerazione culturale.

La mostra raccoglie in 91 cornici più di 250 opere di 44 artisti e studi fotografici. Tra questi: Omar Said Bakor, N.V. Parek, Malik Sidibé, Mama Casset, Salla Casset, Seydou Keita, Ambroise Ngaimoko, Jean Depara, Sanlé Sory, Studio Venavi, Tidiani Shitou, J.D. Okhai Ojeikere, Mory Bamba, Oumar Ly, Sanou Bakari, Bassirou Sanni, Cornelius Azaglo, Francis Ahehehinnou, Michel Kameni, Mombasa Studio, Adama Kouyaté, Ricardo Rangel, Adeghola Photo, Clement Fumey, Danisco Studio, Ali Maiga, Photo Sedab, Studio Mehomey, Studio Kwanyainchi, K.W. Ambroise, Studio Begbawa, W.K. Jerome, Islam Photo, M.A. Aliou, Maison Osseni, Photo Belami.

Dal 11 Agosto 2025 al 24 Settembre 2025 – Castel Nuovo – Maschio Angioino – Napoli

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Premi Fotografici in scadenza a Ottobre

Buongiorno a tutti! Non dimenticate di partecipare ai prossimi premi!

Buona giornata

Annalisa

PREMIO NAZIONALE FOTOGRAFƏ ITALIANE 2024

l Premio Nazionale Musa per fotografe è giunto dopo una crescita davvero considerevole in termine di popolarità e successo, alla sua sesta edizione nel 2024. Vi ringraziamo per la partecipazione!

Il premio Musa, è dedicato alla produzione di portfolio fotografici ed è rivolto a tutte le fotografə, senza nessuna distinzione tra amatrici e professioniste. Il lavoro che presenterete verrà sottoposto a giudizio insindacabile della giuria composta da esperte nel mondo della fotografia italiana..
L’ambito del premio è rivolto alla fotografia italiana femminile e possono partecipare fotografə che si esprimono in ogni settore fotografico, ogni genere, senza limitazioni relative al progetto scelto per essere presentato. Si possono presentare fino ad un massimo di tre progetti per partecipante.

Deadline: 5 Ottobre 2024
Data di comunicazione vincitrici entro il 10 Novembre 2024

Website: https://www.musafotografia.it/premio.html

11TH FINE ART PHOTOGRAPHY AWARDS

Fine Art Photography Awards è uno dei più grandi enti di premiazione per una comunità di artisti che inaugura un’era di nuove tendenze nel mondo della fotografia. Creato nel 2014, questo concorso è un melting pot per persone in cui passione, interesse, senso della bellezza e apertura alla diversità nella fotografia si scontrano in proporzioni intergalattiche. In Fine Art Photography, cerchiamo di trovare artisti e anime uniche che respirano e vivono per la creatività, dove forniamo una piattaforma di promozione e supporto nella loro ricerca di autorealizzazione e sviluppo.

Questo concorso si rivolge a individui attivamente in sintonia con sperimentazioni e nuove tendenze nell’arte. Fine Art Photography si diletta nel fornire un’opportunità alle anime di talento per brandire l’eccentricità, la varietà, la bellezza e persino la bruttezza del mondo dall’obiettivo dell’artista. E sì, puoi farlo a modo tuo! Deliziati con la folle e meravigliosa fusione di semplicità e complessità del mondo con noi!

Deadline: 13 October 2024

Website: https://fineartphotoawards.com/

6th Biennial of Photography SPACE – DEFINITION 2024

La 6a Biennale Internazionale di Fotografia SPAZIO – DEFINIZIONE 2024 si riferisce alla tradizione della fotografia paesaggistica della Kielce School of Landscape, ma – tenendo conto della così rapida trasformazione del mondo moderno – amplia la gamma di argomenti includendo, oltre alla Natura, altri spazi in cui operano gli esseri umani contemporanei: urbano, industriale, privato, personale.

L’obiettivo degli Organizzatori è integrare quei fotografi che nella loro arte tentano di definire tali spazi e di confrontare le loro opere nella mostra post-concorso, così come nel catalogo pubblicato. La dimensione internazionale della Biennale mira a mostrare immagini del mondo filtrate attraverso intuizioni individuali degli artisti di diverse culture.

Sebbene la Biennale sia quasi esclusivamente fotografica, abbiamo deciso di lanciare la categoria di videoarte – per coloro che si esprimono più approfonditamente attraverso i film.

Creiamo insieme il panorama di paesaggi intervallati di Natura e Cultura che definiscono lo spazio della nostra realtà contemporanea, quella in cui viviamo insieme.

Deadline: 3 October 2024

Website: https://www.bwakielce.art.pl/news/6-miedzynarodowe-biennale-fotografii

Travel Photographer of the Year 2024

Travel Photographer of the Year (TPOTY) presenta il meglio della fotografia di viaggio da 21 anni e ha ricevuto candidature da 156 paesi. I vincitori sono sia fotografi amatoriali che professionisti di 54 nazionalità diverse.

Il nostro vincitore del Travel Photographer of the Year 2022, Matjaz Krivic, Slovenia, ha affermato: “Sono onorato che il mio lavoro sia stato riconosciuto e riconosciuto dai giudici del concorso “Travel Photographer of the Year”. Questo concorso è speciale per me poiché ne faccio parte sin dal suo inizio (2003), quando mi è stato assegnato il premio Judge’s Favourite Award. Ora, 20 anni dopo, ho ricevuto il loro premio più alto, il che mi rende molto orgoglioso e significa molto per me. Viaggiare e la fotografia sono sempre state le mie passioni e hanno occupato gran parte della mia vita fin da quando ero piccolo e questo premio mi ispira a continuare il mio viaggio”.

Deadline: 6 October 2024

Website: https://www.tpoty.com/

2025 Global Chinese New Year Photography Competition – 10th Anniversary

Il Global Chinese New Year Photography Competition (GCPC) del 2025 invita fotografi e artisti visivi da ogni angolo del globo a celebrare la magia del Capodanno cinese e della cultura cinese attraverso l’obiettivo delle loro macchine fotografiche. Accogliamo con favore contributi diversi e innovativi che catturino l’essenza e la bellezza di questa vibrante festa e il suo significato culturale.

Il Global Chinese New Year Photography Contest celebra il suo decimo anniversario con un album commemorativo appositamente progettato, che include in modo completo lavori eccezionali degli ultimi dieci anni. Tutti i lavori presentati al concorso di quest’anno avranno l’opportunità di essere inclusi in questo album, mostrando il talento e la creatività eccezionali dei partecipanti. L’album non solo registra la gloriosa storia del concorso, ma dimostra anche l’amore e l’eredità della comunità cinese globale per la cultura cinese. Attraverso questo album, speriamo di condividere questi preziosi momenti ed emozioni con più persone, promuovere la cultura cinese e migliorare lo scambio culturale internazionale.

Deadline: 7 October 2024

Website: https://napaphoto.org/gcpc/

Color Awards 2024

Ti invitiamo a partecipare alla terza edizione dei Color Awards. Stiamo cercando la migliore immagine a colori per quest’anno, il 2024

Il concorso è aperto a qualsiasi interpretazione della fotografia a colori in tutte le sue dimensioni, dalla realtà quotidiana alla pura astrazione

Abbandonando l’ampio regno della fotografia, i Color Awards accolgono calorosamente una serie di generi: dalla cruda verità del fotogiornalismo, alla profondità emotiva del ritratto, all’audace bellezza della forma nuda, alla grandiosità dell’architettura e del paesaggio, al vigore indomito della fauna selvatica, all’ingegnosità dell’astrazione, della fotografia sperimentale e di strada. Estendiamo il nostro invito anche ai creatori di nature morte, fotografia artistica e a coloro che utilizzano processi alternativi. La nostra attesa è alta per l’opportunità di ammirare immagini che riflettono prospettive uniche e metodi inventivi, così come quelle che aderiscono alle tradizioni più consolidate della fotografia a colori.

Il ruolo del colore nella fotografia è sia fondamentale che profondo. È il narratore vibrante, che offre una narrazione più ricca dell’immagine. Chiarisce la scena, invitando gli spettatori ad approfondire, grazie alla ricchezza di informazioni che fornisce. Consideriamo la fotografia a colori una complessa forma d’arte, che richiede innumerevoli decisioni per armonizzare l’interazione dei colori, stabilendo così una relazione visiva significativa. Siamo entusiasti di mostrare la magia che scaturisce da questo arazzo di narrazione ricco di colori

Deadline: 13 October 2024

Website: https://www.dodho.com/color-awards

Call For Photography: Letters, Numbers & Symbols

Letters, Numbers & Symbols esplora l’intersezione tra linguaggio, matematica e semiotica attraverso l’immagine catturata. I mattoni fondamentali della comunicazione, lettere, numeri e simboli, spesso dati per scontati, vengono reinventati e decostruiti in modi che sfidano le nostre percezioni e approfondiscono la nostra comprensione del potere visivo e concettuale di queste unità di significato di base.

Deadline: 15 October 2024

Website: http://chateaugallery.com/letters-numbers-symbols-submission-form

Chromatic Photo Awards 2024

Chromatic Awards è un concorso internazionale di fotografia a colori aperto sia ai professionisti che agli amatori. Partecipare ai Chromatic Awards offre non solo prestigio, ma anche l’opportunità di vincere denaro extra per lo sviluppo della passione.

Pertanto, ogni fotografo professionista e amatore da ogni angolo del mondo è invitato e sollecitato a partecipare alla terza edizione di questo prestigioso concorso fotografico internazionale dedicato alla fotografia a colori, dove 20 categorie saranno giudicate da una giuria internazionale composta da redattori di riviste, curatori di gallerie, agenti professionisti e altri professionisti del settore.

La disponibilità di attrezzature fotografiche rende la competizione tra fotografi molto ampia e la possibilità di successo è estremamente difficile. Fotografi amatoriali e professionisti che vogliono condividere la loro passione devono dimostrare non solo una buona conoscenza del workshop, ma anche la tenacia nel perseguire il loro obiettivo.

La nostra missione è quella di offrire agli artisti l’opportunità di condividere la loro passione e le loro storie attraverso le loro fotografie, promuovere i migliori fotografi del mondo e scoprire nuovi talenti emergenti.

Con venti categorie, la possibilità di mostrare il nocciolo del proprio lavoro è illimitata, poiché professionisti competenti e di fama mondiale siedono nella giuria e analizzano ogni briciolo di dettaglio di ogni candidatura. Insieme stiamo costruendo il mercato dell’arte e rafforzando la posizione della fotografia a colori nel mondo dell’arte.

Deadline: 27 October 2024

Website: https://chromaticawards.com/

Art A La Carte Competition & Virtual Exhibition

Siete pronti a catturare l’essenza della creatività culinaria? Invitiamo artisti e fotografi di talento a partecipare al nostro concorso d’arte online a tema culinario “Art A La Carte”. Questa è la vostra occasione per esplorare i molteplici aspetti e significati del cibo, dai colori e dalle consistenze al significato culturale e personale, e presentare la vostra interpretazione unica.

Considerate i colori vivaci dei prodotti freschi, i dettagli intricati di un piatto gourmet o il calore di un pasto in famiglia. Forse il vostro lavoro riflette la gioia di cucinare, la diversità delle cucine globali o la semplice bellezza di un singolo ingrediente.

Accogliamo tutti gli stili e i media, dai dipinti vivaci e disegni dettagliati alle fotografie evocative e opere di tecniche miste. Mostrateci come percepite l’essenza del cibo e fate risplendere la vostra creatività. Unitevi a noi per celebrare l’arte del cibo attraverso le vostre opere d’arte. Inviate subito le vostre opere utilizzando il modulo online e condividete la vostra visione con il mondo!

Deadline: 28 October 2024

Website: https://tenmoirgallery.com/art-a-la-carte-online-art-competition-and-exhibition/

Barcelona Photography Festival 2024 on Human Rights and Global Justice

IV Festival Internazionale di Fotografia di Barcellona sui Diritti Umani e la Giustizia Globale.

I progetti devono affrontare qualsiasi tematica legata ai Diritti Umani e alla Giustizia Globale. Sarà particolarmente apprezzata l’incorporazione della prospettiva di genere, le questioni di giustizia climatica, le migrazioni, il diritto all’alloggio e, in generale, l’orientamento verso i 17 obiettivi dell’agenda 2030, la comprensione del modello di sviluppo globale e delle relazioni interdipendenti tra attori e paesi e l’approccio alle cause dei conflitti e delle disuguaglianze.

Con la fotografia come strumento di giustizia sociale, il concorso mira a offrire uno sguardo sui problemi globali e sulle cause che li generano. Il nostro obiettivo è generare spazi di riflessione e informazione che stimolino la cittadinanza critica, con la capacità di intervenire nei dibattiti odierni. I dieci progetti selezionati dalla giuria saranno esposti dal 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, al 7 gennaio 2025 durante il festival nelle strade di Barcellona e faranno parte del catalogo dell’edizione 2024.

Deadline: 31 October 2024

Website: http://site.picter.com/bcndh-2024

LensCulture Emerging Talent Photography Awards 2024

Stiamo cercando 25 fotografi creativi pronti a dare forma al futuro della fotografia contemporanea. Fin dalla nostra fondazione, LensCulture ha cercato in tutto il mondo creatori di immagini agli inizi della loro carriera che rappresentino la forza creativa vitale del nostro mezzo.

Stiamo cercando voci autentiche e approcci innovativi, che tu stia esplorando nuove narrazioni, sperimentando forme o reinventando generi tradizionali. Questa è la tua occasione per entrare sotto i riflettori internazionali e unirti a una comunità mondiale dedicata a elevare l’arte della fotografia.

Non ci sono limiti di età o genere: conta solo la potenza della tua visione creativa. Raccogli i tuoi lavori più avvincenti e condividili con noi. Amplifica il tuo contributo unico alle arti fotografiche e dai il via alla tua carriera nei mercati internazionali.

Deadline: 16 October 2024

Website: https://www.lensculture.com/photo-competitions/emerging-talent-awards/2024

Andy Rocchelli Grant 2024

Andy Rocchelli Grant è un premio internazionale, giunto alla sua seconda edizione, promosso da CESURA in nome del suo co-fondatore Andy Rocchelli, fotoreporter ucciso in Ucraina nel 2014.

Andy è stato un insostituibile fotografo, e per far sì che i suoi valori di fotografo e di persona possano continuare ad ardere, dal 2021 CESURA ha istituito un Grant a suo nome per consentire a un autore o a un nuovo talento di realizzare un libro fotografico in piena libertà di espressione, come avrebbe voluto Andy.

La produzione editoriale cartacea è stata un aspetto fondamentale della sua ricerca come mezzo di diffusione e completamento dell’opera. Lo scopo del Grant è quindi quello di individuare il miglior dummy fotografico inedito e premiare il vincitore con la produzione e la pubblicazione del libro da parte di Cesura Publish, la casa editrice del collettivo.

Deadline: 15 October 2024

Website: http://www.cesura.it/andy-rocchelli-grant/

N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
Ci scusiamo per eventuali errori

Musa fotografia

Al via la sesta edizione del Premio Musa per fotografe! Partecipa!

Ciao! Siamo felicissimi presentare la nuova edizione del PREMIO MUSA PER FOTOGRAFE 🌟 I premi destinati alle vincitrici sono studiati per favorire la crescita autoriale e offrire opportunità concrete di miglioramento. Grazie ai contatti con curatori, editori e grandi festival, si possono aprire nuove strade per ognuna di voi!   Il Premio Musa è dedicato alla creazione di portfolio fotografici ed è aperto a tutte le fotografə, senza distinzione tra amatrici e professioniste. I lavori presentati saranno giudicati da una giuria composta da esperte nel campo della fotografia italiana, il cui verdetto sarà definitivo.

Il premio si concentra sulla fotografia italiana femminile, accogliendo partecipanti che operano in qualsiasi settore e genere fotografico, senza limitazioni sul progetto da presentare. Ogni partecipante può presentare fino a un massimo di tre progetti. Diffondete la notizia e partecipate al Premio Musa!   A presto, Il team di Musa Fotografia 📸   P.S. Seguici sui nostri social per rimanere sempre aggiornato sulle novità
Premio Musa
Prossimi Corsi in partenza da Musa fotografia
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Online tutte le proposte che ti offriamo per il prossimo anno scolastico! Tante belle novità per te!  
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Premio Musa per fotografə italiane
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Il premio Musa, è dedicato alla produzione di portfolio fotografici ed è rivolto a tutte le fotografə italiane…non vediamo l’ora di vedere il tuo lavoro!  
Il blog che ti tiene aggiornato/a sul mondo della Fotografia

Vuoi crescere nel mondo della fotografia?

Ciao! Vuoi crescere nel mondo della fotografia?
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Ti aspettiamo ai prossimi eventi
12 Settembre 2024 OPENDAY MUSA ONLINE – ORE 20,30 – RICHIEDI IL LINK 
28 Settembre 2024 OPENDAY MUSA e Mostra collettiva workshop Storytelling con aperitivo
ORE18,30 da Musa a Monza A presto, Il team di Musa Fotografia

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Per farti pensare un pochino: “Le meraviglie della vita quotidiana sono emozionanti; nessun regista può organizzare l’imprevisto che trovi per strada”
–  Robert Doisneau (Robert Doisneau è considerato uno dei maggiori esponenti della fotografia umanista e del fotogiornalismo, insieme a Henri Cartier-Bresson. Al centro di ogni scatto infatti vi sono le emozioni dell’uomo.)
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Partecipa al Premio Musa per fotografə italiane, 6a Edizione
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Fotografe, è ora di partecipare al Premio Musa!

Ciao! 🚀🌟  Le iscrizioni per il Premio Musa 2024 sono aperte! Tutti i premi ti faranno crescere come autrice! 🌸📷 Non vediamo l’ora di vedere il tuo lavoro.
📸🎨I premi destinati alle vincitrici sono studiati per favorire la crescita autoriale e offrire opportunità concrete di miglioramento. 
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📆 Non perdere questa occasione unica! partecipa e diffondi il PREMIO MUSA PER FOTOGRAFE 🌟

Se vuoi partecipare alla presentazione del Premio Musa online il 9 Ottobre 2024 ore 20,30, richiedi il link per la serata! info@musafotografia.it 
🌟📸 La sesta edizione del Premio Nazionale Musa per fotografe è qui! 
🎉✨ Un grazie speciale a tutti voi per il supporto e la partecipazione. Celebriamo insieme il talento e la passione per la fotografia. ✨📷 Diffondete la notizia e partecipate al Premio Musa!

 A presto, Il team di Musa Fotografia
📸 P.S. Seguici sui nostri social per rimanere sempre aggiornato sulle novità

Grenze Arsenali Fotografici 7a Edizione

Helen & Joe, Pittsburgh, Pennsylvania 1976 ┬® Wim Wenders, Courtesy of Wenders Images

Inaugura venerdì 13 settembre a Verona la settima edizione del Festival Grenze-
Arsenali Fotografici
, il festival Internazionale di Fotografia che coinvolge il quartiere di
Veronetta e il Bastione delle Maddalene.
Der Verzicht è il concept pensato dalla direzione artistica di Francesca Marra e Simone Azzoni.
Der Verzicht scrivono i curatori, significa “Fare un passo indietro. Fare un passo laterale davanti a ciò che non si capisce, che non si sa affrontare perché troppo grande, troppo difficile, troppo. Apologia della rinuncia. Elogio della fragilità. Conta ciò che è perdente. Contro l’arrivismo, il superomismo. Contro la lotta, l’istinto e la competizione. Cede la materia, si fa altro. In-potenza, perché l’Atto sia altro dalla risposta”.
Le curatele
Il Festival è organizzato in collaborazione con Assessorato ai Rapporti UNESCO e l’Assessorato alla Cultura – Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri del Comune di Verona e Università IUSve. Ad affiancare la direzione artistica ci sarà la curatela di Arianna Rinaldo, Giusi Pasqualini, Luce Lebart e Francesco Biasi. Loro hanno scelto i 5 progetti vincitori della Open Call che saranno esposti al Bastione delle Maddalene.


Main project
Ospite d’eccezione alla settima edizione del festival sarà Early Works 1964-1984 di
Wim Wenders. La mostra in esclusiva assoluta per l’Italia, raccoglie scatti catturati tra Algeria,
Inghilterra, Indonesia, Islanda, Australia, Stati Uniti e Russia. I soggetti sono i più diversi:
panoramiche su paesaggi naturalistici, scorci di quotidianità di paese o metropolitana, vedute
liriche e malinconiche in cui l’elemento umano sbiadisce o risalta con forza. Il grande regista
offre, in maniera indiretta e non programmatica, una via d’accesso per accostarsi al proprio
stile e intuire la visione che anima il proprio sguardo sul mondo. Abbinato alla mostra, curata
da Simone Azzoni, il catalogo di LazyDog edizioni.
La mostra sarà allestita nello spazio de Il Meccanico di Via San Vitale 2b
Main section
Bastione delle Maddalene
Ulrike Koeb con “Reduce Reuse Rethink” a cura di Simone Azzoni Il progetto presenta una raccolta di opere selezionate a ritrarre rifiuti e oggetti di uso quotidiano disposti in modo estetico e cromaticamente armonioso. Martina Havlová con “Tajina” a cura di Simone Azzoni e Francesca Marra
Il misterioso ritrovamento di un vecchio diario: diverse voci, la prima delle del 1921 e l’ultima al
1954.

From the project reduce – reuse -rethink_┬®Ulrike Koeb


I 5 progetti selezionati tramite Open Call:

  • Florence Cuschieri con “La Ronde des Hirondelles”a cura di Luce Lebart e Francesco Biasi. Un progetto che invita a prendere coscienza della diversità delle narrazioni che plasmano le identità migratorie odierne e le molteplici storie che compongono il tessuto dell’esilio.
  • Annamaria Belloni con “Riot” a cura di Arianna Rinaldo Riot, nasce nel 2020, è un work in progress che racconta i desiderio di evasione da città claustrofobiche, in bilico nella precarietà, tra desiderio di ritrovarsi e di perdersi in se stessi.
  • Emilia Martin con “I saw a tree bearing stones in the place of apples and pears” a cura di Arianna Rinaldo. Il lavoro indaga forme, usi e tipologie di reliquie nella tradizione religiosa cattolica.
  • Ilaria Sagaria con “Crisalidi” a cura di Giusi Pasqualini
    Crisalidi racconta i residui, quello che rimane della fanciullezza. Magia e fragilità esistenziale che sembra impossibile trattenere.
  • Valentine Valette con “Ashes of the Arabians pearl” a cura di Simone Azzoni e Francesca Marra.
    “Ashes of the Arabian’s pearl” (2021-2023) si concentra sullo sviluppo economico e la pianificazione territoriale del Sultanato dell’Oman.
    Il Meccanico
    Francesca Dusini con “Švejk” a cura di Francesca Marra
    Il progetto racconta piccoli momenti scattati durante gli spazi tra uno spettacolo e l’altro, le prove, il backstage, con un tocco di ironia e un linguaggio non usuale per il genere della fotografia di spettacolo.
    Galleria d’Arte Contemporanea in collaborazione con Isolo17Gallery
    Rolando Cabrera con una selezione da “Modus vivendi” e “No man´s land” a cura di Alain
    Cabrera e Giovanni Monzón
    Un lavoro che parte da uno spazio intimo, spesso malinconico per fissare le sottigliezze e le complessità stratificate della Cuba quotidiana
  • Serena Radicioli con “Non sei più tornato”, Premio Musa a cura di MUSA Fotografia
    Un progetto molto personale, un viaggio profondo e intimo, un’esplorazione delle sfumature
    della vita e delle emozioni che legano l’autrice alla vita del padre che una sera non rientra a casa.
  • Antonio Rovaldi con “Torno indietro un attimo. Along a river”, premio Strategia Fotografia 2023: Evento realizzato nell’ambito del progetto torno indietro un attimo. along a river, sostenuto da strategia fotografia 2023, promosso dalla direzione generale creatività contemporanea del ministero della cultura. Partner partecipanti: Foto-Forum, Lungomare, Museion, THE NEW INSTITUTE Centre for Environmental Hmanities (NICHE), Grenze- Arsenali Fotografici.
    Sezione OFF
    La sezione a cura di Sara Munari e Lisangela Perigozzo ospita al Lazzaretto
    Valentinna De Santis con “Non voglio sapere”
    Chris Kraniotis con “Whitout Foundation”
    Annalisa Lenzi con “Aequilibrium”
    Martinn Miklas con “Abyssal Echoes”
    Valeria Nanci con “Storia di una rinuncia”

Riot_┬®Annamaria Belloni

  • Eventi
    13 settembre
    OPENING Circuito OFF:
    Lazzaretto di Verona dalle ore 18 alle 21
    -14 settembre
    OPENING e tour con gli artisti della Main Section:
    Il Meccanico ore 15:00
    Galleria d’Arte Contemporanea ore 16:40
    Bastione delle Maddalene ore 18
    -15 settembre Bastione delle Maddalene
    Letture portfolio
    Arianna Rinaldo, Sara Munari, Alfio Tommasini e David Pujado
    Info e prenotazioni sul sito: http://www.grenzearsenalifotografici.com
    Laboratorio creativo per bambini
    Le cornici della consapevolezza: autoritratti creativi
    A cura di Sara Pellizzer
    -23 settembre ore 18 e 30 Sala Scacchi della GAM
    Conferenza “Scavi Scaligeri tra passato, presente e nuove acquisizioni”. Intervengono Barbara Bissoli Vicesindaca, Assessora Beni Culturali e Paesaggio, Marta Ugolini. Assessora Cultura, Turismo, Rapporti con l’Unesco, Giusi Pasqualini Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, Chiara Ventura di EARTH Foundation, l’artista Lorenzo Vitturi e il curatore Giangavino Pazzola. Introduce Simone Azzoni di Grenze-Arsenali Fotografici
    -4 ottobre ore 11 Scuola Valerio Catullo Via Breccia San Giorgio.
    Il sistema delle mura a Verona a cura di Ettore Napione
    -13 ottobre ore 15
    Talk in Art Verona Pad 12 della Fiera
    “Fotografia ed editoria indipendente, fanzine, self publishing” Francesco Rombaldi di Yogurt Magazine e Nicolò Bello di LazyDog-
  • Informazioni
    Bastione delle Maddalene, Vicolo Madonnina, Verona
    ORARI: 9:30 – 12:30 e 16:00 – 19:00
    Nel mese di ottobre il Bastione chiuderà alle ore 18:00
    Il Meccanico Via San Vitale 2b Verona
    ORARI: 9:30 – 12:30 e 16:00 – 19:00
    Galleria d’Arte Contemporanea, Via XX Settembre 31/b, Verona
    ORARI: 9:30 – 12:30 e 16:00 – 19:00
    Tutte le mostre sono ad ingresso gratuito. Giorno di chiusura: lunedì
    Lazzaretto, Via Lazzaretto, Verona
    venerdì 13 settembre, OPENING H 18-21
    sabato 14 settembre: H 10.00 – 12.30
    sabato 21 settembre: H 10.00 – 12.30
    Ulteriori orari di visita da definire in base all’attività dell’Associazione
    Eventi collaterali
    Mostre collaterali nei mesi di settembre e ottobre presso LuogoArteContemporanea, info e dettagli sul sito http://www.arteluogo.it
    Sponsor e collaborazioni
    Il Festival è sostenuto dal Comune di Verona, AGSM, Fimauto, dallo IUSVE e dal Forum Austriaco.
    Sponsor tecnici: Samuele Mancini con Canson Infinity e Centro Art Store
    Fondamentale e unica nel panorama la rete di paternariati e collaborazioni che coinvolgono
    enti e associazioni, istituti e realtà internazionali quali:
    Foto-Forum, Lungomare, Museion, NICHE, Art Verona, Centro Internazionale Scavi Scaligeri
    Centro Documentazione Ricerca Artistica Luigi di Sarro (Roma), Amici del Lazzaretto, Bridge
    Film Festival, Forum Austriaco di Cultura (Milano), MUSA Fotografia, Magazzini Fotografici
    (Napoli), OFFBelgrado (Bratislava), Experimentali Photo Festival (Barcellona), Belgrado Photo
    Month e PerAspera Festival (Bologna)
    Media Partner: Artdoc Photography Magazine, Heraldo, Juliet Srt Magazine, sichtbar.art

  • | Grenze Arsenali Fotografici | www.grenzearsenalifotografici.com |
    | Ufficio Stampa: grenze.ufficiostampa@gmail.com |
    | Pietro Marini e Laura Ruffato |
    | 0039_3483490521 |

OPEN CALL – VII edizione del Festival Grenze


La VII edizione del Festival Grenze apre la Call per selezionare sei progetti da esporre da settembre
a ottobre 2024 al Bastione delle Maddalene
Concept:
Der Verzicht. Impotenza. Fare un passo indietro. Fare un passo laterale davanti a ciò che non si capisce, che non si sa affrontare perché troppo grande, troppo difficile, troppo. Apologia della rinuncia. Elogio della fragilità. Conta ciò che è perdente. Contro l’arrivismo, il superomismo. Contro la lotta, l’istinto e la
competizione. Cede la materia, si fa altro. In-potenza, perché l’Atto sia altro dalla risposta.
Criteri di partecipazione:
I lavori non dovranno essere necessariamente inediti. Potranno essere esposti in qualsiasi formato e
materiale, anche video.

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Le proposte presentate, da fotografi e collettivi, dovranno includere:

  • da un minimo di 10 a un massimo di 20 immagini relative al progetto. Le immagini devono essere in formato JPEG (lato lungo 1200 pixel) e non superare complessivamente 10 MB
  • titolo del progetto e testo introduttivo (massimo 4000 caratteri in lingua italiana + traduzione in lingua
    inglese)
  • breve biografia (Ita + Eng)
    Tutte le proposte dovranno essere inoltrate a grenze.arsenali.fotografici@gmail.com in una cartella nominata
    “nomecognome” insieme alla ricevuta PayPal (grenze.arsenali.fotografici@gmail.com) dell’avvenuto pagamento di euro 35.
  • Time line:
    1 aprile 2024: termine presentazione progetti
    30 maggio 2024: proclamazione dei progetti selezionati
    La giuria e la direzione artistica costruiranno il layout condividendolo successivamente con l’artista.
  • Giuria:
    Luce Lébart
    Storica della fotografia e curatrice
    Arianna Rinaldo
    Curatrice indipendente, consulente fotografica e photo editor freelance
    Giusi Pasqualini
    Curatrice ed archivista
    Francesca Marra
    Curatrice, fotografa e docente di fotografia
    Simone Azzoni
    Docente di arte contemporanea e curatore
  • Premi e vantaggi:
  • stampa e allestimento delle mostra nella Sezione Principale – al Bastione delle Maddalene
  • vitto e alloggio gratuito durante le giornate inaugurali
  • visibilità del lavoro sui canali di comunicazione del Festival
  • pubblicazione in una gallery online permanente sul sito del festiva

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