Anna Brenna – CAPTCHA (Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart)

Buongiorno a tutti!

Sono entusiasta di condividere con voi i progetti straordinari dei partecipanti ai due workshop di fotografia che ho avuto il privilegio di organizzare, tenutisi a Shanghai nel 2020 e a Pechino nel 2024. queste esperienze hanno rappresentato per me e per i partecipanti un viaggio creativo unico, segnato non solo dalla crescita artistica, ma anche dalla forza del legame umano tra noi.

Nel 2020, a Shanghai, ho guidato in questo percorso, un gruppo di fotografi completamente diversi tra loro e ho visto ognuno di loro scoprire nuovi modi di vedere e interpretare il mondo attraverso l’obiettivo. I risultati sono stati eccezionali: una collezione di immagini che raccontano storie uniche, catturano emozioni profonde e celebrano la diversità della vita delle due città.

Quattro anni dopo, nel 2024, ci siamo ritrovati a Pechino e mi ha riempito di gioia vedere come il tempo avesse rafforzato lo spirito di collaborazione e la passione condivisa per la fotografia. Questo secondo incontro è stato un’occasione per riflettere sulla nostra evoluzione artistica e per creare nuovi progetti che riflettessero le esperienze e le sfide affrontate nel corso degli ultimi difficili anni. Le fotografie realizzate a Pechino testimoniano una maturità artistica sorprendente e una coesione che raramente si incontra nei gruppi di lavoro.

Voglio esprimere la mia più profonda stima e affetto nei confronti di tutti i partecipanti. Il loro impegno, la loro creatività e la loro capacità di sostenersi a vicenda hanno reso questi workshop momenti indimenticabili. Ogni progetto presentato è una testimonianza del loro talento e della loro dedizione.

Grazie ai partecipanti per avermi ricordato che, indipendentemente dal passare del tempo, la passione per la fotografia può unire, ispirare e produrre opere di straordinaria bellezza.

Non vedo l’ora di vedere dove ci porterà il prossimo capitolo del nostro viaggio. Ciao a tutti! Sara

qui potete vedere il lavoro di Anna Brenna, godetevelo!

Fotografie di Anna Brenna vietata la vendita o la riproduzione.

CAPTCHA (Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart)

“E’ tutto reale… è tutto vero… non c’è niente di inventato, niente di quello che vedi nello show è finto… è semplicemente controllato.”

La citazione riflette quella che per me costituisce l’essenza del progetto, in cui la verità appare manipolata e controllata, ma mai completamente nascosta.

Le immagini vogliono mostrare la dualità delle metropoli cinesi: città all’avanguardia, moderne e tecnologiche, ma anche piene di contraddizioni e dettagli perturbanti. che creano una sensazione di disagio sotto una superficie di apparente normalità, in bilico tra il presente e un futuro immaginato.

Ogni fotografia presenta una scena apparentemente perfetta e armoniosa, ma nasconde un dettaglio inquietante che sfugge al controllo, un’atmosfera surreale, che invita chi guarda a scoprire il lato nascosto della realtà.

I particolari disturbanti sono inseriti per sembrare fuori posto, ma non immediatamente visibili. Questi dettagli sfuggono al primo sguardo, richiedendo una riflessione più profonda e attenta da parte dello spettatore.

“Captcha” affronta temi come il controllo sociale, la percezione della realtà e la tensione tra apparenza e verità. In un mondo dove la tecnologia e il monitoraggio costante influenzano ogni aspetto della vita, cosa significa veramente essere liberi? Quali sono i limiti tra ciò che è reale e ciò che è controllato? Questo progetto fotografico invita a interrogarsi su queste domande, rivelando la fragilità della nostra percezione e la complessità della realtà moderna.

Anna Brenna

www.annabrenna.com

www.instagram.com/nnbrnn/

Per informazioni sui workshop di viaggio con Sara Munari, vai qui

Autori e selfpublishing: nessuno mi può giudicare, nemmeno tu!

Il self-publishing (l’autoproduzione di libri), altro fenomeno esploso negli ultimi anni, data l’assenza di un editore, sposta il momento in cui il libro viene “scelto”: nel caso dell’editoria tradizionale, l’editore
decide se pubblicare o meno il lavoro, mentre nel processo dell’auto-pubblicazione il libro viene pubblicato senza il veto né di editori né di curatori, e sarà eventualmente selezionato in un secondo momento, tramite la rete, che così assume, tra le altre, anche la funzione di recensore critico e di promotore delle opere. Con il self-publishing, evidentemente, la disponibilità di titoli aumenterà in modo esponenziale. Il tema della qualità editoriale è, peraltro, determinante in generale, non soltanto nell’ambito del self-publishing.
Facendo un giro in libreria nel reparto dedicato alla fotografia, si capisce al volo che nel mondo editoriale il criterio di qualità imperante è il mercato: non importa cosa e chi si compri, e non importa neppure che le fotografie vengano sfogliate nei libri: ciò che conta è che l’“oggetto libro” sia venduto.
Una persona che desidera auto-pubblicare un libro potrebbe decidere di farsi affiancare da alcuni professionisti (un photo editor sia per la selezione che per la sequenza narrativa, un curatore o un critico per la presentazione, e un grafico per la realizzazione visuale) che toglierebbero la patina grezza alla propria opera portandola a un livello più professionale. Rivolgersi a queste figure, pagando una somma per essere aiutati, elimina comunque la funzione di “filtro qualitativo” dato che, la necessaria transazione economica potrebbe implicare “sviste” sull’effettiva valutazione del lavoro.
Dobbiamo comunque tenere presente che la maggior parte dei libri che saranno pubblicati tramite self-publishing non verrà nemmeno considerata. Al contrario, i libri che riusciranno a emergere lo faranno perché saranno effettivamente acquistati e sottoposti al giudizio della rete (e, di conseguenza, anche in questo caso, del mercato).
L’assenso del sito al quale ci si rivolge per la pubblicazione e la stampa del libro è anch’esso merce, ha un costo, elimina il criterio del filtro attraverso una transazione economica. Si diventa autori in quanto si pubblica un libro inerente a un progetto che si ritiene degno di nota e, nel contempo, si diventa clienti.
Dal mio punto di vista, si rischia di abbandonare definitivamente un ruolo che continuo a reputare un perno fondamentale: il “fare filtro”, l’essere consapevoli di svolgere una sorta di organizzazione
culturale. La sensazione è che il self-publishing sollevi tutti – editori, curatori e critici – da un comportamento che si concretizza, appunto, nella scelta e nella selezione.
Questo fenomeno, che riguarda soltanto l’ambito editoriale, è essenzialmente una metamorfosi socioculturale.
Sono in discussione i presupposti e le metodologie che per tanto tempo abbiamo apprezzato come legittimi e significativi: l’idea cioè che la pubblicazione di un libro o la selezione di un autore per una
mostra fosse congiunta alla scelta operata da qualcuno, esperto e capace, che si incaricasse appunto di filtrare. Una scelta di volta in volta opinabile, ma una scelta che, quantomeno, rimanda a un criterio.
La proposta del self-publishing o del pagamento diretto al critico freelance stanno decretando la percezione dell’eventuale “no” pronunciato da queste figure professionali come inammissibile, un
torto intollerabile, la violazione di un diritto che non si deve compromettere. Una sorta di “nessuno mi può giudicare, nemmeno tu!”.
L’assenza del contributo di quelle figure professionali che partecipano nel dare all’opera una compiutezza, una forma definitiva, potrebbe portare a un definitivo affossamento del pregio di ciò che
circola nel mondo della fotografia, intesa come mezzo per comprendere l’evoluzione del mondo. Avremmo piuttosto davanti agli occhi la fotografia degli atteggiamenti ormai comuni di cui abbiamo parlato.
Intendiamoci: non demonizzo né il self-publishing, né i critici o i curatori freelance che in sé hanno potenzialmente una portata di analisi reale e una capacità di messa in discussione della pratica editoriale e istituzionale tradizionale.
Resta, tra l’altro, difficile stabilire il valore effettivo di un’opera nel momento in cui nasce. Molto più spesso, il suo valore viene attribuito con il passare del tempo e ciò determina “meriti” autoriali differenti nelle diverse epoche e, anche, in luoghi diversi.

Dal mio libro:

Troppa fotografia, poca fotografia. Riflessioni sui linguaggi contemporanei

In vendita qui

Fotografie di Valeria Gradizzi

COLORNOPHOTOLIFE 2024: “Totem e Tabù”

È in arrivo la 15esima edizione del festival fotografico di Colorno (Parma) che avrà il suo clou dal 27 al 29 settembre. Tra le mostre il lavoro di Elio Luxardo, ritrattista delle star di Cinecittà negli anni d’oro.
Il 21 settembre alle 21.30 al MUPAC incontro con la fotoreporter e documentarista Monika Bulaj

Il festival fotografico COLORNOPHOTOLIFE di Colorno (Parma) giunge quest’anno alla sua 15esima edizione, mantenendo la sua prerogativa di fondere in un’unica manifestazione le radici e le nuove frontiere della fotografia arricchendosi da alcuni anni di momenti musicali e audiovisivi. Il suo clou sarà da venerdì 27 a domenica 29 settembre, ma eventi e mostre si protrarranno fino al 10 novembre.
Questo continuo rinnovamento ha portato il festival ad essere uno dei più seguiti a livello nazionale, anche lo scorso anno è stato quello con maggior pubblico e partecipanti della manifestazione italiana di lettura portfolio denominata “Portfolio Italia”, la più importante a livello nazionale.
Torna poi per il terzo anno il concorso di lettura per Fanzine “READ-ZINE” ideato e proposto dal festival colornese.
Essendo un festival tematico l’edizione 2024 avrà come focus: “Totem e Tabù”, simboli e modelli tra passato e presente. Se per la collettività il Totem rappresenta ciò che viene esaltato, adorato, elevato alla massima evidenza, al contrario il Tabù rappresenta ciò che deve essere occultato nella massima oscurità. Entrambi assumono queste definizioni per attribuzione dogmatica, cioè senza ragioni logiche, è un processo collettivo che avviene “di pancia”. Proprio perché non sono animati dalla logica, la loro forza è impressionante nel dettare il comportamento collettivo che ovviamente procede, senza ragionevolezza, governato da credenze e pregiudizi. In entrambi ha un ruolo decisivo l’immagine Simbolo che in alcuni casi diventa il Modello (da imitare). Il Simbolo e il Modello conferiscono presenza concreta nella realtà sensibile a una determinata idea Totem e di Tabù. Guardando aspetti generali è facile individuare queste caratteristiche nelle religioni e nelle ideologie. Osserviamo però che oggi scegliere un credo religioso o laico è un percorso consapevole che si compie leggendo e discutendo: l’umanità di oggi ha attraversato la stagione postmoderna senza accorgersene, perdendo molta affezione per fedi e ideologie.
La manifestazione ha una fase laboratoriale di preparazione dei lavori collettivi che saranno esposti al festival, tramite incontri on line e workshop. Questa attività è costruita in collaborazione con il Dipartimento Cultura DiCult della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche): i risultati dei laboratori saranno esposti nell’ambito del festival colornese nella sala Juventus di Colorno.

AVVICINAMENTO AL FESTIVAL
Il percorso di avvicinamento al festival inizia con l’attività estiva “Viaggi sotto le stelle” al venerdì all’interno del parterre della Reggia di Colorno (fino al 9 agosto) e prosegue con presentazioni editoriali all’interno del museo MUPAC, fino ad arrivare al week end clou di fine settembre, quando verranno inaugurate le mostre fotografiche. I week end successivi saranno arricchiti con dibattiti e conferenze, concerti musicali ed altre attività formative fino alla chiusura del festival che è programmata per il secondo fine settimana di novembre.
Durante il periodo espositivo saranno organizzate visite guidate gratuite per gli studenti e per le comunità deboli del territorio.

A precedere l’inaugurazione delle mostre, il 21 settembre alle 21.30 al MUPAC si terrà l’incontro di grande rilievo con Monika Bulaj, fotoreporter e documentarista polacca, triestina d’adozione, dal titolo “Geografie sommerse”. Si parlerà di minoranze etniche e religiose, popoli erranti, tra fedi e confessioni religiose nei Pesi visitati, attraverso immagini di intensa sensibilità visiva ed emotiva che caratterizzano questo lavoro.

LE MOSTRE FOTOGRAFICHE DEL FESTIVAL
Le mostre ufficiali dei grandi autori saranno esposte nei locali storici della cittadina. In Aranciaia, al piano terra (dal 27/09 fino al 10/11), cinque le esposizioni. Sarà visibile “La ricerca della bellezza” di Elio Luxardo (1908-1969), diventato famoso come il fotografo delle dive e dei divi di Cinecittà, dagli anni Trenta agli anni Sessanta, dedicando la sua carriera a costruire immagini perfette di corpi e volti. A cura di Roberto Mutti, la mostra raccoglie 130 scatti dell’artista di origini italiane ma nato in Brasile, dove si è affermato come autore di documentari e prima ancora come atleta.

Fotografia di Luxardo

“Il richiamo dell’anima profonda” del parmigiano Oreste Ferretti, grande viaggiatore e appassionato delle culture antiche e primitive, a cura di Silvano Bicocchi, presenta un coinvolgente reportage avvalendosi del proprio ampio archivio fotografico che comprende sette portfolio tematici e ci accompagna alla scoperta dei misteri e del fascino di diversi Totem e Tabù venerati nelle celebrazioni sacre e profane che dall’Asia ci portano all’Africa, concludendo con lo sguardo sospeso verso il futuro sulla surmodernità di Dubai.

“Professione reporter: Angelo Cozzi. Prospettive fotografiche del secondo Novecento”, a cura di Ascanio Kurkumelis, si concentra su una parte della sua grande produzione e mette in risalto due delle sue passioni: il reportage e il ritratto. La mostra è l’occasione per riscoprire fotografie che hanno fatto la storia e per riaccendere l’attenzione su un autore che ha condotto con le sue immagini milioni di lettori nel vivo degli avvenimenti storici più significativi dal 1951 alla fine degli anni Ottanta.

Fotografia di A. Cozzi

Con “La ricostruzione tra rito e mito” dall’archivio dell’agenzia romana Publifoto conservato dal CSAC dell’Università di Parma, Claudia Cavatorta e Paolo Barbaro hanno individuato scatti che si muovono tra l’ufficialità e la cronaca tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Anni in cui Publifoto è in relazione con nuovi modelli di giornalismo. Sono scatti che ci riportano ad aspetti di un’Italia scomparsa, tra arretratezza e consumo, tra realtà locale e dimensione già globale della cultura d’immagine. Infine il lavoro di Lorenzo Cicconi Massi dal titolo “Fedeli alla tribù” si concentra sui giovani, un viaggio dagli anni Duemila attratto dalle forme, dai colori del trucco e dai tatuaggi messi in bella mostra nell’esigenza di mascherarsi e riconoscersi tra Italia, Malta e Beijing.
Salendo le scale si aprono gli spazi del MUPAC (piano superiore dell’Aranciaia) e qui incontriamo altre sei mostre, vincitrici di premi nazionali con cui il COLORNOPHOTOLIFE collabora (sempre dal 27/09 al 10/11). Pierpaolo Mittica con il progetto “Semipalatinsk, il crimine dei test nucleari”, a cura di Paola Riccardi, ha vinto la terza edizione del premio fotografico Umane Tracce, dedicato alla memoria di Nicola Paccagnella e fondato nel 2020 da Paola Riccardi (curatrice della mostra) insieme a Stefano Bianchi e a Enzo Cortini. Il fotografo rimarca, attraverso le immagini, come la minaccia delle armi nucleari sia un problema attuale, portando alla luce un esempio lampante delle conseguenze dannose dei test atomici: il poligono nucleare di Semipalatinsk, in Kazakistan, nato durante la Guerra Fredda, dove si generarono radiazioni il cui impatto sulla popolazione delle aree abitate circostanti venne tenuto nascosto per decenni dalle autorità sovietiche.

Francesca Dusini, giovane fotografa trentina, con “Švejk” (Opera vincitrice Premio MUSA per fotografe) racconta con le sue immagini la vita sul set di una serie tv ispirata alle opere di Hašek e Brecht che raccontano le avventure di Švejk. Ne emerge una straordinaria forza espressiva degli sguardi e dei gesti degli attori, non professionisti.

“Per mezzo di sguardo immacolato” di Caterina Codato (vincitrice del ColornoPhotoLife 2023) è un lavoro fotografico composto da venti immagini realizzate lo scorso anno alla pinacoteca Martini di Cà Rezzonico, Museo del 700 Veneziano che guardano l’arte e le opere di altri artisti attraverso lo scatto fotografico generando nuove narrazioni, trasfigurando il dipinto originario.

“Omotesando” del salernitano Massimo Napoli (vincitore Portfolio Italia 2023) punta lo sguardo sulla quotidianità frenetica di una delle zone dello shopping e della moda più famose di Tokyo con la scelta di un bianco e nero intrigante che conferisce al portfolio un’atmosfera quasi misteriosa in uno stile decisamente contemporaneo.

“A mezzo metro da terra” di Maurizio Guarino (vincitore Tema fisso ColornoPhotoLife 2023) è un lavoro realizzato tra ottobre 2022 e marzo 2023 all’interno del centro diurno socio-sanitario della cooperativa sociale “Kepos” – onlus della città di Prato – che ospita in modalità semi-residenziale 13 persone, tra ragazze e ragazzi, con disabilità motorie. Infine la collettiva “Strange days” con le venticinque migliori fotografie partecipanti al concorso TTA – Travel Tales Award, concorso per fotografi amatoriali e professionisti che dà spazio ai racconti di viaggio.


LE MOSTRE COLLATERALI, nel parmense
Le mostre collaterali sono esposte in altri luoghi del territorio parmense: al circolo “Il portico” di Torrile Bruno Mezzadri del “GF Zoom” di Salsomaggiore con “Make up” e il mondo di colori e usanze al festival Mount Hagen che si tiene ogni anno in agosto in Papua Nuova Guinea. A San Polo di Torrile (nella sala Peppino Impastato della sede municipale) “G.F. Obiettivamente” di Parma scandaglia con le sue immagini il “Totem dell’eterna giovinezza”. A Ozzano Taro al Museo Ettore Guatelli “La stanza dei Sogni” di Maurizio Ligabue dove attraverso le sue immagini si entra in un mondo di oggetti evocativi in cui spazio e tempo si annullano. Nella Cappella Ducale di San Liborio a Colorno, alle spalle della grande Reggia: “Ovunque Proteggimi” del “GF Color’s Light” di Colorno. Nella Sala Juventus della cittadina della bassa parmense verrà esposta la mostra fotografica dei Laboratori DiCult della FIAF a tema “Totem e Tabù”. Al Circolo sociale Maria Luigia (Venaria) di Colorno mostra con altri lavori dei Laboratori DiCult e nelle attività commerciali di Colorno si potranno ammirare altri lavori di autori vari.

La 15esima edizione del ColornoPhotoLife è organizzata da un comitato composto dai consiglieri del GF Color’s Light, dal direttore del dipartimento Cultura FIAF Silvano Bicocchi con il supporto di figure professionali coordinate dal presidente del GF Color’s Light Gigi Montali. Con il patrocinio del Comune di Colorno, Comune di Torrile, Provincia di Parma e Regione Emilia Romagna. Preziose le collaborazioni con CSAC Università di Parma, Archivio 3M, Il Fotografo, Viaggio Fotografico, TTA, OASIS e Istituto comprensivo di Colorno.

Per il programma completo e per tutti i dettagli sul festival ColornoPhotoLife 2024 si consiglia di visitare il sito http://www.colornophotolife.it ma anche le pagine social Facebook e Instagram, costantemente aggiornate.

PER INFORMAZIONI:
Sito web: www.colornophotolife.it
E-mail: info@colornophotolife.it
Cell.: 349 3512737
@COLORNOPHOTOLIFE

PROGRAMMA

FOTOGRAFIA SENZA CONFINI (MUPAC di Colorno)

o 21 settembre ore 21:30: “Geografie sommerse” incontro con Monika Bulaj

WORKSHOP
 22 settembre Workshop Fotoelite – “Micromondi” con Alberto Ghizzi Panizza
 29 settembre “La magia del Parmigiano” con Stefano Anzola
 10 Novembre “I paesaggi del Grande Fiume” con Gigi Montali

PROGRAMMA WEEKEND CLOU

VENERDÌ 27 SETTEMBRE
• ore 21: inaugurazione mostre Aranciaia
• ore 21:45: inaugurazione mostre al MUPAC
• ore 22:30: proiezione audiovisivi
• “VUDÙ” di Oreste e Odetta Ferretti
• “SHADOR” di Gianni Rossi
• “UNA DOMENICA DI PASQUA” di Stefano Anzola
SABATO 28 SETTEMBRE
o Dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18 apertura tavoli lettura portfolio, premio di lettura Portfolio “Maria Luigia” – “PORTFOLIO ITALIA” e lettura fanzine “READ-ZINE”
LETTORI PORTFOLIO 28-29 settembre:
o Federica Berzioli – Giornalista (Il Fotografo)
o Maria Teresa Cerretelli – Photoeditor
o Silvano Bicocchi – Vice Direttore Dipartimento Cultura della FIAF
o Massimo Mazzoli – Direttore Dipartimento Cultura della FIAF
o Stefania Lasagni – Lettore FIAF
o Antonella Monzoni – Fotografa e Vicedirettore Editoriale della rivista Gente di Fotografia
o Orietta Bay – Lettrice FIAF
o Canini Silvio – Fotografo
o Lorenzo Cicconi Massi – Fotografo/regista
o Fulvio Merlak – Presidente Onorario FIAF
o Michele Di Donato – Lettore FIAF

LETTORI FANZINE 28 settembre:
o Corrado Musmeci – Tipografia Fontegrafica Lab
o Isabella Tholozan – Redattrice (foto IT)
o Loredana De Pace – Studio CAOS, editing e consulenza fotografica
o Laura Manione – Critica della Fotografia

o Ore 10:30: inaugurazione mostre fotografiche dei laboratori del dipartimento cultura al cinema Juventus (aperte solo nel week end 14-15 ottobre con orario continuato 10 – 18) e negli spazi collettivi di Colorno (orari degli esercizi commerciali), a cura del direttore del Dipartimento Cultura Silvano Bicocchi con visita guidata
o Dalle 14:30 alle 18: AV Lab alla Reggia di Colorno – Laboratorio audiovisivi fotografici
o Ore 15:30 in Aranciaia: visita guidata alle mostre con Silvano Bicocchi
Dalle 18 alle 19 allo spazio MUPAC: talk con Maria Teresa Cerretelli e Federica Berzioli “20 anni del Premio Ponchielli” sarà presente Lorenzo Cicconi Massi che ha vinto il premio nel 2007 con FEDELI ALLA TRIBU’
o Ore 22: alla Club House del Rugby Colorno, concerto di ”Bottega Musicale & Photographers”

DOMENICA 29 SETTEMBRE
• Dalle 7 alle 11: WorkShop “ Sua Maestà il Parmigiano” con il fotografo Stefano Anzola (partenza dalla piazza di Colorno)
• Dalle 9:30 alle 13: apertura tavoli lettura portfolio, premio di lettura Portfolio “Maria Luigia” – “PORTFOLIO ITALIA”
• Dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18: shooting fotografici gratuiti con Harley-Davidson
• Ore 11: visita guidata alle mostre con Loredana De Pace
• Ore 15: inaugurazione mostra a San Polo di Torrile
• Dalle 16:30: possibilità di visite guidate al patrimonio artistico di Colorno
• Ore 15 allo spazio MUPAC, presentazioni editoriali:
 CITIES 14 con Angelo Cucchetto
 Parco Dora di Gaetano Amodeo, a cura di Loredana de Pace
 I(o)sola di Isabella Tholozan: interviene l’autrice e giornalista Loredana De Pace
 La Habana di Giorgio Dellacasa: intervengono l’autore, la curatrice Laura Manione e Antonella Monzoni per Gente di Fotografia Edizioni
 Live in Paris di Michele Di Donato, a cura di Fabiola Di Maggio
• Ore 18:30 Premiazione Portfolio “Maria Luigia” e fanzine Read-Zine

MOSTRE FOTOGRAFICHE DIFFUSE:
Torrile al circolo “Il Portico” – “Make Up” di Bruno Mezzadri del “GF Zoom” di Salsomaggiore, inaugurazione sabato 7 settembre
San Polo di Torrile (Sala Peppino Impastato) – “GF Obiettivamente”, inaugurazione sabato 28 settembre ore 15
Ozzano Taro – Museo Ettore Guatelli – “La stanza dei Sogni” di Maurizio Ligabue, inaugurazione domenica 22 settembre ore 16
Cappella Ducale di San Liborio a Colorno – “Ovunque Proteggimi” del “GF Color’s Light” di Colorno, inaugurazione sabato 28 settembre ore 10
Sala Juventus di Colorno – Mostra fotografica dei Laboratori DiCult a tema “Totem e Tabù”, inaugurazione sabato 28 settembre ore 10
Circolo sociale Maria Luigia (Venaria) di Colorno – Mostra dei Laboratori DiCult, inaugurazione sabato 28 settembre ore 10
Attività commerciali di Colorno – Autori Vari, aperte da sabato 28 settembre

LUNGO IL PERCORSO: (MUPAC di Colorno)
4 ottobre – approfondimento sull’opera di Man Ray, conduce Eles Iotti
5 ottobre – visita allo CSAC (vediamo le foto di Man Ray)