✨ Premio Musa per fotografe 2025 – Dai voce al tuo sguardo

Se vuoi partecipare alla presentazione del Premio Musa online

8 Ottobre 2025 ore 20,30, richiedi il link per la serata! info@musafotografia.it

Il Premio Nazionale Musa per fotografe, dopo una notevole crescita in termini di popolarità e successo, raggiunge la sua settima edizione nel 2025.

Grazie a tutte per la partecipazione!

Dedicato alla realizzazione di portfolio fotografici, il Premio Musa è aperto a tutte le fotografe, senza distinzione tra amatrici e professioniste. I lavori presentati saranno valutati da una giuria di esperti del panorama fotografico italiano, il cui giudizio sarà insindacabile. Il premio si concentra sulla fotografia femminile italiana e accoglie partecipanti di ogni ambito e genere fotografico, senza restrizioni sul progetto da presentare.

Il tema è libero ma deve essere considerata la categoria di appartenenza del progetto:

1) Reportage, Street photography, Natura, Viaggio, Eventi, Architettura

2) Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca..

3) Ritratto, Moda, Fotografia di spettacolo.

Non tenere i tuoi progetti nel cassetto!

Il Premio Musa per fotografe è dedicato a chi vuole raccontare storie, idee e visioni attraverso le immagini.
La giuria, composta da professionisti della fotografia italiana, valuterà i progetti con attenzione e passione.
Aperto a tutte le fotografe, senza distinzioni tra amatrici e professioniste.

Per informazioni dettagliate: https://www.musafotografia.it/premio.html

Hai fino a 3 progetti da presentare.
Il prossimo nome sul podio potrebbe essere il tuo.

👉 Partecipa, mettiti in gioco e condividi il tuo sguardo unico.
Il Premio Musa non è solo un concorso: è uno spazio di riconoscimento e crescita per la fotografia femminile italiana.

Premio Nazionale Musa per Fotografe, mostraci il tuo lavoro!

🎉 Il Premio Nazionale Musa per Fotografe torna per la sua settima edizione!
✨ Grazie di cuore a tutte le fotografe che ogni anno rendono questo premio un viaggio straordinario tra creatività, sguardo e passione.

📣 Il bando 2025 è ufficialmente aperto!
Hai una visione da condividere? Un progetto che parla di te? È il momento di mostrarcelo.

📷 Invia il tuo portfolio fotografico: massimo tre progetti, tema libero, giuria d’eccellenza.
Il premio è aperto a tutte le fotografe, senza limiti o etichette: professioniste, emergenti, autodidatte.

🔥 La fotografia femminile italiana ha bisogno di spazio, forza e voce. Questo è il tuo spazio. Prenditelo.

🔗 Tutte le info su musafotografia.it

✨Scopri il Premio Musa 2025

Vuoi partecipare al Premio Musa?
Ciao!
Segna la data: 8 ottobre 2025, ore 20:30.
Ti aspettiamo online per la presentazione della 7ª edizione del Premio Musa, dedicato alle fotografe italiane.
Un’occasione per conoscere il regolamento, fare domande e prepararti a candidare i tuoi progetti.
Aperto a tutte le fotografe, senza distinzioni tra amatrici e professioniste, accoglie portfolio e progetti fotografici in tre categorie:

1️⃣ Reportage / Street / Natura / Viaggio / Architettura
2️⃣ Progetto personale / Concettuale / Ricerca
3️⃣ Ritratto / Moda / SpettacoloHai fino a 3 progetti da presentare.

Il prossimo nome sul podio potrebbe essere il tuo.
📩 Scrivi a info@musafotografia.it per ricevere il link alla serata.
📥 Vai al Premio Musa
✨ Dai luce al tuo talento. Ti aspettiamo!– Il team di Musa Fotografia · Sara Munari
VAI AL PREMIO MUSA
Ecco i corsi e percorsi di lunga durata di Musa fotografia
Corso Annuale FULL di fotografia online 
Corso Annuale LIGHT di fotografia online 
Visual Storytelling, incontro con te stesso, con Sara Munari online 
Percorso Espressione  personale online
Percorso Linguaggio fotografico full online
 Percorso Racconto fotografico full online 
Percorso Storia della fotografia online
 Corso Base/Avanzato di fotografia online 
Percorso Fotoritocco, gestione immagini online 
Percorso pensare libri e fanzine in aula NEW 
Percorso Esercizi di linguaggio e di racconto fotografico in aula NEW 
Percorso fotografia di Ritratto online NEW
VAI ALLA PAGINA CON TUTTI I CORSI

Vai agli eventi che organizziamo e conosci autori importanti, partecipa alle letture portfolio e agli incontri!
Ci rivediamo a Settembre 2024!
Vai alla pagina degli eventi

Le immagini immaginanti

Immagini per creare altro: le chiamerò “immaginanti”. Non si chiamano così ma a me piace. Che cosa sono le immaginanti? Sono immagini con le quali è possibile “fare” qualcosa che le svuota del significato iniziale e diventa altro. Sono dedite alla performance e si prestano a un’azione artistica, se chi interagisce con esse, in termini progettuali, riesce ad avere un’idea.

Questa attribuzione di significato è motore di partenza per nuove forme di produzione “estetico-fotografiche”, nelle quali però il fotografo perde la sua funzione iniziale (che abbiamo a lungo dato per certa), cioè la riproduzione dal vivo della realtà.

Vi faccio un esempio: Sherrie Levine è un’artista americana che si è fatta notare negli anni Settanta e Ottanta grazie a un’idea tanto intelligente quanto semplice. Sentite qui.

Il suo lavoro rientra in quello che si definisce Appropriation art. Si tratta di una corrente artistica basata sulla riproposizione di opere già esistenti con metodi di contaminazione differenti. La ricerca di questa artista si basa sul rifotografare opere di altri autori, in particolare di fotografi come Edward Weston, Alexander Rodchenko e Walker Evans. In After Walker Evans, opera del 1981, Sherrie Levine riprende pari pari alcune fotografie di Evans (in particolare quelle realizzate per la Farm Security Administration), firmandole però con il proprio nome. Una pop photographer, direi, dal momento che si appropria di un oggetto già esistente (nel suo caso, una fotografia scattata da altri) trasformandolo in oggetto artistico. Una splendida operazione “di fantasia e intelletto”, che, quantomeno dal punto di vista concettuale, muta la fruizione del lavoro.

Walker Evans Alabama Tenant Farmer Wife (1936) Sherrie Levine (1981)

«Levine diventa simbolo della cultura postmoderna, nonché critica della mercificazione dell’arte, elogio della morte del modernismo, inteso come incapacità degli artisti a lei contemporanei di ricatturare il passato e cercare di creare significati sempre nuovi. Le fotografie di Evans non erano protette da copyright all’epoca, e paradossalmente le stesse fotografie sono invece protette da copyright nel caso dell’opera della Levine. Interessante, in questo contesto, è la creazione nel 2001 di due siti web da parte dell’artista e programmatore Michael Mandiberg (1977): http://www.aftersherrielevine.com e http://www.afterwalkerevans.com. L’artista ha scansionato le fotografie della Levine e di Evans e creato i due siti web per facilitarne la loro diffusione. Chiunque può stampare dal sito le fotografie con un certificato di autenticità da firmare che rende unica ogni immagine. L’idea di Mandiberg è di diffondere queste opere rendendone nullo il valore economico (tutti infatti possono scaricarle), ma aumentare, con la diffusione, il loro valore culturale.» Martina Lughi, tesi di laurea, La riproduzione dell’opera d’arte dalla fotografia a internet. Diritti, diffusione, valorizzazione.

Il procedimento artistico, quindi, si propone di suscitare nello spettatore un’analisi critica dell’opera affinché sia còlto il significato caratterizzante il nuovo prodotto, che in tal modo assume una propria singola e specifica identità.

Un altro artista che ha fatto molto parlare di sé per aver sfruttato immagini altrui è Richard Prince, che infatti ha costruito la sua intera carriera proprio sul concetto di appropriazione, subendo cause legali legate al copyright da mezzo mondo. Nel 1980, il cowboy Marlboro (pubblicità molto famosa in America) diventa l’oggetto di cui Prince prende possesso. Rimanendo fedele all’immagine stereotipata del cowboy a cavallo – lazo e sfondo erboso – Prince ha semplicemente ri-fotografato la pubblicità delle sigarette, rimuovendo il logo Marlboro. Sam Abell, il creatore delle immagini originali della Marlboro, ha dichiarato più volte: «Non sono particolarmente divertito, è ovviamente un plagio…». Deve essersi incazzato ancora di più quando una delle immagini di Prince, Untitled (Cowboy), 1989, nel 2005 è stata venduta per oltre un milione di dollari.

Immagine Richard Prince Untitled (Cowboy), 1989 Ektacolor photograph 50 x 75 inches

Significativa è la storia di un’istantanea di Gary Gross del 1975 con Brooke Shields a dieci anni, nuda, in piedi nella vasca da bagno, con le labbra rosse e luccicanti (non la metto perchè mi sembra fastidiosa) . L’istantanea aveva già raccolto una gran dose di critiche, quando, nel 1983, Prince alza la posta rifotografando la stessa immagine e ribattezzandola Spiritual America, titolo di un primo piano che Alfred Steiglitz aveva scattato ai genitali di un cavallo maschio. Nel 2009 la polizia obbliga la Tate Modern Gallery a rimuovere l’immagine per paura che potesse “infrangere inavvertitamente la legge o offendere i visitatori”; successivamente, l’account Instagram di Prince è stato temporaneamente sospeso dopo che il post contenente questa immagine era stato segnalato per oscenità. Nel 1992 Gross aveva ceduto i diritti di questa immagine a Richard Prince. Anche quest’opera di Prince ha avuto un grande successo ed è stata venduta all’asta per 151.000 dollari.

Sara

Dal mi libro “Troppa fotografia, poca fotografia. Riflessioni sui linguaggi contemporanei” Disponibile qui

Le fotografie inserite nel testo sono e rimangono di proprietà dell’autore, qui hanno solamente scopo didattico informativo.

Le triangolazioni nella street photography

La cosa più importante quando decidiamo di scattare una fotografia è la consapevolezza di come sarà l’immagine finale.

Come vi ho già ripetuto, non esistono regole universali per comporre bene un’immagine. Ogni scelta dipende dal tipo di emozione o messaggio che vogliamo far passare. La composizione è una scelta creativa, certo personale, ma esistono indicazioni estetiche, che si usano anche inconsapevolmente, per equilibrare la distribuzione degli elementi nelle immagini.

Per organizzare i differenti elementi in una composizione si introducono forme geometriche, in modo da creare un’unione spontanea tra gli elementi della scena. Per esempio, possiamo inserire più disposizioni a triangolo e l’occhio dello spettatore sarà sempre guidato da queste linee immaginarie.

La ricerca di triangolazioni nelle fotografie rimane, probabilmente, una delle possibilità più dinamiche, in termini di composizione. Inoltre, incorporare triangoli in una scena è un modo particolarmente efficace per introdurre la tensione dinamica.

L’Avana (Cuba)© Sara Munari

L’Avana (Cuba)© Sara Munari

Saintes Marie de la Mer (Francia) © Sara Munari

Guia, Gran Canaria (Spagna) © Sara Munari

Dal mio libro “Street photography, attenzione può creare dipendenza” in vendita qui

Il momento decisivo, cos’è?

Valle dello Shenandoah, Virginia (U.S.A.) © Sara Munari

Nel corso degli anni si è parlato molto del “momento decisivo” nella fotografia. l’idea di un momento decisivo legato alla fotografia di strada viene da the decisive moment di Henri Cartier-Bresson, (Simon And Schuster/Editions verve, new york-paris 1952) ma l’idea, in realtà, deriva dagli scritti del XVII secolo delL: «il n’y a rien dans ce monde qui n’ait un moment décisif» (non c’è nulla in questo mondo che non abbia un momento decisivo).
La prefazione del libro di Cartier-Bresson descrive il rapporto del fotografo con la fotografia da più punti di vista: reportage, composizione, tecnica e il concetto, appunto, di “momento decisivo”. Henri Cartier-Bresson Scrive: «per me, la fotografia è l’individuazione simultanea, in una frazione di secondo, del significato di un evento e di una precisa organizzazione di forme che danno a quell’evento la sua giusta espressione». il momento decisivo, quindi, non è mai l’attimo in sé, disconnesso dal resto, nella fotografia. è sempre l’intera fotografia.
La comunicazione tra gli elementi di quella immagine rende lo scatto unico, inconsueto, stravagante, ironico.
Catturare una buona immagine di strada è la combinazione dell’essere al momento giusto nel posto giusto, mentre si ha in mano una macchina fotografica (quando la si sa usare).
Ma il momento giusto per lo scatto va atteso o inseguito?
Chiaramente non c’è una regola.
Possiamo camminare incessantemente (quello che tendo a fare io) e auspicare di incontrare qualcuno o qualcosa che rappresenti la base per una buona fotografia.
Diversamente, possiamo cercare un’ambientazione interessante, una buona luce e inquadrare la scena aspettando che qualcosa si presenti a rendere perfetto lo scatto. Questa seconda opzione ci porta a lunghe attese ma, con un po’ di pazienza, riusciremo a concretizzare immagini attraenti.
Da fotografi, siamo noi a creare le nostre combinazioni. In ogni fotografia c’è un elemento di casualità, anche se in realtà, intorno a noi, i momenti “fortunati” accadono di continuo, solo che non sempre ce ne accorgiamo.
Non esiste il metodo giusto, la scelta ha a che fare più verosimilmente con il carattere, io sono una donna impaziente e raramente mi fermo in attesa. Alcuni fotografi sono molto disinvolti e speri- colati, altri più tranquilli e timidi.

Dal mio libro “Street photography, attenzione può creare dipendenza” in vendita qui

Streetphotography – Scattare con lo smartphone

Ormai tutti i cellulari includono una fotocamera, spesso con una risoluzione dei file abbastanza elevata da permettere stampe di considerevoli dimensioni. Gli schermi sono abbastanza grandi e consentono l’inquadratura, anche in assenza di un mirino. Le applicazioni consentono di selezionare accuratamente dove posizionare il fuoco e dove prendere l’esposizione.

Ultimamente, in questa infinita marea di foto prodotte col cellulare si sono distinti veri e propri fotografi. Molti hanno creato gruppi di lavoro che diffondono la mobile photography. Molteplici esposizioni e premi internazionali sono dedicati a questo “nuovo” ramo della fotografia.

Quando si parla di fotografia con smartphone si finisce quasi sempre per creare una lotta tra chi ritiene che sia fotografia tanto quanto quella scattata con una reflex e chi la ritiene un insulto verso questa forma espressiva. Da parte mia, penso che ogni mezzo, se usato con consapevolezza, possa portare a ottimi risultati, quindi viva lo smartphone!

Personalmente, faccio un gran casino quando lo uso e preferisco di gran lunga la velocità e l’affidabilità delle macchine reflex o mirrorless. Ciò non toglie che, dopo aver visto e conosciuto foto- grafi che lo hanno sfruttato con risultati eccellenti, mi sono ulteriormente convinta della validità del mezzo.

La qualità degli smartphone ha raggiunto un livello veramente ottimo, in termini di elettronica e qualità delle lenti, anche se rimango dell’idea che, a oggi, il piccolo sensore dei telefoni non può raggiungere la qualità di una buona fotocamera. Ho notato differenze sull’ingrandimento dei file e sulla resa dei colori e delle luminanze. Inoltre, questo mezzo ha il limite di avere degli automatismi forzati che non permettono sempre di decidere esatta- mente come scattare.

Nonostante questi limiti, è certamente un oggetto che abbiamo sempre a disposizione e ci accompagna tutto il giorno, ormai non ce ne separiamo nemmeno al gabinetto! Questo lo rende uno

Strumento ininterrottamente disponibile e versatile: apri la fotocamera, punti, scatti ed è fatta.

La post-produzione con la smartphone, così come nella fotografia digitale in generale, è diventata semplice e veloce. Moltissime applicazioni permettono, anche con preset già impostati, di otte- nere risultati che, fino a non molto tempo fa, erano possibili sola- mente con programmi professionali di complicato utilizzo.

Grazie alla diffusione di social network come Instagram o Facebook, il ritocco può essere fatto direttamente con il programma interno al social, col rischio però che le post-produzioni siano tutte uguali e usate da milioni di altri utenti.

La post-produzione dovrebbe essere, invece, impiegata per potenziare il messaggio e offrire una comunicazione più efficace.

Fotografia scattata con lo smartphone all’interno di un tempio.

Ulaanbatar (Mongolia) © sara munari

Dal mio libro “Street photography, attenzione può creare dipendenza” in vendita qui