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✨ Ti aspettiamo a gennaio per un mese ricco di formazione, condivisione e nuove idee. Non vediamo l’ora di continuare a crescere insieme a te! A presto, Il team di Musa Fotografia Sara Munari
Ciao a tutti! Come sapete tengo questo blog dal 2015, voglio cambiare un pochino! Non scrivo solo io, ma ogni articolo scritto da me in senso “critico” sarà un piccolo tentativo di fare il contrario di ciò che il tempo ci chiede: inseguire il presente, rincorrere la moda, adeguarsi. Io preferisco l’anacronismo. Non perché sia romantico o “figo”, ma perché è l’unico modo per inventare davvero qualcosa di mio e, forse, anche di vostro. Qui si parla di immagini che non hanno fretta, di estetiche che non viaggiano sui trend topic e di scelte visive che spesso fanno storcere il naso. E se riusciremo a ridere un po’ delle nostre stesse fissazioni, ancora meglio. Perché l’ironia, ve lo assicuro, è l’unico filtro che rende sopportabile il mondo della fotografia contemporanea. Benvenuti quindi in questa serie: un viaggio fuori tempo, con qualche deviazione imprevista, un paio di scivoloni controllati e la speranza che, alla fine, qualcuno possa davvero guardare il mondo in modo un po’ diverso. A chi pensa che mi rivolga a tutti con parole semplici perché non saprei fare di più: venite a testarmi, invitatemi al vostro tavolo! Immergetevi nel mio lavoro e capirete che spiegare, comunicare e farsi capire non è mai banale, che semplice non significa superficiale.” Sara Munari
Armenia – Sara Munari
La fotografia nell’arte contemporanea: un tempo strumento diretto, capace di catturare il mondo e restituirlo con verità e poesia. Oggi, invece, è spesso diventata un esercizio di cifre e cripticismo, dove a più di una mostra che ho visitato, sembra dirmi: “Se non mi capisci, è colpa tua, non hai la conoscenza necessaria”. Quasi sempre, questo approccio funziona da scudo per giustificare opere che altrimenti sembrerebbero incomprensibili o prive di senso.
Il paradosso è delizioso. Da un lato, il fotografo che sempre più spesso usa media differenti dalla fotografia semplicemente (mi ci metto pure io) deve compiacere il mercato, fare “wow” alle fiere e ai collezionisti per sopravvivere; dall’altro, può scatenare il concettualismo più astruso e presentarlo come prova di profondità. La fotografia, che una volta parlava a chiunque, oggi è spesso un club esclusivo: chi non ha la “conoscenza necessaria” resta fuori. E se osi chiedere “Ma cosa sto vedendo?”, la risposta implicita è quasi sempre la stessa: “Se non lo capisci, il problema è tuo, studia”. Cosa che in parte condivido, soprattutto se riferita ad autori con un lungo percorso alle spalle che spesso giustifica e anzi sostiene le scelte di linguaggio effettuate per molti progetti. Su autori con un lungo percorso alle spalle, questa posizione può avere senso: un lavoro coerente e stratificato può richiedere competenze o conoscenze pregresse per essere pienamente compreso, e quasi sempre giustifica le scelte di linguaggio effettuate nei vari progetti.
Il problema si complica quando la fotografia è fatta da amatori o giovani autori. In questi casi, il cripticismo spesso non nasce da una riflessione consapevole o da un percorso consolidato, ma da un tentativo di apparire “intellettuali” o di posizionarsi nel mondo dell’arte contemporanea. Le immagini possono diventare incomprensibili quasi per principio: composizioni volutamente ambigue, soggetti sfocati, concetti astratti senza contesto, tutto giustificato con frasi come “è la mia visione” o “è un linguaggio personale”. Quasi sempre, però, manca quella profondità che giustificherebbe il rifiuto della chiarezza.
Questo atteggiamento ha conseguenze evidenti: il pubblico si sente escluso, è se sei all’inizio della tua “carriera” ti assicuro che può essere pericoloso, la partecipazione reale diminuisce, e la fotografia rischia di diventare un esercizio di stile autoreferenziale. Invece di creare dialogo, l’opera comunica quasi esclusivamente con chi “sa già”, chi ha seguito corsi, letture o tendenze specifiche. Per i giovani autori, è facile cadere nella trappola di equilibrare tra il desiderio di distinguersi e l’esigenza di essere compresi: il rischio è che l’equilibrio penda sempre verso il criptico, dimenticando che la forza della fotografia – anche nella sperimentazione più estrema – è prima di tutto nel poter parlare a qualcuno.
In altre parole, mentre i fotografi consolidati possono permettersi di complicare il linguaggio perché il loro percorso sostiene le loro scelte, per chi è agli inizi o non ha ancora un corpo di lavoro riconosciuto, il “club esclusivo” spesso diventa una barriera inutile: uno specchio di ambizioni e aspirazioni che, se non mediato dalla capacità di comunicare, rischia di trasformarsi in autoesclusione.
E il paradosso storico persiste. Come da circa 200 anni a questa parte, sembra che la fotografia debba complicarsi la vita per essere considerata arte: il vecchio discorso si ripete, mai effettivamente superato. E mentre il mercato e il concettualismo più criptico celebrano la propria autoreferenzialità, la fotografia rischia di perdere quella capacità semplice e rivoluzionaria che l’ha resa potente.
Sara Munari
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✨ È iniziato un nuovo anno e con esso tante nuove opportunità per crescere insieme nella fotografia! Ti invitiamo a iniziare il 2026 con noi: tra corsi, eventi e tante occasioni di confronto, non mancheranno i momenti di creatività e ispirazione!
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🌟 CORSI IN PARTENZA Non è mai troppo tardi per approfondire la tua passione per la fotografia! Ecco i corsi che partono a gennaio:
Il racconto fotografico (online) – 15 gennaio 2026
Reportage fotogiornalistico (online) – 17 gennaio 2026
Corso sull’intelligenza artificiale (AI) applicata alla fotografia (online) – 21 gennaio 2026
Le pratiche della contemporaneità (online) – 26 gennaio 2026
💻 I corsi online ti permetteranno di studiare a tuo ritmo, senza rinunciare al confronto diretto con docenti e compagni di corso. Un’opportunità per migliorare le tue competenze fotografiche, ampliando i tuoi orizzonti.
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✨ Ti aspettiamo a gennaio per un mese ricco di formazione, condivisione e nuove idee. Non vediamo l’ora di continuare a crescere insieme a te! A presto, Il team di Musa Fotografia Sara Munari
Questo è lo spazio del Premio Musa per Fotografe 2025, un progetto che mi sta particolarmente a cuore. Ogni anno cerchiamo di raccontare e valorizzare il lavoro di fotografe che ci hanno colpito, che hanno qualcosa di importante da dire attraverso le loro immagini.
Quest’anno abbiamo selezionato delle fotografe straordinarie. Donne che sanno usare la fotografia per raccontare storie, per farci vedere il mondo da prospettive nuove, per farci sentire qualcosa.
Qui troverete i loro lavori, ascolterete le interviste dove ci parlano di come sono nati i loro lavori, di cosa c’è dietro a un’immagine che a prima vista sembra semplice ma nasconde un mondo. Scoprirete anche i loro percorsi, non sempre facili, ma autentici.
Buona visione! Sara Munari
“Torneranno Le Lucciole?”
In un mondo che si muove a una velocità insostenibile per il ricordo, la domanda “Torneranno Le Lucciole?” si fa testimone di una profezia che ancora risuona. Se Pasolini con la metafora della scomparsa delle lucciole denunciava la perdita di un’autentica identità culturale soffocata dal consumismo e l’opera di Tosatti suggeriva la rinascita di una nuova luce dalle ceneri del passato, questo progetto si inserisce in questo dialogo e propone un’azione concreta . L’opera si fa custode di un patrimonio in via di dispersione: quello della memoria collettiva. Non si limita a osservare, ma invita a intervenire, a riaccendere le piccole, luminose luci della nostra storia. Le lucciole non sono più solo un simbolo di nostalgia, ma il valore intrinseco dei racconti e degli insegnamenti degli anziani, considerandoli non solo testimoni di tradizioni ma veri e propri custodi di un’eredità che connette passato e futuro. La ricerca artistica trascende la pura rappresentazione visiva, attivando la memoria attraverso un dialogo multisensoriale e intimo. Le fotografe, nate dalla condivisione, non sono mero documento, ma soglie che si fondono con la concretezza dei materiali suggeriti dai racconti: un profumo, una consistenza, un fruscio. é in questa alchimia tra l’immagine e l’oggetto sensibile che la conoscenza orale si ancora, sottraendosi alla liquidità del tempo.
Il progetto è un manifesto sulla lentezza della condivisione, unica possibilità per salvare un patrimonio culturale immateriale. E’ un invito a rallentare, ad ascoltare e a riconoscere il valore intrinseco di ogni generazione. é un’opera che ci ricorda che il nostro patrimonio non si trova solo nei monumenti, ma nei fili invisibili dei racconti che, se non preservati, rischiano di svanire, spegnendo per sempre le piccole, luminose luci della nostra storia.
Lavoro composto da 15 polittici: pannelli e immagini digitali. I pannelli sono opere artigianali a tiratura pezzo unico concepite come strutture di salvaguardia sinestetica del patrimonio orale. Hanno uno sviluppo tridimensionale e sono realizzati impiegando materiali originali antichi. La fotografia anch’essa originale e elevata da un doppio sistema di contenimento: una cornice in legno e una base di appoggio, entrambe trattate con foglia oro.
L’utilizzo della foglia oro enfatizza il valore intrinseco della memoria orale e la sua natura riflettente sebbene statica richiama la luce delle lucciole, simboleggiando la persistenza della conoscenza oltre l’usura del tempo. Questa configurazione realizza una sinestesia della memoria. Integrando materiali e immagine si attiva così percezione tattile, olfattiva e acustica. Chiara Innocenti @chiarainnocenti76 www.chiarainnocenti.it
Tutte le immagini sono di Chiara Innocenti, vietata la riproduzione o l’uso improprio.
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La scala dei gradi Kelvin (K) è un sistema di misura della temperatura assoluta e viene spesso utilizzata in fotografia per indicare la temperatura colore della luce.
La temperatura colore descrive il colore della luce emessa da una sorgente luminosa e si misura in Kelvin (K). Questo concetto deriva dalla fisica: immagina un corpo nero ideale che, riscaldato, cambia colore passando dal rosso al blu. La temperatura alla quale quel corpo emette una luce di un certo colore è espressa in gradi Kelvin.
In fotografia e illuminazione, la temperatura colore è fondamentale per determinare il bilanciamento del bianco e ottenere immagini con colori naturali. Ecco come si distribuiscono le diverse sorgenti luminose sulla scala Kelvin:
Temperatura (K)
Tipo di luce
Colore percepito
1000-2000K
Candela
Luce molto calda (rossa/arancione)
2500-3200K
Lampadine a incandescenza
Luce calda (giallo-arancione)
4000-4500K
Neon e lampade fluorescenti
Luce neutra (bianco tendente al giallo)
5000-5500K
Luce naturale a mezzogiorno
Bianco neutro
6000-6500K
Luce del giorno con cielo coperto
Bianco freddo (azzurrino)
7000-10000K
Ombra o cielo sereno
Luce molto fredda (blu)
Influenza sulla fotografia
Quando scatti una foto, la fotocamera deve compensare la temperatura colore per riprodurre i colori in modo realistico. Questo si fa attraverso il bilanciamento del bianco (WB – White Balance), che può essere regolato manualmente o automaticamente.
Se la luce è troppo fredda (blu/azzurra) → la fotocamera applica una correzione verso il giallo.
Se la luce è troppo calda (gialla/arancione) → la fotocamera applica una correzione verso il blu.
Luci Calde (bassi Kelvin): Hanno una tonalità tendente al giallo o al rosso. Esempi: luce delle candele (circa 1800K), lampadine a incandescenza (circa 2700K).
Luce Neutra (intorno ai 5500K): Considerata la luce di riferimento, simile a quella di un cielo leggermente nuvoloso.
Luci Fredde (alti Kelvin): Hanno una tonalità tendente al blu. Esempi: luce diurna diretta (circa 5500K), flash elettronico (circa 5600K), luce di un cielo sereno (può arrivare a 10000K).
Il bilanciamento del bianco è appunto la funzione della fotocamera che cerca di correggere automaticamente la temperatura del colore, rendendo i bianchi bianchi e il resto dei colori naturali.
Automatico (AWB): La fotocamera cerca di determinare automaticamente la temperatura del colore. Funziona bene in molte situazioni, ma può sbagliare, soprattutto in condizioni di illuminazione complesse.
Preimpostate: La fotocamera offre diverse preimpostazioni per tipi di luce comuni (luce diurna, ombra, tungsteno, fluorescente).
Manuale: Ti permette di regolare la temperatura del colore in Kelvin, dandoti un controllo completo sulla tonalità dei colori.
Quando usare quale impostazione?
Automatico: Perfetto per la maggior parte delle situazioni, soprattutto quando la luce è costante.
Preimpostate: Utilizzale quando conosci il tipo di luce presente nella scena (es. luce al tungsteno per una foto interna).
Manuale: Ideale per ottenere un controllo preciso sui colori, soprattutto in situazioni di illuminazione mista o quando vuoi creare un effetto particolare.
Errori comuni e come evitarli:
Bilanciamento del bianco errato: I colori della tua foto potrebbero apparire troppo caldi o troppo freddi.
Variazioni di temperatura del colore: Se stessi fotografando in condizioni di illuminazione mista, potresti notare delle variazioni di colore nella tua foto.
In conclusione:
Il bilanciamento del bianco è un aspetto fondamentale della fotografia che può fare la differenza tra una foto ordinaria e una straordinaria. Sperimentando con le diverse impostazioni e comprendendo come la luce influisce sui colori, potrai ottenere risultati sempre migliori.
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Con Rolleiflex, Federico Montaldo torna a scrivere e lo fa partendo da casa: il mondo della fotografia, quello che conosce meglio, con i suoi rituali, le sue piccole vanità e tutto quello che di solito resta dietro le quinte. Il risultato è un romanzo che mescola noir mediterraneo, ritratto d’ambiente e riflessione profonda sullo sguardo. La cornice è una Genova luminosa ma al tempo stesso inquieta, capace di essere elegante e scabra nello stesso respiro.
Il palcoscenico è Palazzo Ducale, dove Pascal Simeoni, fotografo corso-genovese con curriculum internazionale, sta per inaugurare il primo Festival di fotografia del Mediterraneo. Tutto sembra pronto: mostre allestite, pubblico in arrivo. La città si prepara a mettersi in bella mostra. Ma qualcosa si incrina. Giorgio Jaeger, stella mondiale del reportage e ospite d’onore, non si presenta. Lo ritrovano nella sua camera d’albergo, ucciso con un pestello di legno: oggetto domestico e insieme brutale, genovese nel profondo.
Accanto a Pascal entra in scena Alvise Loredan, ex vicequestore veneziano che con le gallerie d’arte non ha mai avuto grande feeling, mentre col mare sì. È approdato a Genova quasi per caso, sulla sua barca a vela, rifugio e punto d’osservazione privilegiato sul porto. Con lui c’è Marley, il cane, presenza discreta e fedele. Alvise la fotografia non la ama particolarmente, ma sa leggere le persone come pochi.
Mentre la polizia segue le piste più ovvie, Pascal e Alvise cominciano a mettere a fuoco un quadro umano ben più complesso. Attorno a loro si muove un cast di personaggi intriganti, ma ognuno nasconde qualcosa: un segreto, un rancore, un’invidia coltivata sotto il sole o nei corridoi della Magnum.
La verità, come sempre, non sta al centro dell’inquadratura. Sta ai margini, in quello che resta fuori campo. Ed è proprio qui che Rolleiflex trova la sua forza, trasformando il giallo in una riflessione sul potere e sui limiti – delle immagini.
Non è un caso. Federico Montaldo è avvocato specializzato in diritto civile e della fotografia, da anni impegnato nella divulgazione della cultura fotografica come curatore, saggista e ideatore di progetti. Ha firmato volumi importanti su autori e temi cruciali del reportage e dell’impegno sociale, e ha fondato l’Archivio Saglietti APS. Insomma, il mondo che racconta lo conosce dall’interno, con competenza e passione, ma senza sconti.
Dopo Isabelita, il suo primo romanzo, Rolleiflex riesce a tenere insieme trama e pensiero, suspense e riflessione etica. È un libro che parla di fotografia, certo, ma soprattutto di esseri umani.
Un’immagine può fermare la storia. La verità, invece, come il mare davanti al porto di Genova, non sta mai ferma. E chiede sempre un nuovo sguardo.
FEDERICO MONTALDO Avvocato specializzato in diritto civile e della fotografia. Da anni si occupa di divulgazione della cultura fotografica, come promotore di incontri a tema, curatore di mostre e progetti fotografici. Ha pubblicato saggi e curato biografie con diverse case editrici, tra cui: Manuale di sopravvivenza per fotografi. Diritti, Obblighi, Privacy (Emuse, 2019 e 2023); Ivo Saglietti. Lo sguardo inquieto. Un fotografo in cammino (Postcart, 2021 e 2024); G8. Un sogno in sospeso (Emuse, 2021); Paola Agosti. Itinerari. Il lungo viaggio di una fotografa (Postcart, 2023); W La Libertad. La fotografia e la protesta (con Luciano Zuccaccia, Postcart 2024). Ha fondato e presiede l’associazione Archivio Saglietti APS, che si occupa di promuovere e valorizzare la fotografia di reportage e impegno sociale. Il mondo della fotografia è lo scenario anche delle sue opere di narrativa. Il suo primo romanzo è Isabelita (Bookabook, 2022). Vive a lavora a Genova.
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Buongiorno, ecco tutti i premi fotografici in scadenza a Gennaio! Partecipate!
Ciao Ciao
Annalisa
Alpha Female Award 2026
L’Alpha Female Award è incentrato sul supporto e la promozione delle fotografe in tutto il mondo.
La vincitrice riceverà un’attrezzatura Sony Digital Imaging e la partecipazione alla mostra dei Sony World Photography Awards a Londra.
Il premio nasce dall’iniziativa Alpha Female di Alpha Universe, promossa da Sony US, che si concentra sulla creazione di opportunità per fotografe, videomaker e registi professionisti per contribuire a promuovere una comunità creativa più ricca e diversificata. In collaborazione con la World Photography Organisation, Sony US ha esteso il suo programma a livello globale, premiando le fotografe che partecipano al concorso Open dei Sony World Photography Awards.
Images of Resilience: Framing Peace through Allied Vision
Il concorso fotografico YATA “Immagini di Resilienza: Inquadrare la Pace attraverso la Visione Alleata” celebra il potere della narrazione visiva nel plasmare la comprensione pubblica di pace, resilienza e cooperazione tra alleati.
Organizzato da YATA Germania e YATA International, il concorso si concentra sulla fotografia che mette in luce l’alleanza, la sicurezza umana e l’esperienza vissuta della resilienza.
Le opere vincitrici e finaliste saranno esposte durante un evento collaterale della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco del 2026, seguito da una tavola rotonda dal titolo “Spostare l’attenzione: mappare il ruolo della narrazione visiva in un mondo frammentato”. L’iniziativa è supportata da Airbus, Deloitte, RENK Group, NATO, Calumet, la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco ed Europäische Sicherheit & Technik.
Il concorso è gratuito e aperto a fotografi emergenti, semi-professionisti e professionisti, cittadini di paesi NATO o Partner for Peace (PfP) e attualmente residenti in uno di questi paesi. Età minima: 18 anni.
Il Siena International Photo Awards (SIPAContest) è uno dei concorsi fotografici più prestigiosi al mondo, riservato a fotografi professionisti, amatoriali e studenti. La giuria è composta da esperti internazionali, tra cui fotografi, editor e acquirenti di immagini di fama.
I vincitori delle categorie principali sono invitati a partecipare alla CERIMONIA DI PREMIAZIONE e al GALA per contendersi il premio principale “SIPA Photographer of the Year”. Il vincitore assoluto e i vincitori di categoria ricevono l’ambita statuetta di cristallo PANGEA PRIZE.
La cerimonia di premiazione si svolge a Siena (Italia) presso il Teatro dei Rinnovati. In questo giorno, l’ultimo sabato di settembre, vengono esposti il ”SIPA Photographer of the Year” e le immagini premiate.
Ogni anno, presso lo spazio espositivo dell’ex distilleria “Lo Stellino”, viene allestita una mostra con le immagini vincitrici e quelle con menzione d’onore, nonché con opere d’arte di rilievo, intitolata “Imagine All The People Sharing All The World”.
L’annuario “Beyond The Lens”, che presenta tutti i lavori premiati, viene pubblicato annualmente in due lingue (italiano e inglese).
İstanbul Photo Awards è un concorso internazionale di fotografia giornalistica organizzato da Anadolu Ajansı, agenzia di stampa globale attiva da oltre 100 anni. Il concorso mira a contribuire al mondo della fotografia giornalistica. I premi premiano, in base al merito, le opere di fotografi professionisti coraggiosi e talentuosi provenienti da tutto il mondo. İstanbul Photo Awards è diventato uno dei concorsi di fotografia giornalistica più noti al mondo. İstanbul Photo Awards riceve grande attenzione da fotoreporter di tutto il mondo. Circa 20.000 fotografi si sono iscritti al concorso fin dal suo primo anno.
CHIAMATA A TUTTI I FOTOGRAFI! I Sony World Photography Awards sono TORNATI per la loro 19a edizione!
Qualunque sia il tuo livello – principiante, studente o professionista – c’è una categoria perfetta per te e la tua fotografia!
Professionisti (serie)
Open (immagini singole)
Studenti (serie che risponde al brief del 2026 “Together”)
Giovani (immagini singole scattate da fotografi di età pari o inferiore a 19 anni)
Con la loro portata senza pari, i Sony World Photography Awards elevano la carriera dei fotografi a un livello superiore. Fin dall’inizio, gli Awards hanno promosso l’inclusività e l’accesso, rendendo l’iscrizione gratuita. Offrendo uno spaccato della fotografia odierna in tutta la sua diversità, gli Awards mettono in luce i fotografi che raccontano le storie del nostro tempo.
L’edizione del decimo anniversario è ora aperta! Entra nel mondo dell’eccellenza monocromatica con i MonoVisions Photography Awards 2026, un prestigioso concorso internazionale dedicato a celebrare l’arte senza tempo della fotografia in bianco e nero.
Invitiamo fotografi da tutto il mondo a mostrare il loro linguaggio visivo unico attraverso il bianco e nero. La nostra missione è scoprire i talenti monocromatici più interessanti e offrire loro una piattaforma globale per il riconoscimento, la visibilità e la ricompensa.
London Camera Exchange Photographer of the Year 2026
Esiste una categoria per quasi ogni genere fotografico, dai paesaggi ai ritratti, dalla macro alla street photography e oltre. Ogni categoria offre un’opportunità unica per mettere in mostra le tue abilità attraverso il tuo obiettivo.
Inoltre, con i premi People’s Choice e Emerging Talent, puoi vincere fantastici premi indipendentemente dalla categoria. Scopri ora e lasciati ispirare!
Scatena la tua creatività agli All About Photo Awards 2026 – The Mind’s Eye!
Immergiti in un mondo di creatività e riconoscimenti con l’undicesima edizione degli All About Photo Awards – The Mind’s Eye. Da oltre un decennio, offriamo a fotografi di tutto il mondo una piattaforma globale per mostrare il proprio lavoro, ottenere visibilità internazionale e competere per i premi in palio.
Corpo umano: invitiamo i fotografi a guardare oltre la superficie, a vedere la forma umana non solo come un soggetto, ma come uno specchio dell’esperienza.
Ogni curva, ogni linea, ogni gesto diventa un linguaggio a sé stante, che esprime vulnerabilità, resilienza e grazia. Attraverso luci e ombre, texture e toni, la macchina fotografica rivela ciò che è universale in ognuno di noi: la silenziosa verità dell’essere vivi.
Questa mostra celebra il corpo come arte e testimonianza di un paesaggio in continua evoluzione che porta con sé memoria, emozioni e le storie della nostra comune umanità.
European Network Remembrance and Solidarity (ENRS) invita tutti gli studenti delle scuole superiori (15-19 anni) a mettere in discussione l’idea di confine e a esplorare il loro ambiente circostante partecipando a un concorso fotografico: Borders calling! Il concorso è aperto fino al 31 gennaio 2026. Gli studenti possono partecipare tramite il modulo di registrazione disponibile sul sito web del concorso.
Scatta una foto di una storia (o di un’esperienza) dietro i confini!
Mostra i confini – amministrativi, sociali, politici, estetici… – ai tuoi studenti e incoraggiali a partecipare a un concorso fotografico! Borders calling è un’opportunità per i tuoi studenti di combinare creatività e pensiero critico con la narrazione visiva, e un’opportunità per vincere premi in denaro!
E se ogni fotografia fosse capace di rivelare ciò che la vita quotidiana nasconde?
La nostra quotidianità è abitata da presenze che non cessano mai di parlarci. Ghosts of the Moment ci invita a riconoscerle, a dare forma a ciò che rimane invisibile, a ciò che persiste nel tempo. Perché ogni fotografia è una soglia, un passaggio verso nuovi percorsi per l’immaginazione.
L’edizione 2026 di Fotografia Europea è un invito a interrogare le ombre della realtà, a esplorare il sottile intervallo tra ciò che scompare e ciò che continua a esistere nelle immagini, nei pensieri e nei ricordi.
N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi. I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi. Ci scusiamo per eventuali errori!
Musa fotografia
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