La visione di chi non vede

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Stefano De Luigi ha viaggiato per cinque anni, visitando 16 paesi sparsi per quattro continenti (Sudamerica, Africa, Asia ed Europa). Cinque anni per documentare le diverse realtà dei non vedenti nel mondo, insieme alla ONG: CBM, organizzazione impegnata globalmente, in programmi di assistenza e sensibilizzazione,

Vision of Blindness è il nome del progetto e Blanco il libro che ne è la diretta conseguenza.

Un viaggio per immagini nelle problematiche degli ipovedenti, per informare sui piccoli e grandi passi per curare questa disabilità. Un percorso che emoziona senza per questo ferire ed è un esempio di come la fotografia d’autore viene utilizzata per sensibilizzare, per raccontare al maggior numero di persone con un linguaggio universale, un dramma a volte dimenticato.

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“Blanco” perché De Luigi sceglie di rappresentare la cecità col colore bianco, invece del più scontato nero, citando così l’opera del premio Nobel per la letteratura, Josè Saramago, di cui alcuni estratti vanno ad impreziosire un volume già ricco di contenuti.

Presentato in un’elegante copertina bianca con rilievi in Braille, il libro raccoglie una serie di immagini elegantemente costruite che non hanno certo la pretesa di colpire e scioccare chi le osserva, piuttosto, cercano di portare il fruitore ad una contemplazione lenta e, magari, ad interessarsi del problema, facendo affiorare la dignità di chi lotta contro il proprio dolore, per poter raggiungere una qualità di vita migliore.

Blanco è edito da Trolley Books ed oltre ai già citati estratti dal romanzo “Cecità”, ha prefazioni di Philippe Dagen e Giovanna Calvenzi

Il progetto, nel 2007 è stato insignito del prestigioso Eugene Smith Fellowship ed il libro nel 2011 vince il POYi Best Photography book Award; così come il multimedia realizzato con le stesse fotografie si è aggiudicato il secondo premio al World Press Photo Multimedia Contest dello stesso anno

http://www.stefanodeluigi.com

http://www.stefanodeluigi.com/index.php?/multimedia/blanco/

2 pensieri su “La visione di chi non vede

  1. Ho visto le foto di Blanco esposte, in grande formato, al festival della fotografia etica di Lodi.
    Veramente un lavoro degnissimo, di alta sensibilità e spessore. Grazie per averlo ricordato.

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