Le sperimentazioni di Andrè Kertèsz, da conoscere!

La fotografia è la mia sola lingua. Io non faccio semplicemente delle foto. Io mi esprimo attraverso le foto”. Andrè Kertész

La sua fotografia è pura poesia un nuovo linguaggio che reinventa la realtà. André Kertész, grande maestro della fotografia del Novecento, offre sempre il suo sguardo unico ed eccezionale. Il poliedrico estro artistico di Kertész è raro davvero!

Nato a cavallo delle avanguardie storiche tra esplosione della fotografia e l’avvento del cinema, in un incredibile sviluppo di relazioni che intersecano esperienze artistiche, movimenti poetici e rivoluzioni estetiche.

Da Parigi a New York, gli anni più tormentati e difficili, carichi di una ventata pioneristica che sarà finalmente rivelata dalla mostra retrospettiva al Museum of Modern Art (MoMa) (1964).

Con oltre 70 anni di carriera come fotografo, Kertész ha influenzato il giornalismo e molta della fotografia degli anni a venire. Sfortunatamente, è stato uno di quei fotografi che non hanno mai ottenuto merito, per gran parte della sua vita. È diventato popolare a livello internazionale solo dopo la pensione, all’età di 68 anni.
Con il sostegno della grande comunità di artisti ungheresi, una volta trasferito a Parigi, è riuscito a pubblicare alcuni dei suoi lavori su riviste di diversi paesi europei. Nel 1927 Kertész fu il primo fotografo ad avere una mostra personale a Parigi. Quell’anno è stato uno dei suoi anni più produttivi in ​​termini di fotografia.

Poco dopo la morte di sua madre nel 1933, si sposò con Elizabeth Saly. Nel 1936 emigrarono a New York, dove era stato assunto dall’agenzia Keyston. Da allora il suo talento fotografico è rimasto sopito per quasi due decenni. Solo nel 1964 Kertész, dopo che il curatore del Museum of Modern Art organizzò una sua mostra personale, il talento venne riconosciuto. Nel periodo tra il 1970 e il 1980 le sue fotografie sono esposte in tutto il mondo e riceve anche numerosi riconoscimenti.

Le Pont des Artes, Paris, 1932- Clock of the Académie Française – Andre Kertesz

Wikipedia riassume al meglio la carriera fotografica di Kertész come segue. “Per gran parte della sua carriera, Kertész, è stato descritto come il” milite ignoto “che ha lavorato dietro le quinte della fotografia, raramente citato per il suo lavoro, fino alla morte negli anni ’80. Kertész ha trascorso la sua vita, nell’eterna ricerca di accettazione e fama”.

Nel tempo prova e sperimenta, diverse tecniche e diverse attrezzature
“Distortions” è il titolo di un libro a fine carriera di André Kertész ed è diventato il nome assegnato alla serie di nudi femminili distorti che ha fotografato nel 1933. Kertész aveva più di ottant’anni quando queste immagini divennero famose. Fino ad allora erano state viste sporadicamente.

Distortion #82; André Kertész (American, born Hungary, 1894 – 1985); Paris, France, Europe; 1933; Gelatin silver print. Paul Getty

Qui sotto potete vedere un video con le distorsioni fotografiche sul nudo.

“L’uso di Kertész della Polaroid SX-70, invece è intrecciato con la morte di sua moglie Elisabetta nell’ottobre 1977. Il fotografo, sempre interessato alle nuove tecniche, ha visto le possibilità di più lavoro intimo, offerte da questo processo allora innovativo.

André Kertész September 8, 1979 Polaroid SX-70

Qui sotto potete vedere un video sul suo lavoro in Polaroid.

André Kertész ~ Broken Plate, Parigi, 1929 “In questa foto di Montmartre, stavo solo testando un nuovo obiettivo per un effetto speciale. Quando sono andato in America, ho lasciato la maggior parte del mio materiale a Parigi, e quando sono tornato, ho trovato il sessanta percento delle lastre di vetro rotte. Questo l’ho salvato, ma aveva un buco. L’ho stampato comunque. Un incidente mi ha aiutato a produrre un effetto meraviglioso “.

(Broken plate, 1929, Paris): from a portfolio “Photographs Andre Kertesz 1929

Qui un articolo sull’autore

Ecco alcuni suoi libri

Ciao Sara!

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Da un libro a un’autrice: Lisetta Carmi

Infine pensai che avesse senso e fosse molto bello soffermarsi su una signora di oltre novant’anni dallo sguardo vivace e cercare di accendere la curiosità, se mai ce ne fosse stato bisogno, sul suo lavoro dotato al tempo stesso di bellezza e sensibilità.

Ma, onore al merito, la ragione per cui lo farò risiede in un libro dal titolo “A tu per tu. Fotografi a confronto” di Manuela De Leonardis edito da Postcard. (Qui il link per l’acquisto )

Il libro è formato da una serie di interviste ad autori contemporanei realizzate dall’autrice fra il 2011 e il 2016, e rappresenta un buon punto di partenza per approfondire la conoscenza dei personaggi coi quali si svolgono le conversazioni; ma più ancora un buon punto dal quale muovere riflessioni più o meno serie attorno alla fotografia, prendendo spunto dalle conversazioni raccolte.

Reso onore al testo dal quale sono partita, adesso posso parlare di lei, Lisetta Carmi, che ha dedicato solo vent’anni della sua vita alla fotografia, degli oltre novanta vissuti fino ad oggi, facendolo però totalmente, sfruttando lo strumento che teneva in mano nel modo migliore possibile, appoggiandosi alle possibilità espressive che metteva a sua disposizione e piegandolo alle sue necessità.

Ph Manuela De Leonardis

Disse di lei Pino Bertelli, in un saggio in cui analizzava il suo lavoro sui travestiti:  “ e’ una fotografa della diversità e la luce e la grazia delle sue fotografie sulle Drag Queens di Genova le hanno permesso di mostrare “un mondo nascosto”, ghettizzato o respinto […]. dalla lettura di queste immagini nessuno esce mai come prima […]”.

Il lavoro sui travestiti menzionato da Bertelli, quello per cui viene ricordata maggiormente, è stato parzialmente ripreso, in un volume dal titolo “La bellezza della verità” a cura di Giovanni Battista Marina che riprende aspetti diversi della fotografia della Carmi

La raccolta comprende infatti Sicilia, con immagini estratte da un lavoro realizzato su richiesta di un’azienda metallurgica di Dalmine, che le permetterà di lavorare con Leonardo Sciascia, accostando ai suoi testi immagini dei corsi d’acqua dell’isola, dei suoi abitanti e del lavoro che svolgeva la società che le commissionò il lavoro.

Un altro volume che raccoglie immagini scattate all’interno della metropolitana di Parigi: immagini che rimasero ad allietare il solo sguardo della donna che le creò per anni; Lisetta infatti, dopo averle raccolte in un libro col quale partecipò ad un solo concorso dove si classificò seconda, chiuse quello stesso libro in un cassetto per anni.

L’ultimo volume, che da poi il titolo all’intera raccolta : “La bellezza della verità” raccoglie una serie di ritratti di personaggi del mondo della cultura che lavorarono negli anni cui la Carmi fotografò ed è introdotto da un’intervista nella quale quest’ultima racconta cos’è stata la fotografia per lei, cosa le ha permesso di fare e scoprire, ma anche il ruolo che ebbe nella sua crescita personale, nel momento in cui le permise di avvicinarsi alle persone così tanto da poterle guardare davvero da vicino e liberamente.

L’insieme dei 4 libri alla fine, riesce a mostrarci chi era Lisetta Carmi fotografa, qual’era il suo stile e cosa cercava quando scattava; ma ci permette anche di scoprire il doppio mondo davanti al quale ci troviamo: quello rappresentato e quello di colei che lo rappresenta, l’esterno e l’interno, chi o cosa veniva rappresentato e raccontato, ma anche la persona che stava dietro la macchina fotografica.

Nel lavoro sui travestiti soprattutto, questa doppia possibilità si realizza, perché gli sguardi, la vicinanza ai soggetti, la voglia stessa di raccontarli in modo così onesto e sincero, parlano degli esseri umani che vediamo certo, ma ricordano anche che quella vicinanza al soggetto non è da tutti, ed è possibile solo attraverso una spiccata capacità empatica e una curiosità che spinga a scavare ben oltre la superficie delle vite che si stanno raccontando.

Potete acquistare a questo link la raccolta e dopo averlo acquistato potete mettervi comodamente sul divano, e sfogliare i quattro volumi lentamente, godendo della bellezza delle immagini che vi troverete davanti.

Biografia su wikipedia al seguente link

Potete leggere anche:

Ho fotografato per capiredi Lisetta Carmi

Le cinque vite di Lisetta Carmi di Calvenzi Giovanna

Ecco tutti i corsi in partenza a dicembre da Musa

Ecco tutti i corsi in partenza a dicembre, non perdere tempo, vieni a divertirti e imparare con noi! Iscriviti! Ciao Sara
 Fotografia e letteratura E’ logico pensare come siano nati intrecci reciproci tra letteratura e fotografia…Lo scopo del workshop è quello di analizzare i modi e le possibilità in cui la letteratura e la fotografia si incontrano fin dalle origini del mezzo. Oltre ad una panoramica teorica su tematiche, personalità di spicco ed evoluzioni di entrambe le forme di espressione, i partecipanti saranno guidati nello sviluppo di un progetto fotografico personale a partire da testi o tematiche letterarie di loro interesse. Le sessioni di riprese vanno svolte singolarmente dai partecipanti tra un incontro e l’altro.Il workshop, da svolgersi in due giornate, ha lo scopo di avviare i partecipanti alla realizzazione di un progetto fotografico che muova dal mondo letterario (le fonti di ispirazione possono essere scrittori, correnti letterarie, poesie o romanzi). 
Informazioni
Data corso: 7-8 dicembre 2019
Orario: 10.00-18.00 circa Info 

Storytelling – Non solo reportage Storytelling
Raccontare la tua storia
Presentazione
Questo corso si propone come obiettivo di indicare quali siano le modalità della narrazione fotografica. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico pensato ed esteso. Il percorso prevede la realizzazione di esercizi in interni ed esterni, che possano essere utili come punto di partenza per un progetto personale. Verrà spiegato come pensare, svolgere, organizzare e presentare un progetto fotografico compiuto, imparando a portare le conoscenze tecniche a favore della visione personale per un racconto fotografico articolato.Il corso non è rivolto solo a chi è interessato al settore del reportage, ci si può muovere nella ricerca, nel concettuale ed in qualsiasi genere fotografico per il quale ci si senta portati e si abbia voglia di approfondire. 
DATA :14 – 15 dicembre 2019
DURATA CORSO: weekend
ORARIO: 10.00-18.00  Info 
 Lavorare con le ONG, enti e fondazioni Il mercato della fotografia oggi è fluido. Non si muove più in maniera univoca verso l’editoria, ma raggiunge canali e clienti fino a pochi anni fa considerati minoritari o di nicchia, come le Ong, le Fondazioni e le gallerie. Documentare tematiche di ampio respiro con un taglio personale, trovare il modo di finanziarsi un progetto, lavorare su storie poco conosciute ma raggiungendo un grande pubblico. Questi sono gli obiettivi per una fotografia indipendente. Non una tecnica da apprendere, ma un atteggiamento atto a migliorare la propria visione.
Attraverso un percorso didattico, verranno forniti gli strumenti necessari per comprendere la giusta relazione tra un fotografo e questi nuovi clienti. Quali sono i pro e i contro di questo lavoro, come e perché stabilire una collaborazione con un ente governativo, studiando il corretto approccio alle storie da sviluppare. Metodologia lavorativa e progettazione saranno le parole chiave: dalla presentazione dell’idea all’output finale, passando per i nuovi modelli visuali, come il Multimedia Journalism.
Informazioni Data corso:
14 – 15 Dicembre 2019
Orario: 10.00-18,00 circa Informazioni 
Corsi in partenza a breve
 Corso di Banco Ottico 
Le macchine di grande formato
Presentazione
Il corso si svilupperà in due giornate:
La prima giornata si svolgerà, per la prima parte in aula, dove verrà fatta una breve introduzione sui componenti del banco ottico e l’utilizzo base dei suoi movimenti ( decentramenti, basculaggi ). Verranno spiegati e valutati gli effetti dei movimenti sulla resa dei soggetti ripresi, nello specifico caso per il controllo delle linee convergenti e estensione del piano di messa a fuoco ( caratteristiche fondamentali degli apparecchi a corpi mobili ). Prenderemo inoltre in considerazione la valutazione della luce e le caratteristiche delle ottiche dedicate a questo tipo di fotocamere. Il lavoro che varrà svolto in aula occuperà circa 3 ore, questo per dare molto più respiro alle esercitazioni che faremo, nella seconda parte della giornata, “sul campo”. Per valutare ed apprezzare immediatamente il risultato e le nozioni apprese in aula, ci sposteremo per le vie della città, dove troveremo le situazioni e soggetti ideali, scatteremo con delle pellicole a sviluppo immediato ( fuji FP 100 C ).
Durante la seconda giornata si proseguirà con le riprese in esterna, fino alla pausa pranzo. La seconda parte della giornata verrà dedicata al ritratto in studio e all’ utilizzo dei movimenti per le riprese di ritratto, con una introduzione alla gestione delle luci flash e letture esposimetriche.
Durate questa fase potremo inoltre valutare e commentare i risultati del giorno precedente.
Questo corso vuole essere un primo approccio con il banco ottico, l’intento è di suscitare in voi interesse verso questo strumento dalle vastissime potenzialità. Attrezzatura messa a disposizione da Musa, per chi preferisce, si può portare il proprio banco!
Informazioni
Data corso: 23-24 Novembre 2019
Orario: 09,30-18,00 circa Info

Legislazione e fotografia
Ecco di cosa tratta questo importante seminario.
1. DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI FOTOGRAFIA
2. I DIRITTI DEL FOTOGRAFO 
3. IL RITRATTO FOTOGRAFICO 
4. FOTOGRAFIA E PRIVACY 
5. FOTOGRAFARE LE COSE
Informazioni
Data corso:
30 novembre 2019
Orario: 09,30-13,30 circa
Info

Alessia Santambrogio, lo spazio e i corpi

Proseguiamo con la presentazione di alcune brave partecipanti al premio Musa. Oggi è il turno di Alessia Santambrogio. Con il suo lavoro, ambientato nei teatri, Alessia ricerca la profondità del rapporto tra spazio e corpi che popolano la scena con un perfetto equilibrio..

Vi lascio alle sue immagini.

Lo spazio e i corpi

Le immagini di questo progetto mettono in luce la volontà di ricercare un rapporto profondo fra i corpi dei personaggi presenti sulla scena e lo spazio in cui si muovono.

Con l’obiettivo di ricreare immagini complesse, che vadano al di là della pura dimensione teatrale, ho voluto ricercare in ognuna delle immagini che appartengono a questo progetto un’affascinante armonia al cui interno l’occhio dello spettatore è portato a muoversi con meraviglia e curiosità.

Ho voluto inscrivere ogni elemento, sia scenico sia umano, all’interno di uno spazio in cui geometria e una rigorosa composizione sono le parole chiave.

I cromatismi controllati con precisione dominano in queste immagini, insieme all’ampio respiro dato alle scene, in cui si possono cogliere le interessanti relazioni tra i cantanti e gli attori, presenti sia singolarmente sia in gran numero sulla scena.

La bellezza della fotografia di spettacolo, in particolare di opera lirica, e l’uso dei tableaux vivants, che partono da elementi assolutamente reali per arrivare ad immagini surreali, diventa il mezzo per evocare suggestioni, coinvolgendo e sorprendendo lo spettatore con il suo fascino e la sua armonia.

Biografia

Alessia Santambrogio (Monza, 1981), fotografa di scena professionista e archivista editoriale, deve la sua formazione artistica e professionale all’Accademia Teatro alla Scala e all’Istituto Cfp Bauer.

Collabora con vari enti lirici e di prosa del panorama italiano, per i quali ha documentato importanti produzioni ed eventi.

Ha partecipato ad innumerevoli mostre tra le quali “Album di compleanno – 1813-2013, La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala”, promossa da Fondazione Bracco ed Accademia Teatro alla Scala e “Il km della danza” all’interno della manifestazione On dance di Roberto Bolle.

Numerose sono le pubblicazioni su quotidiani nazionali come Il corriere della sera, La Repubblica, Il Giorno e su riviste specializzate del settore teatrale.

Ha una solida conoscenza informatica relativa alle più recenti tecniche di post-produzione digitale e segue periodicamente corsi professionali di aggiornamento. Ha conoscenze dei social media per la condivisione e pubblicazione di immagini.

Contatti

Telefono: +39 348 4289639

Sito web: www.alessiasantambrogio.com

E-Mail: info@alessiasantambrogio.com     

Che cavolo ne sa un giudice, di fotografia?

La fotografia ha faticato a lungo per essere considerata “arte”…

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Sara Munari, Cuba

Basti pensare alle discussioni tra addetti ai lavori che con estrema difficoltà, sono riusciti a tutelare la sua rilevanza autore alla fine degli anni settanta del ‘900 (d.p.r. 8 gennaio 1979, n. 19) .

Solo da quel momento si prese in considerazione la distinzione tra “semplice fotografia” e fotografia di carattere creativo.

Ma come facciamo a stabilire davvero una differenza?

Bisogna innanzitutto chiedersi quali siano i requisiti di tutela del diritto d’autore.

Sono protette quindi “le opere dell’ingegno di carattere creativo”.

Qui cominciano i problemini.

Ci scontriamo con due direzioni giuridiche:

Uno che prevede un limite di creatività basso (l’autore opera una selezione delle possibilità espressive e dà luogo alla sua idea).

Il secondo prevede un traguardo di creatività più “specifico” (l’opera riflette la personalità dell’autore).

Subentra poi il “merito estetico” e se questo debba o meno essere protetto.

In generale però, per evitare parallelismi e discriminazioni tra tutte le opere dell’ingegno, si preferisce estromettere il giudizio estetico.

L’autore, perché la sua fotografia venga considerata “opera” non dovrebbe esclusivamente riprodurre la realtà, piuttosto osservarla, capirla e interpretarla.

Ma in quanti si rendono conto di trovarsi di fronte ad un progetto che va oltre la riproduzione “meccanica” della realtà?

Che cavolo ne sa un giudice?

Stabilirá il valore creativo, in base a criteri soggettivi?

Fortunatamente non succede spesso di trovarsi di fronte ad un giudice in questi termini.

In Italia la corte di giustizia ha sentenziato che sono opere quelle “che rispecchiano la personalità dell’autore” e quando avviene questo?

Avviene se l’autore ha espresso sè stesso con scelte libere e creative” (Corte Giust. UE, 1° gennaio 2011, causa C 145/10).

Sembra abbastanza chiaro

Peccato che metà dei lavori in circolazione, anche di autori molto affermati, metterebbe in crisi qualsiasi giudice.

Quante fotografie appese nelle più importanti gallerie sembrano riprese asettiche della realtà?

Il fotografo sembra un mero riproduttore oggettivamente impassibile, in tanti casi.

Come farebbe ‘sto povero giudice a capire la differenza?

E allora ecco che compare il “pregio artistico che considera la “rilevante fama” del fotografo (Trib. Roma, 20 dicembre 2006) e/o l’apparizione delle sue opere su “pubblicazioni di pregio artistico” (Pret. Torino, 27 maggio 1996).

Denis Curti ha affermato che “la galleria è uno spazio per l’affermazione dell’ autoralità del fotografo e della qualità della sua produzione che si distingue da quella massa di utenti e amatori conquistati dalla semplicità dello strumento fotografico, ma privi di qualsiasi interesse nei confronti della ricerca e della riflessione sul linguaggio” (Collezionare fotografia in Italia, Denis Curti e Sara Dolfi Agostini, 2014) Quindi se l’autore ha esposto in musei, gallerie, cataloghi, aste, fiere è più probabile la sua valenza artistica (per un giudice).

Probabile, appunto, perché a me, invece, viene un dubbio, che è più fotografico/critico che giuridico:

– Quanti autori di fama internazionale, hanno avuto queste opportunità per conoscenze, per soldi, per capacità imprenditoriali piuttosto che per talento “artistico”?

Eppure il mondo dell’arte sembra attenersi a criteri simili a quelli dei giudici piuttosto che a parametri da esperti del settore, dei quali dovrebbe essere composto.

Vediamo dove si va a parare.

Gli autori hanno vita breve, con tutta probabilità, dal mio punto di vista.

I lettori portfolio di Musa fotografia

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Chi sono i lettori portfolio della prossima giornata di Letture da Musa Fotografia?

PIEPAOLO MITTICA

Pierpaolo Mittica è un fotografo e cineasta umanista italiano. Pluripremiato vive a Venezia (Italia), ottiene iil Master al CRAF in conservazione, tecnica e storia della fotografia nel 1990, studiando con Charles – Henri Favrod, Naomi Rosenblum e Walter Rosenblum, che considera suo padre spirituale in fotografia. Le sue fotografie sono state esposte in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Cina, e pubblicate su giornali e riviste italiane e internazionali: l’Espresso, Manifesto, Vogue Italia, Corriere della Sera, Repubblica, Panorama, Il Sole 24 ore, Oggi, Le Scienze, Photomagazine, Daylight Magazine, Days Japan International, Asahi Shinbum, The Telegraph, The Guardian, Sueddeutsche Zeitung, Spiegel, Wired USA, Asian Geo, National Geographic USA. Conosci Pierpaolo, vai al sito 

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SARA MUNARI

Sara Munari nasce a Milano nel 72. Vive e lavora a Lecco. Studia fotografia all’Isfav di Padova dove si diploma come fotografa professionista. Apre, nel 2001, LA STAZIONE FOTOGRAFICA, Studio e galleria per esposizioni fotografiche e corsi, nel quale svolge la sua attività di fotografa. Docente di Storia della fotografia e di Comunicazione Visiva presso ISTITUTO ITALIANO DI FOTOGRAFIA di Milano. Dal 2005 al 2008 è direttore artistico di LECCOIMMAGIFESTIVAL per il quale organizza mostre di grandi autori della fotografia Italiana e giovani autori di tutta Europa. Organizza workshop con autori di rilievo nel panorama nazionale. Espone in Italia ed Europa presso gallerie, Festival e musei d’arte contemporanea. Fa da giurata e lettrice portfolio in Premi e Festival Nazionali. Ottiene premi e riconoscimenti a livello internazionale. Apre nel 2019 MUSA. Conosci meglio Sara, vai al sito

LEONELLO BERTOLUCCI

Nato in Liguria e approdato a Milano negli anni ottanta, ha intrapreso la strada del reportage fotografico lavorando per alcune testate e agenzie italiane; in seguito hanno avuto inizio collaborazioni internazionali tra cui quella con l’agenzia Sygma di Parigi. Sue foto sono apparse su testate quali Time, Newsweek, Stern, Paris-Match, Epoca, ecc. Attualmente è fotografo contributor per l’agenzia Getty Images. Vengono pubblicati anche suoi libri d’immagini e allestite sue mostre. È consulente in campo editoriale e multimediale, ed è chiamato a ricoprire il ruolo di photo editor in redazioni di giornali; ha scritto il primo libro in Italia sull’argomento, col titolo “Professione Photo Editor” (Gremese Editore). E’ docente all’Istituto Italiano di Fotografia a Milano e ha insegnato al Master in Giornalismo dell’Università di Bologna; tiene inoltre corsi, workshop e letture portfolio in giro per l’Italia. Della sua attività si sono occupate riviste di fotografia come Fotopratica, Il Fotografo, Nuova Fotografia, Photo, Photographia, Techno Photo, Gente di Fotografia. Gli piace giocare, e nelle edizioni del Pulcinoelefante le sue fotografie giocano con testi, tra gli altri, di Alda Merini, Tonino Guerra, Enzo Sellerio. Ha inoltre pubblicato un libro di aforismi sulla fotografia dal titolo “55 fotograforismi” (Postcart Edizioni). E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti e scrive di fotografia nel suo blog su Il Fatto Quotidiano e sulla rivista Il Fotografo. Conosci meglio Leonello, vai al sito

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LOREDANA DE PACE

Lor4enada de pace

Loredana De Pace è giornalista pubblicista, curatrice indipendente e, quando sente di avere qualcosa da dire, anche fotografa. Scrive da quindici anni per la testata FOTO Cult – Tecnica e Cultura della Fotografia. Ha collaborato con vari media on line dedicati alla cultura e alla fotografia. Cura l’archivio dell’autrice Gina “Alessandra” Sangermano; partecipa a giurie di premi nazionali e internazionali e letture portfolio. Collabora con associazioni culturali nell’organizzazione di eventi e conferenze sulla fotografia e partecipa alla realizzazione di progetti editoriali. Insieme a Rossella Viti, ha ideato e curato Territori latenti, percorso all’interno del progetto di residenza Verdecoprente, con l’obiettivo di valorizzare nuove prospettive di ricerca personale, di azione e visione intorno all’immagine fotografica, per lo stesso autore e per il suo fruitore, invitati all’esperienza di un “nuovo paesaggio da abitare”. Come fotografa, ha esposto i reportage El pueblo de Salinas, Ecuador: il piccolo gigante (2011) che è anche un libro con introduzione di Luis Sepúlveda, i progetti personali Sono un cielo nuvoloso (2014, Galleria Interzone-Roma), Qualcosa è cambiato (Priverno, 2017). Nel 2017 ha scritto il libro TUTTO PER UNA RAGIONE. Dieci riflessioni sulla fotografia, per i tipi di emuse. Conosci meglio Loredana, vai al sito ISCRIVITI

BENEDETTA DONATO

Curatrice. Formatasi tra Roma e Parigi, ha fondato pianoBI per cui cura progetti espositivi ed editoriali, collaborando stabilmente con gallerie e realtà istituzionali come consulente e per la curatela di mostre fotografiche.
Nel 2010 viene inserita all’interno della lista dei Consulenti Esperti dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del  MiBAC.
Dal 2012 è membro di Progetto Donne e Futuro, per cui rappresenta la sezione “Donne e Arte”.
Già Art Curator in Giart – che ha ideato e realizzato la serie di film Fotografia Italiana,  edita da Contrasto e distribuita in tutto il mondo – ha curato per Maurizio Galimberti diverse mostre e pubblicazioni, tra cui  Paesaggio Italia, Marsilio Editore, ROMA55 e Portraits, SilvanaEditoriale.
In occasione di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, ha ideato e curato la rassegna  #18ESPLORAZIONI, svoltasi presso Église, centro per la cultura visiva.
Tra le pubblicazioni curate, si ricordano: Francesco Faraci Malacarne (Crowdbooks), Angelo Ferrillo 258MINUTES,, (Crowdbooks), Giuseppe Mastromatteo Humanscape, (SilvanaEditoriale)Nicola Tanzini TokyoTsukiji (Contrasto), Alberto Gandolfo Quello che resta (SilvanaEditoriale).
Fa parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Romano Cagnoni.
Lettore portfolio e membro di giuria in manifestazioni e festival di settore è inoltre Contributing Editor per le riviste IL FOTOGRAFO con la rubrica Grand Photo Tour e  EYESOPEN! Magazine.

Conosci meglio Benedetta

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Cronaca nera a Milano

“La Notte”, il libro con le foto e le storie di cronaca nera “inedite” del giornale di Milano.
“Storie nere degli archivi de La Notte”  giovedì a Milano alla Hoepli.

Immagini in bianco e nero, di un viaggio che racconta storia del quotidiano milanese pubblicato tra il 1952 e il 1995  che trattava le vicende di cronaca nera con foto talvolta”forti”.

Il progetto, frutto di un lavoro sull’archivio fotografico del quotidiano, tratta le storie più note della città di Milano e molto altro.

Attraverso lo studio di tre anni della produzione fotografica e dei  negativi realizzati dai fotoreporter del giornale, 150mila negativi divisi in varie tipologie, con titoli come: “Aggressioni e ferimenti”, “Rapine”, “Prostituzione”, “Droga”, “Incidenti”, “Reati Vari“, sono stati ripresi e visionati.

Garzillo, Maglio e Matarazzo che si sono occupati della selezione, hanno scelto il materiale più interessante. Ci sono anche testimonianze dirette dei giornalisti e dei fotografi dell’epoca.

Il libro sarà presentato per la prima volta al pubblico giovedì 7 novembre 2019 alle ore 18 alla Libreria Hoepli di via Hoepli. Insieme alla presentazione dell’opera sarà anche inaugurata una mostra fotografica con una selezione di scatti tratti dal volume.