Il dolore non è un privilegio, Ilaria Sagaria

Ed eccoci a presentarvi un’altra delle finaliste del premio Musa.

Oggi è il turno di Ilaria Sagaria, con un bel lavoro sulle donne vittime di aggressioni con l’acido, dal titolo Il dolore non è un privilegio.

Il dolore non è un privilegio
Ilaria Sagaria


Il mio lavoro racconta del dramma psicologico che devono affrontare le donne vittime di violenza con acido. Questo tipo di aggressione viene chiamata “vitriolage” perché nella stragrande maggioranza dei casi l’acido utilizzato è il vetriolo. La violenza tramite acido è un fenomeno globale che non è legato alla razza, alla religione e tantomeno alla posizione sociale e geografica. Nonostante siano stati registrati casi di aggressione anche ai danni di uomini, quella tramite acido rimane una forma di violenza con un impatto maggiore sulle donne, che sottintende una forte discriminazione sessuale all’interno della società, seppure con dinamiche e modalità diverse in base ai luoghi dove questa violenza si genera. Queste donne subiscono una tortura che è terribile anche soltanto immaginare: vengono colpite con getti d’acido corrosivo sulla pelle del viso, vengono accecate, rese sorde, annientate. Colpevoli sono i mariti, gli ex, i padri, i fratelli, talvolta persino altre donne, corrotte e/o assimilate alla crudeltà dei loro maschi. Questo accade alle ragazze e alle donne che decidono di interrompere una relazione, che osano rifiutare di fidanzarsi o sposarsi, magari perché la loro dote non è considerata sufficiente dalla famiglia del marito, o anche soltanto per invidia o cattiveria. Il volto sfregiato è solo una parte visibile del calvario che queste donne devono affrontare: oltre alla brutalità dell’evidenza causata da un gesto inumano, al dolore insopportabile, alle operazioni chirurgiche, ai segni e alle cicatrici, c’è il trauma psicologico da affrontare, l’incapacità di riconoscersi, la depressione e l’isolamento. Attraverso le mie fotografie mi sono soffermata sulla dimensione psicologica, sul concetto di vuoto, di memoria e identità. Molte donne nella fase iniziale della convalescenza non possono esporsi in alcun modo alla luce del sole, poiché i raggi ultravioletti causerebbero ulteriori danni alla pelle già devastata. Sono costrette così a passare lunghissimi periodi chiuse dentro casa e anche quando potrebbero uscire all’aperto, molte di loro non hanno il coraggio di mostrarsi in pubblico, poiché non si sentono pronte ad affrontare lo sguardo della gente. Dentro casa tolgono gli specchi e le loro fotografie, eliminano qualsiasi cosa che possa mostrare quello che erano prima e quello che sono ora. Diventano prigioniere di una casa privata di memoria e identità, dove lo spazio e il tempo sembrano congelarsi, perché loro stesse sono state private del loro passato, presente e futuro. Mi sono chiesta cosa volesse dire passare intere giornate chiusa dentro casa, aggirarsi tra le stanze come un fantasma mentre sei costretta a fare i conti con il tuo nuovo aspetto e ad accettare il fatto che sarà quello il tuo nuovo volto per tutto il resto della tua vita. Quando un volto viene deturpato è la stessa memoria del proprio corpo a perdersi, è la stessa vita ad essere cancellata. La nostra faccia è la nostra identità, racconta quello che siamo, la nostra storia e la nostra esistenza. Che cosa diventa una persona quando perde la sua reale identità? Cosa rimane di lei, se rimane solo il vuoto del suo volto negato?

Biografia

Palomonte, Salerno, 1989. Nel 2008 si trasferisce a Napoli dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti, laureandosi prima in Pittura e poi in Fotografia. Nel 2015 vince il concorso fotografico internazionale bandito dall’Ariano International Film Festival, mentre nel 2016 è tra i vincitori del premio Sette Opere di Misericordia bandito dal Pio Monte della Misericordia a Napoli. Alcune sue opere sono esposte nella collezione permanente del Museo MUSINF di Senigallia, nell’area dedicata all’Archivio Italiano dell’Autoritratto Fotografico. Nel 2017 Giorgio Bonomi pubblica alcuni suoi lavori all’interno del suo secondo volume de Il corpo Solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea. Nel 2018 è tra i vincitori della Biennale dei Giovani Fotografi Italiani e tra i finalisti del Premio Portfolio Italia. Sempre nello stanno anno viene scelta da Antonio Biasiucci per entrare a far parte della terza edizione del suo LAB – Per un Laboratorio Irregolare. Attualmente vive e lavora come fotografa tra Napoli e Monaco di Baviera.
La fotografia la rende felice.

Ecco il sito di Ilaria, per chi volesse vedere altri progetti o contattarla: ilariasagaria.com

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Musa fotografia, corsi disponibili online fino al 4 aprile!

Buongiorno a tutti, sono riuscita a preparare questi due corsi per proporveli online:

Lo stile fotografico, come trovarlo

Il linguaggio fotografico e lettura dell’immagine

Se siete interessati, guardate qui per le informazioni

www.musafotografia.it/online.html

Spero possiate passare tempo facendo una cosa che vi serva e vi interessi! I posti sono solo 10 per ogni corso, altrimenti non riesco a seguirvi bene!

Teniamo duro tutti insieme! Ciao

Tutte le mostre di fotografia del Moma fino a oggi, qui!

Buongiorno, un bel regalo in questo periodo difficile. Le mostre del MOMA dal 1929 ad oggi sono disponibili online. Queste pagine vengono aggiornate continuamente, quindi, se siete interessati, potrete consultare l’elenco per trovare nuovi spunti interessanti.

Buona giornata. Sara

Questo il link per la consultazione: LINK

Storia di una fotografia, tra le più imitate.

Prendo spunto da una polemica nata su Facebook a seguito della pubblicazione di un’immagine di una fotografa emergente, per raccontarvi di questa fotografia, che è probabilmente la “madre” di tutte le immagini di questo tipo e che è stata d’ispirazione per innumerevoli altri scatti di artisti più o meno famosi.

La fotografa è Annie Leibovitz, che non credo necessiti di presentazioni, e il soggetto è la famosa attrice Whoopy Goldberg. L’immagine è tra le più iconiche degli anni 80.

La fotografia infatti risale al 1984, quando la Goldberg era una brillante attrice emergente e la Leibovitz era già una fotografa affermata, che era stata incaricata da Vanity Fair di ritrarre il giovane talento.

La foto in questione fu scattata con un preciso pensiero politico quello di denunciare il razzismo rifacendosi ad una battuta della stessa Goldberg in cui la comica scherzava sul possibile uso della candeggina per schiarirsi la pelle. La Leibovitz decisa di servirsi del latte per questo ritratto, dopo che un amico le riferì che tale liquido nelle fotografie appariva come bianco opaco.

La foto fu preparata a dovere ma non l’espressione facciale dell’attrice che scivolò nella vasca mentre stava entrando, dando all’immagine un incredibile tocco realista e paradossale.

Anna

World Press Photo 2020: chi la spunterà?

Ciao, anche per quest’edizione sono stati annunciati i finalisti del WPP, il più importante premio di fotogiornalismo del mondo. I vincitori saranno poi proclamati in una cerimonia che si terrà il 16 aprile ad Amsterdam.
Se avete voglia di provare ad indovinare chi la spunterà quest’anno, lasciateci un commento.

Anna

Dall’edizione dello scorso anno, i premi più rilevanti sono diventati due: il tradizionale e storicamente più importante World Press Photo of The Year, e il World Press Photo Story of the Year, che premia il fotografo “la cui creatività visiva e abilità hanno prodotto una storia con eccellenti editing e sequenza fotografici, su un grande evento o una questione di rilevanza giornalistica del 2019”, premiando i lavoro che richiedono maggiore tempo e perseveranza.

I sei candidati al World Press Photo of The Year sono: Mulugeta Ayene di Associated Press (AP) con la foto di una donna nel luogo dove è precipitato il Boeing della Ethiopian Airlines, in Etiopia; Farouk Batiche di Deutsche Presse-Agentur con una foto degli scontri in Algeria tra manifestanti e polizia; Yasuyoshi Chiba di Agence France-Presse con un’immagine delle manifestazioni in Sudan; Tomasz Kaczor per Gazeta Wyborcza con la foto di una ragazza da poco risvegliata dallo stato catatonico causato dalla sindrome da rassegnazione; Ivor Prickett del New York Times con la foto di un combattente curdo; e Nikita Teryoshin con la foto di una fiera di armi negli Emirati Arabi Uniti. Vedete le immagini selezionate qua sotto.

I finalisti per il World Press Photo Story of the Year sono invece: Nicolas Asfouri dell’agenzia AFP per il suo lavoro sulle proteste di Hong Kong; di nuovo Mulugeta Ayene di AP per un lavoro sui parenti delle vittime a bordo del Boeing precipitato in Etiopia; e il francese Romain Laurendeau per un reportage sui giovani algerini nel perioso delle rivolte dello scorso anno. Di seguito una selezione di immagini dai tre lavori.

Quest’anno per i due premi principali non sono stati selezionati fotografi italiani, che però sono presenti tra i finalisti in altre categorie: Nicolò Filippo Rosso, Lorenzo Tugnoli, Fabio Bucciarelli, Luca Locatelli, Alessio Mamo e Daniele Volpe. Ecco qua alcune delle loro immagini in gara.

Il premio ITALY PHOTO AWARD

Immagine di Lorenzo Zoppolato – Miglior portfolio a Padova

Il premio ITALY PHOTO AWARD®, nato per la valorizzazione e diffusione della cultura fotografica italiana, è oggi tra le più importanti realtà fotografiche nazionali, grazie alla collaborazione con i più grandi festival italiani ospitanti le Letture Portfolio entrate in rete e con i migliori professionisti di settore e agenzie di fotogiornalismo.

L’ITALY PHOTO AWARD®, giunto alla VI edizione, si articola in un programma di Letture Portfolio e costituisce un’importante occasione di confronto e di crescita per tutti i fotografi, che possono interagire con esperti del settore, scambiare idee e ricevere consigli e suggerimenti. 

Il Premio si rivolge a tutti gli autori con l’obiettivo di far emergere giovani talenti a fianco di fotografi affermati, offrendo loro un panorama internazionale di visibilità e opportunità in centri d’arte, gallerie, redazioni e le migliori agenzie di fotografi. Il Premio vuole essere un’importante occasione di confronto e di crescita per tutti i fotografi che partecipano con progetti personali per ricevere suggerimenti e consigli da professionisti del mondo della fotografia.

Si svolge ogni anno con una giuria di professionisti che selezionano i migliori progetti fotografici tra quelli presentati alle Letture Portfolio nei più grandi festival d’Italia, che sappiano illustrare l’evoluzione dei principali generi della fotografia documentaristica rappresentata da autori italiani. La giuria, all’interno del singolo festival, è composta da photoeditor, galleristi, fotografi, critici, direttori e docenti che prendono parte all’evento come lettori e sono a disposizione dei partecipanti per visionare i lavori proposti in un incontro ‘face-to-face’.

Gli incontri di lettura dei portfolio si tengono ogni anno, in diverse tappe, all’interno dei più prestigiosi festival di fotografia, su tutto il territorio nazionale:

ATTENZIONE, LE DATE POSSONO ESSERE CAMBIATE A CAUSA DEL CORONA VIRUS, VISITATE I SITI DI RIFERIMENTO!

 -CLOSER (Bologna), EMILIA ROMAGNA 15 Marzo 2020

-BIENNALE FOTOGRAFIA FEMMINILE (Mantova), LOMBARDIA 3 Aprile 2020

-RIAPERTURE (Ferrara), EMILIA ROMAGNA 28/29 Marzo 2020

-FOTOGRAFIA EUROPEA (Reggio Emilia), EMILIA ROMAGNA 18/19 Aprile 2020

-INTERNATIONAL MONTH OF PHOTOJOURNALISM (Padova), VENETO 9/10 Maggio 2020

-MILANO PHOTO WEEK (Milano), LOMBARDIA data non ancora stabilita

-GIBELLINA PHOTO ROAD (Gibellina), SICILIA (biennale 2021)

-FESTIVAL FOTOGRAFIA ETICA (Lodi), LOMBARDIA 10/11 Ottobre 2020

-TRIESTE PHOTO DAYS (Trieste), FRIULI VENEZIA GIULIA 24/25 Ottobre 2020

All’edizione 2019 hanno concorso oltre 20 mila immagini, inviate da fotografi professionisti provenienti da tutta Italia. Il Premio si propone di essere un’occasione di formazione e di crescita per nuovi autori oltre che un’iniziativa artistica e culturale di rilievo per il nostro Paese.

Nel corso dell’evento conclusivo di fine anno a Dicembre, avrà luogo la presentazione dei progetti finalisti e la nomina dei vincitori assoluti, rispettivamente nella categoria “Miglior Portfolio” e “Giovane Talento” che si aggiudicano così il Premio ITALY PHOTO AWARD. I vincitori assoluti ricevono un premio in denaro, per accrescere la propria formazione e proseguire i propri progetti in ambito fotografico e la stampa della mostra. I progetti fotografici selezionati inoltre verranno prodotti e stampati in importanti mostre e distribuite nel circuito dei partner aderenti al Italian Photography Network.

Il Premio, ogni anno crea un archivio nazionale, ITALIAN COLLECTION, che ospita tutti i progetti che hanno ricevuto almeno una nomina nelle letture portfolio di tappa durante i festival ospitanti.

Ogni anno l’edizione del Premio offre molteplici opportunità, dalla scoperta dei fotografi italiani all’esplorazione del territorio del nostro paese. Dotato di un programma denso, nutrito da una varietà di punti di vista sulla fotografia, il premio si fa portavoce di una sua parte civica nella tessitura di nuovi legami esplorativi con il mezzo fotografico oltre che un’iniziativa artistica e culturale di rilievo per l’Italia. Non solo ma grazie alle partnership create con le scuole di fotografia italiane può offrire premi come borse di studio ed esperienze sul campo ai più giovani.

www.italyphotoaward.com

Erminio Annunzi da Musa fotografia

Erminio Annunzi e il suo paesaggio LA NATURA DEL PAESAGGIO

Giovedì 19 Marzo ore 20,45

Musa Fotografia

Via Mentana, 6 Monza

Erminio Annunzi

Erminio Annunzi è un autore che ha dedicato grande parte della sua carriera alla fotografia di paesaggio naturale fino ad eleggerla, ormai da diversi anni, a unico e magmatico centro di tutta la sua ricerca artistica. Forte di una solida autonomia stilistica, ricorre agli strumenti e alle tecniche di ripresa e stampa più disparati, passando con disinvoltura dall’analogico al digitale e viceversa, e sceglie di volta in volta i linguaggi più funzionali alla sua visione. 

Altrettanto variegato è il patrimonio di suggestioni e archetipi che, silenziosamente, popolano luoghi nei quali è invece del tutto assente la figura umana. La geografia di Annunzi si fa così interiore, familiare e quotidiana, lontana dall’esotico e dall’eclatante, ma non per questo sempre uguale a se stessa. Al contrario, ci viene riconsegnata letteralmente trasfigurata, ogni volta in maniera diversa dalla precedente.

Erminio Annunzi

La sua poetica è di matrice dichiaratamente romantica, senza tuttavia scivolare nel manierismo: il paesaggio parla dentro l’uomo, travalica il concetto stesso di bellezza per esondare in quello di sublime, ovvero di Natura potente, indomabile e dicotomica, in una parola divina, sia quando benevola che quando distruttiva. Vita e morte, luce e buio: la fotografia di Erminio Annunzi si nutre di contrasti. Testo di Arianna De Micheli

Erminio Annunzi