Questo è lo spazio del Premio Musa per Fotografe 2025, un progetto che mi sta particolarmente a cuore. Ogni anno cerchiamo di raccontare e valorizzare il lavoro di fotografe che ci hanno colpito, che hanno qualcosa di importante da dire attraverso le loro immagini.
Quest’anno abbiamo selezionato delle fotografe straordinarie. Donne che sanno usare la fotografia per raccontare storie, per farci vedere il mondo da prospettive nuove, per farci sentire qualcosa.
Qui troverete i loro lavori, ascolterete le interviste dove ci parlano di come sono nati i loro lavori, di cosa c’è dietro a un’immagine che a prima vista sembra semplice ma nasconde un mondo. Scoprirete anche i loro percorsi, non sempre facili, ma autentici.
Buona visione! Sara Munari
Non ti scordar di me
La prima volta che ho sentito parlare del morbo di Alzheimer ero una bambina.
Mia nonna era una donna autonoma con una vita semplice e piena di piccole abitudini.
Con il tempo, la malattia si è insinuata silenziosamente nella nostra vita, trasformando ogni gesto, ogni sguardo, ogni ricordo condiviso.
“Non ti scordar di me” è un progetto fotografico che esplora il morbo di Alzheimer attraverso la storia di mia nonna.
L’ obiettivo è restituire visivamente il processo di perdita della memoria e dell’identità, mettendo in dialogo fotografie d’archivio, immagini contemporanee e paesaggi naturali.
Il progetto si muove tra passato e presente, tra memoria e oscurità, per raccontare il fragile confine tra ciò che resta e ciò che scompare. Gli alberi diventano la metafora visiva della malattia: corpi vivi ma svuotati, che conservano la forma mentre perdono la linfa.
Questo è lo spazio del Premio Musa per Fotografe 2025, un progetto che mi sta particolarmente a cuore. Ogni anno cerchiamo di raccontare e valorizzare il lavoro di fotografe che ci hanno colpito, che hanno qualcosa di importante da dire attraverso le loro immagini.
Quest’anno abbiamo selezionato delle fotografe straordinarie. Donne che sanno usare la fotografia per raccontare storie, per farci vedere il mondo da prospettive nuove, per farci sentire qualcosa.
Qui troverete i loro lavori, ascolterete le interviste dove ci parlano di come sono nati i loro lavori, di cosa c’è dietro a un’immagine che a prima vista sembra semplice ma nasconde un mondo. Scoprirete anche i loro percorsi, non sempre facili, ma autentici.
Buona visione! Sara Munari
L’infinito istante
Non è mai esistita un’Arcadia ideale, un posto incontaminato, immune al passaggio del tempo. L’uomo ha incessantemente disegnato delle linee labili che si sono aggregate, si sono sovrapposte, andando a costituire quello che oggi chiamiamo Paesaggio.
L’infinito istante è un itinerario e insieme una fuga. E’ il racconto di incontri, amici, oggetti, in cui si rispecchia e scandisce il cammino umano. E’ il racconto di un’Italia comune, apparentemente marginale, dove la natura perde i richiami mitici ad una illusione vernacolare in favore di un’antropizzazione da sempre presente, magari sobria, armoniosa, ma comunque rispondente ai soli bisogni dettati da una quotidianità spesso più dura di quanto si ammetta.
Ogni segno è la risposta ad una necessità, ad un bisogno che mano a mano si abbassa, si estende, si mischia e perde la sua apparente natura. Una moltitudine di relazioni, di interdipendenze che assumono un valore testimoniale unico.
Il progetto si allontana dalla Storia, andando alla ricerca dei paesaggi delle storie. L’intreccio di immagini di archivio e reportage traccia linee sottili, racconti che vibrano leggeri su una tela grigia, dentro uno spazio latente a cui non appartengono in pieno. Parla di un tempo che scorre costante, di paesi che, da sopra le cime delle colline, scivolano fino alle zone artigianali a valle. Mostra un territorio che non si sottrae a sedimentazioni, sfaccettature e contraddizioni, un luogo che, lontano dalla ricerca di un estetismo sempre più insoddisfatto, può rappresentare l’Italia intera.
Questo è lo spazio del Premio Musa per Fotografe 2025, un progetto che mi sta particolarmente a cuore. Ogni anno cerchiamo di raccontare e valorizzare il lavoro di fotografe che ci hanno colpito, che hanno qualcosa di importante da dire attraverso le loro immagini.
Quest’anno abbiamo selezionato delle fotografe straordinarie. Donne che sanno usare la fotografia per raccontare storie, per farci vedere il mondo da prospettive nuove, per farci sentire qualcosa.
Qui troverete i loro lavori, ascolterete le interviste dove ci parlano di come sono nati i loro lavori, di cosa c’è dietro a un’immagine che a prima vista sembra semplice ma nasconde un mondo. Scoprirete anche i loro percorsi, non sempre facili, ma autentici.
Buona visione! Sara Munari
Stanotte il cielo è un mandorlo fiorito Stanotte il cielo è un mandorlo fiorito è un autoritratto composto di materiali d’archivio e fotografie raccolte negli ultimi anni trascorsi nel ritorno a casa in Basilicata.
Una geografia affettiva del ritorno alla montagna che instaura un dialogo con la mitologia familiare, il trascorrere del tempo e l’identità personale, interrogandosi sulla riscrittura del senso di luoghi di cui quasi più nessuno sembra curarsi.
Attraverso materiali d’archivio, fotografie, installazioni e oggetti, l’opera indaga la possibilità, e la tensione del restare in luoghi segnati da migrazioni e spopolamenti.
Seguendo la scia di Vito Teti e di quella tradizione di pensiero etnografico che si è definita “periferica”, il lavoro assume periferia e liminarità come condizioni esistenziali e poetiche nelle quali la soglia è abitata e attraversata traducendo l’identità culturale in una materia viva, porosa e vulnerabile: la Lucania, terra di ricordi e fughe, può ospitare il futuro?
Questo è lo spazio del Premio Musa per Fotografe 2025, un progetto che mi sta particolarmente a cuore. Ogni anno cerchiamo di raccontare e valorizzare il lavoro di fotografe che ci hanno colpito, che hanno qualcosa di importante da dire attraverso le loro immagini.
Quest’anno abbiamo selezionato delle fotografe straordinarie. Donne che sanno usare la fotografia per raccontare storie, per farci vedere il mondo da prospettive nuove, per farci sentire qualcosa.
Qui troverete i loro lavori, ascolterete le interviste dove ci parlano di come sono nati i loro lavori, di cosa c’è dietro a un’immagine che a prima vista sembra semplice ma nasconde un mondo. Scoprirete anche i loro percorsi, non sempre facili, ma autentici.
Buona visione! Sara Munari
Tra-me
“Ritratti decontestualizzati, donne africane provenienti dalle sperdute tribù del sud dell’Angola, riprese di spalle: una scelta intenzionale dettata dal voler rappresentare la dura condizione di donne la cui cultura patriarcale dominante, nelle rispettive tribù di appartenenza, prevarica costringendole a subire ingiustizie, violenze e soprusi o a intraprendere quotidiane lotte indifesa dei propri diritti essenziali.
La figura femminile, cui cerco di dare voce attraverso le mie foto, vive in una condizione di marginalizzazione ed esclusione che opprime o annulla ogni anelito di libertà. Donne che apparentemente provano a emanciparsi attraverso la creatività che in loro è caratterizzata da abbigliamento e acconciature; queste ultime, in particolare, si presentano come vere e proprie sculture, in forma d’intreccio o corno, forgiate con fango, erbe, grasso, sterco di vacca, impreziosite da conchiglie e centinaia di perline e bottoni multicolori.
Eppure, anche in questa espressione estetica, si conformano a condizionamenti sociali, culturali e spirituali che determinano e richiedono precise rappresentazioni simboliche.
L’aspetto spirituale si riconduce alla religione animista che, attraverso le forme e i canoni dettati dai riti ancestrali della tribù, tramanda le sue credenze attraverso dei simboli. Essendo i capelli la parte più estrema dell’individuo rivolta verso il cielo, si ritiene che la comunicazione con gli Dei e gli Spiriti degli antenati passi attraverso di essi per raggiungere l’anima: da qui l’importanza della capigliatura.
Le implicazioni sociali e culturali si ravvedono in multiformi caratterizzazioni: ogni tipo di capigliatura femminile connota l’appartenenza ad un’etnia; oppure, in uno stesso ambito sociale, una diversa età, l’ingresso nell’età adulta attraverso la prima mestruazione o un particolare status civile e sociale.”
Questo è lo spazio del Premio Musa per Fotografe 2025, un progetto che mi sta particolarmente a cuore. Ogni anno cerchiamo di raccontare e valorizzare il lavoro di fotografe che ci hanno colpito, che hanno qualcosa di importante da dire attraverso le loro immagini.
Quest’anno abbiamo selezionato delle fotografe straordinarie. Donne che sanno usare la fotografia per raccontare storie, per farci vedere il mondo da prospettive nuove, per farci sentire qualcosa.
Qui troverete i loro lavori, ascolterete le interviste dove ci parlano di come sono nati i loro lavori, di cosa c’è dietro a un’immagine che a prima vista sembra semplice ma nasconde un mondo. Scoprirete anche i loro percorsi, non sempre facili, ma autentici.
Buona visione! Sara Munari
“Torneranno Le Lucciole?”
In un mondo che si muove a una velocità insostenibile per il ricordo, la domanda “Torneranno Le Lucciole?” si fa testimone di una profezia che ancora risuona. Se Pasolini con la metafora della scomparsa delle lucciole denunciava la perdita di un’autentica identità culturale soffocata dal consumismo e l’opera di Tosatti suggeriva la rinascita di una nuova luce dalle ceneri del passato, questo progetto si inserisce in questo dialogo e propone un’azione concreta . L’opera si fa custode di un patrimonio in via di dispersione: quello della memoria collettiva. Non si limita a osservare, ma invita a intervenire, a riaccendere le piccole, luminose luci della nostra storia. Le lucciole non sono più solo un simbolo di nostalgia, ma il valore intrinseco dei racconti e degli insegnamenti degli anziani, considerandoli non solo testimoni di tradizioni ma veri e propri custodi di un’eredità che connette passato e futuro. La ricerca artistica trascende la pura rappresentazione visiva, attivando la memoria attraverso un dialogo multisensoriale e intimo. Le fotografe, nate dalla condivisione, non sono mero documento, ma soglie che si fondono con la concretezza dei materiali suggeriti dai racconti: un profumo, una consistenza, un fruscio. é in questa alchimia tra l’immagine e l’oggetto sensibile che la conoscenza orale si ancora, sottraendosi alla liquidità del tempo.
Il progetto è un manifesto sulla lentezza della condivisione, unica possibilità per salvare un patrimonio culturale immateriale. E’ un invito a rallentare, ad ascoltare e a riconoscere il valore intrinseco di ogni generazione. é un’opera che ci ricorda che il nostro patrimonio non si trova solo nei monumenti, ma nei fili invisibili dei racconti che, se non preservati, rischiano di svanire, spegnendo per sempre le piccole, luminose luci della nostra storia.
Lavoro composto da 15 polittici: pannelli e immagini digitali. I pannelli sono opere artigianali a tiratura pezzo unico concepite come strutture di salvaguardia sinestetica del patrimonio orale. Hanno uno sviluppo tridimensionale e sono realizzati impiegando materiali originali antichi. La fotografia anch’essa originale e elevata da un doppio sistema di contenimento: una cornice in legno e una base di appoggio, entrambe trattate con foglia oro.
L’utilizzo della foglia oro enfatizza il valore intrinseco della memoria orale e la sua natura riflettente sebbene statica richiama la luce delle lucciole, simboleggiando la persistenza della conoscenza oltre l’usura del tempo. Questa configurazione realizza una sinestesia della memoria. Integrando materiali e immagine si attiva così percezione tattile, olfattiva e acustica. Chiara Innocenti @chiarainnocenti76 www.chiarainnocenti.it
Tutte le immagini sono di Chiara Innocenti, vietata la riproduzione o l’uso improprio.
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Buongiorno, ecco tutti i premi fotografici in scadenza a Dicembre! Partecipate!
Ciao Ciao
Annalisa
Rotterdam Photo Open Call
Cosa fa la guerra a un artista quando non ne è testimone oculare, ma ne diventa portatore di un’eredità emotiva? Che suono ha la violenza nella mente di chi sopravvive, fugge o si limita ad ascoltare?
In “Echi di silenzio” esploriamo come la guerra, il conflitto e il trauma collettivo si riverberino nel lavoro di fotografi che scelgono di non usare l’obiettivo come strumento di reportage, ma come specchio delle loro lotte interiori.
Questa edizione si concentra su artisti per i quali la guerra non è una scena, ma una condizione. Dove il conflitto non si svolge al di fuori del corpo, ma nella memoria, nella storia familiare, nel subconscio. Qui l’obiettivo non registra un’esplosione, ma ne riecheggia: nel silenzio, nel vuoto, nella ripetizione, nella frammentazione o nell’alienazione. Consideriamo questo come un’estensione necessaria del discorso sul conflitto e sulla cultura visiva, in cui la prospettiva personale, poetica e simbolica è spesso sottoesposta.
Il linguaggio visivo e il design possono variare – dalla distorsione analogica ai ritratti poetici, dai paesaggi astratti alle nature morte simboliche – ma il filo conduttore è l’impatto interiore della guerra sull’arte. Questo progetto controbilancia la narrazione dominante della sensazione, lasciando spazio alla riflessione, al simbolismo e all’empatia concentrandosi sul paesaggio interiore dell’artista, e accoglie sia fotografi affermati che emergenti con approcci idiosincratici, concettuali e visivi.
Il Wildlife Photographer of the Year racconta la storia di un pianeta sotto pressione. Aiutateci a sfruttare il potere della fotografia per far progredire la conoscenza scientifica, diffondere la consapevolezza su questioni importanti e coltivare un amore globale per la natura.
Le fotografie devono essere state scattate negli ultimi cinque anni. La data di scatto deve essere successiva a ottobre 2020 e deve essere comprovata su richiesta.
Tutte le opere devono essere il risultato di un processo fotografico con una macchina fotografica.
I Photora Awards sono più di un semplice concorso fotografico: sono una celebrazione globale della creatività, della visione e della narrazione attraverso l’arte della fotografia. Con 20 diverse categorie, tra cui Street, Ritratto, Paesaggio, Natura, Architettura, Minimalismo, Astrofotografia e Smartphone, il concorso accoglie fotografi di tutti i livelli, dagli appassionati amatoriali ai professionisti affermati.
Che catturiate suggestivi paesaggi urbani, emozioni umane crude o astrazioni concettuali, Photora offre una piattaforma dove il vostro lavoro può essere visto, rispettato e ricordato.
L’ambito titolo di Fotografo dell’Anno premia l’immagine più eccezionale in tutte le categorie, mentre i Campioni di Categoria celebrano l’eccellenza in ciascuno dei 20 generi creativi.
Tutti i vincitori e le menzioni d’onore ricevono attestati ufficiali, badge digitali e una pubblicazione nella Galleria dei Vincitori online, con promozione a livello mondiale attraverso la stampa e i social media. Le opere vincitrici saranno inoltre pubblicate nell’annuale Photora Awards Book, offrendo una visibilità a lungo termine e un arricchimento della vostra carriera.
“Una fotografia è un segreto su un segreto. Più ti dice, meno sai.” – Diane Arbus
Da sguardi fugaci a scontri audaci, la fotografia di strada cattura il ritmo spontaneo della vita. Per questa mostra, invitiamo a immagini che riflettano la bellezza, l’umorismo, la tensione e l’umanità che si trovano nei momenti quotidiani. Che siano scattate in una città frenetica, in una fiera di provincia o in un tranquillo incrocio rurale, cerchiamo fotografie che raccontino storie di persone, luoghi e il ritmo della strada.
Mostraci come osservi il mondo quando la vita non si mette in posa, quando gesti, luce e casualità si allineano in un unico scatto.
Mostrateci i vostri lavori migliori e avrete la possibilità di vincere un safari fotografico in Africa!
Chiamata a tutti i fotografi di viaggio! Vi invitiamo a presentare i vostri lavori migliori e a competere per il titolo di Fotografo di Viaggio dell’Anno di Penda. Che siate professionisti esperti o semplici appassionati, questa è la vostra occasione per mostrare le vostre immagini di viaggio più accattivanti. Avrete la possibilità di vincere il viaggio della vostra vita: un safari fotografico in Botswana. Partecipare è facile e veloce, e la prima iscrizione è gratuita!
La collaborazione di Penda con Wild Shots Outreach sottolinea la convinzione che la fotografia possa fare molto di più che creare immagini straordinarie: può creare connessioni, capacità di azione e opportunità. Con sede nell’area del Greater Kruger in Sudafrica, Wild Shots Outreach offre ai giovani provenienti da comunità svantaggiate l’accesso a fotocamere, tutoraggio, workshop e borse di studio per aiutarli a entrare in contatto con il loro patrimonio naturale e a intraprendere percorsi di conservazione, narrazione e carriere creative. Partecipando al concorso oltre la prima presentazione gratuita, i contributori sosterranno direttamente il lavoro di Wild Shots Outreach, contribuendo a finanziare attrezzature, formazione ed espansione del programma.
La settima edizione di questo concorso fotografico internazionale prevede cinque categorie principali, ciascuna suddivisa in 25 sottocategorie, offrendo ai partecipanti un’ampia piattaforma per mostrare il proprio talento e la propria visione artistica sulla scena globale.
Incoraggiamo approcci audaci e innovativi che sfidano gli standard artistici convenzionali. Indipendentemente dal tema scelto, i partecipanti possono presentare le proprie opere in un massimo di cinque categorie. Non ci sono restrizioni di interpretazione, creatività o estetica: ogni forma di espressione artistica è benvenuta. Il nostro concorso celebra la diversità di stili e tecniche fotografiche, promuovendo i talenti emergenti e contribuendo al riconoscimento della fotografia come vera e propria arte.
Questa è un’opportunità unica per ottenere riconoscimenti internazionali, dare una svolta alla propria carriera e presentare il proprio lavoro a una comunità di appassionati d’arte e professionisti. L’Annual Photography Awards non è solo un concorso prestigioso, ma anche un’opportunità per vincere interessanti premi in denaro, trofei esclusivi e prestigiosi riconoscimenti. I vincitori riceveranno attestati ufficiali e premi digitali, a conferma dei loro eccezionali risultati nel campo della fotografia.
Moments Collective invita fotografi di tutto il mondo a presentare opere per la nostra prossima mostra collettiva, “Street Life”. Cerchiamo storie visive avvincenti che emergano dallo spazio pubblico: momenti spontanei, gesti spontanei, osservazioni silenziose o scene dinamiche, qualsiasi cosa si svolga nel mondo aperto che ci circonda.
La mostra si terrà dal 23 al 31 gennaio 2026 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Atene (28is Oktovriou 47, Atene 104 33) e presso la iFocus Photo Gallery di Atene (Akadimias St. e Ippokratous 13).
Questo invito non si limita alla tradizionale fotografia di strada. Accogliamo tutte le interpretazioni: fotografie scattate durante un festival o un raduno religioso, uno spettacolo di strada, una protesta, un mercato o persino il silenzio di un vicolo vuoto. Che il vostro approccio sia documentaristico, artistico, astratto o concettuale, siamo interessati a lavori che catturino il battito della vita così come si svolge oltre le porte chiuse.
2026 Global Chinese New Year Photography Competition
Il Concorso Fotografico Globale per il Capodanno Cinese (GCPC) 2026 invita fotografi, narratori visivi e creativi di tutto il mondo a catturare lo spirito, la bellezza e la ricchezza culturale della Cina e del suo patrimonio culturale. Il concorso accoglie immagini coinvolgenti che esplorano la vita contemporanea, lo splendore dei paesaggi naturali cinesi e la presenza globale della cultura cinese, attraverso città moderne, costumi tradizionali o scenari interculturali all’estero. Aperto a partecipanti di tutti i livelli, il GCPC offre una piattaforma gratuita e inclusiva agli artisti per ottenere visibilità internazionale, costruire il proprio portfolio e contribuire a un dibattito globale sulla cultura cinese.
I temi di quest’anno: Cina oggi, Paesaggi e viaggi cinesi ed Elementi cinesi all’estero, abbracciano le molteplici dimensioni della cultura cinese nel XXI secolo, dall’innovazione e dal cambiamento sociale al patrimonio, alla tradizione e all’influenza culturale mondiale. Attraverso questo concorso, miriamo a mettere in luce una narrazione potente, celebrare lo scambio culturale e mostrare talenti fotografici eccezionali su un palcoscenico globale. Tutte le opere premiate riceveranno certificati digitali ufficiali e saranno presentate sulle piattaforme promozionali del GCPC, offrendo agli artisti un’opportunità significativa di condividere la propria visione con il pubblico di tutto il mondo.
È un onore invitarvi a partecipare alla terza edizione dei Fine Art Awards 2025, una celebrazione dell’eccellenza nell’arte fotografica.
Questa è la terza edizione di un evento che promette di mettere in luce e premiare le opere più straordinarie del 2025. Il vostro talento e la vostra creatività sono fondamentali per il successo di questa iniziativa.
La creatività è l’anima della fotografia Fine Art. I fotografi riuniti qui mirano a trasmettere emozioni, concetti e pensieri attraverso le loro immagini. Ogni fotografia è il risultato di una pianificazione meticolosa, di una composizione artistica attentamente studiata e di una manipolazione delle immagini per ottenere l’effetto desiderato. Questa è l’essenza della fotografia Fine Art: la capacità di catturare la visione unica di un artista.
Dopo dieci anni trascorsi a sostenere fotografi di talento, abbiamo progettato i Fine Art Awards con un unico obiettivo: scoprire immagini straordinarie e fotografi desiderosi di dare una svolta alla propria carriera grazie all’impareggiabile riconoscimento e alla visibilità internazionale offerti dai Fine Art Awards. Le vostre immagini accattivanti meritano visibilità e ci impegniamo a garantire che ricevano l’attenzione che meritano. Vi invitiamo calorosamente a condividere con noi la vostra visione artistica, affinché noi, a nostra volta, possiamo presentarla al mondo.
Invitiamo artisti e fotografi a partecipare a True Blue, un concorso d’arte a tema libero dedicato all’esplorazione del blu, in tutta la sua profondità emotiva, simbolica e visiva. Cerchiamo opere che esprimano il significato che il “blu” ha per voi.
Che la vostra visione sia letterale o astratta, dai toni freddi o carica di emozioni, True Blue è la vostra opportunità di presentare opere d’arte che risuonino con questo colore e concetto senza tempo. Tutti i mezzi, gli stili e le interpretazioni sono benvenuti.
Concorso fotografico annuale gratuito e non commerciale. Giunto alla sua settima edizione, l’iscrizione è riservata a fotografi affermati, selezionati e invitati. L’assenza di categorie o nomination basate sul genere rappresenta una sfida particolare. I premi includono medaglie, diplomi, filtri fotografici, licenze software e altro ancora.
Le candidature vengono inviate pubblicando i lavori sul sito espositivo del concorso, foto.d3.ru, una piattaforma in lingua russa. Questo sito fotografico, con il motto “Make raw, not war”, promuove la fotografia come mezzo per unire persone di diversi paesi con opinioni diverse. È la sezione di fotografia indipendente di D3.ru, un portale di social network russo molto grande e antico, fondato nel 2001. Il suo pubblico è composto da utenti di lingua russa provenienti da molti paesi, e le loro valutazioni costituiscono la fase iniziale di valutazione. Per il 2025, il concorso è stato adattato per accogliere i partecipanti di lingua inglese.
N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi. I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi. Ci scusiamo per eventuali errori!
Musa fotografia
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La 7°edizione del Premio Nazionale Musa per fotografe 2025 ha visto un’ottima partecipazione, confermando l’importanza crescente di questo riconoscimento dedicato alle artiste visive italiane. Le opere presentate sono state un viaggio emozionante attraverso sguardi unici e prospettive originali, dimostrando ancora una volta il talento e la diversità della fotografia femminile italiana.
Una giuria d’eccezione, composta da Enrico Stefanelli, Claudia Ioan, Loredana De Pace e Sara Munari ha selezionato le vincitrici di quest’anno tra centinaia di partecipanti provenienti da tutta Italia. Le opere presentate hanno dimostrato una buona qualità artistica e una grande varietà di temi e linguaggi visivi.
Presto le interviste coi singoli lavori!
LE VINCITRICI DI QUESTA EDIZIONE SONO:
Categoria Ricerca: Chiara Innocenti con il progetto “Torneranno le lucciole?”
Fotografia di Chiara Innocenti
Categoria Reportage: Martina Simonato con il progetto “L’infinito istante”
Fotografia di Martina Simonato
Categoria Ritratto: Luciana Trappolino con il progetto “Tra-me”
Fotografia di Luciana Trappolino
MENZIONI D’ONORE:
Marialucia Campanella con il progetto “Non ti scordar di me”, prima fotografia
Elena Zottola con il progetto “Stanotte il cielo è un mandorlo fiorito”, seconda fotografia
Le fotografie sono di Marialucia Campanella e Elena Zottola
I premi, oltre che in attrezzatura, messi a disposizione da Fujifilm, sono volti alla crescita personale delle autrici che potranno godere di una spinta autoriale grazie alle esposizioni che varranno organizzate in alcuni dei principali festival di fotografia italiani e agli incontri con curatori ed editori (Alessia Locatelli e Grazia Dell’Oro). Abbiamo messo il palio Corsi di fotografia formativi e la stampa professionale presso Fotofabbrica di Massimiliano Carraglia, di una delle esposizioni.
I festival coinvolti:
Colornophotolife
Festival della fotografia etica di Lodi
Grenze Arsenali fotografici di Verona
Festival della fotografia italiana
Tutti i progetti selezionati verranno proiettati alla Biennale di Fotografia femminile di Mantova.
Da due anni abbiamo istituito il Premio Fotocult per Musa grazie al quale una delle vincitrici verrà pubblicata, con il suo progetto, sulla rivista Fotocult, di notorietà nazionale.
PREMIO Fiaf – Festival della fotografia italiana
Da quest’anno una delle fotografe vincitrici avrà l’opportunità di esporre all’edizione successiva del Festival della Fotografia Italiana. La fotografa sarà selezionata dalla giuria della Fiaf predisposta alla selezione dei progetti in mostra.
PREMIO Studio CAOS | NOCSensei.
In occasione della nuova edizione del Premio MUSA per la fotografia, lo Studio CAOS di Loredana De Pace, in collaborazione con NOCSensei, dedica uno spazio speciale alle tre vincitrici del concorso attraverso la realizzazione di una video-intervista condotta dalla curatrice e giornalista Loredana De Pace.
Ringraziamo tutte le partecipanti, gli sponsor e i partner, senza di voi questa bella avventura non sarebbe possibile!