Incontro con Editrice Emuse e corsi in partenza a Febbraio

Ciao a tutti!

✨ Ti aspettiamo per un mese ricco di formazione, condivisione e nuove idee.
Non vediamo l’ora di continuare a crescere insieme a te!

🌟 EVENTO IN PRIMA LINEA
🗓️ Incontro con Editrice Emuse – chiedi il link per partecipare
🕒 Ore 19.15 – Online
Scopri cosa vogliono gli editori, cosa pubblicano, su cosa investono e perchè!
🔗 Richiedi il link per l’incontro a info@musafotografia.it


Immagine promozionale per il corso 'Le pratiche della contemporaneità' di Musa Fotografia, con una banana e una mano che la afferra, su sfondo blu, accompagnata da testo informativo.

🌟 CORSI IN PARTENZA
Non è mai troppo tardi per approfondire la tua passione per la fotografia! Ecco i corsi che partono a gennaio:

💻 I corsi di Musa fotografia ti permetteranno di studiare a tuo ritmo, senza rinunciare al confronto diretto con docenti e compagni di corso. Un’opportunità per migliorare le tue competenze fotografiche, ampliando i tuoi orizzonti.


🌟 LETTURE PORTFOLIO GRATUITE
Come sempre, offriamo letture portfolio gratuite con la nostra fondatrice e docente, Sara Munari. Se vuoi confrontarti con lei su come migliorare il tuo lavoro, prenota QUI la tua sessione!


Immagine promozionale del corso 'Percorso Libro Fotografico e Fanzine' di Musa Fotografia, mostrando una selezione di libri e riviste su uno sfondo colorato.

✨ Ti aspettiamo a gennaio per un mese ricco di formazione, condivisione e nuove idee. Non vediamo l’ora di continuare a crescere insieme a te!
A presto,
Il team di Musa Fotografia
Sara Munari

Tutti i corsi in partenza in ordine di inizio corso
Intelligenza artificiale AI online
Le pratiche della contemporaneita’ online
Come costruire un libro fotografico workshop in aula
Come costruire una fanzine workshop in aula
Diario Fotografico, conoscenza di se ed espressione creativa online
Lightroom di base online

Febbraio: incontro con Editrice Emuse – chiedi il link per partecipare

Photoediting funzionale online
Esercizi sul linguaggio fotografico workshop in aula
Ritratto fotografico base online
Strategie per autori in crescita workshop online
Photoshop  di base online
Esercizi sul Racconto fotografico workshop in aula
Ritratto fotografico intermedio online
Lo Stile fotografico, come trovarlo online
Ritratto fotografico avanzato online
Come vincere premi e call online
Come si realizza ed espone una mostra workshop in aula
La costruzione del portfolio, come e cosa fare online

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Open Day Online Musa – Domani 9 Settembre 2025

🎉 Open Day Online 🎉

Vuoi scoprire tutti i corsi di Musa Fotografia e scegliere quello giusto per te? 📸✨

Allora non puoi mancare al nostro Open Day Online:

📅 9 settembre 2025

🕣 Ore 20:30

💻 Comodamente da casa tua!

👉 Ti racconteremo i programmi, i percorsi e risponderemo a tutte le tue domande.

Un’occasione per conoscerci meglio e iniziare insieme un nuovo anno di fotografia, idee e creatività! 🚀

📩 Per info e iscrizioni: info@musafotografia.it – www.musafotografia.it

Storia di una fotografia – Richard Prince – Untitled (Cowboy) –

Buongiorno, ecco un’altra fotografia che mi ha fatto molto ragionare, buona giornata

Sara

FOTOGRAFIA di Richard Prince – Untitled (Cowboy) – Anno 2001-2002

La serie “Cowboy” di Richard Prince, presentata tra il 2001 e il 2002, ha scatenato un vero e proprio terremoto nel mondo dell’arte, ponendo interrogativi fondamentali sull’originalità e la proprietà intellettuale. Prince, con un gesto che ha diviso critica e pubblico, ha ri-fotografato immagini pubblicitarie della Marlboro Man, l’iconico cowboy simbolo del marchio di sigarette, senza richiedere il permesso ai fotografi originali. Queste immagini, rielaborate e presentate come opere d’arte, hanno dato vita a un acceso dibattito che perdura ancora oggi.

La questione centrale ruota attorno al concetto di “fair use”, l’utilizzo legittimo di materiale protetto da copyright. Prince ha sostenuto che la sua opera rientrava in questa categoria, trasformando immagini esistenti in qualcosa di nuovo e originale. Tuttavia, molti hanno visto in questa operazione una violazione del diritto d’autore e un’appropriazione indebita del lavoro altrui. Il caso ha sollevato interrogativi cruciali sulla natura stessa dell’arte nell’era della riproduzione digitale: cosa significa essere un artista originale? Dove si colloca il confine tra ispirazione e plagio?

Un aspetto particolarmente controverso è stato il successo commerciale delle opere di Prince. Alcune delle sue fotografie “Cowboy” sono state vendute a cifre astronomiche, nonostante non fossero scatti originali. Questo ha alimentato ulteriormente la polemica, mettendo in discussione il valore dell’arte e il ruolo del mercato.

Indipendentemente dalle opinioni individuali, è innegabile che la serie “Cowboy” abbia avuto un impatto significativo sull’arte contemporanea. Prince ha sfidato le convenzioni, costringendo il mondo dell’arte a confrontarsi con questioni fondamentali sulla creatività e la proprietà intellettuale. La sua opera ha influenzato generazioni di artisti, aprendo nuove strade all’esplorazione dell’appropriazione e della ri-fotografia.

Biografia di Richard Prince:

Richard Prince, nato nel 1949 a Panama, è un artista americano noto per il suo lavoro di appropriazione di immagini e testi. La sua carriera è stata caratterizzata da una costante provocazione e dalla messa in discussione dei concetti di originalità e proprietà intellettuale. Prince ha iniziato la sua carriera negli anni ’70, ri-fotografando immagini pubblicitarie e fotografie di altri artisti. Le sue opere esplorano temi come l’identità, la celebrità e la cultura di massa, spesso con un tono ironico e dissacrante. Prince ha esposto in musei di tutto il mondo e le sue opere sono state oggetto di numerose mostre personali e collettive.

In qualità di fondatrice di Musa Fotografia, una scuola dedicata all’arte della fotografia, desidero chiarire l’utilizzo di immagini di grandi autori sul mio blog.

Le fotografie di maestri, che appaiono nei miei articoli, sono utilizzate esclusivamente a scopo didattico e divulgativo. Il mio intento è quello di analizzare e condividere la bellezza e la tecnica e la storia di queste opere con i miei studenti e con tutti gli appassionati di fotografia.

Tengo a sottolineare che:

Nessuna delle immagini viene utilizzata a scopo di lucro. Il blog non genera entrate dirette attraverso la vendita di immagini o pubblicità.
Gli articoli sono scritti con intenti didattici. L’obiettivo è quello di fornire spunti di riflessione e di approfondimento sulla storia della fotografia e sulle diverse tecniche utilizzate dai grandi maestri.
Il mio impegno è verso la diffusione della cultura fotografica. Credo che l’analisi di opere significative sia fondamentale per la crescita e l’apprendimento di ogni fotografo.
Sono consapevole dell’importanza del rispetto del diritto d’autore e mi impegno a citare sempre la fonte delle immagini utilizzate. Se dovessi ricevere segnalazioni di violazioni del copyright, provvederò immediatamente a rimuovere il materiale contestato.

Spero che questa dichiarazione possa chiarire il mio approccio e la mia passione per la fotografia.

Storia di una fotografia “The Situation Room” di Pete Souza

Buongiorno, proseguiamo con la storia di alcune singole fotografie di grandi autori che mi hanno particolarmente colpita negli ultimi anni, spero coinvolgano voi quanto me, ciao.
Sara

“Una fotografia è un frammento di tempo che non ritornerà.” Pete Souza

FOTOGRAFIA di Pete Souza – The Situation Room – Anno 2011

Il Presidente Barack Obama e il Vicepresidente Joe Biden, insieme ai membri della squadra di sicurezza nazionale, ricevono un aggiornamento sulla missione contro Osama bin Laden nella Situation Room della Casa Bianca, il 1° maggio 2011. Nota: un documento classificato presente in questa fotografia è stato oscurato. (Foto ufficiale della Casa Bianca di Pete Souza)

Questa foto non è solo un documento storico, ma un vero e proprio racconto visivo. Souza era presente nella Situation Room della Casa Bianca durante l’operazione Neptune Spear, che portò all’uccisione di Osama bin Laden.
La fotografia mostra il presidente Obama e il suo team in un momento di intensa tensione. Hillary Clinton, allora Segretario di Stato, si copre la bocca con la mano, un gesto che esprime la gravità del momento.
L’immagine è stata scattata con una macchina fotografica Leica M9, nota per la sua discrezione e la capacità di catturare immagini in condizioni di scarsa illuminazione, un dettaglio cruciale per preservare l’atmosfera della stanza.
Un aneddoto interessante è che, inizialmente, la foto venne scattata con Hillary Clinton che si copriva la bocca, in un secondo momento, dopo che la foto fece il giro del mondo, lei stessa disse che quel suo gesto era dovuto al trattenere un colpo di tosse.
L’impatto:
La fotografia ha avuto un impatto immediato, diventando un simbolo della determinazione americana nella lotta al terrorismo.
Souza ha dichiarato di aver scattato centinaia di foto quel giorno, ma questa in particolare catturava l’essenza del momento.

Biografia

Pete Souza è un fotografo americano noto per il suo lavoro come fotografo ufficiale della Casa Bianca durante le presidenze di Barack Obama e Ronald Reagan. Le sue immagini offrono uno sguardo dietro le quinte della politica americana.

In qualità di fondatrice di Musa Fotografia, una scuola dedicata all’arte della fotografia, desidero chiarire l’utilizzo di immagini di grandi autori sul mio blog.

Le fotografie di maestri, che appaiono nei miei articoli, sono utilizzate esclusivamente a scopo didattico e divulgativo. Il mio intento è quello di analizzare e condividere la bellezza e la tecnica e la storia di queste opere con i miei studenti e con tutti gli appassionati di fotografia.

Tengo a sottolineare che:

Nessuna delle immagini viene utilizzata a scopo di lucro. Il blog non genera entrate dirette attraverso la vendita di immagini o pubblicità.
Gli articoli sono scritti con intenti didattici. L’obiettivo è quello di fornire spunti di riflessione e di approfondimento sulla storia della fotografia e sulle diverse tecniche utilizzate dai grandi maestri.
Il mio impegno è verso la diffusione della cultura fotografica. Credo che l’analisi di opere significative sia fondamentale per la crescita e l’apprendimento di ogni fotografo.
Sono consapevole dell’importanza del rispetto del diritto d’autore e mi impegno a citare sempre la fonte delle immagini utilizzate. Se dovessi ricevere segnalazioni di violazioni del copyright, provvederò immediatamente a rimuovere il materiale contestato.

Spero che questa dichiarazione possa chiarire il mio approccio e la mia passione per la fotografia.

Corsi di Fotografia Online: Scopri le Novità di Musa fotografia

Ciao a tutti!! 📣
Sono felice di annunciarvi che sono online i nuovi corsi annuali e i percorsi didattici pensati per chi ama la fotografia e vuole crescere, sia in aula che comodamente da casa! 📷💻
Non ti promettiamo la perfezione, ma qualcosa di meglio: ti aiutiamo a diventare interessante.

Ricordiamo che la scuola si è trasferita a Lecco!

ECCO TUTTI I CORSI DI LUNGA DURATA E PERCORSI DIDATTICI PRONTI PER IL NUOVO ANNO!
Corso Annuale FULL di fotografia online 
Corso Annuale LIGHT di fotografia online 
Visual Storytelling, incontro con te stesso, con Sara Munari online 
Percorso Espressione espressione personale online
Percorso Linguaggio fotografico full online 
Percorso Racconto fotografico full online 
Percorso Storia della fotografia online 
Corso Base/Avanzato di fotografia online 
Percorso Fotoritocco, gestione immagini online 
Percorso pensare libri e fanzine in aula NEW 
Percorso Esercizi di linguaggio e di racconto fotografico in aula NEW
 Percorso fotografia di Ritratto online NEW
Pagina completa dei prossimi corsi in programma con tutte le novità

Per informazioni: info@musafotografia.it
Per farti pensare un pochino:  “In un mondo dove tutti possono creare immagini perfette, l’imperfezione sarà l’unica prova che fossimo davvero lì.”
— Sara Munari
Pagina completa corsi
Prossimi Eventi da Musa fotografia

Ciao, a presto! Sara

Storia di una fotografia: John e Yoko


L’8 dicembre del 1980, la Leibovitz fu incaricata da Rolling Stone di fotografare John Lennon e Yoko Ono, a scopo promozionale per pubblicizzare il loro album “Double Fantasy”. Come dice nella successiva intervista, la Leibovitz aveva sperato che sia Lennon che Ono posassero nudi, ma la Ono era a disagio e questo ha portato la fotografa ad improvvisare…

Copertina del Rolling Stone, Fotografia di Annie Leibovitz

Traduzione dell’intervista fatta a Annie Leibowitz sull’immagine

La foto di John Lennon e Yoko Ono distesi sul pavimento insieme, è stata ripresa poche ore prima che John  fosse assassinato ed era in preparazione da dieci anni. La prima immagine che ho scattato a John è stata per  il mio primo incarico importante di Rolling Stone, nel 1970. Jann Wenner stava andando a New York per intervistarlo, e l’ho convinto che sarei dovuta andare anch’io, dicendo che sarei stata più economica di chiunque altro. Yoko ha detto in seguito che lei e John sono rimasti colpiti dal fatto che Jann avesse permesso a qualcuno come me, di fotografare persone così famose. Erano abituati ai migliori fotografi del mondo. Però John non mi ha trattato come una bambina. Mi ha messo a mio agio. Era onesto, diretto e collaborativo. Quella sessione ha costituito un importante precedente per il mio lavoro con persone famose. John, che era una figura leggendaria, qualcuno che veneravo e mi ha insegnato ad essere me stessa.

Avevo le mie tre Nikon, con l’obiettivo da 105 mm, John stava parlando con Yoko, e di colpo mi guardò. È stato uno sguardo lungo. Sembrava che mi stesse fissando e io ho scattato. Quella fu la foto che Jann scelse per la copertina quando tornammo a San Francisco.

Dieci anni dopo, l’album di John e Yoko, Double Fantasy era appena uscito e Jonathan Cott aveva fatto un’intervista con John, per Rolling Stone.

Li ho fotografati nel loro appartamento nel Dakota,  all’inizio di dicembre  e poi qualche giorno dopo sono tornata con qualcosa di più specifico in mente. Ho pensato a come le persone si rannicchino insieme a letto e ho chiesto loro di posare nudi “in un abbraccio”. Non erano mai stati imbarazzati nel togliersi i vestiti. Erano nudi anche sulla copertina di Two Virgins, il primo disco che fecero insieme. Erano artisti. John non ha avuto problemi con la mia idea, ma Yoko ha detto che non voleva togliersi i pantaloni per qualche motivo.

Ho scattato una Polaroid con loro sdraiati insieme e John la guardò e disse: “Hai catturato esattamente la nostra relazione”.

Mi prese da parte e disse che sapeva che la rivista avrebbe voluto solo una sua foto, ma che lui voleva anche Yoko sulla copertina. Ha detto che era davvero importante.

La fotografia è stata scattata nel tardo pomeriggio in una stanza con vista su Central Park.

Avremmo dovuto vederci  più tardi ma quella notte, mentre John stava tornando a casa da una sessione di registrazione, un fan gli ha sparato.  Jann mi ha avvertita.

 John era stato portato al Roosevelt Hospital, ci andai e feci alcune foto della folla che si era radunata. Verso mezzanotte uscì un dottore. Mi sono seduta su una sedia e l’ho fotografato mentre annunciava che John era morto.

L’immagine ora sembra un “ultimo bacio”. Jann decise di pubblicarla sulla copertina senza parole ad eccezione del logo Rolling Stone. Quando andai nell’appartamento di John e Yoko per mostrarla a Yoko, era sdraiata a letto nella stanza buia, era contenta di quello che avevamo fatto.

Qui un video, dove la fotografa parla dello scatto.

Le immagini hanno scopo didattico, non vanno riprodotte o utilizzate e rimangono di proprietà della fotografa, o di chi per lei le gestisce.

Lucia Mugnolo ‘Lo spazio condiviso’, segnalata Premio Musa donne fotografe

Buongiorno, ecco alcuni lavori dalle fotografe segnalate durante la giuria del Premio Musa per donne fotografe, perché particolarmente interessanti.

Lo spazio condiviso

Lo spazio condiviso. Diario di una quarantena con i miei figli adolescenti e due gatti, in 45 mq di un B&B, nell’attesa che finissero i lavori di ristrutturazione della nostra nuova casa.
Non avrei mai creduto fosse possibile rimanere chiusi in un monolocale di 45 mq per così tanto tempo, senza che un raggio di sole e di speranza potesse attraversare la nostra mente…
Io e i miei due figli, Ludovica, 19 anni e Carlo Andrea, 17 e due gatti, Amèlie e Dalì. Il distacco dalla casa di sempre e l’acquisto della nuova. I lavori di ristrutturazione e l’attesa che finissero… sfociata nella realtà surreale di una pandemia inaspettata.
All’improvviso il lockdown cambia le nostre vite, le abitudini, le consuetudini. Gli abbracci e i baci negati, il tempo condiviso sono un lontano ricordo. È la paura che domina tutti e toglie ore, tempo, giorni alla condivisione, alle risate, alle lacrime, all’amicizia che sarebbe accaduta, agli incontri, alla scuola.
Il tempo è immobile e dilatato e il mondo virtuale sostituisce e sostiene i legami, privati del calore e della vicinanza.
Nonostante questo, i ragazzi sono riusciti a riempire il tempo sostituendolo con dirette online, chat di gruppo, mantenendo sempre viva la condivisione.
Sono stati bravi e hanno saputo rinunciare a un pezzo di vita che gli sarà negato per sempre ma che loro hanno fatto proprio a modo loro, uscendo da questa esperienza più forti di prima. Hanno conosciuto la paura, la rinuncia, l’adattamento a una nuova realtà impensabile fino a pochi attimi
prima. E hanno rafforzato gli affetti, la comunicazione. Noi eravamo insieme e questo è quello che conta. Insieme abbiamo atteso e superato il peggio.
Noi siamo molto fortunati.
Noi siamo uniti.
Ho voluto documentare questo tempo sospeso come uno scrigno che racchiude il nostro amore, quello che ha rafforzato gli affetti e ci ha fatto sentire forti in un momento in cui tutto vacillava… soprattutto le certezze.

Biografia

Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, si impegna nell’insegnamento per vari anni per poi fondare e gestire “Casa Mugnolo Home Gallery”.
Dal 2010 si dedica alla fotografia a tempo pieno.
Dal 2016 segue molti workshop fotografici in diverse città italiane con importanti fotografi come: Toni Thorimbert, Francesco Zizola, Alan Marcheselli, Angelo Ferrillo, Stefano Cerio, Kadir Van Lohuizen, Pep Bonet, Yuri Kozyrev, Marco Zanta, Pietro Masturzo, Mario Laporta, Laia Abril, Aaron Shuman, Nicolas Pascarel, Marco Tortato, Fiorenza Pinna, Nausicaa Giulia Bianchi, che la portano ad accrescere le sue esperienze nei linguaggi fotografici e ad esporre le sue fotografie in collettive di Gallerie d’Italia, dedicate ai temi di Salvatore Fergola curata da Mario Laporta e in quella della Fondazione Real Monte Manso di Scala sulle Moderne Vestigia – Pompei 2.0.
Consegue il diploma di fotografo commerciale, il Master di Fotografia con Lina Pallotta alle Officine Fotografiche di Roma.
Segue anche i corsi di camera oscura tenuti da Luca Anzani e ha ospitato presso la sua Home Gallery, workshop di Storytelling tenuti da Federica Cerami.
Ha esposto il suo progetto fotografico sul lockdown “Lo spazio condiviso” ai Magazzini Fotografici di Napoli in Spazio Fotocopia, curato da Ivonne De Rosa e alla rassegna “Un altro sguardo sulla fotografia” al Museum a Napoli, curata da Mario Laporta.