Presentazione attività Musa Ottobre 2019 – Maggio 2020

Buongiorno! Siete tutti invitati a partecipare alla serata del 28 giugno 2019 ore 18,30-20,30. Ci beviamo una cosa insieme prima dell’estate?

Presentazione delle attività formative ed eventi da Musa.

Musa Fotografia – Monza

Dalle 18,30 saremo presenti per presentare le attività organizzate da Settembre in avanti.

Se volete intanto dare un’occhiata a:

Corsi

Eventi e corsi da Musa

Eventi

Eventi e corsi da Musa

Vi aspettiamo alla serata!

Baci

Sara

Annunci

Letture portfolio da Musa, aperte le iscrizioni

Cosa è una lettura portfolio? 
La lettura portfolio, di solito organizzata da festival di fotografia o organismi di settore, è un’occasione durante la quale si ha l’opportunità di presentare il proprio portfolio a critici, galleristi, operatori nei musei, photoeditor e fotografi.
Prima di partecipare, informatevi sul profilo professionale dell’esperto. Scegliete in base all’intento per il quale avete prodotto il vostro portfolio: editare un libro, ottenere un parere, preparare un’esposizione, essere pubblicati su un giornale, preparare la partecipazione a un premio.
Il proprio lavoro può essere sottoposto agli esperti per tre motivazioni principali:
• Si ha la necessità di migliorare il proprio portfolio. In questo caso il critico/fotografo/curatore/agente dovrebbe suggerirvi come potete migliorare la vostra produzione. Cosa togliere, aggiungere e cambiare affinché la comunicazione delle vostre immagini risulti più chiara al fruitore finale.

• Si ha la necessità di trovare una collocazione per il proprio lavoro. Si sceglieranno galleristi/curatori e operatori nei musei e nei festival, nel caso l’intento sia espositivo, photoeditor di giornali o agenzie, se il proposito è quello legato alla possibilità di cominciare collaborazioni lavorative.
• Si ha la necessità di un confronto. In questo caso si preferiranno colleghi fotografi.

Per info

Vi aspettiamo numerosi!

Come affrontare un reportage, con Leonello Bertolucci

“Sono curioso, ho scarpe comode, faccio reportage”

Leonello Bertolucci

Il reportage ha bisogno di buone foto più che di belle foto: devono servire e “funzionare” all’interno di un racconto fotografico del reale. Dunque una serie di fotografie che dialogano tra loro e si potenziano a vicenda, andando a costruire quel preciso reportage – sintesi tra informazione, forma ed emozione – che rappresenta la nostra visione su una realtà.
Una narrazione visiva che, tra le righe, racconta anche di noi. 
Dopo un avvicinamento, fatto di visioni e parole, alle forme del reportage, il workshop prenderà una direzione pratica: verrà assegnato un tema nell’ambito del territorio di Milano su cui cimentarsi in un reportage, che verrà poi editato e visionato collettivamente a conclusione del workshop.

Alcuni degli argomenti trattati

• Introduzione al workshop: il fotografo-finestra.

• Il reportage e le sue declinazioni: dal saggio fotografico alla fotocronaca, dal reportage di viaggio a quello di guerra, dal realismo poetico alla street photography, dal reportage sociale a quello etnografico ecc.

• La lezione di alcuni grandi maestri del reportage: visione e visioni.

• Come nasce, si progetta, si struttura e viene infine proposto un reportage: il tema, l’approccio, lo stile, il ritmo, il registro, la selezione, la concatenazione, l’apertura, la chiusura, ecc. 
I meccanismi della percezione visiva e il loro effetto sulla scansione del racconto. L’editing.

• L’attrezzatura nella borsa del fotografo di reportage (dopo avervi messo curiosità, istinto, sensibilità, cultura, empatia). Cenni di tecnica.

• Breve storia del reportage tra evoluzioni sociali, tecniche, culturali, estetiche, comunicative.

• Cenni su etica, deontologia, legislazione: il reportage tra regole che ci diamo e regole che ci danno.

• Il mondo del fotogiornalismo: ruoli e struttura di una redazione, rapporti tra fotografo e photo editor, le agenzie.

Programma pratico

• Impostazione del lavoro da svolgere come esercitazione pratica. Sarà scelto un tema da affrontare fotograficamente durante il workshop.

• Riprese fotografiche sul campo in relazione al briefing in aula.

• Discussione collettiva dei risultati ottenuti. Valutazioni in termini di efficacia narrativa e informativa.

INFORMAZIONI
Numero min. partecipanti: 6
Disponibilità posti: contattare

GIORNI DI FREQUENZA
Data: 18-19 MAGGIO 2019
Numero Lezioni: due giornate nel weekend
Durata: 14/16 ore

Costo: 220 euro iva inclusa. La quota verrà versata tramite bonifico bancario, dovrete indicare nella causale, il workshop/corso a cui si vuole partecipare.

Docente del corso: Il docente del corso è Leonello Bertolucci, scopri chi è Leonello.

Sede dei corsi La sede a Monza è a 150 metri dalla stazione dei treni, degli autobus e da un ampio parcheggio, gratuito la sera e nei festivi. Monza – Via Mentana, 6 vedi mappa
Iscrizione Per iscriversi ai corsi è necessario compilare una scheda di partecipazione. Chiedi la scheda di partecipazione a corsi@musafotografia.it
La prenotazione sarà considerata effettiva solo al ricevimento del saldo o dell’acconto e la scheda compilata. La scheda di partecipazione va compilata in formato word o pdf(no fotografie o jpg). Le prenotazioni devono avvenire entro i sette giorni precedenti all’inizio del corso. Se pagate tramite bonifico bancario inviare a sara@saramunari.it il numero della transazione. Indicate nel bonifico il nome del corso e della persona che lo deve seguire. In caso di mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti, verrà restituita l’intera somma versata. Non verrà restituita alcuna cifra, in nessun caso, per mancata partecipazione al corso. La caparra andrà a coprire i costi di organizzazione

Strutturare e presentare il tuo lavoro fotografico.

Come districarsi nel caos delle proprie fotografie e dar loro un senso possibile attraverso l’editing fotografico.Gli incontri avranno un taglio teorico-pratico e molte esercitazioni
per scoprire che ci sono alcune regole in un mondo senza regole.


Inizio corso: 7 Marzo 2019
Date:
7-14-21-28 Marzo 2019
4-11 Aprile 2019
Numero Lezioni: 6
Durata: 6 lezioni da due ore
PER INFORMAZIONI

A tutte le persone interessate con un percorso già abbastanza consolidato in fotografia, persone che hanno già prodotto portfolio con un senso compiuto e possono avvicinarsi all’idea iniziare rapporti professionali con gallerie di fotografie e d’arte.


DATE
31 Marzo 2019
Numero minimo di partecipanti: 6
Orario dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00
PER INFORMAZIONI

Consiglio i successivi corsi a chi vuole approfondire e creare un percorso che potrebbe arrivare ad essere professionale

PER INFORMAZIONI

Street Photography con Alex Liverani

Ciao!

Ecco il corso sulla Street Photography con uno dei fotografi che ha meglio rappresentato l’Italia in questo settore, a livello mondiale. 

A tutte le persone interessate a capire come muoversi per strada, come scattare e perchè, le tecniche da usare e come interagire con la gente.   

Il corso sarà tenuto da Alex Liverani fondatore del collettivo InQuadra. Alex ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale. Nel 2018 è arrivato 2° al talent Master of Photography in onda su Sky, nel 2016 si è aggiudicato il 1° Premio al Miami Street Photography Festival, il premio internazionale più prestigioso relativo alla fotografia di strada. Sempre nel 2016 una sua immagine è stata premiata da Fujifilm come miglior foto di street photography realizzata dagli utenti italiani. Nel 2015 il suo progetto “HOMEMADE” è stato selezionato come miglior progetto al LEICA TALENT ITALIA. Nel 2013 inoltre ha vinto il premio “Nikon Young Talent” per la categoria Street Photography & Reportage.  

Adatto ad amatori e professionisti.   Baci a tutti Sara

CLICCA QUI O SULLA FOTOGRAFIA PER OTTENERE INFORMAZIONI

Street photography con Alex Liverani

Ti propongo anche altri corsi, magari ti possono interessare!

Clicca sulle fotografie per ottenere informazioni

Con Raoul Iacometti, stimato autore milanese:

Raoul Iacometti
Raoul Iacometti

Buon Natale a tutti da Musa! Vi aspettiamo dal vivo!

LOGO natale MUSA 2018

Anche l’ultimo anno ha riservato belle sorprese e Vi ringraziamo molto per averci seguiti fin qui!

Ringrazio tutti i miei collaboratori: Anna, Angelo, Giovanni e Gianluca per l’aiuto che mi hanno offerto.

Ringrazio anche Laura Daví, Simona Buscaglia per le interviste e Annalisa Melas, nuova entrata!

BUON NATALE A TUTTI!

Vi aspettiamo dal vivo per l’inaugurazione dello spazio. Manca pochissimo, devo parlare con Babbo Natale!

Baci

Sara

I lavori dei miei studenti a Tokyo! Bravi!

Il mio obiettivo, durante i workshop in viaggio, è di aumentare la consapevolezza e stimolare la creatività dei partecipanti.
Lo scopo dei miei workshop è la creazione di uno o più progetti finiti che siano da considerare esercizi pratici per capire come procedere, successivamente, alla creazione dei propri lavori. I fotografi non sono professionisti, alcuni partono da zero, altri hanno già prodotto portfolio. Sono tanto soddisfatta di loro.

L’ordine dei portfolio è casuale.

Vi aspetto al prossimo workshop a Marrakech, qui le info.

Intanto divertitevi a guardare questi lavori!

Ciao

Sara


Cristina Barbieri

Mondo altro

L’iperrealtà e’ affascinante: immagini realistiche, paesaggi curati nei minimi dettagli, personaggi con svariate personalità, colonne sonore accattivanti, trame intriganti delle quali il giocatore è protagonista. Ci si misura con avversari, si mette in luce la propria abilità. Il gioco è un piccolo mondo fantastico che simula quello vero, dove ogni piccola vittoria diventa fonte di soddisfazione, divertimento, piacere. E dove tutti i problemi quotidiani sono banditi dalla mente.

Il Giappone e’ la fucina mondiale dei videogiochi ed e’ anche il luogo in cui sono giocati con un accanimento tale da portare le persone a  ritirarsi da ogni situazione sociale e a isolarsi completamente, per passare la vita davanti al computer. Il fenomeno e’ talmente pregnante e diffuso che esiste anche una parola per definire queste persone: “otaku”, tradotto in italiano come “fanatico”.

Il pellegrinaggio nel mondo delle sale gioco di Tokyo e’ stato un viaggio alla ricerca della iperrealtà, ovvero del mondo del falso assoluto, in cui le imitazioni non si limitano a riprodurre la realtà, ma cercano di imprimerle un “miglioramento”, dando vita a scenari in cui tutto è più luminoso, più grande e più divertente che nella vita quotidiana. Non solo: essendo i videogame interattivi, il giocatore  ha il potere di cambiare la storia, di decidere, per esempio, se salvare un personaggio oppure no. In confronto ai videogame, la realtà può essere deludente e frustrante. Si rischia di sentire nostalgia di quel mondo immaginario, dove si incontrano mostri, eroi, principesse, si combatte per la vita e la morte compiendo gesta epiche, potendosi sempre rifare dalle sconfitte inserendo nuove monete nella consolle e  salendo di grado nei livelli di abilita’, e si finisce per essere risucchiati nel vortice di quella dimensione fantastica.

Nelle sale giochi si incontra non solo realta’ virtuale ma anche gioco d’azzardo reale nelle versioni elettroniche tecnologicamente avanzate dei classici giochi da casino’. Qui la seduzione ipnotica del bombardamento multisensoriale di led luminosi colorati pulsanti al ritmo di poche note musicali ossessivamente ripetute si somma alla compulsione al gioco, esercitando un’ attrazione fatale.

Inchiodati ai seggiolini, i giocatori trascorrono anche l’intera giornata appiccicati ai monitor, dopo essersi sistemati accanto beveraggi e cibarie vari (prontamente erogati dagli onnipresenti distributori automatici).

Patiscono, esultano, si agitano, si disperano, si esaltano: vivono dentro a quel mondo parallelo, simulacro della realta’, diventando a loro volta simulacri di se’ stessi, individui che limitano l’esperienza della loro esistenza agli stimoli e alle emozioni incontrati in un mondo altro.

Contatto

 


Simona Cassisa

Visualmente, il Kanji 間 (leggi “ma”) raffigura un cancello, al cui interno è racchiuso il sole. Viene collegato al concetto estetico di “spazio negativo”: il vuoto, contrariamente alla nostra visione occidentale, è considerato come uno spazio necessario allo sviluppo del “ki”, 気, la forza vitale di uomini e donne.

All’interno di questo “non-contesto” il singolo abitante cresce, vive e si evolve. Come un sole rosso nel bianco più completo, come un’isola nell’oceano, come una cellula il cui ciclo vitale è però fondamentale per funzionamento del grande organo pulsante che è la società giapponese. 間.

Contatto

 


Elsa Falciani

Loosen (Sciogliersi)

Dall’altra parte del mondo conosciamo i manga erotici, le stravaganze sessuali dei giapponesi ma quando provi ad entrare, tutto assume un altro aspetto. Una forte contraddizione tra la bizzarria pornografica con una ricerca di un piacere fanciullesco, e la sofisticata tradizione erotica.

Una persona qualunque potrebbe intitolare o vedere da fuori questo mondo come losco, perverso, a volte violento, che non si puo’ neanche nominare e tanto meno provare. In Giappone la dimensione strettamente sensualistica e ludica della sessualità, sganciata da motivazioni riproduttive o affettive, non è mai stata considerata “peccato”, non ha mai suscitato angoscia morale e sensi di colpa, come nelle culture cristiane. Ogni sfumatura del mondo e’ dentro di noi e più’ lo teniamo lontano e più’ ne siamo attratti in qualche modo, quindi senza giudizi o pregiudizi il nostro sguardo dovrebbe sempre essere di accoglienza come per i giapponesi.

Non lasciamo che i nodi del kinbaku siano una metafora dei nodi morali occidentali, ma una leggera sottomissione alla varietà’ del mondo.

Sono sempre stata trattata con onorevole rispetto, anche nei quartieri più’ discreti e vietati.

Le donne presenti nelle foto sono sempre state consenzienti e mai maltrattate.

English

Loosen

On the other side of the world we know the erotic manga, the sexual extravagances of the Japanese but when you try to get in, everything takes on another aspect.

A strong contradiction between the pornographic whimsical with a search for a boyish pleasure, and the sophisticated erotic tradition. Anyone could name or see from the outside this world as shady, perverse, sometimes violent, that you can not even name, let alone try. In Japan, the strictly sensualistic and playful dimension of sexuality, released from reproductive or affective motivations, has never been considered “sin”, has never aroused moral anguish and guilt, as in Christian cultures.

Every nuance of the world is within us and the more we keep it away, the more we are attracted to it in some way, so without judgments or prejudices our eyes should always be welcoming as for the Japanese.

Let us not let the knots of kinbaku be a metaphor of Western moral knots, but a slight submission to the variety of the world.

I have always been treated with honorable respect, even in the most ‘discrete and forbidden neighborhoods.

The women in the photos have always been consenting and never mistreated.

Contatto

Continua a leggere