Tantissime mostre da non perdere a Marzo!

Stephen Shore – Retrospective

“I wanted to make pictures that felt natural, that felt like seeing, that didn’t feel like taking something in the world and making a piece of art out of it.” Stephen Shore

What does it mean to explore the essence of things through pho Continua a leggere

Vivian Maier, J.Sessini, F.Woodman, D.Moryiama e altre ottime mostre da non perdere.

Vivian Maier. Street Photographer

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Dopo il MAN di Nuoro, la mostra della bambinaia fotografa, fa tappa a Milano, dal 19 novembre al 31 gennaio 2016 presso la Galleria Forma Meravigli

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Se v’interessa approfondire la storia straordinaria di questa autrice, qui trovate il link al sito creato in occasione del lancio del film Finding Vivian Maier, dove troverete anche il trailer del film stesso. Vi consiglio la visione!

Jerome Sessini – Ukraine: Inner Disorder

Il nuovo Store Leica di Torino inaugura il 30 settembre proponendoci nell’occasione un’interessante esposizione di Jerome Sessini, fotoreporter della prestiogiosa agenzia Magnum Photos.

L’intenzione del fotografo con questo lavoro è di interrogarsi su come popoli che fino al giorno prima vivevano insieme in pace, riescano a sviluppare un odio tale per cui comincino ad uccidersi tra loro.

“Dalla guerra nei Balcani al genocidio in Rwanda, fino ad oggi in Ucraina, le guerre spesso assumono la forma di conflitti armati che spaccano in due le naioni. Parte della mia ricerca verte sulla percezione dell'”altro” come nemico, e sul conseguente collasso dell’equilibrio sociale”

Francesca Woodman – On being an angel

Stockholm 5 September 2015 – 6 December 2015 Moderna Museet

The American photographer Francesca Woodman (1958–1981) created a body of fascinating photographic works in a few intense years before her premature death. Her oeuvre has been shown in number of major exhibitions in recent years, and her photographs have inspired artists all over the world.
Woodman’s photographs explore gender, representation, sexuality and body. The intimate nature of the subject matter is enhanced by the small formats. Her production includes several portraits, using herself and her friends as models. The figures are often placed behind furniture and other interior elements; occasionally, the images are blurred and the models hidden from the viewer. Woodman worked in settings such as derelict buildings, using mirrors and glass, evoking surrealist and at times even claustrophobic moods.

Francesca Woodman began photographing in her teens and studied at the Rhode Island School of Design from 1975 to 1978. Her output is usually divided into periods: the early works, her years as a student in Providence, Italy (1977–78), the Mac Dowell Colony, and, lastly, New York from 1979 until she died. The collection she left behind consists of several hundred gelatin silver prints, but she also tried other techniques, such as large-format diazotypes and video.

Francesca Woodman. On being an angel presents 102 photographs and one video, representing most of the artist’s series and themes. The exhibition is produced by Moderna Museet in association with the Estate of Francesca Woodman. Alongside this exhibition, Moderna Museet presents a compilation of photography from the same period from its collection, to show Francesca Woodman in context and expand the perspective on her oeuvre to the public.

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Andy Rocchelli – Stories

1 ottobre – 15 novembre
Museo di Roma in Trastevere

La mostra ripercorre due linee guida approfondite dal fotogiornalista Andy Rocchelli fra il 2009 e il 2014 a partire da alcuni degli eventi che recentemente più hanno segnato il nostro tempo.

Da un lato la crisi del Mediterraneo che dall’Italia, attraverso la questione dell’immigrazione, si allarga fino ai giorni della Primavera Araba e ai movimenti di popoli fisici e ideali che ne sono conseguiti, e dall’altro il tema che forse più di tutti è stato al centro del suo interesse, la questione delle conseguenze della disgregazione dell’Unione Sovietica, dalle rivolte civili nel nord del Caucaso all’identità in costante mutazione della stessa Russia, espressa nei ritratti di Russian Interiors e nell’indagine delle molteplici sfaccettature delle sue orbite d’influenza, fino agli ultimi eventi che dalle prime manifestazioni di Kiev a Piazza Maidan hanno portato allo stallo politico ucraino e alle sue tragiche conseguenze.

Andy Rocchelli è scomparso il 24 maggio 2014 a Sloviansk dove si trovava per documentare la guerra civile tra separatisti filorussi ed esercito ucraino.

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DAIDO MORIYAMA IN COLOR

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8 novembre 2015 – 10 gennaio 2016

“Il bianco e nero racconta il mio mondo interiore, le emozioni e i sentimenti più profondi che provo ogni giorno camminando per le strade di Tokyo o di altre città, come un vagabondo senza meta. Il colore descrive ciò che incontro senza filtri, e mi piace registrarlo per come si presenta ai miei occhi. Il primo è ricco di contrasti, è aspro, riflette a pieno il mio carattere solitario. Il secondo è gentile, riguardoso, come io mi pongo nei confronti del mondo.”
La Galleria Carla Sozzani presenta la mostra Daido Moriyama in Color, a cura di Filippo Maggia: per la prima volta una selezione di 130 fotografie inedite, realizzate tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, anni decisivi nei quali si è compiuta la formazione di Moriyama.

La strada, teatro prediletto del fotografo giapponese, è il tema centrale del lavoro di quegli anni, periodo storico particolare per il Giappone che, dopo la ricostruzione e il boom economico successivi alla fine della seconda guerra mondiale, si trovò a vivere e affrontare l’occupazione americana e poi la contestazione studentesca, sull’onda di quanto accadeva in Europa e negli Stati Uniti.

La mostra, in collaborazione con Fondazione Fotografia Modena, sarà a Modena nel marzo 2016. La accompagna un volume edito da Skira, con oltre 250 fotografie a colori.

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Paolo Ciregia – ‘Perestrojka’

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17 novembre 2015 – 18 dicembre 2015

mc2gallery presenta la prima mostra milanese del giovane fotografo Paolo Ciregia (classe 1987). Paolo è riuscito a creare un nuovo stile personale di forte impatto rielaborando foto che ha scattato negli ultimi 4 anni, durante il conflitto in Ucraina, da Piazza Maidan, al distacco della Crimea, alla guerra nel Donbass . Paolo interviene con un cutter o con bruciature, stravolgendo la natura reportagistica dei suoi scatti. Utilizza vecchie cornici dal gusto un po’ kitsch che ben rendono l’atmosfera di quelle terre cosi lontane eppur cosi vicine e gli permettono di creare installazioni e sculture, ottenendo un nuovo e contemporaneo linguaggio visivo per raccontare l’esperienza della guerra.

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Jeff Bridges Photographs: LEBOWSKI and Other BIG Shots

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ONO Arte Contemporanea ha l’onore di presentare la mostra “Jeff Bridges Photographs: LEBOWSKI and Other BIG

Shots”, prima mostra monografica in Europa dedicata alla carriera fotografica dell’attore premio Oscar Jeff Bridges. Come Peter Bogdanovich afferma nell’introduzione del catalogo della mostra, Jeff Bridges è contemporaneamente uno dei più versatili e sottovalutati attori di tutta Hollywood, oltre ad essere dotato di molte doti spesso sconosciute al grande pubblico: dipinge, compone, canta e, come può ben dimostrare questa mostra, è un fotografo di primo livello.

Bridges, che proviene da una famiglia da generazioni radicata nel tessuto dell’industria del cinema americano – suo padre Lloyd fu un attore caratterista attivo dagli anni ’40 in oltre 150 film e il fratello Beau è anch’esso celebre attore e regista- appartiene a quella generazione di attori che ha formato la vera base di Hollywood partecipando a un’innumerevole serie di film e recitando nei ruoli più diversi. All’inizio degli anni ’70 Bridges comincia la sua lunga carriera sul grande schermo, ma la fotografia – che pure aveva amato durante gli anni del liceo e del college – non viene ripresa fino al 1976 quando il personaggio che interpreta in un remake di King Kong lo costringe a girare con una macchina fotografica al collo e gli ricorda la sua passione.

Da allora Bridges porta sempre con sé, sui set dei film a cui lavora, una Widelux, una particolare macchina fotografica utilizzata per la posa con un otturatore a scatto ritardato che permette quindi la doppia esposizione, e con una caratteristica pellicola allungata molto simile a quella 70 mm con cui erano girati i film. La scelta di questa macchina, che può sembrare di scarsa importanza, è in realtà strettamente legata alla concezione che Bridges ha dell’arte: come lui stesso afferma infatti, da un lato le caratteristiche della Widelux permettono di catturare il maggior numero di informazioni in un singolo scatto e di narrare contemporaneamente più storie, creando delle immagini che sono in un inter-regno tra la fotografia di scena (o di posa) e il film, dall’altro invece, l’assenza di un focus manuale e un obiettivo poco attendibile la rendono una macchina piuttosto arbitraria e poco precisa, ma per questo più “umana” ed onesta. Sia come attore che come fotografo Bridges vuole liberare la scena dalla sua presenza per lasciare spazio alla narrazione. Le immagini che Bridges scatta nei backstage di film come The Fabulous Baker Boy, Texasville, The Fisher King, American Heart, e ancora The Mirror has two faces, True Grit e The Big Lebowsky raccontano la vera essenza di cosa significhi creare un film e definirle solo “intime” sarebbe riduttivo. Il suo lavoro infatti ha una qualità poetica tale da far risultare queste fotografie quasi un’autobiografia, un diario quotidiano e a tratti malinconico.

In mostra oltre alle immagini del backstage dei film citati e di molti altri anche una serie di immagini, chiamate Comoedia/Tragoedia, che sfruttano proprio la caratteristica possibilità della doppia esposizione della Wideluxe per immortalare nello stesso scatto attori come Martin Landau, John Turturro, Cuba Gooding Jr., Philip Seymour Hoffman o Kevin Spacey che interpretano la maschera comica e quella tragica, nel nome della tradizione teatrale più classica.

La mostra (3 ottobre – 15 novembre 2015) è composta di circa 60 immagini in diversi formati. Patrocinio del Comune di Bologna.

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South Topographics – Franco Sortini

10 ottobre 2015 – 1 novembre 2015

Dopo l’esperienza del Photoscreening a Bari, Franco Sortini torna in Puglia con una mostra fotografica sulla città di Lecce.

Il progetto si presenta come la conclusione di un lavoro più ampio realizzato sulle città europee e che trova la sua perfetta sintesi nel volume fotografico “Un luogo neutro”, edito da Punto Marte Editore, che l’autore presenterà il giorno dell’inaugurazione.

L’analisi visiva di Franco Sortini sul centro e, in particolar modo, sulla periferia è stata possibile grazie anche al progetto All We Need Is Slow, un format curatoriale ideato e prodotto dall’associazione Kult – Culture Visive, un ciclo di seminari, incontri, residenze e artist talks con alcuni dei maggiori esponenti della fotografia di paesaggio in Italia, e che ha portato l’autore in residenza nel capoluogo salentino.

L’evento è segnalato da AMACI, associazione musei d’arte contemporanea italiani, per l’Undicesima edizione della Giornata del Contemporaneo.

<<A volte la città fallisce e crea un ambiente inumano, illustrandone dati punti geografici. L’operazione dell’autore è nella tracciabilità della città ai margini, al limes, nella spontanea consapevolezza dei processi di zoning e della monofunzionalità residenziale. Sono i vuoti urbani e le periferie condensate di Lecce, del quartiere Santa Rosa e Stadio, come testimonianza dei processi di espansione e zonizzazione degli aggregati quartieristici. Così, involucri preesistenti si trovano eretti accanto a corpi di fabbrica e blocchi urbani più estesi, a favore di un’edilizia puntiforme. E’ tuttavia un paesaggio le cui immagini sono enigmi che si risolvono con il cuore, cioè con sguardo amorevole rivolto a ciò che ci sta intorno, alla ricerca di familiarità e poesia.
La geografia Sortiniana quindi esplora a fondo sia la dimensione oggettiva e materiale dei luoghi – l’insieme degli elementi fisici – sia quella soggettiva e immateriale – la sfera dei significati. Ma la radicalità del progetto si situa nella configurazione di nuovi rapporti tra geometrie e luci, un metodo compositivo peculiare dell’ultima fotografia che esilia per sempre il soggetto umano, come in questo caso, o ne fa un sostrato di legittimazione così profondo da divenirne un contrassegno.>> Valentina Isceri

presso gli spazi di Classic Camera – via Oberdan 104, Lecce

6th continent – Mattia Insolera

La Scuola di Fotografia Contemporanea dell’ISFCI, diretta da Maurizio Valdarnini e Irene Alison presenta la mostra di MATTIA INSOLERA: “6th Continent” in collaborazione con Cortona On The Move.
L’appuntamento è per Giovedì 15 Ottobre in via degli Ausoni, 1 dalle ore 18.00
A cura di Arianna RINALDO.
6th Continent ha origine nel 2007, quando Mattia Insolera parte in barca a vela dall’Italia, insieme a un amico che vuole attraversare l’Oceano Atlantico. Dopo due settimane di navigazione, capisce che la vita sulla costa gli interessa più dell’impresa velica. Scende
dalla barca nella zona dello Stretto di Gibilterra, dove ha il primo assaggio di un ambiente autenticamente mediterraneo, un mondo popolato da marinai e portuali, migranti e trafficanti.
Decide di dedicare gli anni successivi alla realizzazione di un progetto fotografico su quest’area geografica. Poco dopo si trasferisce a Barcellona, città ben collegata con le coste
mediterranee. Da lì può raggiungere 13 Paesi del Mediterraneo, viaggiando su ogni tipo di imbarcazione, dalla barca a vela al cargo, e percorrendo 25.000 Km in moto.
Oggi la maggior parte delle persone conosce il Mediterraneo come un paradiso di sole, mare e cielo azzurro, o come teatro del dramma dell’immigrazione in Europa. Appartenendo a  questa regione, Mattia sente l’esigenza di raschiare via la superficie dei cliché da turista, andando oltre le notizie da telegiornale per catturare la vera essenza di questi luoghi. Il Mediterraneo del XXI secolo è diventato terreno di discordie: una frontiera di filo spinato che divide Nord e Sud del mondo. È anche il bacino in cui hanno luogo i maggiori conflitti del pianeta, un passaggio pericoloso per chi è in fuga da miseria e guerra e un cimitero per i 20.000 migranti che negli ultimi vent’anni vi sono annegati.
Non sempre è stato così. Nel passato questo mare interno comprendeva e collegava sponde e culture diverse, era una terra fertile per la nascita delle prime civiltà. Secondo lo scrittore turco conosciuto come il Pescatore di Alicarnasso, il Mediterraneo era un Sesto Continente, distinto dai cinque indicati arbitrariamente dai geografi, uno spazio che assimilava in sé popoli provenienti dagli antipodi della Terra, trasformandoli tutti in mediterranei. Mattia vuole scoprire se sia rimasto qualcosa di quell’epoca, quindi punta la macchina fotografica sulla gente che continua a considerare il mare un mezzo di trasporto, un’area di scambio. In altre parole, sulla gente che vive ancora il mare come un Sesto Continente.

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TINA MODOTTI – La nuova rosa. Arte, storia, nuova umanità

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18 ottobre 2015 – 28 febbraio 2016

Udine rende  nuovamente omaggio a una delle sue figlie più celebri a 36 anni di distanza (correva l’anno 1979) da quella che fino ad allora era considerata la più esauriente esposizione sulla vita e sull’opera di Tina mai realizzata. Nel frattempo il mito di Tina Modotti è cresciuto e le sue fotografie più importanti sono state acquistate da privati collezionisti, esposte in prestigiosi musei e sono divenute note un pubblico più vasto.

“Tina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia, nuova umanità” presenta la raccolta più vasta degli scatti della fotografa di origini udinesi, tratte dai negativi originali e arricchita dalle più recenti acquisizioni riferibili alla storia familiare della Modotti, all’arte fotografica e all’impegno politico-sociale.
Viene inoltre esposta , per la prima volta in Europa, la nuova documentazione fotografica sulle “Scuole libere di agricoltura” con una serie di 18 istantanee realizzate da Tina Modotti,  rimaste in gran parte sconosciute fino a tempi recenti.

L’esposizione è realizzata dall’assessorato alla Cultura – Musei Civici in partnership con il comitato Tina Modotti e in collaborazione con prestigiose istituzioni scientifiche a livello nazionale e internazionale con il il sostegno della Regione e la collaborazione dell’Università degli Studi di Udine e dell’associazione culturale Etrarte.

Tutte le info qui

Anna

Mostre per le vostre vacanze!

Con te – Jacob Aue Sobol

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25 luglio – 6 settembre 2015
La Bottega – Marina di Pietrasanta

Di seguito il comunicato stampa di presentazione della mostra pubblicato da FIAF.

Inaugura sabato 25 luglio la mostra personale “Con te” di jacob Aue Sobol, grande protagonista della fotografia internazionale a Labottega di Marina di Pietrasanta, spazio multifunzionale dedicato alla fotografia. Un’occasione unica per vedere e incontrare il fotografo danese, già membro dell’Agenzia Magnum e tra i protagonisti più interessanti del panorama mondiale.

Jacob Aue Sobol è nato in danimarca nel 1976. Dopo essersi spostato dal canada alla Groenlandia fino a Tokyo, nel 2008 ha fatto ritorno in Danimarca, dove ora vive e lavora. Ha studioato presso l’European Film College e, successivamente, alla prestogiosa Scuola di Fotografia Fatamorgana, dove insegna.

Sobol è riconoscibile nei suoi scatti per i suoi distintivi tratti estetici, che vedono i bianchi staccarsi con violenza dai neri, eliminando ogni traccia dei mezzi toni. L’uso del bianco e nero è utile all’artista per raggiungere in modo diretto le questioni essenziali, eliminando le specificità di spazio e tempo, rendendo così autonome le immagini. Il suo è un diario di viaggio quotidiano e personale, in cui l’intimità e la vicinanza con i soggetti protagonisti sono il tratto distintivo di Sobol, con i quali scambia brevi attimi di vita, un incontro o con cui condivide lunghi periodi di convivenza, che gli permettono così di entrare nell’intimità delle loro vite private da cui prendono forma vari progetti, come la serie Sabine. Sobol disegna con la luce il suo viaggiare nel mondo. Un diario fotografico molto personale nel quale entriamo a far parte guardando le sue splendide stanmpe in bianco e nero dal segno quasi grafico.

All’inaugurazione sarà presente l’artista per un booksigning.

La mostra, che presenta circa 30 opere dell’autore, è realizzata in collaborazione con mc2gallery di Milano, con Gruppo Fotografico Iperfocale e il patrocinio FIAF.

Per ulteriori info, cliccate qua e qua.

EXPOSED PROJECT – Mostra laboratorio sulle trasformazioni della città

In quanto luogo di riflessione permanente sull’identità e sulle trasformazioni di Milano, capace di dare spazio alle più recenti ricerche artistiche che vedono protagonista la fotografia, Forma Meravigli presenta Exposed Project.

Per tutto il corso dell’estate 2015 le sale espositive si trasformano in un osservatorio dinamico sulla città in grado di captare i nuovi sguardi sul territorio e restituire in tempo reale i mutamenti sociali e culturali che caratterizzano Milano e il suo hinterland in concomitanza con l’Esposizione Universale.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Careof nell’ambito di FDV Residency Program, che dal 2013 ha supportato lo sviluppo del laboratorio di ricerca e condiviso la progettualità attraverso talk, laboratori, progetti espositivi.

L’esposizione si concluderà con una mostra degli studenti del master di fotografia realizzato da Forma e NABA, che presenteranno i lavori sul tema di Expo realizzati nell’estate 2015 e arricchiti dal confronto, tra gli altri, con Exposed.

 Qua tutte le informazioni e il calendario delle iniziative.

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Mostre di fotografia selezionate per questa settimana.

Alexander Gronsky

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Venue details: The Wapping Project Bankside, 37 Dover Street, Ely House, W1S 4NJ London |

Official Website www.thewappingprojectbankside.com |

Event date > from 14-04-2015 to 29-05-2015 | Opening hours: Monday – Friday – 10.30am – 6pm, Saturday – Sunday Closed

The Wapping Project Bankside is pleased to announce Estonian photographer, Alexander Gronsky’s first exhibition with the gallery.

Gronsky’s Pastoral series of large format photographs of Moscow’s suburban areas are reminiscent of the arcadian images created by 19th century landscape painters and reconstructs them in a way that jars with the romantic representations of a bygone era. Once defining borders becomes blurred in these photographs – the divisions between urban and pastoral, utopian and dystopian and the actors within these spaces are rendered ambiguous. Gronsky’s arresting use of colour and intelligent compositions are alluring, but these layered works are a study of how people inhabit a territory and what becomes evident in these images is the effect human life has on the environment in this Apothocene age.

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Included in the exhibition are three works from Gronsky’s Reconstruction series that documents reenactments of historic Russian battles whilst simultaneously rendering them anachronistic with the inclusion of onlookers into the frame, constructed as triptychs, these works are filmic in nature and alludes to a panoramic view of an important battle whilst titles such as “Siege of Leningrad” are reminiscent of a Hollywood film. Continuing Gronsky’s study of perspective, in these works it appears formal whilst the colouring offers a certain flatness to the photographs.

Sergey Ponomarev

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From the 9th of April until 9th of June 2015, Sergey Ponomarev is exhibiting his work “Effondrement” for the first time, at the Galerie Iconoclaste – 20 rue Danielle Casanova – 75002 PARIS – Monday to sunday (11am/20pm). More info : galerieiconoclastes.com

Sergey Ponomarev was born in 1980 in Moscow. He graduated Moscow State University and Academy of Labor and Social Relations. Before becoming a freelance photographer in 2012, he worked for the Associated Press starting in 2003. He is best known for his photojournalism works depicting Russian daily life and culture.

 Liu Xiaofang – Solo Show

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mc2gallery è orgogliosa di ospitare la prima mostra italiana della fotografa cinese Liu Xiaofang (Datong City, China, 1980). Liu crea fotografie con un’estetica onirica che attinge dai suoi ricordi d’infanzia e di contemplazione poetica del mondo che la circonda. I suoi paesaggi, delicati e apparentemente utopici, confondono i confini tra il mondo reale e l’immaginazione, lasciando che lo spettatore si interroghi sul concetto di verità e realtà. La fotografia di Liu richiama la pittura tradizionale cinese, particolarmente nota per i suoi paesaggi, resi indefiniti dalla nebbia. Ponendosi dunque in un punto intermedio tra pittura e fotografia, questi lavori ricreano un mondo di fantasie fiabesche, in cui l’illusione sconfina nella realtà, seguendo il percorso dei vaghi ricordi d’infanzia. Attraverso queste visioni surreali Liu riesce così a evocare in modo dolce e naturale un senso di nostalgia verso il proprio passato. Liu Xiaofang si è laureata presso il Dipartimento di Fotografia, all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino. Nel 2010 è stata tra i pochissimi artisti a essere nominata tra i più promettenti fotografi contemporanei dal Musée de l’ Elysée di Losanna, in Svizzera; Liu ha partecipato alla mostra “reGeneration2” e a diverse mostre internazionali come la mostra itinerante “Photographers Today”. Nello stesso anno ha mostrato la sua creatività e il proprio talento a Paris Photo. Una delle sue visioni circolari è stata scelta nel 2008 come immagine dei Giochi Olimpici di Pechino. Liu ha esposto in mostre collettive in tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone e Svizzera.

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Altre info qua

Via Malaga 4
20143 Milano
citofono 72

Da martedì a venerdì
Sabato su appuntamento
Orari: 14-20

A DISQUIETING INTIMACY

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Fotografie di Paolo Patrizi
a cura di Deanna Richardson
Inaugurazione, Mercoledì 22 Aprile, 2015 | 19.00 h
Esposizione dal 22 Aprile – al 5 Giugno, 2015

ILEX Gallery è lieta di presentare per la prima volta in Italia la mostra A disquieting intimacy, del fotografo Italiano Paolo Patrizi.
Le opere appartenenti a questa potente serie si distaccano dalla percezione stereotipata e spesso rigida del ritratto. Nell’atmosfera improvvisata e inquietante dei ‘campi del sesso’, Patrizi offre uno studio intimista sulla vita delle donne di Benin City che lavorano alla periferia di Roma.
In un mercato fortemente segmentato per sesso, età, titolo di studio e numeri esigui di stranieri, l’economia sommersa dell’Italia attira lavoratori immigrati con l’offerta di impieghi irregolari – offuscando così il confine tra imprese in regola e illegali.
Da oltre 20 anni, le donne di Benin City in Nigeria arrivano in Italia per lavorare nel mercato del sesso. Ogni anno, le donne di maggior successo reclutano ragazze più giovani, indirizzandole a seguire il loro stesso percorso. La maggior parte di queste donne, comprese quelle che finiscono sul mercato del sesso, hanno liberamente scelto di lasciare casa per cercare nuove opportunità all’estero. Sono donne volitive e ambiziose, che emigrano per sfuggire a conflitti, persecuzioni, degrado ambientale, calamità naturali e altre situazioni che affliggono il paese d’origine e compromettono le loro possibilità di sostentamento. Queste donne hanno individuato una serie di modi per trarre guadagno dal proprio corpo, dal mestiere di spogliarellista fino alle professioni di contatto vero e proprio, a diversi gradi di intimità.
La mostra si compone di 19 stampe fotografiche di grandi e medie dimensioni. Il debutto italiano presso 10b Photography Gallery fa seguito alle mostre di Londra, Basilea, Praga, New Delhi, del Chobi Mela Festival in Bangladesh e dell’Angkor Photo Festival in Cambogia.
La serie, realizzata tra il 2009 e il 2012 ha vinto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il World Press Photo, il Premio Taylor Wessing Ritratto e il POYi.

A DISQUIETING INTIMACY
ILEX Gallery @ 10b Photography Gallery, Roma, Italia
Via San Lorenzo da Brindisi 10b

Per maggiori informazioni:
Email: info@ilexphoto.com
Tel: 06 7030 6913

www.ilexphoto.com
www.10bphotography.com

WORLD PRESS PHOTO 2015

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Fotografia e giornalismo: le immagini premiate nel 2015

Il Premio World Press Photo è uno dei più significativi riconoscimenti nell’ambito del Fotogiornalismo. Dal 1955 una giuria di esperti, scelti tra i personaggi più accreditati della fotografia internazionale, si riunisce per valutare le immagini inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam: migliaia di scatti provenienti da ogni parte del mondo, proposti da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste.
Le fotografie dei vincitori sono pubblicate nel caratteristico catalogo e vengono esposte in tutto il mondo in importanti gallerie e musei in un tour sempre più ampio, che quest’anno prevede mostre in circa 100 città, in 45 diversi Paesi. Si tratta di un’occasione unica per vedere raccolte le immagini più belle e rappresentative che hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti di questo ultimo anno sui giornali di tutto il mondo. Quest’anno sono state sottoposte alla giuria 97.912 fotografie scattate da 5.692 fotografi di 131 diversi paesi. Sono stati premiati 42 fotografi di 17 nazionalità: Australia, Bangladesh, Belgio, Cina, Danimarca, Eritrea, Francia, Germania, Gran Bretagna, Iran, Irlanda, Italia, Polonia, Russia, Svezia, Turchia, e USA selezionati nelle 8 categorie del concorso (spot news, notizie generali, storie d’attualità, vita quotidiana, ritratti, natura, sport e lavori a lungo termine. Dieci i fotografi italiani premiati quest’anno, tra cui Andy Rocchelli (categoria: ritratti, secondo premio), Paolo Verzone (categoria: ritratti, terzo premio) e Massimo Santini (categoria: News, secondo premio). Tutte le foto vincitrici sono presentate in un tour mondiale, con l’unico vincolo che tutte le immagini selezionate vengano esposte senza alcuna censura.

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FOTO DELL’ANNO 2014
La giuria del 58° World Press ha scelto un’immagine del fotografo danese Mads Nissen, come “Foto dell’anno 2014”. Nissen è un fotografo del quotidiano svedese Politiken ed è rappresentato da Panos Pictures. La foto premiata mostra Jon e Alex, una coppia gay, in un momento di intimità a San Pietroburgo (Russia). Le condizioni di vita per lesbiche, gay bisessuali e transgender (LGBT) è diventata sensibilmente più difficile in Russia.
Le minoranze sessuali affrontano una profonda discriminazione sociale e legale, molestie e persino violenti attacchi di fanatici religiosi o nazionalisti. La foto vincitrice fa parte di un più ampio progetto di Nissen “L’omofobia in Russia” che è stato scattato per Scanpix. Questa foto ha vinto anche il primo premio per la categoria “vita contemporanea”.

Il presidente della giuria Michele McNally, direttore della fotografia e vicecaporedattore del The New York Times, ha dichiarato: “È un momento storico per la fotografia…l’immagine vincitrice deve avere un’estetica, essere di impatto e avere il potenziale per diventare un’icona. Questa foto è esteticamente potente e ha umanità.”

GALLERIA CARLA SOZZANI – MILANO

www.galleriacarlasozzani.org

Inaugurazione venerdì 1° maggio 2015
dalle ore 15.00 alle ore 20.00
In mostra dal 2 al 31 maggio 2015
tutti i giorni. ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00

MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE

http://www.museodiromaintrastevere.it/

Museo di Roma in Trastevere
Orario
Dal 30 aprile al 22 maggio 2015
Martedì-domenica ore 10.00-20.00
Chiuso lunedì, 1 maggio

Tutte le info e le foto premiate sul sito di World Press Photo

Postato da Anna