👉Percorso di studi in fotografia su Linguaggio, portfolio e stile fotografico – Musa fotografia

Buongiorno, come state?

Presento oggi un percorso di studi IN AULA, legato al linguaggio fotografico, presso Musa Fotografia!

Tutti questi corsi sono tenuti da Sara Munari e sono la base per capire come si parla fotograficamente, le modalità e le possibilità effettive. 

Linguaggio fotografico per conoscerne i principi, le caratteristiche e gli elementi principali per scattare e leggere le fotografie con consapevolezza

Costruzione del portfolio per capire quali siano i metodi voltii alla produzione di progetti che mantengano un linguaggio coerente ed efficace.

Trovare il proprio stile per capire quali sono i generi per cui sei più portato e come sfruttare al meglio le tue capacità espressive al fine di prendere una direzione in termini di stile.

Metodi pratici per trovare idee Ho provato a mettere a punto un metodo, attraverso esercizi pratici e teorici che possa essere funzionale a sviluppare creatività e competenza di linguaggio, che può rivelarsi utile al fine di stimolarvi in modo creativo e trovare spunti per i vostri prossimi progetti. 

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A prescindere che tu segua i percorsi o corsi singoli, se ti iscrivi contemporaneamente a quattro corsi, ottieni uno sconto del 10% Da Musa puoi seguire due tipi di formazione:

I PERCORSI DI STUDIO composti da più corsi singoli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo in un determinato settore della fotografia.

Percorso autoriale Impara, trova la tua strada, scatta ed esponi

Percorso linguaggio fotografico Impara a parlare fotograficamente 

CORSI SINGOLI tutti i corsi singoli organizzati per la nuova stagione scolastica

CORSI ONLINE proposta dei corsi di fotografia via web

Ti aspetto! Sara Munari 

Per informazioni sui corsi corsi@musafotografia.it

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“COMPITO A CASA”, leggiamo le tue fotografie, mandacele!

Cari amici di Sara, è la prima volta che ci incontriamo. Io sono Filippo Crea e provo a disegnare per voi un mio sintetico identikit. Un profilo che conoscerete meglio nel corso delle foto/chiacchierate che seguiranno, e nel corso delle quali parleremo con uno stesso gergo. Un mio gergo che è stato sovente definito <pane e formaggio> od anche <pomodoro e basilico>. Vale a dire un gergo di semplice fattura e per niente snob.

Ho 28 anni di redazione con “Tutti Fotografi”. Ed ogni mese in una mia rubrica che avevo titolato “Compito a Casa” proponevo più di venti foto/temi come esercizio di formazione. Il lettore poteva liberamente scegliere di <giocare> con uno, o più, di essi. Le fotografie venivano da me commentate e pubblicate sulla rivista e, subito dopo, venivano trasferite su un blog diventando in tal modo un sito di consultazione per chi avesse voluto affinare la propria foto/scrittura. Le mie molte esperienze in Italia ed in Francia, e le diverse Manifestazioni da me gestite avevano rafforzato il mio inossidabile convincimento che l’apprendimento ha un passaggio obbligato, quello di sfidare sé stessi in ricerche tematiche. Il tema obbliga a pensare, a programmare, a cercare soluzioni, ad essere cattivamente selettivi, ed il…<cestino> lo avevo difatti prescelto come simbolo di questo specifico strumento formativo.

Avanti dunque con questo <nostro> dialogo. Al via ci sarà forse qualche correttivo da attivare. E lo faremo insieme.

Per cominciare ecco il titolo ancora funzionalissimo di questa mia rubrica.  “COMPITO A CASA” va benissimo e capitalizzerebbe le positività già messe in cassa. La Casa nella quale ci incontreremo è quella di SARA MUNARI, una Casa nella quale Sara ha voluto ospitarmi. E non appena Mister Covid smetterà di centrifugarci le balle, questo COMPITO potrà diventare un appuntamento periodico che divertirà ed affinerà la nostra foto/grafia. 

Pronti e via! I temi che propongo per cominciare sono cinque. Eccoli:

l) LA MUSICA – per piacere, niente gruppuscoli musicali andini in centro città, niente bande musicali alla festa del Santo Patrono, niente violinisti con la ciotola per la raccolta delle monetine. OK per tutti?   

2) LA NOTTE – niente fotografie della Chiesa Matrice del Paese, o del Monumento ai Caduti nella piazza principale.

3) LE OMBRE – Sono un’opportunità creativa superiore. Cercatele con impegno programmato e con una inossidabile volontà di catturare prede di grande suggestione.

4) L’ATTESA – Considerate quante <attese> sono in attesa di un autore. Saranno almeno 9.999, e saranno tutte portatrici di narrazioni super.

5) L’UOMO ED IL MANIFESTO – andando in giro guardatevi intorno. Individuate un manifesto ruffiano, o mercantile, o politico, o di varia attualità, ed aspettate che davanti ad esso si materializzi una persona (o più) che dia vita ad un insieme che sia divertente, disturbante, armonico.

NOTA BENESolo per questa prima prova allego due immagini per ciascun tema a mo’ di “famo a capirci>. Eccole a seguire

*** le opere dovranno pervenire a pensierofotografico@libero.it con l’indicazione di nome e cognome dell’autore, e città di residenza, e il titolo del tema trattato.

*** le fotografie dovranno rispettare questi parametri: (formato JPG – profilo colore SRGB – risoluzione 72 – dimensione max 1920 pixel per il lato più lungo – peso max 2 MB). Le fotografie che non avranno queste caratteristiche o peseranno troppo, non verranno considerate.

*** Faccio stop qui per evitare di diventare sbadigliogeno.

Arrivederci a presto, Filippo

👉Linguaggio, portfolio e stile fotografico – Musa fotografia

Per info

Buongiorno, come state? Presento oggi un percorso di studi legato al linguaggio fotografico, presso Musa Fotografia! 

Linguaggio fotografico per conoscerne i principi, le caratteristiche e gli elementi principali per scattare e leggere le fotografie con consapevolezza

Costruzione del portfolio per capire quali siano i metodi voltii alla produzione di progetti che mantengano un linguaggio coerente ed efficace.

Trovare il proprio stile per capire quali sono i generi per cui sei più portato e come sfruttare al meglio le tue capacità espressive al fine di prendere una direzione in termini di stile.

Metodi pratici per trovare idee Ho provato a mettere a punto un metodo, attraverso esercizi pratici e teorici che possa essere funzionale a sviluppare creatività e competenza di linguaggio, che può rivelarsi utile al fine di stimolarvi in modo creativo e trovare spunti per i vostri prossimi progetti.
A prescindere che tu segua i percorsi o corsi singoli, se ti iscrivi contemporaneamente a quattro corsi, ottieni uno sconto del 10%Questo anno scolastico è ricco di novità! Da Musa puoi seguire due tipi di formazione:

I PERCORSI DI STUDIO composti da più corsi singoli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo in un determinato settore della fotografia.

Percorso autoriale Impara, trova la tua strada, scatta ed esponi

Percorso linguaggio fotografico Impara a parlare fotograficamente

Master in fotogiornalismo per sapersi muovere nel mondo del reportage professionaleStorytellingper costruire una storia insieme capendo modalità e funzione del racconto

CORSI SINGOLI tutti i corsi singoli organizzati per la nuova stagione scolastica

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I personaggi delle fotografie, ma chi sono davvero?

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Gustav Klimt, Il bacio (1907-1908; olio su tela, 180 x 180 cm; Vienna, Österreichische Galerie Belvedere)

Buongiorno!

Vi racconto un pensiero.

Nel quadro, ‘Il Bacio’ di Klimt, il viso dell’uomo è quasi nascosto.

Avvolge la donna, pare, con grande tenerezza e attenzione.

La donna a sua volta, sembra quasi scostarsi, sembra sfuggire al bacio.

Non so perché Klimt lo abbia intitolato così…qui non c’è un bacio. Questo è sempre stato ciò che pensavo e penso, osservandolo.

Forse mi sbaglio, forse no e anche Klimt voleva dirci quanto l’universo maschile e femminile siano spesso distanti e la donna, che anche nel quadro sembra a primo impatto concedersi, ai miei occhi, dimostra​ quanto possano essere lontani i due elementi.

Ora penserete: ma che cavolo ha stamattina la Munari, ha mangiato pesante? Litigato con il marito? Non va di corpo? Morbillo? ( ok mi fermo!😂 )

Bene, torniamo a noi.

Ho fatto un viaggio in Islanda, a cercare una cosa introvabile, senza senso e insistente, che ho trovato! Non è questa la storia che vi racconto…non ora.

Durante il viaggio, avendo molto tempo per pensare e vedendo tanto di meraviglioso, ho cominciato a notare piccole cose.

Un giorno, in un ristorante nel quale mi sono rifugiata per l’acqua incessante, di fronte al mio tavolo, avevo la parete di cui vi mostro l’immagine qui:

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Tante fotografie, piccole e più grandi. Tanti sconosciuti di cui ho avuto tempo di immaginarmi le storie, le vite e gli attimi legati allo scatto. Nelle foto sulla parete, due donne piccoline, affette da nanismo, alcune donne in costume e gonne pesanti, del luogo, viste del paese…e così via. Cose normali che spesso si trovano nelle foto d’epoca (nelle foto moderne invece: tette, pizza, tramonti e sushi).

Ma cosa c’entra tutto questo con Klimt?

Tra tutte le foto, l’unica cosa che riuscivo a notare e sulla quale mi cadeva l’occhio era questa immagine:

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Me ne sono innamorata. Un insieme di cose mi ha colpita:

Il ragazzino sulla destra che fuma una sigaretta, quella donna vestita di bianco, sullo sfondo a sinistra, l’uomo che abbracciando l’altro, si appoggia sul suo bastone, guardandosi le scarpe.

E ancora … ma cosa c’entra tutto questo con Klimt?

Ecco, quello che mi stupiva di questa fotografia era ed è il ragazzo che avvolge quasi “strozzandola” la donna che tiene le braccia incrociate, girata leggermente su un lato.

Appena l’ho vista ho pensato: proprio come nel bacio di Klimt! Lei c’è, è lì, si fa abbracciare e a primo impatto sembra volerlo, ma forse no, non è così. Non si capisce.

Mi ci sono arrovellata. Ho pensato, chi sei ragazza un po’ imbronciata? Volevi essere abbracciata? Chi è quell’uomo? Gli volevi bene? Vi conoscevate bene? È stato tuo amante? È tu, come ti chiami? Eri felice qui, lo eri in generale?

Quando scattiamo fotografie, esse prendono vita ed è una vita a volte diversa da quella che avevamo sperato o creduto potessero avere.

I personaggi nelle nostre Immagini, carichi di tensione affettiva o narrativa da parte nostra, diventeranno solamente uomini e donne, agli occhi di chi per caso si fermerà di fronte ad una nostra foto, tra cent’anni. Qualcuno osserverà distrattamente, qualcuno noterà un gesto, uno sguardo, un particolare e questo solamente nella fortuita occasione in cui quelle immagini ricompariranno, su un muro, sullo schermo di un pc, in un museo.

La passione, la nostra necessità di ricordare, di prendere proprio quella foto, di dire a tanti: mia madre (sorella, zia, figlio, Giuseppe mio amico, quella casa, quella Chiesa ecc) è qui ora, davanti a me… probabilmente tutto andrà perso e a chi guarderà rimarrà il dubbio sul ‘sentire’ dei personaggi o la certezza sugli stessi sentimenti, ma niente o poco che possa effettivamente essere accertato.

Questo è poetico e forse “agghiacciante” (tipo Antonio Conte) ma fa parte del mio mestiere. Lasciare tracce liberamente interpretabili e libere di per sé.

Ciao Sara