Ciao, siamo agli sgoccioli, il 27 gennaio partono i primi corsi da Musa, a Monza e sono molto emozionata e soddisfatta, ecco a riproporvi i corsi che organizzo, ci sono percorsi davvero interessanti che spero possano esservi utili.
Sono molto contenta di avere uno spazio dove poter organizzare cose fotografiche! Ciao a tutti!
Presto vi inviterò all’inaugurazione!
Sara
Corsi avanzati
I corsi avanzati sono composti di più moduli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo. Se preferisci partecipare ai singoli corsi, scegli nell’elenco qui sotto, Buona consultazione!
Per informazioni: LINGUAGGIO FOTOGRAFICO E PROGETTUALITA’ Per tutte le persone interessate a capire come intraprendere un percorso riguardo alla conoscenza del proprio linguaggio e del linguaggio fotografico in generale. Il corso è basilare ed è strutturato in ordine logico per una perfetta formazione di base.
Se invece preferisci i corsi singoli, ecco qui l’offerta:
Per informazioni: TROVARE IDEE ED ESPRIMERLE A MODO TUO Questo corso, composto di più moduli, è stato creato per permettere una crescita e un percorso logico che ti permetta di esprimere le tue idee e trasformarle in fotografie che in gruppo, abbiano un senso compiuto.
Per informazioni: MASTERCLASS DI FOTOGIORNALISMO Adatto a tutte le persone interessate a capire come strutturare un lavoro di reportage utilizzando un metodo professionale.
Se ti interessa il reportage più in generale, ecco i corsi adatti a te:
Workshop di Reportage Adatto a chi comincia a raccontare con la fotografia scegliendo le immagini in base a coerenza stilistica e creazione di un andamento del racconto correttamente costruito.
Street Photography con Alex Liverani di Master of photography. A tutte le persone interessate a capire come muoversi per strada, come scattare e perchè,vle tecniche da usare e come interagire con la gente. Adatto ad amatori e professionisti.
Corsi e workshop
I nostri incontri sono propedeutici all’affinazione della capacità visiva ed espressiva di ogni studente. Tutti sono composti da parti pratiche e teoriche. Vi saranno discussioni sugli scatti effettuati. Lo scopo dei corsi è quello di migliorare le capacità e il metodo degli studenti, al fine di cercare o affinare lo stile personale. Alcuni di questi corsi potrebbero portare a sbocchi professionali. I docenti coinvolti sono professionisti del settore e vi accompagneranno nella crescita del percorso formativo.
Per informazioni Smartphone photography A tutte le persone interessate a capire come sfruttare al massimo le potenzialità del proprio smartphone, per ottenere fotografie che nulla hanno da invidiare ad immagini scattate con macchine fotografiche, anche professionali.
Scatti in danza A tutte le persone interessate ad affrontare il tema della danza in fotografia, con incursioni parallele al ritratto ambientato, alla comprensione del rapporto diretto con i soggetti ritratti, a capire la qualità della luce in ogni singola posa, a capire come scegliere le fotografie migliori confrontandosi direttamente con tutor e ballerina. Il corso è adatto ad amatori e professionisti. Per partecipare basta la conoscenza della tecnica fotografica di base.
GABRIELE BASILICO / MASIAR PASQUALI- VIAGGI IN IRAN
Galleria Belvedere Milano – dal 27 novembre al 19 dicembre
Quarantatre anni separano i due racconti per immagini che vengono presentati in questa occasione, “Iran 1970” di Gabriele Basilico e “The other half” di Masiar Pasquali, del 2013. Lo stesso Paese ma due visioni e due storie completamente diverse che insieme raccontano non solo il passare del tempo, ma anche due diverse utilizzazioni dei linguaggi della fotografia.
Basilico intraprende nell’estate 1970 un lungo viaggio attraverso Turchia e Iran e realizza una serie di immagini in bianco e nero che raccontano i paesaggi, la strada, le architetture, i suoi incontri. Sono fotografie di viaggio, un “Basilico prima di Basilico”, come ha scritto Luca Doninelli, ancora appassionato di fotografia sociale, che non evita la gente e che anzi ne cerca lo sguardo. Masiar Pasquali affronta invece una storia personale, intima, grazie alla quale vuole fare i conti con se stesso e con le sue radici. “Sono a metà italiano e a metà iraniano”, scrive. “Quando avevo 9 anni i miei genitori si sono separati e mia madre è ritornata in Iran. Nel 2013 ho deciso di fare un viaggio a Teheran per incontrare mia madre e l’altra metà della mia famiglia, per la prima volta dopo 15 anni”. Il suo racconto parte dal ritrovamento di vecchie foto ed entra poi nella realtà dell’Iran di oggi, nella casa di sua madre, nei paesaggi che si scorgono dalla finestra. Crea una sorta di diario intimo, nel quale pubblico e privato si mescolano e insieme raccontano una storia personale che offre tuttavia spaccati di conoscenza di un Paese.
La Maison Européenne de la Photographie organizza una retrospettiva sul famoso fotografo Magnum Bruno Barbey, che copre un arco di 55 anni con oltre 150 fotografie a colori e in bianco e nero, che l’autore ha scattato girando per il mondo. La mostra si snoda su un doppio percorso, abbinando il suo lavoro come fotografo autoriale con la sua volontà di raccontare e testimoniare gli avvenimenti accaduti in questo mezzo secolo nel mondo, rifiutando però sempre l’etichetta di fotoreporter di guerra.
In mostra a parigi dal 12 novembre 2015 al 16 gennaio 2016. Qua tutte le info
Jacob A. Riis: Revealing New York’s Other Half.
Oct 14, 2015 – Mar 20, 2016 – Museum of the City of New York.
Jacob Riis (1849-1914) was a pioneering newspaper reporter and social reformer in New York at the turn of the 20th century. His then-novel idea of using photographs of the city’s slums to illustrate the plight of impoverished residents established Riis as forerunner of modern photojournalism. Jacob A. Riis: Revealing New York’s Other Half features photographs by Riis and his contemporaries, as well as his handwritten journals and personal correspondence.
This is the first major retrospective of Riis’s photographic work in the U.S. since the City Museum’s seminal 1947 exhibition, The Battle with the Slum, and for the first time unites his photographs and his archive, which belongs to the Library of Congress and the New York Public Library.
The stately side of expo – Matteo Cirenei e Marco Menghi
Milioni di visitatori, milioni di sguardi, milioni di visioni, milioni di vedute. Expo è stato anche questo.
Come in un immenso gioco di mattoncini colorati, le costruzioni che sono state create vengono in questi giorni distrutte o somntate e saranno forse ricostruite altrove, in nuove forme, con altri significati. Ad Astana prima, a Dubai dopo..
A noi resta la memoria di un evento eccezionale. E tante, tantissime fotografie.
Matteo Cirenei e Marco Menghi sono preziosi. Erano sul campo quando Expo Milano 2015, non ancora diventato l’Expo che tutti conosciamo, era solo un enorme cantiere pulsante, un progetto da realizzare, una sfida da vincere. Era febbraio del 2015. Scortati dalla sicurezza e guardati a vista, i due fotografi (e architetti) giravano per il cantiere assorbendo l’energia che questo emanava. Intorno, camion e gru, terre smosse, cavi e cumuli di materiali, motori rombanti e mille lingue diverse, l’Expo in fieri.
Nel mezzo, Matteo e Marco alla ricerca della bellezza.
Testo di Laura Davì
dal 1 dicembre al 19 dicembre -Expowall via Curtatone 4
Un lavoro inedito di Settimio Benedusi per Eyes Open! Magazien.
Il progetto ha inizio lo scorso agosto, dall’autoritratto realizzato con la madre ottantanovenne la mattina alle 7.30, prima di andare alla messa in ricordo del padre Marsilio, mancato otto anni prima.
Da questa immagine nasce un progetto doloroso e catartico, costruito sulle fotografie di Settimio bambino, insieme ai genitori. Da queste fotografie, tirate fuori dai cassetti della memoria, l’autore toglie, con un gesto tanto violento quanto d’amore, la presenza del padre. Lo fa sparire.
Nonostante questo quel bambino continua a ridere e a essere felice. In fondo come tutti noi, inconsapevoli della solitudine alla quale siamo, inevitabilmente, destinati.
Questo lavoro verrà esposto alla Leica Galerie & Store di via Mengoni 4 a Milano dal 2 al 12 dicembre, all’interno di un’installazione potente e particolare, che sicuramente aiuterà ad entrare in profondità nel progetto dell’autore.
L’inaugurazione si svolgerà nella stessa galleria mercoledì 2 dicembre a partire dalle 18.30 in occasione della rpesentazione del nuovo numero di Eyesopen! dedicato al tema dell’Assenza. Settimio Benedusi firma anche la copertina di questo numero.
Dal 19 novembre a Bologna – Ono Arte Contemporanea
ONO Arte Contemporanea presenta la mostra “MADONNA: The Rise of a Star”, collettiva fotografica di Peter Cunningham, George DuBose e Deborah Feingold, che vuole ripercorrere la costruzione dell’icona pop per eccellenza, Madonna Louise Veronica Ciccone. Siamo nel 1982 quando Peter Cunningham, fotografo canadese con studio a New York, riceve una telefonata dall’amica Liz Rosenberg, all’epoca pubblicista per la Warner Bros, perché organizzi velocemente un servizio per una delle sue nuove clienti, di cui era particolarmente entusiasta. Una certa Madonna. A Cunningham il nome non dice nulla – di fatto Madonna all’epoca aveva a stento registrato un demo -, e sorride all’affermazione della Rosenberg che sosteneva che la sua nuova protetta sarebbe diventata “la nuova Marilyn – Monroe”. Il giorno fissato per lo shooting Madonna si presenta sola, e da sola si trucca e prepara gli abiti per il servizio, compresi di cintura borchiata che le penzolava fino a metà gamba. Dal momento in cui Cunningham impugna la macchina fotografica tutti i suoi dubbi svaniscono. Davanti alla camera infatti, Madonna inizia a scherzare e a giocare e ad ogni cambio d’abito segue un cambiamento della sua personalità, della “persona” che mette in scena. Il servizio dura più di sei ore e non si limita unicamente allo studio di Cunningham ma scende per le strade di New York, a Soho, dove Madonna continua a “performare” davanti all’obiettivo: corre e salta coinvolgendo gli ignari passanti, gioca a nascondino nei vicoli tra le case, si abbassa la zip dei pantaloni sui gradini di una chiesa o finge di essere crocifissa sulla staccionata di un giardinetto. Qualche giorno dopo è Madonna stessa che passa nello studio di Cunningham per recuperare i provini delle foto e lui ricorda che, per quanto gli piacesse umanamente, non avrebbe mai pensato che sarebbe diventata una artista di tale portata. Ma è evidente che Madonna stava già mettendo insieme gli elementi che avrebbero contraddistinto la sua rapida ascesa: oltre al talento, per diventare una icona culturale, sono necessari anche una sicura presenza scenica e una forte consapevolezza dei propri obiettivi futuri, caratteristiche che sembrano emergere anche nel servizio che George DuBose le dedica. Contattato infatti qualche mese prima di Cunningham, nell’autunno del 1981 sempre da Liz Rosenberg perché andasse a fotografare una nuova band che si esibiva all’Uncle Sam di Long Island, gli disse di focalizzarsi soprattutto sulla cantante, Madonna, che anche in quell’occasione cambiò numerosi abiti di scena, confermando un trasformismo che negli anni sarebbe diventato quasi un marchio di fabbrica. DuBose, che all’epoca era uno dei fotografi che immortalava la vita notturna newyorkese, la rincontrò la stessa sera in un altro locale di Manhattan, il Danceria, in cui Madonna si esibiva cantando e ballando sulle note registrate di una cassetta accompagnata solamente dal fratello e da una ballerina di colore. E quella stessa sera, Madonna fu notata da molti, tanto che iniziarono a chiamarla per esibizioni da tutto il nord degli Stati Uniti. La sua carriera nasce in pochi mesi e la mostra di ONO arte vuole ripercorrere quei primissimi giorni attraverso le immagini, alcune totalmente inedite, che documentano questo periodo e i cambiamenti di stile che resero Madonna forse la più longeva icona della musica pop.
La mostra (19 novembre – 10 gennaio 2016) è composta di circa 55 immagini in diversi formati.