Mostre di fotografia da non perdere a Gennaio

Buongiorno, ecco le mostre che consigliamo dal 1 Gennaio 2024!

Se vuoi segnalare una mostra, scrivi a pensierofotografico@libero.it . Ricorda di inviare una fotografia della mostra e tutti i dati necessari. La notizia deve essere inviata entro il mese precedente all’inaugurazione! Grazie

Musa fotografia

Icons. Steve McCurry in mostra agli Arsenali Repubblicani dal 1° gennaio 2024

Steve McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea ed è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico che nelle sue fotografie riconosce un modo unico e diretto di guardare il nostro tempo. La mostra Steve McCurry. Icons – ospitata agli Arsenali Repubblicani (via Bonanno Pisano 2) di Pisa dal 1° gennaio al 7 aprile 2024 – presenta, in oltre 90 scatti, un efficace riassunto della sua vasta produzione.
 
La mostra propone ai visitatori un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che da oltre 40 anni caratterizza le sue immagini, a partire dal famoso scatto di Sharbat Gula, la ragazza Afghana che McCurry ha fotografato nel 1984 nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che è diventata un’icona assoluta della fotografia mondiale. Dall’India alla Birmania, dalla Mongolia all’Africa, fino in Italia: con le sue fotografie Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate. Scatti che catturano storie di gioia e aggregazione, di solitudine e sofferenza, di resilienza e solidarietà, di famiglia e amicizia e mettono in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali, di sguardi la cui fierezza afferma, al di là dei confini geografici e culturali, la medesima dignità. Con la sua fotografia McCurry attraversa le frontiere e consente a tutti di conoscere da vicino un mondo che sempre più è destinato a grandi cambiamenti.
 
La mostra, organizzata da ARTIKA e curata da Biba Giacchetti con il Team Mostre di Sudest57, ha inizio con una straordinaria sequenza di ritratti e si sviluppa attraverso un percorso libero che abbraccia diversi temi e situazioni. “Icons” è inoltre il titolo di una pubblicazione che costituisce il catalogo della mostra, un dialogo esclusivo nel quale Steve svela le storie e i retroscena delle sue immagini più amate.
 
Il percorso espositivo ci permette di ammirare alcuni tra i più grandi progetti fotografici di Steve McCurry. Approfondimenti narrativi saranno presenti nell’audioguida che, per l’occasione, sarà scaricabile tramite app sullo smartphone dei visitatori.
 
Info
t.: 351 809 9706
mostre@artika.it
www.artika.it

Raccontando Lanzarote – mostra collettiva

Musa fotografia propone una mostra su Lanzarote interpretata dagli alunni del corso nella bellissima isola delle Canarie.

Siamo entusiasti di invitarvi alla nostra mostra collettiva, frutto del duro lavoro e della creatività degli
alunni del workshop a Lanzarote! 🌅🎨
Un’occasione unica per immergersi nell’arte e scoprire il talento emergente che il nostro workshop ha coltivato sull’incantevole isola di Lanzarote.
Unitevi a noi per una serata speciale dedicata alla fotografia, all’ispirazione e alla condivisione di emozioni attraverso gli occhi dei nostri talentuosi artisti!
Vi aspettiamo numerosi!

📅 Data: 27 Gennaio
🕢 Ora: 20:30
📍 Luogo: Musa Fotografia – Via Mentana 6 Monza

Juergen Teller I need to live

Self-portrait with pink shorts and balloons, Paris, 2017, © Juergen Teller, All rights reserved

27 gennaio – 1 aprile 2024

La mostra presenta un corpus di opere del fotografo tedesco Juergen Teller, una delle figure più importanti della fotografia internazionale, attivo dalla prima metà degli anni Novanta. Nella sua pratica, Teller ha abbracciato una vasta gamma di generi che spaziano dai paesaggi alle nature morte, dai ritratti e autoritratti alla moda, includendo anche l’integrazione di testi all’interno delle sue narrazioni fotografiche. L’esposizione presenta circa 400 fotografie, corredate da una selezione di immagini, video e installazioni provenienti dall’archivio del fotografo. La mostra, la più grande rassegna del lavoro dell’artista mai realizzata, sarà presentata al Grand Palais Éphémère a Parigi da dicembre 2023 a gennaio 2024.
Crediti
A cura di: Thomas Weski
In collaborazione con: Juergen Teller e Dovile Drizyte
Progetto di allestimento: 6a architects, Londra

Vai al sito https://triennale.org/eventi/juergen-teller-need-live

Prorogata al 28 gennaio 2024 la mostra “Philippe Halsman. Lampo di genio”

Viene prorogata fino al 28 gennaio 2024 la mostra “Philippe Halsman. Lampo di genio”. L’esposizione, a cura di Alessandra Mauro, in collaborazione con l’Archivio Halsman di New York, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzata da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con BNL BNP Paribas e Leica Camera Italia. Il catalogo è edito da Contrasto.

In occasione della proroga continueranno anche gli incontri, gli approfondimenti e le visite guidate dedicati alla mostra, pensati per tutti i visitatori e per gli appassionati di fotografia presso il Museo di Roma in Trastevere.

Si svolgerà giovedì 11 gennaio alle 18.00 l’ultima visita guidata a cura di Alessandra Mauro dal titolo “Philippe Halsman. Sguardo d’insieme sulla mostra“; per l’occasione, la curatrice proporrà una visione complessiva sull’esposizione, per ricostruire la vicenda umana e artistica del grande autore. Giovedì 18 gennaio alle 17.30 avrà luogo invece il quarto appuntamento del ciclo di incontri con i grandi fotografi ritrattisti italiani, docenti della Leica Akademie Italy, dal titolo “Tra sguardo e introspezione. Il ritratto fotografico“: il programma di approfondimento coinvolge i protagonisti della ritrattistica di oggi che hanno proposto e proporranno, partendo delle opere di Halsman, la loro personale visione e tecnica su cosa significhi realizzare un ritratto. Dopo Eolo Perfido, Toni Thorimbert e Alessandro Albert sarà la volta di Simona Ghizzoni – fotografa, artista e attivista per i diritti delle donne – con l’incontro dal titolo “Cerco solo di vedermi”. Pensato e realizzato insieme a Leica Camera Italia, l’evento sarà gratuito con prenotazione consigliata e si svolgerà nella Sala multimediale del Museo.

Tra le attività collaterali che accompagnano la mostra avrà luogo anche un incontro-conferenza dal titolo “Halsman, Dalí e il surrealismo” con Ilaria Schiaffini, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, che proporrà un viaggio storico-critico per scoprire e approfondire alcuni aspetti del lavoro di Philippe Halsman.

Calendario prossimi appuntamenti:

– Giovedì 11 gennaio ore 18.00 – Visita guidata “Philippe Halsman. Sguardo d’insieme sulla mostra”
– Giovedì 18 gennaio ore 17.30 – Simona Ghizzoni “Cerco solo di vedermi”
– Giovedì 25 gennaio ore 17.30 – Ilaria Schiaffini “Halsman, Dalí e il surrealismo”

Museo di Roma in Trastevere

Piazza Sant’Egidio 1/b – 00153 Roma

Orario

Dal martedì alla domenica ore 10.00-20.00 
24 e 31 dicembre 10.00-14.00
1° gennaio 2024 dalle 11.00 alle 20.00
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

HILDE IN ITALIA. ARTE E VITA NELLE FOTOGRAFIE DI HILDE LOTZ-BAUER

 Hilde Lotz-Bauer
Hilde Lotz-Bauer

Le stampe create dal sapiente occhio della fotografa tedesca Hilde Lotz-Bauer compongono l’esposizione fotografica ospitata al Museo di Roma in Trastevere.
Fotografa d’arte e al contempo vera pioniera della fotografia di strada, o street photography, Hilde Lotz-Bauer ha fotografato l’Italia negli anni Trenta facendo arrivare fino a noi immagini uniche della vita della gente comune, dei luoghi e dei tesori artistici italiani. Di queste, in mostra, sono esposte un centinaio di fotografie che giungono dall’Archivio Hilde Lotz-Bauer a Londra, dai due Istituti Max Planck – la Biblioteca Hertziana di Roma e il Kunsthistorisches Institut a Firenze – e dalla collezione del fotografo Franz Schlechter a Heidelberg.

Dal 17 Gennaio 2024 al 05 Maggio 2024 – Museo di Roma in Trastevere – Roma

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MICHAEL STIPE. I HAVE LOST AND I HAVE BEEN LOST BUT FOR NOW I’M FLYING HIGH

 Michael Stipe
Michael Stipe

Fondazione ICA Milano presenta, da martedì 12 dicembre 2023 a sabato 16 marzo 2024, la grande mostra personale “I have lost and I have been lost but for now I’m flying high” di Michael Stipe (USA, 1960), artista visivo poliedrico e iconico leader del gruppo musicale R.E.M.

Il progetto espositivo, curato da Alberto Salvadori e pensato appositamente per l’occasione, ha nel ritratto il fulcro della sua ricerca, interpretato attraverso un ampio ventaglio di linguaggi espressivi che spaziano dalle fotografie a copertine di libri, dalle ceramiche alle sculture e alle opere audio.

In mostra alla Fondazione ICA Milano una selezione di opere inedite che tracciano un percorso nella produzione artistica di Michael Stipe, offrendo una riflessione originale che intreccia i concetti di omaggio e vulnerabilità. Il titolo della mostra evoca una dichiarazione dell’artista che identifica nella vulnerabilità una vera e propria forza propulsiva. A partire dalla dimensione caotica che connota la nostra contemporaneità, la vulnerabilità diventa per Stipe una presenza da accogliere, custodire e impiegare come strumento per trovare nuove strade da intraprendere. La potenza insita nella vulnerabilità emerge nella mostra dalla lettura e interpretazione della poesia Desiderata di Max Ehrmann (1927), nella quale si invita il lettore a creare, modellare, inventare una nuova calma, nata dall’accettazione della propria fragilità e dalla ricerca costante di una propria dimensione di serenità.

Spiega Michael Stipe in un intimo e generoso dialogo con il curatore pubblicato nel booklet della mostra: “La vulnerabilità diventa un superpotere in questa dinamica. Una mappa che descrive le difficoltà del nostro presente mettendo in luce nuove opportunità e una rinnovata comprensione della nostra importanza, non solo per noi stessi, ma anche per coloro che ci circondano, per le nostre comunità, per il nostro mondo. In questo momento scelgo di concentrarmi sul bene più prezioso, sulla brillantezza, sulla bellezza e sulla giocosità della vita. Ho perso e mi sono perso, ma per ora sto volando alto.”

Il percorso espositivo concepito per Fondazione ICA Milano offre così una ricognizione nell’universo creativo di Michael Stipe, definendolo nel suo insieme un grande autoritratto composto per ritratti. Le sculture in mostra sono un omaggio agli artisti che hanno contribuito a plasmare la sua visione tra i quali spiccano Constantin Brancusi, Marisa Merz e una copia romana di un’antica scultura greca.  Nel loro insieme, i lavori restituiscono un’impressione del momento di passaggio in cui ci troviamo.
L’artista declina le opere attraverso diverse modalità di costruzione formale che vedono da un lato l’utilizzo della rappresentazione analogica – particolarmente evidente nelle sculture realizzate a mano – dall’altro un percorso di creazione completamente digitale, presente attraverso oggetti di produzione industriale allestiti in mostra. 

La quotidianità è il suo repertorio di ispirazioni che si concretizzano in una varietà di possibili restituzioni in forma di ritratti fotografici, sculture in gesso e inchiostro, plastica e cemento, produzione di libri e performance audio/video. Nella ricerca visiva di Stipe, il raggio di azione riflette una totalità espressiva trasversale e transdisciplinare, la cui dimensione creativa è caratterizzata dall’esplorazione istintiva di media diversi.

Al centro del proprio lavoro Michael Stipe pone la capacità e la disponibilità dell’artista come essere vivente e pensante ad accompagnare il visitatore in un’esperienza profondamente emozionante ed empatica, invitandolo a prendere coscienza della propria vulnerabilità per cogliere le infinite possibili rotte verso un futuro migliore.

La mostra è accompagnata da un libro edito da Damiani Books e realizzato in collaborazione con Fondazione ICA Milano. Intitolato Even the birds gave pause, si tratta del quarto volume fotografico di Michael Stipe e include una serie di lavori in essere che approfondiscono l’esplorazione della ritrattistica contemporanea avviata dalla mostra. 

Dal 12 Dicembre 2023 al 16 Marzo 2024 – Fondazione ICA Milano

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LOU DEMATTEIS. A JOURNEY BACK/UN VIAGGIO DI RITORNO (FOTOGRAFIE IN ITALIA 1972-1980)

Lou Dematteis, Roma, 1979
© Lou Dematteis | Lou Dematteis, Roma, 1979

Sarà ospitata dal 6 dicembre 2023 al 24 marzo 2024 al Museo di Roma in Trastevere la mostra LOU DEMATTEIS. A Journey Back/Un viaggio di ritorno (Fotografie in Italia 1972-1980), il progetto espositivo dedicato alle foto realizzate in Italia dal fotoreporter statunitense di origine italiana LOU DEMATTEIS.
 
La mostra, a cura di Claudio Domini e Paolo Pisanelli, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, prodotta e realizzata dall’associazione culturale Errata Corrige, in collaborazione con Big Sur, Officina Visioni, Cinema del Reale, conil contributo diFondazione Home Movies-Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Archivio Franco Pinna. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.
 
A Journey Back/Un viaggio di ritorno è il diario visivo, espresso attraverso la fotografia, di quattro viaggi che Dematteis compie in Italia nel 1972, 1977, 1979 e 1980. La mostra si sviluppa attraverso un percorso di oltre 100 fotografieper la maggior parte inedite, selezionate tra le migliaia scattate da Dematteis in Italia e riprodotte in massima parte in forma di stampe ai sali d’argento.
 
Durante quei quattro viaggi, Dematteis si confronta con una realtà fino ad allora solo immaginata, e attraversa la Penisola in lungo e in largo toccando, oltre ai paesi d’origine dei nonni paterni, tra Piemonte e Liguria,Milano, Venezia, Bologna, le coste della Romagna, Firenze e la Toscana, Roma, Napoli e la costiera amalfitana, la Lucania e la Calabria, spingendosi fino in Sicilia.
Un Grand Tour iniziatico, affrontato dall’autore con slancio e curiosità, spostandosi unicamente in treno, che il percorso espositivo cerca di restituire sia in senso cronologico che geografico, per evidenziare anche il processo di rapida trasformazione della società italiana di quegli anni.
Attraverso quell’esperienza Lou Dematteis ha modo di verificare l’efficacia della fotografia come forma dicomunicazione e azione politica, per adottarla infine come scelta professionale e di vita negli anni immediatamente successivi, quando diventerà un fotoreporter a tutti gli effetti per l’agenzia Reuters New Pictures
 
 
Quello che le foto italiane di Dematteis documentano, oltre che uno spaccato di quasi dieci anni della nostra società, è anche lo sguardo di un giovane americano, di idee radicali e in conflitto con le scelte politiche del suo Paese di provenienza, che cerca risposte nelle proprie origini anagrafiche, al cospetto di una cultura e di un contesto politico-sociale profondamente differente.
In esse troviamo l’essenza dell’Italia di allora, quella “ufficiale”, le battaglie popolari per i diritti e la vita nelle strade, il quotidiano della gente comune, i riti sociali, la fabbrica e la scuola, il lavoro nero e quello nei campi, in un carosello di volti e luoghi che sollecitano memoria e immaginario collettivo.
 
In queste fotografie, a distanza di quasi mezzo secolo da quegli scatti e da quell’Italia, oltre all’evidenza del documento storico, di sapore fotogiornalistico, c’è il “documento emotivo”, il come eravamo, la coscienza di ciò che si è irrimediabilmente perduto.
 
L’intero percorso della mostra sarà scandito dalle parole del poeta beat Lawrence Ferlinghetti (1919-2021), in brevi estratti dai suoi versi e dai suoi diari, il quale come Lou Dematteis, di cui è stato buon amico, ha riflettuto spesso sul rapporto con le proprie radici italiane. 
Inserito nel percorso espositivo, un breve film documentario realizzato per la circostanza da Paolo PisanelliMatteo Gherardini, racconterà attraverso le parole dell’autore la sua vicenda professionale e umana, e i “viaggi di ritorno” nella sua seconda patria.

Dal 06 Dicembre 2023 al 24 Marzo 2024 – Museo di Roma in Trastevere

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