La fotografia in poltrona

Ciao a tutti, normalmente in questo periodo comincio a documentarmi sulle mostre per il mese successivo, per proporvi qualcosa di interessante.

Ma ahime il lockdown ci ha tolto la possibilità di visitare le mostre di persona. Che fare? Come restare in contatto con la fotografia anche in momenti in cui dobbiamo restare in casa?

Io, personalmente, mi dedico ai libri. Come ho già avuto modo di raccontarvi, ho una vera e propria passione per la carta stampata.

E allora, ecco che affronto la mia libreria alla ricerca del volume che ho acquistato e che poi ho infilato tra gli altri, dicendomi, ma si poi lo guarderò con calma, ma il momento non è mai arrivato. Ecco, ora è il momento adatto. Immagino che sia successo anche a voi, quindi forza!

Una piccola parte della mia libreria dedicata ad arte e fotografia

Oppure è il momento di darsi alle riviste fotografiche, ce ne sono tante anche di altissimo livello, alcune sembrano quasi libri. Io prediligo le riviste senza recensioni di fotocamere, obiettivi ecc…, semplicemente progetti fotografici con un testo di presentazione.

Per esempio, in Italia Gente di Fotografia e EyesOpen!, oppure a livello internazionale, British Journal of Photography, Foam, Aperture, sole per citarne alcune.

Tra l’altro sui siti di questi magazine, trovate anche delle versioni online dei contenuti e un sacco di cose interessanti.

Se ne conoscete altre, segnalate pure!

Oppure, sempre per restare sul digitale, ci sono tante iniziative di vario genere.

Per esempio la presentazione di un libro, in questo caso di Suite n. 5, organizzata dall’Associazione culturale 36° fotogramma, in collaborazione con Palazzo Ducale di Genova.

Con i fotografi Lorenzo Cicconi Massi, Francesco Comello, Francesco Faraci, Sara Munari, Lorenzo Zoppolato e con Grazia Dell’Oro. Introduce e modera Federico Montaldo.

L’evento è venerdì 27 novembre alle 21 su piattaforma Zoom.

Link: https://us02web.zoom.us/j/83064359403?pwd=cUFFb3E3dHpLQitzOVhkdFVBcHd2dz09#success 

Un altro esempio: Camera – Centro Italiano per la Fotografia, propone la visione in streaming gratuito del documentario Gianni Berengo Gardin’s Tale of Two Cities. Per vedere il film sarà sufficiente accedere alla piattaforma Streen.org. Il film sarà in streaming dalle 18.30 alle 24.00 di giovedì 19 novembre (OGGI!!!). Sulla piattaforma poi trovate anche altri film o documentari davvero interessanti.

Altra alternativa sono le letture portfolio, che pure ormai tutti offrono online. Le letture di Musa sono il 29/11, per esempio.

Sul canale Youtube @madeintomorrowoff trovate un tour on line di mostre fotografiche, ospitate nelle settimane scorse in spazi espositivi ormai non accessibili a causa dell’emergenza sanitaria.

Vi segnalo inoltre questa mostra virtuale LA BELLEZZA CAMBIA IL MONDO? A cura di Riccardo Costantini, con lavori di Ilaria Abbiento, Maura Banfo, Gianpiero Fanuli, Pierluigi Fresia, Patrizia Musso, Claudio Orlandi, Giorgio Racca, Edoardo Romagnoli. Trovate tutto qua!

Un’iniziativa originale è anche quella organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio, OPERE AL TELEFONO, un progetto che, sulla scia delle fiabe raccontate al telefono del celebre Gianni Rodari, darà la possibilità di “visitare” le mostre “True Fictions, Fotografia visionaria dagli anni ‘70 ad oggi” e “Atlanti, ritratti e altre storie”, chiacchierando con uno degli esperti della Fondazione, a cui si potranno porre domande sulle tecniche utilizzate, sulla vita degli artisti e sui loro progetti, parlando degli aneddoti legati alle immagini, delle idee che sottendono ogni lavoro, e di tutte le verità e le finzioni che queste fotografie nascondono

E non dimentichiamo la DAD, acronimo che ormai è entrato far parte del nostro dizionario. Ormai tutte le scuole di fotografia hanno una vasta offerta di corsi online. Qua trovate per esempio i corsi di Musa. Imparare un sacco di cose seduti comodamente in poltrona, ma vuoi mettere?

Inoltre, grande fonte d’ispirazione per la fotografia è anche l’arte in genere, in qualunque sua forma, quindi sbizzarritevi sui siti dei musei, che ormai in molti propongono online!

Per esempio, la triennale di Milano, propone l’iniziativa Triennale Upside Down, con un articolato palinsesto in continua evoluzione di video, podcast, visite guidate, attività didattiche, incontri e performance online, masterclass.

Oppure la Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia , lancia il museo online, sul sito e su FacebookInstagramTwitterLinkedIn e YouTube dove troverete vivaci Art Talk dedicati ai capolavori e agli artisti della Collezione, brevi tutorial che portano ogni domenica i Kids Day direttamente nelle vostre case, curiosità su opere del museo meno conosciute, aneddoti sugli artisti più amati da chi ci segue, le tante mostre che hanno segnato i primi 40 anni del museo e molto altro ancora.

Non mi voglio dilungare oltre, credo che ci siano sufficienti fonti d’ispirazione per tenervi occupati per un po’ .

Continuerò comunque a cercare cose interessanti per voi e ve le proporrò in seguito.

Ciao a tutti e mi raccomando, rimanete in casa!

Anna


Suite n°5 – Comello, Cicconi Massi, Faraci, Munari Zoppolato

FRANCESCO COMELLO, LORENZO CICCONI MASSI, FRANCESCO FARACI, SARA MUNARI, LORENZO ZOPPOLATO


Suite n°5 è un progetto collettivo di Francesco Comello, Lorenzo Cicconi Massi, Francesco Faraci, Sara Munari e Lorenzo Zoppolato, nato durante i quarantadue giorni di lockdown nella primavera 2020, il tentativo sincero di raccontare, attraverso punti di vista differenti, gli effetti profondi dei cambiamenti che stanno, in qualche modo, condizionando il nostro stare insieme.
I cinque lavori contenuti nel volume, un insieme di brani pensati per essere suonati insieme, dialogano tra loro sotto diversi profili, dalle suggestioni reciproche agli editing incrociati, e con il lettore attraverso le immagini e le riflessioni nate durante quel tempo incerto.
Suite n°5 ci parla di vicinanza e lontananza, di tempo, di corpi, di sogni, di limiti e del tentativo di dare forma alle cose. Il quadro d’insieme è un manifesto per la fotografia come possibilità di aprirsi alla meraviglia: perché è la meraviglia, e non il coraggio, il sentimento che può contrastare il disorientamento e la paura. Questo lavoro e questa pubblicazione ci raccontano che la fotografia è, in fondo, un modo per stare insieme.

Acquista in prevendita una copia del volume fotografico a un prezzo scontato oppure acquistalo insieme a un’edizione limitata di una delle fotografie, scegliendo tra le opere disponibili nel menu a tendina a seguire.

Il volume sarà disponibile a partire dal 13 ottobre 2020.

Questo volume contiene 94 fotografie a colori e in bianco e nero accompagnate da testi e riflessioni di Lorenzo Zoppolato, Lorenzo Cicconi Massi, Francesco Faraci, Sara Munari e Francesco Comello.
Introduzione di Grazia Dell’Oro.

Preview su youtube : https://youtu.be/opYFtGAxK24

Per ogni autore è possibile acquistare una fotografia, questa la mia:

Fotografia di Sara Munari

Qui il link per l’acquisto di libro e fotografie

Spero vi piaccia perchè per noi è stata una bellissima esperienza di gruppo e confronto. Ciao Sara

Silenzio ma non troppo: la fotografia non è in quarantena!

Buongiorno a tutti!

Molti mi chiedono cosa stia facendo in questo momento, se fotografo, cosa fotografo.

Adesso posso parlarvi di questo progetto che sto affrontando con altri amici, fotografi.

Abbiamo iniziato a lavorare, con Grazia Dell’Oro della casa editrice Emuse, siamo in cinque fotografi: io, Lorenzo Cicconi Massi, Francesco Comello, Francesco Faraci e Lorenzo Zoppolato.

Sparsi qua e là per l’Italia, chiusi in casa, da alcune settimane abbiamo appuntamento fisso il mercoledì: accendiamo PC, videocamera e guardiamo le nostre belle facce.


Noi tutti in chat

“Quello che ci importa è lavorare insieme e restare vigili. Mi sembra importante stimolare l’impulso alla riflessione e cercare di dargli una possibile forma, un qualche esito. Perché, come dice Pierluigi Cappello, Se c’è un punto di non ritorno nel dolore è quando il silenzio produce silenzio, nient’altro che silenzio”, ci ha detto Grazia la prima volta che ci siamo sentiti.

Ed è stato facile e bello. Tutti ricettivi, tutti pronti, tutti estremamente presenti alla situazione.

All’inizio ci raccontavamo quello che stavamo producendo. Ognuno libero di farlo con il suo linguaggio, con i suoi modi.

È stato subito chiaro che ne sarebbe uscito qualcosa.

Il lavoro sta andando avanti, ma ora sappiamo che nascerà un libro, che sarà pubblicato non appena sarà possibile.

Un libro con i nostri lavori di questi giorni, ma fatto anche di parole e confronto. Una specie di rielaborazione di questo momento in cui tutto sembra precipitare e dove si cerca continuamente di fare sintesi per non perdersi.

“È come se in mezzo a tutto questo silenzio e in mezzo a tutto questo tempo, ognuno di noi stesse recuperando le fila di discorsi che vengono da lontano, riflessioni sulle nostre vite, sul nostro lavoro, su come evolve, su come possiamo piegarlo alla situazione che stiamo vivendo in un modo che abbia un senso. E vengono fuori cose che pensavamo, e forse speravamo, di non poter dire”, diceva Lorenzo Cicconi Massi l’altro giorno.

Cerchiamo allora di non mettere silenzio sopra silenzio, proviamo a guardare in faccia questa situazione e a cavarci qualcosa. Prendiamo le misure, indaghiamo quello che ci sta succedendo a livello personale e collettivo, cerchiamo di interpretare qualcosa che non conosciamo.

Ci sono i racconti di Faraci sulla Palermo asciugata all’essenziale: “Una Palermo che non si era mai vista, né mai lontanamente immaginata, gesti nuovi, gente levigata, quasi raccolta”.

Immagine che contiene esterni, edificio, strada, scena

Descrizione generata automaticamente
Francesco Faraci

E Zoppolato che indaga il rapporto tra spazio e tempo: “Guardando fuori dalle finestre cerco di riappropriarmi di una quotidianità che sento sospesa e ingrovigliata nella matassa di un tempo nuovo di cui mai avevo fatto esperienza prima d’ora”.

Immagine che contiene interni, giallo, piccolo, tavolo

Descrizione generata automaticamente
Lorenzo Zoppolato

Poi, ragazzi, c’è Comello che va la notte al fiume dietro casa a seguire il volo delle anatre: “Perché se questo momento ci insegna qualcosa è trovare nella natura e nei suoi cicli un orizzonte certo, più calmo e più vero”.

Francesco Comello

Ah, c’è anche Lorenzo Cicconi Massi che ci ha scelto perché siamo una squadra, siamo diversi dagli altri, ci amiamo, ci ammucchiamo, ci riprodurremo. 

Eccolo qui che sta stirando le sue fotografie, per ora nessuna anticipazione!

Lorenzo Cicconi Massi che stira

Poi ci sono io, strattonata tra storie famigliari e corsi online, che compongo gli oggetti del mio orizzonte.

Sara Munari

Presto ci saranno bellissime novità, non vedo l’ora… collaborare con queste persone è stupendo e mi da un po’ di serenità, grazie a loro e a Grazia.

Bella la fotografia quando è questa.

Ciao

Sara

Eventi Musa Maggio

Presentazioni libri

Secondo Capitolo di Anna Brenna 3 Maggio ore 19.00

Secondo capitolo è un progetto che sto seguendo da qualche anno e che mi ha consentito di conoscere persone meravigliose. 
Persone provenienti da altre nazioni, che hanno scelto più o meno consapevolmente, di vivere in Italia.

Ho scelto di cominciare a raccontare le storie di queste persone circa due anni fa, momento in cui l’emergenza migranti sembrava aver raggiunto il culmine. Le notizie delle migliaia di morti nel Mediterraneo entravano con la forza di una sofferenza pervasiva nel mio quotidiano “quieto vivere”, un vero pugno nello stomaco. Ovunque anche molto lontano dai punti di ingresso dei migranti nel nostro Paese, venivano creati dei campi di accoglienza ed improvvisate soluzioni per ospitare questa gente in fuga.
In fuga dalle guerre, da conflitti etnici, persecuzioni o mancato riconoscimento di diritti essenziali, in cerca di un futuro.

Anna Brenna

Yo soy Fidel di Francesco Comello 24 Maggio ore 19.00

Dal 28 novembre al 4 dicembre 2016 si svolgono a Cuba i funerali di Stato di Fidel Castro, il lider maximo. Francesco Comello, fotografo freelance friulano è presente. Conquistato dallo spirito del popolo cubano ci torna due mesi più tardi. Questa volta sulle tracce lasciate da un famoso giornalista italiano, che a Cuba visse gli anni della rivoluzione, dalla crisi dei missili agli anni delle rivolte studentesche e operaie europee. Saverio Tutino invia articoli e reportages e scrive libri da Cuba, ma a Comello interessano le tracce che Saverio Tutino lascia nelle lettere a sua figlia Barbara, che a dieci anni considera Cuba una seconda patria, perché ci abita il suo papà. Per i suoi diciotto anni, finalmente Saverio accompagnerà Barbara a Cuba, dove una realtà meno idilliaca del suo immaginario, non basterà a scalfirne il mito. In questo viaggio Saverio Tutino presenta Barbara ai suoi amici cubani, in particolare a Norberto Fuentes, tra i più importanti scrittori cubani ancora viventi. Dall’incontro tra queste persone sulla scia della memoria, scaturisce il presente volume, fatto di sguardi diversi che bucano il tempo fondendosi nei magistrali scatti di un grande fotografo.

Francesco Comello

MOSTRE

Francesco Comello –

Yo soy Fidel 24 Maggio ore 19.00

Dal 28 novembre al 4 dicembre 2016 si svolgono a Cuba i funerali di Stato di Fidel Castro, il lider maximo. Francesco Comello, fotografo freelance friulano è presente. Conquistato dallo spirito del popolo cubano ci torna due mesi più tardi. Questa volta sulle tracce lasciate da un famoso giornalista italiano, che a Cuba visse gli anni della rivoluzione, dalla crisi dei missili agli anni delle rivolte studentesche e operaie europee. Saverio Tutino invia articoli e reportages e scrive libri da Cuba, ma a Comello interessano le tracce che Saverio Tutino lascia nelle lettere a sua figlia Barbara, che a dieci anni considera Cuba una seconda patria, perché ci abita il suo papà. Per i suoi diciotto anni, finalmente Saverio accompagnerà Barbara a Cuba, dove una realtà meno idilliaca del suo immaginario, non basterà a scalfirne il mito. In questo viaggio Saverio Tutino presenta Barbara ai suoi amici cubani, in particolare a Norberto Fuentes, tra i più importanti scrittori cubani ancora viventi. Dall’incontro tra queste persone sulla scia della memoria, scaturisce il presente volume, fatto di sguardi diversi che bucano il tempo fondendosi nei magistrali scatti di un grande fotografo.

Francesco Comello

WORKSHOP

Francesco Comello – Trovare la storia

Questo corso si propone come obiettivo di indicare quali siano le modalità della narrazione fotografica.
Il corso è basato sulla discussione dei propri progetti.
Il corso avviene tramite la lettura dei lavori dei corsisti che saranno stabiliti in numero limitato. 
Le immagini dovranno essere portate stampate oppure in formato digitale su chiavetta o pc.
Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico pensato ed esteso. Verrà spiegato come pensare, svolgere, organizzare e presentare un portfolio fotografico compiuto, imparando a portare le conoscenze tecniche a favore della visione personale per un racconto fotografico articolato.
A fine lavoro, ogni partecipante, avrà sistemato uno o due  portfolio finiti da presentare a gallerie, letture portfolio, premi fotografici o agenzie fotografiche. Maggiori info

“Trovare le storia” con Francesco Comello

Francesco Comello – Trovare la storia

Questo corso si propone come obiettivo di indicare quali siano le modalità della narrazione fotografica.
Il corso è basato sulla discussione dei propri progetti.
Il corso avviene tramite la lettura dei lavori dei corsisti che saranno stabiliti in numero limitato. 
Le immagini dovranno essere portate stampate oppure in formato digitale su chiavetta o pc.
Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico pensato ed esteso. Verrà spiegato come pensare, svolgere, organizzare e presentare un portfolio fotografico compiuto, imparando a portare le conoscenze tecniche a favore della visione personale per un racconto fotografico articolato.
A fine lavoro, ogni partecipante, avrà sistemato uno o due  portfolio finiti da presentare a gallerie, letture portfolio, premi fotografici o agenzie fotografiche. Maggiori info

TEMI AFFRONTATI
> Idea
> Narrazione visiva
> Come emozionare
> L’interpretazione personale
> Coerenza stilistica e post produzione
> Creatività e Semplicità
> Editing
INFORMAZIONI
DATA INIZIO: 25 Maggio 2019 
DURATA CORSO: weekend
ORE DI CORSO: 14/16 circa 
COSTO: 240 EURO iva compresa
NUMERO MINIMO PARTECIPANTI: 6
NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI: 12
L’acconto di 140 euro verrà versato tramite bonifico Bancario, indicare nella causale, il workshop/corso a cui si vuole partecipare, alla data di iscrizione, 100 euro durante la prima lezione del corso in data 25 Maggio 2019.

DATE
25 e 26 Maggio 2019 
ORARIO 10.00-18.00 SIA SABATO CHE DOMENICA
Pausa Pranzo: di solito si mangia un panino veloce in un bar nelle vicinanze e si riprende
DOCENTE: Il corso è tenuto da Francesco Comello

Maggiori info, iscriviti!

Chi è Francesco:

È nato a Udine nel 1963. Dopo aver frequentato la Scuola d’Arte e preso il diploma, lavora con Studi e Agenzie fino al 1996, anno in cui decide di mettersi in proprio e operare come freelance. Fin dal tempo della scuola si appassiona di fotografia, ma solo in questi ultimi anni intensifica il suo interesse, con l’intento di produrre dei racconti fotografici. Per far questo compie dei viaggi che lo mettono in contatto con realtà lontane e culturalmente diverse dalla sua. Numerose le esposizioni personali e collettive cui ha partecipato: Collettiva FacePhotoNews – Sassoferrato (2014); Personale Galleria San Fedele – Milano (2013), partecipazione alla mostra “Uno sguardo inadeguato” di Francesco Zizola (CIFA 2013); Collettiva Festival di Fotografia Europea – Reggio Emilia (2013); Photo Vernissage Saint Petersburg (2011). Fra i numerosi riconoscimenti ottenuti: 1° Premio Rosignano Fotofestival 2016 e 1° Premio Spot Light Award (World Report Award 2016); 1° Premio Rovereto Immagini (2011 e 2014); 1° Premio Trentino Immagini (2014); Autore dell’anno FIAF – Friuli Venezia-Giulia (2013); 1° Premio 12° Trieste PhotoFestival (2013); 3° Premio World Press Photo 2017 Daily Life Stories.

Francesco Comello – Yo soy Fidel


Sede dei corsi

La sede a Monza è a 150 metri dalla stazione dei treni, degli autobus e da un ampio parcheggio, gratuito la sera e nei festivi. Monza – Via Mentana, 6 vedi mappa
Iscrizione Per iscriversi ai corsi è necessario compilare una scheda di partecipazione. Chiedi la scheda di partecipazione a corsi@musafotografia.it. 
La prenotazione sarà considerata effettiva solo al ricevimento del saldo o dell’acconto e la scheda compilata. La scheda di partecipazione va compilata in formato word o pdf (no fotografie o jpg). Le prenotazioni devono avvenire entro i sette giorni precedenti all’inizio del corso. Se pagate tramite bonifico bancario inviare a sara@saramunari.it il numero della transazione. Indicate nel bonifico il nome del corso e della persona che lo deve seguire. In caso di mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti, verrà restituita l’intera somma versata. Non verrà restituita alcuna cifra, in nessun caso, per mancata partecipazione al corso. La caparra andrà a coprire i costi di organizzazione. La scheda di partecipazione va compilata in formato word o pdf (no fotografie o jpg).

Francesco Comello Da Musa

Un grande ospite da Musa. Francesco Comello, vincitore del WPP, presenterà il suo libro da Musa. Nella stessa serata potrete godere delle sue spettacolari immagini.

Francesco Comello e Barbara Tutino

Yo soy Fidel  
Francesco Comello e Barbara Tutino

Editore Cantagalli

24 Maggio ore 19.00 presso Musa

Via Mentana, 6 a Monza

Dal 28 novembre al 4 dicembre 2016 si svolgono a Cuba i funerali di Stato di Fidel Castro, il lider maximo. Francesco Comello, fotografo freelance friulano è presente. Conquistato dallo spirito del popolo cubano ci torna due mesi più tardi. Questa volta sulle tracce lasciate da un famoso giornalista italiano, che a Cuba visse gli anni della rivoluzione, dalla crisi dei missili agli anni delle rivolte studentesche e operaie europee. Saverio Tutino invia articoli e reportages e scrive libri da Cuba, ma a Comello interessano le tracce che Saverio Tutino lascia nelle lettere a sua figlia Barbara, che a dieci anni considera Cuba una seconda patria, perché ci abita il suo papà. Per i suoi diciotto anni, finalmente Saverio accompagnerà Barbara a Cuba, dove una realtà meno idilliaca del suo immaginario, non basterà a scalfirne il mito. In questo viaggio Saverio Tutino presenta Barbara ai suoi amici cubani, in particolare a Norberto Fuentes, tra i più importanti scrittori cubani ancora viventi. Dall’incontro tra queste persone sulla scia della memoria, scaturisce il presente volume, fatto di sguardi diversi che bucano il tempo fondendosi nei magistrali scatti di un grande fotografo

Il weekend del 26 e 26 Maggio sarà disponibile per un workshop sul racconto fotografico:

NEW WORKSHOP

Francesco Comello – Trovare la storia

Questo corso si propone come obiettivo di indicare quali siano le modalità della narrazione fotografica.
Il corso è basato sulla discussione dei propri progetti.
Il corso avviene tramite la lettura dei lavori dei corsisti che saranno stabiliti in numero limitato. 
Le immagini dovranno essere portate stampate oppure in formato digitale su chiavetta o pc.
Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico pensato ed esteso. Verrà spiegato come pensare, svolgere, organizzare e presentare un portfolio fotografico compiuto, imparando a portare le conoscenze tecniche a favore della visione personale per un racconto fotografico articolato.
A fine lavoro, ogni partecipante, avrà sistemato uno o due  portfolio finiti da presentare a gallerie, letture portfolio, premi fotografici o agenzie fotografiche. Maggiori info

Yo soy Fidel – Francesco Comello

Intervista a Francesco Comello. Vincitore del World Press Photo

Intervista a Francesco Comello di Simona Buscaglia.

oshevensk comello

Tutte le immagini presenti nell’articolo sono di Francesco Comello, vietata la riproduzione.

​In un mondo come quello di oggi, dove ci sono milioni d’immagini, il lavoro d’approfondimento, di ricerca, sembra essere una necessità della fotografia, un suo segno distintivo, per arrivare nel profondo, scavalcando tutta quella coltre di “già visto e già detto”. Pensi questo quando vedi le foto di Francesco Comello, classe 1963, fresco vincitore del terzo posto del World Press Photo nella categoria Vita Quotidiana e Storie, grazie alle sue immagini del progetto “l’Isola della Salvezza”, una piccola comunità fuori dal tempo, in Russia, fondata negli anni ’90 da un prete ortodosso che oggi si occupa di bambini con problemi familiari. In un mondo senza età, Comello racconta una storia che sembra uscita da un libro, con le stesse atmosfere liriche di una poesia.

L’Isola della Salvezza – © Francesco Comellocomello isola
“Una delle mie necessità è quella di raccontare una realtà diversa da quella odierna, in cui non mi trovo molto. In quella dimensione, in quel luogo, io ero sereno” usa queste parole il fotografo udinese in uno degli incontri della Photoweek alla Galleria Sozzani di Milano, nel presentare il suo lavoro: “Ho visto questi ragazzi senza quella contaminazione tipica dei nostri tempi”. Nel paese russo ritratto, che si trova vicino a una strada trafficata che da Mosca porta a Yaroslavl’, i ragazzi dell’Isola della salvezza non hanno tv, internet, cellulari o denaro, e vivono una dimensione diversa da quella che abbiamo oggi. Anche se si cerca sempre di sospendere il giudizio quando si fa una fotografia che voglia documentare la realtà, l’occhio di Comello e la sua visione di questi ragazzi traspare in ogni foto.

L’Isola della Salvezza – © Francesco ComelloIsola della Salvezza - Comello
Come si rapportava questa comunità all’uso della macchina fotografica nel documentare la loro quotidianità? Era un intralcio vista la loro estraneità alla tecnologia?

“Anche se non la utilizzano nella vita di tutti i giorni, non è che questi ragazzi non la conoscano – commenta Comello – alla fine del loro percorso scolastico usano dei computer. L’approccio della macchina fotografica non è stato quindi così traumatico, contando anche che io non utilizzo macchine appariscenti. Esiste poi un percorso di avvicinamento, abbastanza lento, che ti permette, una volta accolto, di essere quasi invisibile, avendo l’incredibile possibilità di documentare senza modificare i fatti che stanno accadendo”
Comello non è nuovo nel racconto di realtà lontane e opposte a quelle frenetiche a cui siamo abituati. Precedente al lavoro dell’Isola della salvezza, troviamo infatti quello ad Oshevensk, altro paese russo con dei ritmi e dei valori che probabilmente ci siamo dimenticati: “La difficoltà più grossa è quella di entrare in empatia, per raccontare queste cose senza doverle costruire. Poter stare in un luogo, essere accettato e poter fotografare liberamente è una grande fortuna. Ovviamente ci sono luoghi in cui questo è molto facile, ma non è questo il caso della Russia. Io sono stato invitato da una mia amica, che faceva anche da interprete, ma inizialmente c’è stata molta diffidenza anche perché non sapevano che uso avrei fatto di questo materiale. Più recentemente mi sono ritrovato in un mondo molto diverso come quello cubano, dove invece non esistono dimensioni come quelle della privacy, che sono un grosso ostacolo per chi fotografa. È capitato che anche chi inizialmente non voleva farsi fotografare alla fine abbia deciso per il contrario”.

L’Isola della Salvezza – © Francesco Comelloisola della salvezza - comello 2

Per raccontare il tipo di vita in questa comunità in Russia, il fotografo udinese ha scelto il bianco e nero, cifra stilistica di quasi tutti i suoi lavori: “È un linguaggio in cui sento di potermi esprimere nel migliore dei modi. A differenza del colore che può essere più descrittivo, il bianco e nero è più lirico. In questo, come nell’altro lavoro, raccontare questo mondo a colori non avrebbe avuto senso perché avrebbe perso tantissimo di quelle che sono le sue atmosfere, di questo senso di sospensione temporale. Il bianco e nero non è un linguaggio che ricalca la realtà, che per me è un valore aggiunto. Queste storie le racconto cercando una poetica, che fa uso della realtà ma in un modo più metaforico. Quando parto per un lavoro non decido mai a prescindere: scatto a colori, ma poi, puntualmente, quella in bianco e nero ritengo che abbia una forza maggiore, che funzioni di più in senso estetico e narrativo”.

L’Isola della Salvezza – © Francesco ComelloComello copertina immagine
Se per raccontare una storia in profondità ci vogliono dei tempi a volte molto lunghi, il primo approccio, per Comello è pura improvvisazione: “Io mi voglio far stupire, l’improvvisazione nella fotografia è una cosa bellissima. Se facciamo un paragone con la musica, è come per il jazz: improvvisi, vai in un luogo e ne sai poco e niente, così ti può prendere, e in quel momento il tuo sguardo è puro. Poi, se qualcosa la senti davvero, ti viene naturale voler approfondire, per tirare fuori qualcosa, narrare quella storia”.

Durante la messa.

L’Isola della Salvezza – © Francesco ComelloFrancesco comello
Tutte le immagini presenti nell’articolo sono di Francesco Comello, vietata la riproduzione.

Grazie a Francesco per la sua disponibilità e cortesia, essendo mio amico, gli auguro tanti successi ancora, perché se lo merita, ciao Sara

L’intervista è di Simona Buscaglia, nuova collaboratrice di Musa, per sapere chi è guarda qui