Buongiorno a tutti! Non dimenticate di partecipare ai prossimi premi!
Buona giornata
Annalisa
PREMIO NAZIONALE FOTOGRAFƏ ITALIANE 2024
l Premio Nazionale Musa per fotografe è giunto dopo una crescita davvero considerevole in termine di popolarità e successo, alla sua sesta edizione nel 2024. Vi ringraziamo per la partecipazione!
Il premio Musa, è dedicato alla produzione di portfolio fotografici ed è rivolto a tutte le fotografə, senza nessuna distinzione tra amatrici e professioniste. Il lavoro che presenterete verrà sottoposto a giudizio insindacabile della giuria composta da esperte nel mondo della fotografia italiana.. L’ambito del premio è rivolto alla fotografia italiana femminile e possono partecipare fotografə che si esprimono in ogni settore fotografico, ogni genere, senza limitazioni relative al progetto scelto per essere presentato. Si possono presentare fino ad un massimo di tre progetti per partecipante.
Deadline: 5 Ottobre 2024 Data di comunicazione vincitrici entro il 10 Novembre 2024
Fine Art Photography Awards è uno dei più grandi enti di premiazione per una comunità di artisti che inaugura un’era di nuove tendenze nel mondo della fotografia. Creato nel 2014, questo concorso è un melting pot per persone in cui passione, interesse, senso della bellezza e apertura alla diversità nella fotografia si scontrano in proporzioni intergalattiche. In Fine Art Photography, cerchiamo di trovare artisti e anime uniche che respirano e vivono per la creatività, dove forniamo una piattaforma di promozione e supporto nella loro ricerca di autorealizzazione e sviluppo.
Questo concorso si rivolge a individui attivamente in sintonia con sperimentazioni e nuove tendenze nell’arte. Fine Art Photography si diletta nel fornire un’opportunità alle anime di talento per brandire l’eccentricità, la varietà, la bellezza e persino la bruttezza del mondo dall’obiettivo dell’artista. E sì, puoi farlo a modo tuo! Deliziati con la folle e meravigliosa fusione di semplicità e complessità del mondo con noi!
6th Biennial of Photography SPACE – DEFINITION 2024
La 6a Biennale Internazionale di Fotografia SPAZIO – DEFINIZIONE 2024 si riferisce alla tradizione della fotografia paesaggistica della Kielce School of Landscape, ma – tenendo conto della così rapida trasformazione del mondo moderno – amplia la gamma di argomenti includendo, oltre alla Natura, altri spazi in cui operano gli esseri umani contemporanei: urbano, industriale, privato, personale.
L’obiettivo degli Organizzatori è integrare quei fotografi che nella loro arte tentano di definire tali spazi e di confrontare le loro opere nella mostra post-concorso, così come nel catalogo pubblicato. La dimensione internazionale della Biennale mira a mostrare immagini del mondo filtrate attraverso intuizioni individuali degli artisti di diverse culture.
Sebbene la Biennale sia quasi esclusivamente fotografica, abbiamo deciso di lanciare la categoria di videoarte – per coloro che si esprimono più approfonditamente attraverso i film.
Creiamo insieme il panorama di paesaggi intervallati di Natura e Cultura che definiscono lo spazio della nostra realtà contemporanea, quella in cui viviamo insieme.
Travel Photographer of the Year (TPOTY) presenta il meglio della fotografia di viaggio da 21 anni e ha ricevuto candidature da 156 paesi. I vincitori sono sia fotografi amatoriali che professionisti di 54 nazionalità diverse.
Il nostro vincitore del Travel Photographer of the Year 2022, Matjaz Krivic, Slovenia, ha affermato: “Sono onorato che il mio lavoro sia stato riconosciuto e riconosciuto dai giudici del concorso “Travel Photographer of the Year”. Questo concorso è speciale per me poiché ne faccio parte sin dal suo inizio (2003), quando mi è stato assegnato il premio Judge’s Favourite Award. Ora, 20 anni dopo, ho ricevuto il loro premio più alto, il che mi rende molto orgoglioso e significa molto per me. Viaggiare e la fotografia sono sempre state le mie passioni e hanno occupato gran parte della mia vita fin da quando ero piccolo e questo premio mi ispira a continuare il mio viaggio”.
2025 Global Chinese New Year Photography Competition – 10th Anniversary
Il Global Chinese New Year Photography Competition (GCPC) del 2025 invita fotografi e artisti visivi da ogni angolo del globo a celebrare la magia del Capodanno cinese e della cultura cinese attraverso l’obiettivo delle loro macchine fotografiche. Accogliamo con favore contributi diversi e innovativi che catturino l’essenza e la bellezza di questa vibrante festa e il suo significato culturale.
Il Global Chinese New Year Photography Contest celebra il suo decimo anniversario con un album commemorativo appositamente progettato, che include in modo completo lavori eccezionali degli ultimi dieci anni. Tutti i lavori presentati al concorso di quest’anno avranno l’opportunità di essere inclusi in questo album, mostrando il talento e la creatività eccezionali dei partecipanti. L’album non solo registra la gloriosa storia del concorso, ma dimostra anche l’amore e l’eredità della comunità cinese globale per la cultura cinese. Attraverso questo album, speriamo di condividere questi preziosi momenti ed emozioni con più persone, promuovere la cultura cinese e migliorare lo scambio culturale internazionale.
Ti invitiamo a partecipare alla terza edizione dei Color Awards. Stiamo cercando la migliore immagine a colori per quest’anno, il 2024
Il concorso è aperto a qualsiasi interpretazione della fotografia a colori in tutte le sue dimensioni, dalla realtà quotidiana alla pura astrazione
Abbandonando l’ampio regno della fotografia, i Color Awards accolgono calorosamente una serie di generi: dalla cruda verità del fotogiornalismo, alla profondità emotiva del ritratto, all’audace bellezza della forma nuda, alla grandiosità dell’architettura e del paesaggio, al vigore indomito della fauna selvatica, all’ingegnosità dell’astrazione, della fotografia sperimentale e di strada. Estendiamo il nostro invito anche ai creatori di nature morte, fotografia artistica e a coloro che utilizzano processi alternativi. La nostra attesa è alta per l’opportunità di ammirare immagini che riflettono prospettive uniche e metodi inventivi, così come quelle che aderiscono alle tradizioni più consolidate della fotografia a colori.
Il ruolo del colore nella fotografia è sia fondamentale che profondo. È il narratore vibrante, che offre una narrazione più ricca dell’immagine. Chiarisce la scena, invitando gli spettatori ad approfondire, grazie alla ricchezza di informazioni che fornisce. Consideriamo la fotografia a colori una complessa forma d’arte, che richiede innumerevoli decisioni per armonizzare l’interazione dei colori, stabilendo così una relazione visiva significativa. Siamo entusiasti di mostrare la magia che scaturisce da questo arazzo di narrazione ricco di colori
Letters, Numbers & Symbols esplora l’intersezione tra linguaggio, matematica e semiotica attraverso l’immagine catturata. I mattoni fondamentali della comunicazione, lettere, numeri e simboli, spesso dati per scontati, vengono reinventati e decostruiti in modi che sfidano le nostre percezioni e approfondiscono la nostra comprensione del potere visivo e concettuale di queste unità di significato di base.
Chromatic Awards è un concorso internazionale di fotografia a colori aperto sia ai professionisti che agli amatori. Partecipare ai Chromatic Awards offre non solo prestigio, ma anche l’opportunità di vincere denaro extra per lo sviluppo della passione.
Pertanto, ogni fotografo professionista e amatore da ogni angolo del mondo è invitato e sollecitato a partecipare alla terza edizione di questo prestigioso concorso fotografico internazionale dedicato alla fotografia a colori, dove 20 categorie saranno giudicate da una giuria internazionale composta da redattori di riviste, curatori di gallerie, agenti professionisti e altri professionisti del settore.
La disponibilità di attrezzature fotografiche rende la competizione tra fotografi molto ampia e la possibilità di successo è estremamente difficile. Fotografi amatoriali e professionisti che vogliono condividere la loro passione devono dimostrare non solo una buona conoscenza del workshop, ma anche la tenacia nel perseguire il loro obiettivo.
La nostra missione è quella di offrire agli artisti l’opportunità di condividere la loro passione e le loro storie attraverso le loro fotografie, promuovere i migliori fotografi del mondo e scoprire nuovi talenti emergenti.
Con venti categorie, la possibilità di mostrare il nocciolo del proprio lavoro è illimitata, poiché professionisti competenti e di fama mondiale siedono nella giuria e analizzano ogni briciolo di dettaglio di ogni candidatura. Insieme stiamo costruendo il mercato dell’arte e rafforzando la posizione della fotografia a colori nel mondo dell’arte.
Siete pronti a catturare l’essenza della creatività culinaria? Invitiamo artisti e fotografi di talento a partecipare al nostro concorso d’arte online a tema culinario “Art A La Carte”. Questa è la vostra occasione per esplorare i molteplici aspetti e significati del cibo, dai colori e dalle consistenze al significato culturale e personale, e presentare la vostra interpretazione unica.
Considerate i colori vivaci dei prodotti freschi, i dettagli intricati di un piatto gourmet o il calore di un pasto in famiglia. Forse il vostro lavoro riflette la gioia di cucinare, la diversità delle cucine globali o la semplice bellezza di un singolo ingrediente.
Accogliamo tutti gli stili e i media, dai dipinti vivaci e disegni dettagliati alle fotografie evocative e opere di tecniche miste. Mostrateci come percepite l’essenza del cibo e fate risplendere la vostra creatività. Unitevi a noi per celebrare l’arte del cibo attraverso le vostre opere d’arte. Inviate subito le vostre opere utilizzando il modulo online e condividete la vostra visione con il mondo!
Barcelona Photography Festival 2024 on Human Rights and Global Justice
IV Festival Internazionale di Fotografia di Barcellona sui Diritti Umani e la Giustizia Globale.
I progetti devono affrontare qualsiasi tematica legata ai Diritti Umani e alla Giustizia Globale. Sarà particolarmente apprezzata l’incorporazione della prospettiva di genere, le questioni di giustizia climatica, le migrazioni, il diritto all’alloggio e, in generale, l’orientamento verso i 17 obiettivi dell’agenda 2030, la comprensione del modello di sviluppo globale e delle relazioni interdipendenti tra attori e paesi e l’approccio alle cause dei conflitti e delle disuguaglianze.
Con la fotografia come strumento di giustizia sociale, il concorso mira a offrire uno sguardo sui problemi globali e sulle cause che li generano. Il nostro obiettivo è generare spazi di riflessione e informazione che stimolino la cittadinanza critica, con la capacità di intervenire nei dibattiti odierni. I dieci progetti selezionati dalla giuria saranno esposti dal 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, al 7 gennaio 2025 durante il festival nelle strade di Barcellona e faranno parte del catalogo dell’edizione 2024.
Stiamo cercando 25 fotografi creativi pronti a dare forma al futuro della fotografia contemporanea. Fin dalla nostra fondazione, LensCulture ha cercato in tutto il mondo creatori di immagini agli inizi della loro carriera che rappresentino la forza creativa vitale del nostro mezzo.
Stiamo cercando voci autentiche e approcci innovativi, che tu stia esplorando nuove narrazioni, sperimentando forme o reinventando generi tradizionali. Questa è la tua occasione per entrare sotto i riflettori internazionali e unirti a una comunità mondiale dedicata a elevare l’arte della fotografia.
Non ci sono limiti di età o genere: conta solo la potenza della tua visione creativa. Raccogli i tuoi lavori più avvincenti e condividili con noi. Amplifica il tuo contributo unico alle arti fotografiche e dai il via alla tua carriera nei mercati internazionali.
Andy Rocchelli Grant è un premio internazionale, giunto alla sua seconda edizione, promosso da CESURA in nome del suo co-fondatore Andy Rocchelli, fotoreporter ucciso in Ucraina nel 2014.
Andy è stato un insostituibile fotografo, e per far sì che i suoi valori di fotografo e di persona possano continuare ad ardere, dal 2021 CESURA ha istituito un Grant a suo nome per consentire a un autore o a un nuovo talento di realizzare un libro fotografico in piena libertà di espressione, come avrebbe voluto Andy.
La produzione editoriale cartacea è stata un aspetto fondamentale della sua ricerca come mezzo di diffusione e completamento dell’opera. Lo scopo del Grant è quindi quello di individuare il miglior dummy fotografico inedito e premiare il vincitore con la produzione e la pubblicazione del libro da parte di Cesura Publish, la casa editrice del collettivo.
N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi. I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi. Ci scusiamo per eventuali errori
Musa fotografia
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Ciao! Siamo felicissimi presentare la nuova edizione del PREMIO MUSA PER FOTOGRAFE 🌟 I premi destinati alle vincitrici sono studiati per favorire la crescita autoriale e offrire opportunità concrete di miglioramento. Grazie ai contatti con curatori, editori e grandi festival, si possono aprire nuove strade per ognuna di voi! Il Premio Musa è dedicato alla creazione di portfolio fotografici ed è aperto a tutte le fotografə, senza distinzione tra amatrici e professioniste. I lavori presentati saranno giudicati da una giuria composta da esperte nel campo della fotografia italiana, il cui verdetto sarà definitivo.
Il premio si concentra sulla fotografia italiana femminile, accogliendo partecipanti che operano in qualsiasi settore e genere fotografico, senza limitazioni sul progetto da presentare. Ogni partecipante può presentare fino a un massimo di tre progetti. Diffondete la notizia e partecipate al Premio Musa! A presto, Il team di Musa Fotografia 📸 P.S. Seguici sui nostri social per rimanere sempre aggiornato sulle novità
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Prossimi Eventi da Musa fotografia
Vai agli eventi che organizziamo e conosci autori importanti, partecipa alle letture portfolio e agli incontri! Ci rivediamo a Settembre 2024!
Premio Musa per fotografə italiane
Il premio Musa, è dedicato alla produzione di portfolio fotografici ed è rivolto a tutte le fotografə italiane…non vediamo l’ora di vedere il tuo lavoro!
Il blog che ti tiene aggiornato/a sul mondo della Fotografia
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PhEST, il Festival internazionale di fotografia e arte riconosciuto per la sua capacità di integrare differenti mondi e visioni, torna ad affascinare il pubblico con una programmazione immaginifica incentrata sul SOGNO tema chiave di questa nona edizione con una retrospettiva dedicata a MAN RAY in occasione del centenario del Manifesto del Surrealismo. 33 mostre e installazioni di artisti internazionali, un ricco colophon di partnership e collaborazioni, un’inedita music line-up, un’autorevole presenza di lecturer ed esperti del settore, una residenza d’artista internazionale, workshop e visite guidate con artisti che esplorano temi contemporanei e prospettive globali. Dal 30 agosto al 3 novembre 2024, la città pugliese di Monopoli diventerà un luogo di dialogo interculturale e le sue strade, le piazze, i palazzi storici e le antiche chiese offriranno ai visitatori e ai tanti appassionati un’esperienza immersiva ed onirica.
Il Sogno è il tema centrale della IX edizione di PhEST. Nell’anno in cui si celebrano i 100 anni del Surrealismo, il cui primo manifesto fu scritto nel 1924 da André Breton, l’edizione 2024 di PhEST celebra l’onnipotenza del sogno, il gioco disinteressato del pensiero e lo esplora in tutte le sue forme. Per l’occasione PhEST vuole rendere omaggio a Man Ray, uno dei massimi interpreti della poetica surrealista nonché autore di una proposta fotografica in grado di stravolgere l’impiego del mezzo attraverso una assidua sperimentazione tecnica e innovativi approdi estetici che cambieranno per sempre la storia della fotografia. In collaborazione con l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee de La Biennale di Venezia, PhEST espone una selezione di fotografie originali tratte dalla mostra “Man Ray, testimonianza attraverso la fotografia” presentata in occasione della Biennale di Venezia 1976. La selezione delle opere della mostra antologica “La révolution du Regard”, a cura di Roberto Lacarbonara e Giovanni Troilo, costituisce un piccolo compendio della vasta esplorazione del medium fotografico, dagli studi sul volto, sul corpo, sulle forme, alle tecniche di stampa in camera oscura di cui Man Ray fu pioniere, come la solarizzazione e la rayografia. «Le strade sono piene di artigiani ammirevoli, ma di pochi sognatori pratici diceva Man Ray, ma noi quest’anno di sognatori pratici da tutto il mondo riempiremo le strade di Monopoli». Così dichiara il direttore Artistico Giovanni Troilo.
La mostra avrà sede nel prestigioso Castello Carlo V ma tutta la città sarà coinvolta nella manifestazione. Sono attese esposizioni e allestimenti a Palazzo Martinelli, nella Casa Santa e le sue Stalle, nella Chiesa della SS. Pietro e Paolo e in quella di Sant’Angelo in Borgo, new entry dell’edizione fresca di restauro. A Palazzo Palmieri, quartier generale del festival, sarà allestita la Warka Tower. Progettata dall’architetto Arturo Vittori e presentata alla Biennale di Venezia nel 2012, la Warka Tower è una struttura alta circa 10 metri che raccoglie acqua dall’aria tramite condensazione. Costruita con materiali naturali come bambù e rete di polipropilene, può raccogliere fino a 100 litri al giorno senza elettricità, offrendo una soluzione sostenibile per comunità in regioni aride.
Tra le vie e le piazze saranno allestite mostre con la curatela fotografica di Arianna Rinaldo e installazioni con la curatela per l’arte contemporanea di Roberto Lacarbonara.
Per la fotografia verranno proposte mostre di Nariman Darbandi, César Dezfuli, Bruce Eesly, Ismail Ferdous, Gauri Gill & Rajesh Vangad, Matthias Jung, Michalina Kacperak, Natalie Karpushenko, Polina Kostanda, Peter Menzel, Serifa, Richard Sharum, Lisa Sorgini, Valentina Vannicola, Paolo Ventura, Guillem Vidal e Jan von Holleben in residenza artistica. Molti fotografi saranno presenti nei giorni di inaugurazione per le attese visite guidate dagli artisti.
Dal 30 Agosto 2024 al 30 Novembre 2024 – MONOPOLI – Sedi varie
La dodicesima edizione di Ragusa Foto Festival prima manifestazione internazionale siciliana dedicata ai diversi linguaggi della fotografia contemporanea e alla valorizzazione dei giovani talenti, è un anche invito a trascorrere una piacevole vacanza in Sicilia, l’ultimo fine settimana di agosto, a Ragusa Ibla, nel quartiere più antico e suggestivo del capoluogo ibleo, e nei suoi meravigliosi dintorni. Il borgo barocco è lo scenario dell’edizione 2024 dal titolo ‘Prendersi una pausa’, diretta da Stefania Paxhia, giornalista e fondatrice, e dal direttore artistico Massimo Siragusa, fotografo e docente allo IED di Roma, con la collaborazione del comitato scientifico e di una rete di partner culturali locali e nazionali. Venerdì 30 agosto alle ore 18 all’interno del Giardino Ibleo, si inaugura l’edizione 2024 insieme ai suoi protagonisti, alle istituzioni e agli sponsor della manifestazione per celebrare la fotografia contemporanea e trascorrere insieme, come ogni anno, le tre giornate inaugurali del Festival. Nelle giornate inaugurali, fino a domenica 1 settembre, esperti nazionali e internazionali del mondo della fotografia saranno impegnati in eventi, seminari, workshop e talk, visite guidate, letture portfolio e premiazioni che accompagnano il vernissage delle 15 esposizioni – 13 personali e 2 collettive – allestite in quattro splendide location (Palazzo Cosentini, Palazzo La Rocca, la chiesa sconsacrata di San Vincenzo Ferreri e l’interno del Giardino Ibleo).
“Ogni pausa è cielo in cui mi perdo” scriveva il poeta modicano Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura. Ragusa Foto Festival 2024 parte proprio da questi versi per offrire, grazie alla diversità degli sguardi degli autori selezionati, nuovi ‘cieli’ e nuovi orizzonti in cui potersi perdere. Dal 30 agosto al 30 settembre 2024 saranno in mostra i lavori che evocano il tema di quest’anno, che è una riflessione sul bisogno urgente di prendere consapevolezza del proprio tempo. La Sicilia è protagonista della ricerca artistica della dodicesima edizione con diverse opere in mostra che rappresentano alcune interpretazioni visive del concetto di “pausa” ambientate al Sud e in Sicilia.
“Dormire, forse sognare” di Ferdinando Scianna di Bagheria, primo fotografo italiano a far parte della prestigiosa agenzia Magnum Photos, il cui file rouge è il momento intimo e universale del dormire, è in mostra a Palazzo La Rocca. Il lavoro inedito di Mario Cresci, realizzato in residenza d’artista a giugno scorso qui a Ragusa, in mostra a Palazzo Garofalo, nel centro storico di Ragusa Superiore, è frutto della sua interazione con il territorio ibleo e con le preziose cartografie della Sicilia, testimonianza della lettura geopolitica dell’Isola tra il Cinquecento e l’Ottocento, raccolte nella prestigiosa Collezione della Fondazione ‘Cesare e Doris Zipelli’ della Banca Agricola Popolare di Ragusa. La Sicilia è protagonista di altri due lavori inediti: “Sicilia”, progetto appena realizzato, è di Loredana Nemes, artista rumena che vive a Berlino, sul legame tra gli alberi e l’uomo, voluto da Fondazione Sylva che si occupa di sviluppo locale attraverso la riforestazione e la creazione di progetti di sensibilizzazione sui temi ambientali; e infine “Stadi di Sicilia”, lungo lavoro di Umberto Coa, fotografo documentarista, realizzato con il contributo del giornalista Massimiliano Macaluso, per documentare la realtà sociale e culturale dell’Isola attraverso la mappatura dei piccoli campi di calcio. Entrambe le mostre sono allestite a Palazzo Cosentini.
Altro lavoro ispirato alla cultura del tempo libero al Sud è quello di Antonio Biasiucci e Mimmo Paladino dedicato al gioco della Tombola, che permette di ammirare l’opera di due grandi autori contemporanei, tra i più interessanti e innovativi del nostro tempo, che interpretano il senso di un gioco antico, quello della cabala del nostro tempo.
Completano il programma di mostre le opere di Angelo Raffaele Turetta tra i fotografi di scena più apprezzati in Italia che mette in mostra il mondo del cinema con uno sguardo surreale; Simona Ghizzoni, artista visiva e regista di talento, che partendo da un vissuto intimo, a Palazzo Cosentini, racconta del suo isolamento voluto per una riflessione sul proprio essere e per il desiderio di pensare un futuro nuovo; la mostra dedicata all’Editoria Indipendente a Palazzo La Rocca con 25 Case Editrici, che offrono uno spaccato della loro produzione contemporanea. Anche Viola Pantano, giovane artista performer espone a Palazzo La Rocca. Le immagini inedite di Luca Campigotto, fotografo veneziano che porta in giro per il mondo il suo concetto di ‘viaggio fotografico’, sono esposte per immaginare una tregua e un equilibrio possibile nella relazione tra uomo e natura. Così come la sequenza distopica di immagini di Marco Zanta, fotografo d’architettura pluripremiato, esposta a Palazzo La Rocca. In programma, anche le mostre relative al Miglior Portfolio 2023 di Alessandro Cristofoletti, e alle due menzioni, Ciro Battiloro e Claire Power.
Dal 30 Agosto 2024 al 30 Settembre 2024 – Ragusa – sedi varie
Life Dances On: Robert Frank in Dialogue è una mostra che fornirà nuovi spunti sugli aspetti interdisciplinari e meno conosciuti della vasta carriera del fotografo e regista Robert Frank. La mostra approfondisce i sei decenni che seguirono lo storico libro fotografico di Frank, The Americans (1958) fino alla sua morte nel 2019, evidenziando la sua perpetua sperimentazione attraverso vari mezzi. In concomitanza con il centenario della sua nascita e prendendo il nome dal film dell’artista del 1980, Life Dances On esplora i dialoghi artistici e personali di Frank con altri artisti e con la sua comunità. La mostra presenterà più di 200 oggetti, tra cui fotografie, film, libri e materiali d’archivio, tratti dalla vasta collezione del MoMA insieme a prestiti significativi.
Le piccole cose e i dettagli raccontano molto del quadro d’insieme. Si scoprono molte cose leggendo tra le righe. – Jessica Backhaus
Celebre per la straordinaria capacità di scovare la bellezza e la poesia nel quotidiano, Jessica Backhaus è autrice di immagini accattivanti, quasi sensuali, che nascono dall’esplorazione dell’identità e della storia di persone, oggetti e luoghi. Che siano frammenti di realtà o scatti costruiti in studio, le sue fotografie attingono alla materia ordinaria per rivelarne i simboli e i significati profondi. Il risultato è un gioco di colori e forme, luci e ombre che ha origine nella sensibilità dell’artista, attraversa l’intuizione e giunge infine a una visione condivisa e coinvolgente.
Il suo processo creativo conferisce alle immagini un’apertura che permette allo spettatore di immergersi ed esplorare lo spazio narrativo, ritrovare il riflesso delle proprie emozioni, o apprezzarne l’appagamento estetico. Interni, nature morte, ritratti, collage, paesaggi appaiono radicati in un’incessante ricerca di ciò che giace al solo della superficie di un’immagine, ma perfino della vita stessa. Micamera presenterà una selezione di opere tratte da The Nature Of Things, una serie realizzata negli ultimi anni, che porta lo stesso titolo dell’ampia mostra presentata al Museo Haus am Kleistpark di Berlino nel 2023.
Dal 13 settembre al 12 ottobre – MICamera – Milano
I PhMuseum Days tornano per la loro quarta edizione che si terrà dal 12 al 15 settembre 2024 a Bologna.
Il tema scelto è CLOSER: viviamo in un’epoca in cui non è possibile immaginare alcun distacco oggettivo tra noi e la realtà. L’osservazione stessa tocca e cambia le cose, ogni racconto è contaminazione. I lavori in mostra non cercano di raggiungere un’impossibile neutralità, ma accettano la parzialità che è data dal guardare da vicino. Fanno dell’intimità la loro forza: nelle relazioni interpersonali tanto quanto nel rapporto con il territorio, con la storia, e con gli esseri viventi. Un invito alla condivisione e ad osservare con attenzione, al di là dei pregiudizi e degli stereotipi.
L’evento si svolgerà presso lo Spazio Bianco di DumBO a Bologna, un padiglione post-industriale di 1600 metri quadrati che ospiterà mostre, presentazioni, uno spazio dedicato all’editoria fotografica e un’area all’aperto. Ci saranno inoltre installazioni pubbliche in diversi luoghi della città, eventi e molto altro.
Dal 12 al 15 settembre – Bologna – Spazio Bianco, Dumbo
La prima edizione del Festival ha per tema Dalla Terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana, un evidente richiamo evocativo al celebre romanzo di fantascienza di Jules Verne; un invito a scoprire nuovi orizzonti mirando a gettare un ponte tra la ricca eredità della fotografia italiana e le sue future direzioni. Come il viaggio verso l’ignoto che Verne immagina, il Festival invita a guardare oltre le superfici per cogliere la profondità e la complessità del nostro paesaggio visuale.
Attraverso la coralità delle 100 opere di 100 tra i più influenti fotografi del panorama nazionale della mostra Fotografia italiana: mappe, percorsi e linguaggi e l’articolata diversità di visioni di undici autori fra i più interessanti della nostra contemporaneità, il Festival offre allo spettatore una straordinaria pluralità di prospettive e linguaggi.
Entra in gioco anche l’Intelligenza Artificiale, piegata al concept principale con un progetto che vuol essere una provocazione per sfidare le convenzioni della tradizione, ponendo interrogativi sulla creatività umana e tecnologica. Non poteva mancare, in questo contesto, l’esplorazione visiva del Casentino, rivelando come il paesaggio possa ispirare e rispecchiare le infinite possibilità del viaggio nel contesto della fotografia italiana.
Ed anche le mostre legate ai lavori selezionati delle due call Percorsi e Nuovi Sguardi, arricchiscono l’esperienza culturale, invitando alla scoperta di nuove prospettive frutto della genialità e della sensibilità dei talenti emergenti.
Uno sguardo al passato è dato, poi, dagli scatti della fotografa Eda Urbani, classe 1908, una coraggiosa e libera fotoreporter che ha sfidato le convenzioni dell’epoca. In attesa di annunciare, il 7 settembre prossimo, il vincitore del Premio Editoriale Mariae Nivis 1567, saranno esposti anche i 20 libri della short list dei finalisti. Il pubblico potrà visionarli e votarli, in aggiunta ai risultati della giuria tecnica.
La mostra centrale del festival, intitolata Fotografia Italiana: mappe, percorsi e linguaggi, a cura di Denis Curti, riunisce i cento autori più significativi dal dopoguerra a oggi, presentando un panorama della fotografia italiana che si distingue per la sua estetica culturale e paesaggistica unica.La selezione dei cento autori rappresenta un tentativo di rileggere la storia della fotografia italiana moderna e contemporanea, offrendo una narrazione ricca di sfumature e prospettive. Tra gli autori presenti figurano Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, MarioGiacomelli, Guido Harari, Nino Migliori, Paolo Pellegrin, Ferdinando Scianna, Oliviero Toscani, e Francesco Zizola. Per ciascun autore e per ogni singola immagine una descrizione accurata ne mette in luce l’importanza e il contributo alla fotografia italiana.
Dai grandi maestri della fotografia si passa a dieci autori contemporanei, selezionati in base al tema dell’anno: Dalla Terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana. Questa linea guida è ispirata al romanzo di fantascienza di Jules Verne del 1865 (Dalla Terra alla Luna) ed evoca l’immaginazione e la previsione del futuro, concetti fondamentali che hanno plasmato anche la storia della fotografia. Le dieci mostre degli autori selezionati – Lorenzo Cicconi Massi, Simone Donati, Francesco Faraci, SimonaGhizzoni, SaraMunari, Raffaele Petralla, Edoardo Romagnoli, Stefano Schirato, IlariaSagaria, e Valentina Vannicola – raccontano storie uniche e coinvolgenti e offrono una prospettiva diversa e uno sguardo unico su temi legati all’esplorazione, alla memoria, all’ambiente e alla nostra presenza sul Pianeta.
Dal 14 giugno 2024 al 6 ottobre 2024 – Bibbiena, Poppi, Stia (AR)
Un progetto di committenza che mette in dialogo documentazione e ricerca artistica fornendo un punto di vista straordinario sulla costruzione di grandi infrastrutture.
I fotografi Domingo Milella, Stefano Graziani, Rachele Maistrello, Giulia Parlato e Luca Nostri sono stati incaricati di fotografare cinque infrastrutture sotterranee in quattro continenti (in Italia, Argentina, Canada, Australia e Nuova Zelanda) – costruite dalla società Ghella – lasciando intenzionalmente una distanza poetica e non didascalica tra le immagini e i cantieri. Quella distanza è lo spazio della ricerca, il luogo dove sviluppare riflessioni sull’immaginario delle grandi infrastrutture e intravedere nuove possibilità di racconto.
Michele Palazzo. This is Not New York: Generative explorations of the urban landscape
Questa innovativa collezione del fotografo Michele Palazzo mette in mostra l’uso pionieristico dell’AI da parte di Palazzo per espandere le sue fotografie originali di New York City. Queste fotografie non sono semplici versioni alterate dei suoi scatti originali di New York City; sono una fusione incantevole di realtà e immaginazione, che invita gli spettatori ad esplorare una versione parallela e fantastica della città – un regno in cui il familiare si trasforma in qualcosa di veramente straordinario e affascinante. “This is Not New York” invita gli spettatori a entrare in un mondo dove il familiare diventa straordinario. Le fotografie di Palazzo si fondono a immagini generate dall’intelligenza artificiale, trasformando i paesaggi urbani iconici in scenari vibranti e onirici, sfociando in una fusione tra tangibile e immaginario. La mostra è una testimonianza del potere della tecnologia di migliorare e ampliare la visione artistica, offrendo una nuova prospettiva sull’ambiente urbano.
“Collaborando con l’intelligenza artificiale, sono riuscito a esplorare nuove dimensioni della mia creatività e superare i confini della fotografia tradizionale”, afferma Palazzo. “Queste immagini generate dall’intelligenza artificiale sono un’estensione della mia visione artistica, un viaggio nei territori inesplorati dell’immaginazione“. La mostra si preannuncia una festa per i sensi, un caleidoscopio di colori, texture e prospettive. I visitatori saranno rapiti dalla bellezza surreale delle creazioni di Palazzo, che sfidano la nostra percezione della realtà e ci invitano a reimmaginare il mondo che ci circonda.
19/06/2024 – 19/09/2024 Bologna, Big Eyes Art Gallery
“Come quando sei morto e improvvisamente ritorni in vita”: sono le parole di Ayman, migrante dalla Siria, che nel documentario Where are you? Dimmi dove sei del National Geographic racconta il momento in cui, dal barcone stipato di migranti al largo della Libia, dopo dodici giorni di tempesta, avvistano l’elicottero della Marina Militare Italiana in missione di salvataggio. Sull’elicottero, anche il fotografo Massimo Sestini, che proprio in quel momento scatterà Mare Nostrum l’immagine simbolo dei viaggi della speranza che dalle coste africane cercano di raggiungere l’Europa, selezionata tra le Top 10 images of 2014 da TIME, pubblicata su numerose testate in tutto il mondo (tra cui Photo France, The Guardian, Internazionale, The Economist, L’Espresso, Die Zeit, Time, National Geographic) e vincitrice del World Press Photo Award 2015 nella categoria General News. Da questo riconoscimento è partita la sua ricerca con il progetto Where are you? che, nel corso del quinquennio successivo, rintraccerà e fotograferà (dall’alto e perpendicolarmente) una decina dei migranti che erano su quel natante, ritratti nella loro vita definitiva, in giro per l’Europa, realizzando un documentario con National Geographic trasmesso in tutto il mondo. L’iconico scatto, insieme a uno showcase della ricerca, saranno al centro della personale che Fondazione Brescia Musei dedica al fotografo toscano, MASSIMO SESTINI. Zenit della fotografia, in programma dal 24 settembre 2024 al 2 marzo 2025 al Museo di Santa Giulia. La mostra, curata da Angelo Bucarelli e realizzata con la collaborazione di Freccianera Fratelli Berlucchi, main partner dell’iniziativa, si inserisce nella VII edizione del Brescia Photo Festival, promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Ma.Co.f – Centro della Fotografia Italiana, quest’anno declinato attorno al tema Testimoni, un termine che sottolinea la capacità dei fotografi di documentare il presente favorendo la lettura della nostra storia attraverso il racconto che gli artisti ne fanno traducendolo in opera d’arte che supera i confini del mezzo fotografico. L’esposizione inedita presenta una selezione di immagini capaci di raccontare oltre quarant’anni di carriera di Massimo Sestini, con particolare attenzione ai temi a lui cari, come l’immigrazione e i principali episodi della storia italiana contemporanea: la strage di Capaci, il naufragio della Costa Concordia, il terremoto dell’Aquila, la tragedia della Moby Prince, il funerale di Giovanni Paolo II, il funerale di Benedetto XVI, il Covid e molto altro.“Come quando sei morto e improvvisamente ritorni in vita”: sono le parole di Ayman, migrante dalla Siria, che nel documentario Where are you? Dimmi dove sei del National Geographic racconta il momento in cui, dal barcone stipato di migranti al largo della Libia, dopo dodici giorni di tempesta, avvistano l’elicottero della Marina Militare Italiana in missione di salvataggio. Sull’elicottero, anche il fotografo Massimo Sestini, che proprio in quel momento scatterà Mare Nostrum l’immagine simbolo dei viaggi della speranza che dalle coste africane cercano di raggiungere l’Europa, selezionata tra le Top 10 images of 2014 da TIME, pubblicata su numerose testate in tutto il mondo (tra cui Photo France, The Guardian, Internazionale, The Economist, L’Espresso, Die Zeit, Time, National Geographic) e vincitrice del World Press Photo Award 2015 nella categoria General News. Da questo riconoscimento è partita la sua ricerca con il progetto Where are you? che, nel corso del quinquennio successivo, rintraccerà e fotograferà (dall’alto e perpendicolarmente) una decina dei migranti che erano su quel natante, ritratti nella loro vita definitiva, in giro per l’Europa, realizzando un documentario con National Geographic trasmesso in tutto il mondo. L’iconico scatto, insieme a uno showcase della ricerca, saranno al centro della personale che Fondazione Brescia Musei dedica al fotografo toscano, MASSIMO SESTINI. Zenit della fotografia, in programma dal 24 settembre 2024 al 2 marzo 2025 al Museo di Santa Giulia. La mostra, curata da Angelo Bucarelli e realizzata con la collaborazione di Freccianera Fratelli Berlucchi, main partner dell’iniziativa, si inserisce nella VII edizione del Brescia Photo Festival, promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Ma.Co.f – Centro della Fotografia Italiana, quest’anno declinato attorno al tema Testimoni, un termine che sottolinea la capacità dei fotografi di documentare il presente favorendo la lettura della nostra storia attraverso il racconto che gli artisti ne fanno traducendolo in opera d’arte che supera i confini del mezzo fotografico.
Dal 24 Settembre 2024 al 02 Marzo 2025 – Museo di Santa Giulia – Brescia
Dal 28 settembre al 26 gennaio, a Palazzo Roverella di Rovigo viene proposta la più importante mostra monografica italiana su Henri Cartier-Bresson, incentrata sul lungo rapporto tra il maestro francese e il nostro paese.
La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, è realizzata in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi e la Fondazione CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, con la curatela di Clément Chéroux, e Walter Guadagnini, direttori delle rispettive Fondazioni.
Per la prima volta viene documentato in maniera esaustiva e approfondita il rapporto tra colui che è stato definito “l’occhio del secolo” e l’Italia. Attraverso circa 200 fotografie e numerosi documenti – giornali, riviste, volumi, lettere -, la mostra ripercorre le tappe di un rapporto iniziato prestissimo, già negli anni Trenta, e proseguito sino al momento in cui Cartier-Bresson ha abbandonato la fotografia, negli anni Settanta.
Scandita cronologicamente, la mostra inizia con il primo viaggio italiano avvenuto all’inizio degli anni Trenta da un giovanissimo Cartier-Bresson (nato nel 1908), che aveva appena abbandonato definitivamente la pittura per la fotografia, in compagnia dell’amico André Pieyre de Mandiargues, giovane poeta e scrittore, e della sua compagna, la pittrice Leonor Fini. Da questo viaggio di piacere, il fotografo scatta alcune delle sue immagini più famose, tutte presenti nella sezione di apertura della mostra.
Il secondo viaggio, non meno significativo, avviene all’inizio degli anni Cinquanta e tocca l’Abruzzo e la Lucania, allora terre di grande interesse culturale, sociologico e per l’appunto fotografico, emblema di quel Sud in cui si affrontavano tradizione e modernità, povertà e cambiamenti sociali. Figura centrale nella costruzione dell’immagine del Sud e in particolare di queste regioni è lo scrittore e pittore Carlo Levi, riferimento fondamentale per i tanti fotografi, italiani e stranieri, che si muovono tra Matera e i paesi del territorio, tra cui Scanno nei pressi di L’Aquila, divenuta celebre proprio grazie agli scatti di Cartier-Bresson e più tardi di Giacomelli. Particolarmente interessanti, anche dal punto di vista storico, sono le immagini della distribuzione delle terre, un momento cruciale nella storia recente del Paese.
Divenuto ormai una leggenda vivente della fotografia, Cartier-Bresson ritorna a più riprese in Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta realizzando servizi per le grandi riviste illustrate dell’epoca, tra cui “Holiday” e “Harper’s Bazaar”, dedicati soprattutto a Roma, Napoli, Venezia, le grandi città che suscitano l’interesse dei lettori stranieri, e a Ischia e alla Sardegna, tappe che permettono al fotografo di esercitare il suo sguardo sugli usi e i costumi del paese e dei suoi abitanti. In particolare, i diversi scatti realizzati a Roma restituiscono appieno il clima di quegli anni e la specificità di un paese non ancora omologato alla dominante cultura proveniente da oltreoceano. Alcune di queste immagini confluiscono non a caso in uno dei libri più noti del fotografo, “Les Européens” (1955), nel quale si racconta la nuova Europa che è ormai in pieno sviluppo dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.
La mostra ha i suoi ultimi sviluppi e la sua chiusura con le immagini dei primi anni Settanta dedicate ancora a Matera, un vero e proprio ritorno sui luoghi frequentati vent’anni prima, in cui è facile leggere continuità e discontinuità del tempo, l’avanzare della modernità e la persistenza delle identità locali, e con quelle dedicate al mondo del lavoro industriale, tra Olivetti e Alfa Romeo, che spostano invece l’attenzione specificamente sulle nuove modalità di vita del periodo.
La mostra è composta di opere vintage provenienti dalla Fondation Cartier-Bresson, ed è accompagnata da testi esplicativi in ogni sala e da un catalogo, edito da Dario Cimorelli Editore, che riporta tutte le opere esposte, i saggi dei due curatori e di Carmela Biscaglia, quest’ultimo dedicato alle vicende e ai personaggi che hanno reso unico il rapporto di Cartier-Bresson con la Basilicata.
28 Settembre 2024 – 26 gennaio 2025 – Rovigo, Palazzo Roverella
Tina Modotti, Donna di Tehuantepec, Messico, 1929 ca.
“[…] Ma non voglio parlare di me. Desidero parlare soltanto di fotografia e di ciò che possiamo realizzare con l’obiettivo. Desidero fotografare ciò che vedo, sinceramente, direttamente, senza trucchi, e penso che possa essere questo il mio contributo a un mondo migliore.” Tina Modotti, 1926 Dal 26 settembre 2024 al 16 febbraio 2025, le sale di Palazzo Pallavicini di Bologna ospiteranno una mostra dedicata alla fotografia di Tina Modotti (Udine, 1896 – Città del Messico, 1942), esponente di spicco della fotografia e dell’attivismo politico della prima metà del Novecento.
Organizzata e realizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci della Pallavicini s.r.l., unitamente al Comitato Tina Modotti, l’esposizione, a cura di Francesca Bogliolo, intende ripercorrere, attraverso una raffinata selezione di circa cento opere e di alcuni preziosi documenti, la vicenda umana di una donna coraggiosa e anticonformista, che ha saputo farsi interprete del sentimento del proprio tempo, elaborando una poetica della verità foriera di valori umani capaci di oltrepassare i limiti dello spazio e del tempo.
Indipendente, libera, moderna, Tina Modotti coniugò l’amore per l’arte e quello per il vero al proprio ardore politico, che ne guidò le scelte e gli interventi da militante, con la volontà di contribuire alla creazione di un mondo migliore. In dialogo continuo con artisti e intellettuali durante l’evolversi dei suoi periodi espressivi, la Modotti sviluppò un linguaggio fotografico dal tono intimistico, capace di indagare le contraddizioni della realtà per penetrarne la lirica segreta. La totalità degli scatti esposti in mostra svela, fin da principio, un nuovo modo di osservare la realtà, partecipe della fuggevolezza dei suoi istanti: il percorso articolato lungo le sale desidera invitare l’osservatore al dialogo con la propria personale concezione del tempo, talvolta immobile e attonito, talora fugace e inafferrabile.
Quello che emerge con forza è una Tina felice e libera (felice perché è libera), come scrive lei stessa a Weston nell’aprile del 1925: una donna dall’intelletto vivace e dalla sorprendente capacità di introspezione, la cui natura poliedrica appare capace di orientarne le scelte. Articolato in sei sezioni, il percorso espositivo si propone di mostrare al pubblico le infinite sfaccettature di una fotografa abile nel tralasciare l’estetica per dedicarsi all’etica, sviluppando un codice visivo eloquente e personale, delineatosi ed evolutosi in un tempo brevissimo, pur tuttavia capace di lasciare traccia indelebile nel patrimonio storico e fotografico della prima metà del secolo scorso. Il continuo dialogo con le fotografie di Edward Weston, riverbero di un fitto scambio epistolare intercorso tra i due artisti, narra l’ossessione di Tina per la qualità fotografica e la sua volontà, reiterata in una dichiarazione del 1929, di registrare con obiettività la vita in tutti i suoi aspetti.
Numerose le fotografie biografiche, intrise di potenza narrativa, tra le quali si affacciano i volti di alcune personalità note dell’epoca e della dimensione artistica in cui la Modotti immerse la sua anima e seppe trovare la sua ispirazione: il fotografo e suo mentore Edward Weston, gli artisti Diego Rivera e Frida Kahlo, l’attrice Dolores del Rio, il giornalista rivoluzionario Julio Antonio Mella, il politico Vittorio Vidali. Nell’ottica di un appassionato e sincero attivismo, Tina utilizzò il mezzo fotografico come estensione del proprio occhio, strumento di indagine e denuncia sociale, con una coerenza espressiva capace di travalicare l’arte per consegnarla in dono alla vita, quella vita che, a suo stesso dire, lottava continuamente per predominare l’arte.
Una vera e propria metamorfosi della vita in arte, che trova la sua trasposizione fotografica nelle celebri calle e nelle delicate geometrie esposte, che Tina tenta di convertire in astrazione per poterle conservare nella memoria, tralasciando gli elementi superflui per giungere, con fervore, al nucleo del sentimento. L’intensità della passione che guida la mano e l’occhio di Tina si ritrova tra i visi e le mani del popolo messicano, protagonisti di un’intera sezione, testimoni di una volontà di cambiamento e di una necessaria presa di coscienza, che nella sua visione assurgono a icone di possibilità di riscatto sociale.
Vita, arte e rivoluzione: queste le parole chiave degli scatti che colgono i simboli della lotta di classe, i lavoratori, le donne del popolo, gli assembramenti, i dettagli. Intense le istantanee delle donne di Tehuantepec che, camminando velocemente per natura, raccontano la volontà di Tina di ricercare in una società antica una nuova verità e un senso poetico che divengano per lei inesauribile linfa creativa; austeri, in tal senso, gli sguardi dei bambini, che sembrano penetrare l’obiettivo nel tentativo di raggiungere l’anima di chi scatta.
A chiudere la mostra, infine, una selezione di ritratti di Tina, tra cui alcuni di quelli da lei definiti immortali, realizzati da Edward Weston. Nell’osservarli, sembra udirsi l’eco delle parole di Federico Marin, che la descrisse come “una bellezza misteriosa, priva di volgarità […], ma non allegra, bensì austera, terribilmente austera. Non malinconica, né tragica”.
Fascino e mistero restano tuttora intatti, poiché le parole scritte nelle lettere, il suo peculiare sguardo, l’ardita sperimentazione, collocano Tina Modotti tra i più grandi interpreti della realtà della condizione umana, colta nelle sue infinite sfaccettature. La natura immersiva dei suoi scatti, derivante da un’innata empatia verso i soggetti, si fa voce capace di narrare a chi guarda l’infinita varietà del mondo e, contemporaneamente, la sua universalità.
Dal 26 Settembre 2024 al 16 Febbraio 2025 – Palazzo Pallavicini – Bologna
Può il sole splendere a mezzanotte? Una pianta riesce a generare sempre fiori bellissimi, anche quando ha vissuto molti frammenti di vita, se ce ne si prende cura. Il progetto fotografico “Sole a mezzanotte” realizzato nella “Fondazione Casa di Riposo San Giovanni di Dio Onlus” a Troia (FG), rappresenta una qualsiasi situazione similare e nasce dal desiderio di raccontare il bisogno di affetto di chi, nonostante l’inverno della mente e del corpo, ha sempre il cuore in fiore. Il corpo invecchia, la mente può perdere la sua limpidezza ma la linfa che alimenta la vita di ogni creatura, l’amore, non muore mai! Sono occhi che sperano la segreta speranza di vedere qualcuno che li vada a trovare e che gli riscaldi il cuore. C’è ancora tanto amore che possono generare e i loro cuori possono ringiovanire di fronte all’amore. Non lasciamoli soli sul finire del giorno, ma illuminiamo la loro mezzanotte.
Dal 14 al 21 settembre – Palazzetto dell’Arte – Foggia
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Il Festival della Fotografia Italiana nasce nel 2024 per iniziativa della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF). L’evento, che si caratterizza per la ricchezza culturale proposta, si svolge in modo diffuso nel suggestivo comprensorio toscano del Casentino, abbracciando le località di Bibbiena, Poppi e Pratovecchio-Stia dal 14 giugno al 6 ottobre 2024.
L’identità culturale e artistica del Festival mira ad essere un punto di riferimento, non solo nazionale, per gli autori e la cultura visuale italiana. Ogni edizione sarà improntata ad un tema: quello di quest’anno è Dalla Terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografi a Italiana, una suggestione romantica che si ispira, con spiccata evidenza, al romanzo di fantascienza di Jules Verne.
Nell’ambito del Festival della Fotografi a Italiana la FIAF promuove tre call: Nuovi Sguardi – call per giovani fotografi, che ha per oggetto lo stesso tema dell’edizione del festival, Dalla terra alla luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana; Percorsi – dal progetto al libro fotografico e Premio Bibbiena – Editoria Fotografica, entrambe senza alcuna limitazione di genere fotografico trattato.
*****
PERCORSI – dal progetto al libro fotografico. La call è tesa a valorizzare la migliore opera fotografica a tema libero, garantendone visibilità e prestigio mediante la pubblicazione in un volume della collana monografica FIAF.
Termine presentazione opere: 24 aprile 2024 Riunione Giuria: entro il 12 maggio 2024 Invio risultati ai concorrenti: 15 maggio 2024 Premiazione / Presentazione libro 15/16 giugno 2024 Mostra: dal 14 giugno al 06 ottobre 2024 Regolamento: PERCORSI – dal progetto al libro fotografico + scheda iscrizione (senza vincoli di genere fotografico)
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NUOVI SGUARDI – call per giovani fotografi. La call è finalizzata a valorizzare il talento dei giovani autori ed incoraggia il dialogo tra diverse prospettive e diversi linguaggi, creando un ponte tra generazioni di fotografi. Il tema di quest’anno è Dalla terra alla luna. Esplorazioni sulla fotografia italiana. La manifestazione dà continuità, con cadenza annuale, alle Biennali dei Giovani Fotografi Italiani, organizzate dalla FIAF sino all’8^ edizione del 2023, esposte presso il Centro Italiano della Fotografi a d’Autore – CIFA – di Bibbiena, importante riferimento della cultura fotografica nazionale.
Termine presentazione opere: 30 aprile 2024 Riunione Giuria: entro il 12 maggio 2024 Invio risultati ai concorrenti: 15 maggio 2024 Mostra: dal 14 giugno al 06 ottobre 2024
PREMIO BIBBIENA– Editoria Fotografica. L’obiettivo del Premio è contribuire alla promozione e alla divulgazione del libro fotografico, nonché alla diffusione della cultura fotografica, sostenendo e promuovendo gli autori italiani. La FIAF desidera creare un collegamento tra fotografi, editori e pubblico, al fine di stimolare la produzione di opere editoriali nel campo della fotografia italiana. Il Premio, per il quale non è prevista alcuna limitazione per il genere fotografico trattato, garantirà ai libri vincitori una adeguata promozione nazionale con speciali iniziative di presentazione durante fiere letterarie, eventi librari e manifestazioni e festival fotografici nell’anno successivo alla conclusione del Festival della Fotografia Italiana.
Termine presentazione opere: 15 aprile 2024 Mostra: dal 14 giugno al 06 ottobre 2024 Proclamazione vincitori: 07 settembre 2024
Buongiorno, siamo felici di comunicare che il progetto AMI, continua a gonfie vele e la prossima data disponibile è l’11/12/13 Febbraio 2022 a Roma, presso Officine fotografiche.
Dopo la prima positivissima esperienza, siamo certi di poter scovare altri validi progetti, tra gli amatori che hanno lavorato sul proprio territorio.
Un momento delle letture portfolio tenutesi da Musa Fotografia a Novembre 2022
La fotografia amatoriale testimone dei tempi e spazio di sperimentazioni
A.M.I. è una raccolta di indagini fotografiche sul territorio italiano
Qual è lo stato attuale della ricerca fotografica nel mondo non professionistico?
Può la fotografia amatoriale svolgere anche oggi un ruolo chiave nelle contaminazioni linguistiche?
Nella storia della Fotografia l’amatorialità era considerata terreno di sperimentazioni, permettendo lo
sviluppo delle avanguardie. Oggi invece, dopo la diffusione di massa del mezzo fotografico, l’etichetta di
“fotografia amatoriale” è usata per descrivere uno spazio scarsamente coerente o consapevole. Spesso si
considerano le immagini provenienti da questa sfera destinate a scolorire presto, a non trovare un posto
stabile nell’impianto storico legato al mezzo. L¹idea del fotoamatore è dunque dipinta come antitetica a
quella di autore fotografo.
Ma qual è invece il reale confine tra i due mondi?
A.M.I. vuole cercare il fotografo che usa con coerenza e consapevolezza il linguaggio fotografico,
finalizzandolo a un’indagine specifica sul territorio che possa essere spunto di riflessione per l’intera
collettività, distinguendolo così dalla corrente di semplici esecutori autoreferenziali, appassionati del
mezzo.
È fondamentale far conoscere alle giovani generazioni come avvicinarsi allo strumento fotografico, per
entrare in contatto con la propria cultura ed il contesto sociale in cui vivono. E allo stesso tempo è
fondamentale far dialogare nuovamente questi due mondi, per permettere contaminazioni tra
professionisti e amatori.
Simone Cerio e Sara Munari attraverseranno tutto il territorio italiano raccogliendo, tramite appuntamenti
prestabiliti in città e paesi, attraverso il coinvolgimento di festival, associazioni fotografiche e circoli, i lavori
dei fotografi che vorranno contribuire, raccontando fotograficamente la propria parte di terra. Verranno
stabiliti annualmente itinerari che andranno a coprire tutte le regioni italiane.
Simone cerio e Sara Munari, durante l’incontro
I cambiamenti socio-culturali, il paesaggio, la ricerca intimistica o antropologica saranno le aree tematiche
guida, che porteranno valore di osservazione e studio dell’Italia contemporanea.
Le fotografie del progetto, raccolte durante il viaggio e riprese dai fotografi selezionati, non apparterranno
esclusivamente ad uno spazio discorsivo estetico, il fine che ci siamo posti è quello di dedicare uno spazio
museale e d’archivio originale e itinerante, che potrebbe diventare un ponte tra la fotografia e fruitori di
diversa tipologia. Creare questo corpus d’immagini non permetterà solo di generare documenti legati al
nostro paese, ma piuttosto spronare i giovani fotografi a capire le relazioni tra la fotografia e la storia del
territorio che abitano, della società e della sua evoluzione.
I docenti aiuteranno chi presenterà i progetti, ad affinare lo sguardo e la funzionalità dei propri lavori
attraverso colloqui personali (letture portfolio) e workshop nelle diverse sedi stabilite sul percorso
dell’A.M.I.
I lavori selezionati saranno stampati singolarmente, in un piccolo catalogo, all’interno del quale, insieme
alle fotografie, saranno presentate anche le fasi di sviluppo progettuale: il tutto entrerà a far parte di diritto nella permanente dell’archivio del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo
(MUFOCO) che lo manterrà aperto al pubblico e disponibile per visite di studenti, fotografi, e chiunque
voglia approfondire la conoscenza dell’Italia in tutte le sue sfaccettature.
Durante la presentazione del progetto, Musa fotografia, Novembre 2022
CARATTERISTICHE DEL PROGETTO
1) I due docenti organizzeranno un tour mappato nelle varie città selezionate, in ogni città A.M.I. si fermerà
per 3 giorni.
Ogni tappa sarà così organizzata:
Una serata di presentazione del progetto, tramite coinvolgimento circoli fotografici. Sara e Simone
presenteranno il progetto A.M.I. al pubblico, tentando di sensibilizzare i presenti sull’importanza
dell’archivio e dell’indagine territoriale.
Una lettura portfolio condivisa volta a migliorare, approfondire o trovare linee guida per la definizione o
chiusura del proprio progetto.
Un workshop di fotografia per l’intera giornata, dedicato al tema “PROGETTUALITÁ TRA
DOCUMENTAZIONE E INTERPRETAZIONE”.
2) Fotografi indipendenti o facenti parte di associazioni, scuole di fotografia, università e circoli,
potranno presentare i propri lavori per partecipare alla lettura portfolio e al workshop.
3) Sarà possibile partecipare al progetto A.M.I. anche in modalità ON-LINE, inviando una proposta
Per portare a termine il nostro progetto ci siamo avvalsi della collaborazione dei maggiori esponenti della fotografia italiana amatoriale e professionale. Il Mufoco, Museo di Fotografia Fontemporanea, ospiterà l’archivio AMI, il Festival della fotografia etica, il Photolux, Officine Fotografiche Roma e Il Festival di Fortografia Europea, ospiteranno il progetto e gli incontri. Fiaf(Federazione italiana associazioni fotografiche) ci metterà in contatto coi circoli interessati a collaborare, per creare una connessione tra i due mondi.
Fujifilm Italia al sostegno del progetto A.M.I.
FUJIFILM ITALIA, sempre pronta a incentivare iniziative legate alla fotografia, veste il ruolo di madrina sostenitrice che con la propria esperienza e conoscenza del settore, avrà cura di rendere l’A.M.I. un progetto a lungo termine. FUJIFILM Italia, inoltre, sarà presente in ogni tappa supportando e creando un filo diretto con le nuove generazioni di fotografi, amatoriali, semplici appassionati, o professionisti.
Alla tavola rotonda per la discussione degli avanzamenti in essere, per tutto il periodo del progetto, presenzieranno rappresentanti di ognuna di queste organizzazioni.