Giovedì 19 Settembre ore 18.00 – Presentazione delle attività formative ed eventi da Musa.
A seguire presentazione del libro: Street Photography, attenzione, può creare dipendenza di Sara Munari
Street Photography, attenzione, può creare dipendenza!Presentazione del mio nuovo libro:19 settembre ore 18.30 –Street Photography, attenzione, può creare dipendenza di Sara Munari – Editore Emuse Presso Musa FotografiaVia Mentana, 6 Monza Come è cominciata sta faccenda della street photography che oggi tutti pensiamo di fare ma che non fa quasi nessuno? Prima di iniziare, tenete presente che il termine “street photography” si è evoluto nel tempo. In internet si susseguono frustranti e spesso inutili discussioni, su cosa sia o meno. Ma uscite a scattare, va! Qualcuno sentenzia anche che questo genere non esista, sostenendo che rientri più in generale, nel reportage di documentazione, non è così. E io che penso da 10 anni di fare proprio questo, che illusa!Parliamone un po’ alla presentazione, vi aspetto numerosi!CiaoSara Per informazioni
Street Photography, attenzione, può creare dipendenza !
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Prossime presentazioni Serate a tema con autori fotografi, autori di libri o case editrici presentano i propri progetti. Questi eventi sono GRATUITI e non serve prenotazione. Date:
19 settembre ore 18.00 – 20,30 – Presentazione delle attività formative ed eventi da Musa. 19 settembre ore 18.30 – Presentazione del libro: Street Photography, attenzione, può creare dipendenza di Sara Munari
21 settembre 2019 ore 19.00 Federico Arcangelipresentazione del libro Pleasure island
21 settembre 2019 ore 19.00 Federico Arcangeli Mostra “Pleasure island”
Pleasure island F. Arcangeli
Rimini è una piccola città sul mare Adriatico è una rinomata località turistica, da sempre considerata la capitale della vita notturna e delle discoteche. Nonostante i tempi siano cambiati e molti locali storici siano ormai irrimediabilmente chiusi, sa ancora incantare quel popolo della notte che tanto brama la trasgressione. Federico, attraverso le sue immagini, ci trasporta in quei locali, in quell’atmosfera sognante che solo “la riviera” sa offrire. Qui rincontriamo i personaggi Felliniani, in situazioni grottesche e divertenti, coppie che ballano e si stringono, in rituali amorosi che durano il tempo di una notte, ed eterni giovani che non invecchiano mai. Il quadro che viene dipinto della città è quello di un paese dei balocchi, sexy, seducente ed affascinante, dove lasciarsi tentare. Per informazioni eventi
Corsi Musa Fotografia
Questo anno scolastico è ricco di novità, nei corsi. Dopo la fantastica risposta dell’anno scorso, ho deciso di creare dei percorsi formativi con una valenza didattica cronologica. Da Musa puoi seguire due tipi di formazione:
I PERCORSI DI STUDIO composti da più corsi singoli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo in un determinato settore della fotografia. I CORSI SINGOLI si rivolgono a chi vuole seguire corsi unici I nostri incontri sono propedeutici all’affinazione della capacità visiva ed espressiva di ogni studente. Tutti sono composti da parti pratiche e teoriche. Vi saranno discussioni sugli scatti effettuati. Lo scopo dei corsi è quello di migliorare le capacità e il metodo degli studenti, al fine di cercare o affinare lo stile personale. Alcuni di questi corsi potrebbero portare a sbocchi professionali. I docenti coinvolti sono professionisti del settore e vi accompagneranno nella crescita del percorso formativo. Per informazioni sui corsi corsi@musafotografia.it A prescindere che tu segua i percorsi o meno, se ti iscrivi contemporaneamente a tre corsi, ottieni uno sconto del 10%.
Ti aspetto!Sara
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Percorso professionale Mercato, lavoro e leggi, essere fotografo oggi InfoPercorso street photography Avere una visione più completa di cosa sia effettivamente la Street photography e su come comportarsi e muoversi per strada. Info Corsi singoli Qui tutti i corsi singoli Info
Partecipa al Premio Musa per donne fotografe
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Ciao a tutti, durante le mie ultime ricerche ho trovato questo elenco di fotografi che potrebbero ispirarvi per i vostri prossimi lavori, spero sia così.
Lavorano o hanno lavorato tutti per strada. Qualcuno ha poi deviato per il fotogiornalismo o ha semplicemente continuato a “fare” street photography, nonostante lavori paralleli.
Questo genere fotografico (che per qualcuno non esiste, per me si! 🙂 ) viene identificato come un tipo di fotografia che ritrae momenti non messi in posa, di soggetti umani, in luoghi pubblici.
Questa è la definizione più semplice ed è la definizione di cui si avvale uno stuolo di fotografi (anche mediocri nel genere) per autodefinirsi streetphotographer.
Analizziamo meglio, anche perché le definizioni, ultimamente, mi fanno schifo!
I fattori chiave sembrano essere:
– soggetto
– non in posa
– luoghi pubblici
Prima di tutto, per soggetto si intende soggetto umano?
Dal mio punto di vista non solo. Quindi, gli ‘animali’ senza umani, possono essere considerati soggetti per la street. Addirittura anche le ombre di umani o animali sono street, se vogliamo.
Sara Munari Palermo
Se l’uomo manca del tutto e nessun elemento si riferisce al ‘vivere quotidiano’ in termini attivi, io preferisco definire l’immagine con il termine ‘fotografia urbana’, anche se molti la definirebbero comunque “Street”.
Con Il termine ‘soggetto’ mi riferisco a soggetto umano o animale presente o di cui si percepisca la presenza avvenuta, la vita vissuta.
Sara Munari Estonia
Se il soggetto, umano oppure no, è ritratto da una distanza tanto ravvicinata da non permettere allo stesso di avere nessuna relazione con il contesto o con altri elementi umani o animali, la fotografia diventa un ritratto. Anche in questo caso, se una foto di ritratto in un contesto urbano, viene inserita in un portfolio di street, verrà percepito, nella narrazione, come una virgola in un racconto. Un piccolo fermo tra le storie delle singole fotografie all’interno del vostro portfolio.
Ricordate che comunque, l’altra caratteristica è ‘non in posa’ … quindi se il ritratto viene percepito come in posa, rientrerà più facilmente nella fotografia di viaggio o documentazione (che può essere sia in posa che no, a seconda dell’insieme di fotografie dell’intero lavoro). Per ‘non in posa’ intendo nella percezione di chi guarda. Questo è fondamentale. Guardando l’immagine dobbiamo avere la sensazione che l’immagine sia candid anche se effettivamente non possiamo sapere come si sia comportato il fotografo e quale rapporto abbia con il soggetto. Dobbiamo fidarci.
Sara Munari Barcellona
La definizione di luogo pubblico non si limita a contenere solo la strada, piuttosto tutti quei posti fruibili dal pubblico.
Sara Munari Hanoi Vietnam
Quindi le fotografie con un ‘approccio street’ si possono scattare anche in campagna o al mare…dal mio punto di vista, non necessariamente in città. Spesso però chi scatta foto in campagna o al mare fa rientrare il proprio lavoro nella fotografia di paesaggio, di viaggio o documentazione.
Sara Munari Lituania
Tutti i generi fotografici che riguardano la strada (documentazione, cronaca, ritratto, fotografia urbana, ricerca ecc.) possono essere inserite in un portfolio di street, a seconda delle esigenze del fotografo. Se manca l’elemento candid (non in posa) possiamo definirla fotografia di ritratto o documentazione, più raramente ‘street’.
Se si legge quello che ho scritto fino ad ora, si potrebbe pensare che, essendo il genere molto flessibile e spesso inseribile in altre categorie, manchino i presupposti per definire la Street Photography in un modo preciso, dato che rientra in tutti i generi che si scattano per strada.
Su Facebook è nata una piccola discussione su questo argomento ed io mi sono trovata in disaccordo sia con Settimio Benedusi che affermava, attingendo dal commento di un’altra persona: Sara Munari, La street è una scusa per uscire in strada a cazzo e fotografare senza alcuna idea persone buffe, disgraziate, eccetera e spacciare il tutto come genere figo. Se non fai “street” sei sfigato… io non so fare una sega bene ma evito di rompere le palle al mondo con presunti capolavori in BN😀
Questa è chiaramente una boiata (alla quale sono certa non creda nemmeno Settimio) dettata da un approccio non professionale alla fotografia e non nello specifico alla fotografia di street. Nel reportage in generale il rispetto per la persona, per il luogo e gli accadimenti dipende dalla sensibilità e dell’etica del fotografo. Fotografare per strada non fa ‘figo’ se la foto non ha senso o non risponde ai criteri della fotografia DI strada (Street photography), molto differente dalla fotografia IN strada (scendere in strada e fotografare ad minchiam).
Anche con Roberto Morosetti mi trovo in disaccordo. Egli afferma: Sara Munari, Non esiste semplicemente come non esiste “la cucina di strada” ad esempio. Sulla strada puoi cucinare un hot dog, puoi preparare una spaghettata all’aperto, puoi organizzare la fiera del cinghiale, puoi metter su una porchetteria… e via dicendo. Street photography è un termine che vorrebbe dire tutto e per questa ragione non vuol dire nulla. È un contenitore, non un contenuto, ed oltretutto è un contenitore vuoto e nel quale si finisce col gettarvi dentro di tutto. In realtà lungo la strada puoi fare un ritratto, è quello è un ritratto non è “street photography”, puoi fare un paesaggio urbano, e quello è un paesaggio urbano non è “street photography”, puoi congelare un’azione tra più persone, e quella è una fotografia d’azione o di gruppo, a seconda dei casi… La strada è solo il “luogo” non è un “fine” del fotografare.
No! Non è solo un contenitore e spiego il motivo. Le fotografie di questo genere contengono SEMPRE un’eccezione.
Be the bee body be boom
Be the bee body be boom
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Fino all’avvento di internet e del digitale poi, ho sempre pensato che la street fosse il racconto delle vicende dell’uomo tentando di catturarne le caratteristiche e le peculiarità o più semplicemente lo scorrere della vita in strada. Spesso, dato che riguardava proprio le caratteristiche specifiche di una certa società, questo genere era seguito da fotografi che vivevano in un luogo che poi avrebbero raccontato fotograficamente. Questo perché le peculiarità e quindi le eccezioni legate a quella società, erano riconoscibili solo da chi quella stessa società la conosceva bene. Non è sempre stato così, ma spesso.
Oggi le cose sono cambiate. Possiamo farci un’idea delle altre città guardando miriadi di immagini e di filmati, arrivando a conoscere i luoghi le sue abitudini e specificità. Possiamo raccontare New York anche se non siamo di quella città, perché la conosciamo bene, comunque. Ci muoviamo e raccontiamo il mondo con più semplicità.
È sicuramente un genere accessibile a tutti, dato che non serve attrezzatura particolare, ma è davvero molto difficile da produrre. Ci sono centinaia di fotografanti che stanno in strada ma pochi producono fotografia di strada.
La Street photography è una rappresentazione della vita reale (senza intervento del fotografo) infusa di consapevolezza relativa al luogo, alle sue stranezze, alle sue abitubini e all’estetica visiva contemporanea.
I fotografi di strada cercano scene che portino una risposta emozionale immediata attraverso l’umorismo o un eventi ambigui, strani o surreali.
Lo Street photographer può raccontare un mondo non reale, oppure si. A differenza del reportage (giornalismo, cronaca, viaggio…) il fotografo di strada non ha l’obbligo di documentare argomenti specifici o argomenti che siano funzionali ad una narrazione specifica, si può fare, oppure no. Chi scatta per strada fa una selezione di elementi a livello di luce, estetica e composizione che servano a raccontare una piccola storia che può anche risolversi nel singolo scatto. Vedi, scatti e racconti una piccola storia. Un attimo cruciale, in questo senso un’eccezione visibile solo perché fermata dal fotografo. Un processo quasi fulmineo, per questo complicato e per niente riproducibile.
Differente dagli altri generi perché la strada la srotoli sotto le scarpe, nella speranza che una foto ti colpisca, come un pugno in faccia. Non la puoi ricostruire (non dovresti) la devi beccare.
Nella fotografia di viaggio o di documentazione abbiamo inoltre la necessità di narrazione legata ad un evento ad un luogo, un gruppo di persone o un soggetto specifico. Niente di ciò è necessario nella Street photography. Non c’è notizia. Foto singole di street possono chiaramente essere inserite in portfolio di documentazione o viceversa, le due tipologie sono correlate, chiaramente.
Nel reportage fotogiornalistico o di viaggio metti in posa, sposti, interagisci, ritorni. Qui no, non dovresti. La fotografia di strada è un istante, tutto il resto della fotografia che si produce in strada fa necessariamente parte di una sequenza.
Chi dice che basta essere in strada e scattare per fare street, lo dice perché non vede eccezioni e se le vede non è in grado di fermarle in una fotografia.
Sorrido quando sento: riproduce gli scatti di Bresson, è una brutta copia di Frank o Winogrand. Non si può.
Questa è per me la Street photography e esiste, …eccome!
Ecco i maggiori collettivi di Street photography in Italia. Nella speranza che troviate qualcuno a cui ispirarvi anche sul territorio italiano. Molti degli esponenti di questi gruppi hanno ottenuto e ottengono molti prestigiosi riconoscimenti anche all’estero. Ciao Sara
L’ordine è sparso e non segue alcun criterio di preferenza.
ITALIAN STREET EYES è un collettivo di street photographers nato nel 2015. Una passione comune per la street photography che si manifesta sotto forma di diversi linguaggi e stili. ISE promuove questo genere fotografico attraverso progetti ed eventi.
SPontanea è un collettivo di fotografi italiani dedicato alla Street Photography, nato nel 2013. SPontanea è la convergenza di diversi stili e visioni. SPontanea è anche promozione di progetti, temi e idee sulla Street Photography, sia all’interno del collettivo sia nel più ampio panorama fotografico italiano.
Il Collettivo INQUADRA, nato nel 2014 dall’esigenza di confrontarsi, dalla necessità di condividere esperienze e le contrastanti visioni di cio’ che ci circonda, organizza la prima mostra collettiva. Gli autori: Alex Liverani, Matteo Sigolo, Luca Bottazzi, Roberto Deri e Mariano Silletti, esporranno opere che rispecchieranno la diversità dei loro sguardi focalizzati sulla quotidianita’ della vita di strada e suoi personaggi, per comporre un mosaico il cui disegno riflette la contemporaneita’, lo stupore, l’improbabile, l’astratto, il tragico e l’ironico.
Siamo un gruppo italiano di fotografi di strada il cui obiettivo primario è rappresentare quello che ci circonda, le persone che abitano il mondo e tutto ciò che caratterizza il luogo e il tempo in cui siamo immersi.
Quando parliamo di fotografia street abbiamo in mente tre parole:
Autenticità: ciò che è, è ciò che accade
Onirismo: ciò che accade, non è ciò che vedo
Ordine: ciò che vedo, è ciò che rappresento
Scattiamo con l’intento di estrapolare dal caos della strada una visione personale, a tratti surreale, della realtà che abbiamo intorno a noi senza che questo ne pregiudichi l’originalità, la freschezza e la spontaneità.
Mignon è un’associazione culturale che promuove un progetto fotografico diretto ad investigare il quotidiano, l’uomo e il suo ambiente. Questo particolare interesse per le cose che ci circondano e per gli altri ha fatto incontrare fotografi professionisti e non, formando un gruppo in nome della fotografia come fenomeno comunicativo. Questi fotografi ci relazionano con il mondo attraverso i loro occhi, condividendo esperienze comuni di carattere tecnico e soprattutto umano.
Era partito come una vetrina autofinanziata per gli autori coinvolti, ma grazie alle attività promozionali e al confronto con il pubblico (Isp Review) e tra gli autori stessi è cresciuta la consapevolezza della persistente difficoltà nel realizzare Fotografia di Strada localizzata ed attualizzata nel nostro paese, con un territorio Urbano cosi diverso dai tipici scenari Americani e dei paesi del nord europa. Promosso da http://www.photographers.it e http://www.urban.dotart.it.
I fotografi del collettivo Romagna Street Photography operano sul territorio romagnolo guidati dal loro istinto, dal loro talento e dalle regole del genere street photography per restituire, attraverso il mezzo fotografico, le circostanze della vita in Romagna. La street photography sul territorio romagnolo per comprendere com’è fatta la vita da queste parti.
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Buongiorno, ecco qui sotto un elenco di collettivi di fotografi che lavorano per strada. Ci sono fotografie eccezionali dalle quali imparare e prendere spunto.
Questi collettivi provengono da tutto il mondo e rappresentano una panoramica davvero interessante su cosa si dovrebbe vedere e catturare in strada.
Buona consultazione, spero che troviate stimoli e ispirazioni.