Sul vedere e sul guardare di Valeria Cristofoli

Buongiorno a tutti!

Sono entusiasta di condividere con voi i progetti straordinari dei partecipanti ai due workshop di fotografia che ho avuto il privilegio di organizzare, tenutisi a Shanghai nel 2020 e a Pechino nel 2024. queste esperienze hanno rappresentato per me e per i partecipanti un viaggio creativo unico, segnato non solo dalla crescita artistica, ma anche dalla forza del legame umano tra noi.

Nel 2020, a Shanghai, ho guidato in questo percorso, un gruppo di fotografi completamente diversi tra loro e ho visto ognuno di loro scoprire nuovi modi di vedere e interpretare il mondo attraverso l’obiettivo. I risultati sono stati eccezionali: una collezione di immagini che raccontano storie uniche, catturano emozioni profonde e celebrano la diversità della vita delle due città.

Quattro anni dopo, nel 2024, ci siamo ritrovati a Pechino e mi ha riempito di gioia vedere come il tempo avesse rafforzato lo spirito di collaborazione e la passione condivisa per la fotografia. Questo secondo incontro è stato un’occasione per riflettere sulla nostra evoluzione artistica e per creare nuovi progetti che riflettessero le esperienze e le sfide affrontate nel corso degli ultimi difficili anni. Le fotografie realizzate a Pechino testimoniano una maturità artistica sorprendente e una coesione che raramente si incontra nei gruppi di lavoro.

Voglio esprimere la mia più profonda stima e affetto nei confronti di tutti i partecipanti. Il loro impegno, la loro creatività e la loro capacità di sostenersi a vicenda hanno reso questi workshop momenti indimenticabili. Ogni progetto presentato è una testimonianza del loro talento e della loro dedizione.

Non vedo l’ora di vedere dove ci porterà il prossimo capitolo del nostro viaggio. Ciao a tutti! Sara

Qui potete vedere il lavoro di Valeria Cristofoli.

Fotografie di Valeria Cristofoli vietata la vendita o la riproduzione.

Sul vedere e sul guardare Valeria Cristofoli

Il primo strumento utilizzato dal governo cinese per monitorare i propri cittadini sono le telecamere, circa mezzo miliardo installate su tutto il territorio. Le telecamere, dotate per lo più del sistema di riconoscimento faciale, sono collocate non solo nelle aree più affollate e sensibili per la sicurezza nazionale, ma anche in luoghi dove si svolge la vita quotidiana più profonda e intima.

Queste telecamere sono in grado di determinare il volto delle persone, il sesso, la razza e il vestiario creando così un enorme banca dati che scheda ogni singolo cittadino dell’1,4 miliardi di cinesi. Un materiale onnicomprensivo che alimenta la nuova Era dell’Intelligenza Artificiale.

Da tempo i cinesi sono abituati ad essere controllati, visti dagli occhi delle telecamere governative che idealmente rende le loro vite più sicure e facili. Oggi i cittadini cinesi non solo visti, ma anche guardati: “Scoprite perché un uomo agisce, osservate come agisce, esaminate quello che lo appaga. Che cos’altro potrebbe ancora nascondervi?” (Confucio).

Valeria Cristofoli

Per conoscere il lavoro di Valeria – pagina Instagram: @valeria_cristofoli

Per informazioni sui workshop di viaggio con Sara Munari, vai qui

C’era una corte… e forse c’è ancora di Ivano Cetta

Buongiorno a tutti!

Sono entusiasta di condividere con voi i progetti straordinari dei partecipanti ai due workshop di fotografia che ho avuto il privilegio di organizzare, tenutisi a Shanghai nel 2020 e a Pechino nel 2024. queste esperienze hanno rappresentato per me e per i partecipanti un viaggio creativo unico, segnato non solo dalla crescita artistica, ma anche dalla forza del legame umano tra noi.

Nel 2020, a Shanghai, ho guidato in questo percorso, un gruppo di fotografi completamente diversi tra loro e ho visto ognuno di loro scoprire nuovi modi di vedere e interpretare il mondo attraverso l’obiettivo. I risultati sono stati eccezionali: una collezione di immagini che raccontano storie uniche, catturano emozioni profonde e celebrano la diversità della vita delle due città.

Quattro anni dopo, nel 2024, ci siamo ritrovati a Pechino e mi ha riempito di gioia vedere come il tempo avesse rafforzato lo spirito di collaborazione e la passione condivisa per la fotografia. Questo secondo incontro è stato un’occasione per riflettere sulla nostra evoluzione artistica e per creare nuovi progetti che riflettessero le esperienze e le sfide affrontate nel corso degli ultimi difficili anni. Le fotografie realizzate a Pechino testimoniano una maturità artistica sorprendente e una coesione che raramente si incontra nei gruppi di lavoro.

Voglio esprimere la mia più profonda stima e affetto nei confronti di tutti i partecipanti. Il loro impegno, la loro creatività e la loro capacità di sostenersi a vicenda hanno reso questi workshop momenti indimenticabili. Ogni progetto presentato è una testimonianza del loro talento e della loro dedizione.

Non vedo l’ora di vedere dove ci porterà il prossimo capitolo del nostro viaggio. Ciao a tutti! Sara

Qui potete vedere il lavoro di Ivano Cetta.

Fotografie di Ivano Cetta vietata la vendita o la riproduzione.

Cera una corte… e forse c’è ancora

C’era una volta…

È così che iniziano molte favole.

Mi piace, però, l’idea che ogni tanto possa essere diverso.

Vabbè, ricominciamo.

C’era una corte, intorno ad un pozzo

C’era la vita, con ogni mezzo

C’era chi dormiva, c’era chi lavorava

C’era chi sognava e c’era chi giocava

C’era una donna con i suoi bambini

C’era chi invece aiutava i vicini

C’era un mondo, lontano dal tempo

C’era la lentezza che non dava scampo

C’era chi attendeva la fine del giorno

C’era chi a casa faceva ritorno

C’era un uccello che non volava più via

C’era uno sguardo, pieno di poesia

C’era nell’aria un mondo di odori

C’era chi addosso aveva i colori

C’era chi seduto se ne stava in disparte

C’era chi ardeva per la musica e l’arte

C’era vita lungo il cammino

C’era chi di un sogno ha fatto giardino

C’era chi dava le spalle alla storia

C’era a chi non restava che la memoria

C’era una volta…e forse c’è ancora

Ci sono gli hutong, una fotografia che mai scolora

Per conoscere Ivano:

SITO – www.ivanocetta.com

INSTAGRAM

https://www.instagram.com/ivano.cetta.ph

https://www.instagram.com/ivano4u

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Malerba di Marta Ugolini

Buongiorno a tutti!

Sono entusiasta di condividere con voi i progetti straordinari dei partecipanti ai due workshop di fotografia che ho avuto il privilegio di organizzare, tenutisi a Shanghai nel 2020 e a Pechino nel 2024. queste esperienze hanno rappresentato per me e per i partecipanti un viaggio creativo unico, segnato non solo dalla crescita artistica, ma anche dalla forza del legame umano tra noi.

Nel 2020, a Shanghai, ho guidato in questo percorso, un gruppo di fotografi completamente diversi tra loro e ho visto ognuno di loro scoprire nuovi modi di vedere e interpretare il mondo attraverso l’obiettivo. I risultati sono stati eccezionali: una collezione di immagini che raccontano storie uniche, catturano emozioni profonde e celebrano la diversità della vita delle due città.

Quattro anni dopo, nel 2024, ci siamo ritrovati a Pechino e mi ha riempito di gioia vedere come il tempo avesse rafforzato lo spirito di collaborazione e la passione condivisa per la fotografia. Questo secondo incontro è stato un’occasione per riflettere sulla nostra evoluzione artistica e per creare nuovi progetti che riflettessero le esperienze e le sfide affrontate nel corso degli ultimi difficili anni. Le fotografie realizzate a Pechino testimoniano una maturità artistica sorprendente e una coesione che raramente si incontra nei gruppi di lavoro.

Voglio esprimere la mia più profonda stima e affetto nei confronti di tutti i partecipanti. Il loro impegno, la loro creatività e la loro capacità di sostenersi a vicenda hanno reso questi workshop momenti indimenticabili. Ogni progetto presentato è una testimonianza del loro talento e della loro dedizione.

Non vedo l’ora di vedere dove ci porterà il prossimo capitolo del nostro viaggio. Ciao a tutti! Sara

Qui potete vedere il lavoro di Marta Ugolini.

Fotografie di Marta Ugolini vietata la vendita o la riproduzione.

Grazie ai partecipanti per avermi ricordato che, indipendentemente dal passare del tempo, la passione per la fotografia può unire, ispirare e produrre opere di straordinaria bellezza.

MALERBA

Al tempo della Rivoluzione Culturale,  quasi tutte le opere letterarie erano considerate erbe velenose.  Non solo quelle straniere,  ma anche quelle di alcuni autori cinesi,  nonché la letteratura rivoluzionaria del periodo sovietico.

La bibioteconomia,  negli ultimi anni,  ha subito un’accelerazione e il mercato editoriale è in continua crescita.  In questo contesto,  sono stati costruiti, anche da studi di architettura esteri,  innovative e imponenti strutture bibliotecarie e si sono sviluppate catene di librerie private.

In questi luoghi si incontrano le più svariate persone e tanti bambini accompagnati che si riuniscono in appositi spazi a loro dedicati.

Nonostante le dimensioni e la disponibilità di posti a sedere,  gli avventori si trovano a leggere magari seduti per terra o sulle scale che uniscono due piani o nei corridoi.  Queste aree sono intese non solo come luoghi di ricerca e di studio,  ma anche spazi dove trascorrere del tempo.

E,  quando subentra la stanchezza,  si possono anche chiudere gli occhi per rilassarsi,  tanto questi spazi risultano gradevoli e accoglienti.

Marta Ugolini

Per conoscere Marta www.martaugolini.it @martaugo

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Lin Zhipeng, un’innocenza giocosa.

Lin Zhipeng (alias No.223) è nato a Guangdong, in Cina, nel 1979. Si è laureato presso l’Università di studi esteri del Guangdong con una specializzazione in inglese finanziario. Lin è un fotografo e scrittore freelance con sede a Pechino. Creato nel 2003, il suo blog “North Latitude 23”, in cui pubblica foto di accompagnate da brevi testi, ha ricevuto milioni di visualizzazioni e lo ha reso famoso tra la comunità web. Presentate per dieci anni in mostre collettive in Cina e all’estero, le opere di Lin sono state anche oggetto di diverse mostre personali a livello nazionale e internazionale (Delaware Contemporary Museum; Walther Collection Ulm; De Sarthe Gallery Beijing; Stieglitz19 Gallery Antwerp; M97 Gallery Shanghai, ecc.) Ha pubblicato libri di fotografia in Cina, Francia, Canada, Giappone e Italia.

© Lin Zhipeng

Lin è una figura di spicco della nuova fotografia cinese dell’ultimo decennio; ha diffuso il suo lavoro originariamente attraverso i social media e altre piattaforme online, oltre che con le sue zine autopubblicate. Il lavoro di Lin è arrivato a definire un certo “zeitgeist” della generazione di giovani cinesi, non mainstream, post anni Ottanta e Novanta. In mezzo a una società e a un contesto culturale tradizionali, conservatori e spesso chiusi, le fotografie di Lin agiscono come un diario collettivo non privato di una giovane generazione che desidera sfuggire alle pressioni della società . Fiori sbiaditi che si mescolano a toni della pelle, una miriade di motivi che si mescolano con un’ambiguità emotiva fatta di amore e caos, fantasia ed erotismo. Le opere di 223 sono sature di senso di spensieratezza, di un’innocenza giocosa e di un certo ottimismo in mezzo a uno stile di vita edonista che va contro i piaceri e le trappole del sogno della classe media.

© Lin Zhipeng

Lin Zhipeng offre il suo punto di vista sulla cultura giovanile alternativa nel contesto culturale cinese, spesso conservatore. Le sue fotografie spontanee ritraggono una giovane generazione che si abbandona all’amore e alla vita, oscillando tra l’esultanza e la profonda malinconia, la sessualità e spesso il semplice bisogno umano di essere amati in una società altrimenti indifferente e in continua evoluzione.

© Lin Zhipeng

Per conoscere meglio l’autore www.linzhipeng223.com Su Instagram @finger223

L’articolo ha solo scopo didattico e culturale, le fotografie sono dell’autrice e non possono essere usate per fini commerciali.

Interessantissimo giovane fotografo cinese

Jehao Su ha studiato Fotografia alla Beijing Film Academy. Le sue opere sono state esibite in diverse mostre collettive ed individuali in Europa, Nord America e Asia, in location quali Musée du quai Branly, Benaki Museum, UNM Art Museum, Derby QUAD Gallery, Belfast Cultúrlann, The Center for Fine Art Photography, Newspace Center for Photography, United Photo Industries HQ Gallery, Actual Size Los Angeles. Il suo lavoro è stato presentato su pubblicazioni quali The New Yorker, British Journal of Photography, Blink, GUP, Voice of Photography, China Life Magazine, Chinese Photography, Aura Magazine.

SU è stato finalista all’APA / Lucie Foundation Scholarship nel 2014. E’ stato incluso tra gli Ones to Watch 2015 dal British Journal of Photography, così come tra i Magnum 30 Under 30. Recentemente ha ricevuto un Arte Creative Award dal Düsseldorf Photo Weekend, un IdeasTap Award dal Format Festival, un Grand Prize da Feature Shoot Emerging Photography Awards, e un secondo posto al PMH 2015 Grant.

Su vive attualmente a Pechino.

Questo è il suo sito e qui un’intervista in inglese

Su studied Photography at Beijing Film Academy. His work has been exhibited in various group/selected/solo exhibitions in Europe, North America and Asia, including Musée du quai Branly, Benaki Museum, UNM Art Museum, Derby QUAD Gallery, Belfast Cultúrlann, The Center for Fine Art Photography, Newspace Center for Photography, United Photo Industries HQ Gallery, Actual Size Los Angeles. His work has been featured in publications such as The New Yorker, British Journal of Photography, Blink, GUP, Voice of Photography, China Life Magazine, Chinese Photography, Aura Magazine.

Su is a finalist of APA / Lucie Foundation Scholarship in 2014. He is included in the Ones to Watch 2015 of British Journal of Photography, as well as the Magnum 30 Under 30. Recently he has received an Arte Creative Award from Düsseldorf Photo Weekend, an IdeasTap Award from Format Festival, a Grand Prize from Feature Shoot Emerging Photography Awards, and a 2nd Prize from PMH 2015 Grant.

Su is currently based in Beijing.

This is his website and here an interview

Anna

Bravissimo fotografo cinese, membro di Magnum

Chien-Chi Chang (張乾琦) (nato nel1961, Taichung, Taiwan) è un fotografo membro di Magnum Photos.

Chang ha ottenuto un Master of Science all’Università dell’Indiana. Bloomington e un Bachelor fo Arts alla Soochow University, Taipei.

He joined Magnum Photos in 1995 and was elected as a full member in 2001.

Vive traTaichung, Taiwan and Graz, Austria.

Chang si focalizza sui concetti astratti di alienazione e connessione. “The Chain,” una serie di ritratti scattati in un ospedale psichiatrico a Taiwan, è stato in mostra a La Biennale di Venezia (2001) e alla Bienal de São Paulo (2002).

Le fotografie quasi a grandezza naturale di pazienti incatenati insieme, ricordando, attraverso lo sguardo di Chang, i meno visibili legami del matrimonio. Egli ha trattato i legami matrimoniali in due libri – I do I do I do (2001), una serie di immagini che rappresentano coppie di sposi alienate a Taiwan e in Double Happiness (2005), la rappresentazione del business di commercio delle sposse a Taiwan. I legami famigliari e culturali sono anche i temi di un progetto iniziato nel 1192. Per 21 anni Chang ha fotografato e ripreso in video la vita biforcata degli immigrati cinesi nelle Chinatown di New York, insieme a quelle delle loro mogli e famiglie a casa loro a Fujian. Ancora in progress, il progetto è stato esibito al National Museum of Singapore nel 2008, e alla Biennale di Venezia (2011), oltre all’International Center of Photography, New York (2012).

La ricerca di Chang sui legami che legano una persona all’altra, rimandano alla sua esperienza personali di immigrato diviso negli USA.

Qui la sua pagina su Magnum Photos

Qui un interessante articolo apparso sul Time riguardante il particolare approccio di Chang con i provini a contatto,

Chien-Chi Chang (張乾琦) (born 1961, Taichung, Taiwan) is a photographer and member of Magnum Photos. Chang received an M.S. from Indiana University, Bloomington and a B. A. from Soochow University, Taipei. He joined Magnum Photos in 1995 and was elected as a full member in 2001. He lives in Taichung, Taiwan and Graz, Austria.

Chang focuses on the abstract concepts of alienation and connection. “The Chain,” a collection of portraits made in a mental asylum in Taiwan, was shown at La Biennale di Venezia (2001) and the Bienal de São Paulo (2002). The nearly life-sized photographs of pairs of patients chained together resonate with Chang’s look at the less visible bonds of marriage. He has treated marital ties in two books—I do I do I do (2001), a collection of images depicting alienated grooms and brides in Taiwan, and in Double Happiness (2005), a depiction of the business of selling brides in Vietnam. The ties of family and of culture are also the themes of a project begun in 1992. For 21 years, Chang has photographed and videoed the bifurcated lives of Chinese immigrants in New York’s Chinatown, along with those of their wives and families back home in Fujian. Still a work in progress, “China Town” was hung at the National Museum of Singapore in 2008 as part of a mid-career survey and at Venice Biennale (2011) as well as at International Center of Photography, New York (2012). Chang’s investigation of the ties that bind one person to another draws on his own divided immigrant experience in the United States.

Awards

1998: First Place, Daily Life, World Press Photo, Amsterdam.

1998: Visa d’Or, Visa Pour L’image, Perpignan.

1998: Magazine Photographer of the Year, NPPA, USA.

1999: W. Eugene Smith Grant, W. Eugene Smith Memorial Fund for Humanistic Photography, New York.

2003: First Place, Best of Photography Book (The Chain), Pictures of the Year International, USA

Anna

Trovo estremamente poetico, questo giovane artista cinese: Yang Yongliang

Yang Yongliang è un artista contemporaneo cinese, nato nel 1980 a Jiading, Shanghai.

Da giovane studente, si è dedicato allo studio della pittura tradizionale cinese e della calligrafia, prima di frequentare la Shanghai Art & Design Academy, dove si è specializzato in decorazione e design iniziando nel 1996. Nel 1999 ha frequentato la China Academy of Art, Visual Communication Department, a Shanghai. Nel 2005 ha cominciato al sua carriera come artista, con l’esplicito scopo di “creare nuove forme di arte contemporanea”, quali pittura moderna con inchiostro, fotografia e video.

Attualmente vive e lavora a Shanghai.

Yang Yongliang born 1980 in Jiading, Shanghai is a Chinese contemporary artist.

As a young student, he studied traditional Chinese painting and calligraphy before attending the Shanghai Art & Design Academy, where he specialized in decoration and design beginning in 1996. In 1999 he attended the China Academy of Art, Visual Communication Department, Shanghai branch. In 2005 he started his career as an artist with the stated goal of “creating new forms of contemporary art”, such as modern ink painting, photography and video art.

He currently lives and works in Shanghai.

Here an interview and his website