Leigh Ledare, erotismo e istanze di sessualità

Nato nel 1976 a Seattle. Vive e lavora negli Stati Uniti
Leigh Ledare si è laureato alla Rhode Island School of Design e ha conseguito un master alla Columbia University nel 2008. Attualmente vive tra New York e Los Angeles e insegna al California Institute of the Arts. Ledare è rappresentato da Greene Naftali e ha esposto in mostre personali presso Andrew Roth e Rivington Arms a New York. Ha partecipato a mostre al Deutsche Guggenheim, allo Swiss Institute, alla Patina Foundation e alla Biennale di Praga. Il suo libro d’artista Pretend You’re Actually Alive è stato recentemente pubblicato da PPP Editions, in collaborazione con Andrew Roth.
Leigh Ledare è rappresentato dalla Greene Naftali Gallery di New York.

 ©Leigh Ledare

Ledare è un fotografo che utilizza sia il mezzo fotografico che quello del video per documentare la sua relazione fortemente erotica con la madre.
Da soggetto, da artista, Leigh diventa puro specchio, producendosi in una vertiginosa analisi degli affetti e dei desideri, senza nulla celare, senza abbellire alcunché.
Protagonista di tutti gli scatti e dei video-confessione correlati è Tina Peterson, la mamma di Leigh, ex reginetta di bellezza alla soglia della mezza età, donna di grande carisma e di altrettanto grandi contraddizioni: un angelo e un mostro. Lei, che ha fortissimamente voluto queste fotografie, rivendicando nell’esporre il proprio corpo il ruolo di autore, di artista.
La dimensione sacrificale in cui si articola la sua storia di donna e di madre esorcizza ogni voyeurismo: offrendosi all’obbiettivo impietoso del figlio, ricostruisce la solidità dei legami, dando voce ad un’unità più alta, superiore alle stesse convenzioni che fondano le relazioni filiali.

©Leigh Ledare

Le immagini che ne derivano sono spesso sontuose, sature di colore e sorprendentemente belle. Ma anche e soprattutto, ci sconcertano, ci mettono a disagio e, nel processo, sollevano domande sul funzionamento dell’immagine e sulla costruzione della soggettività nella cultura contemporanea.

Il suo non è lavoro diaristico ma un’indagine sulla natura della nostra formazione come soggetti e sulla sua relazione con forze culturali più ampie e mutevoli.

I ritratti di Ledare di sua madre rivelano risposte sovversive, istanze di sessualità e vulnerabilità impiegate tatticamente per molteplici scopi economici, personali e psicologici. Ledare propone che la complessa soggettività di sua madre non derivi da un’incapacità di svolgere una moltitudine di ruoli diversi, ma dall’occupazione simultanea di un’abbondanza di modalità immaginarie, radicate nel performativo, che non possono essere conciliate.

©Leigh Ledare

Per approfondire

Il sito dell’autore https://leighledare.com/

Per il suo libro https://amzn.to/3YhO5Af

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