Mostre per il mese di luglio

Ciao a tutti,

a luglio ripartono i grandi festival estivi, e numerose mostre ci aspettano!

Non perdetevele!

Anna

Marco Pesaresi – Underground (Revisited) 

© Marco Pesaresi | Marco Pesaresi, New York, Eastern Parkway

Underground (Revisited) ripropone a distanza di quasi vent’anni la mostra Underground. Un viaggio metropolitano, il reportage svolto da Marco Pesaresi nelle metropolitane di dieci città: Berlino, New York, Londra, Calcutta, Mexico City, Mosca, Madrid, Tokyo, Parigi, Milano. La mostra curata all’epoca dall’Agenzia Contrasto in occasione della Triennale di Milano nel 2002 ed esposta, nello stesso anno, a Palazzo del Podestà di Rimini, torna nel progetto di Savignano Immagini.
L’allestimento, a cura di Denis Curti e Mario Beltrambini, è composto di 84 fotografie originarie, che sono state nel frattempo conservate presso l’archivio di Palazzo Vendemini. Accanto a queste, un percorso documentativo della storia di Underground: i negativi, il diario di viaggio – un block notes a righe in cui Marco ha appuntato pensieri e considerazioni nella fase più intensa del viaggio che è durato oltre due anni – una selezione delle oltre 300 fotografie tratte dai reportage completi, le riviste italiane e straniere
che ne pubblicarono alcune immagini, il catalogo – versione italiana e versione inglese, con prefazione di Francis Ford Coppola – fino ad Underground Story con la pubblicazione del diario completo. 
A completamento un documento video con le interviste a colleghi e amici di Marco offre pensieri critici e considerazioni il percorso sul lavoro sulle metropolitane del mondo. 
Trascorsi diversi anni, Underground (Revisited) permetterà ai numerosissimi estimatori di Marco Pesaresi di vedere la versione integrale di una delle mostre fotografiche che rinnovarono il linguaggio del fotoreportage e metà degli anni ’90 e che collocano lo stile del reporter riminese quanto mai attuale, moderno, presente.
Undeground (Revisited) è realizzata da Comune di Savignano, Savignano Immagini e SI FEST con il patrocinio del Comune di Rimini e il contributo di Caseificio Pascoli e sarà visibile presso l’ex Consorzio di bonifica, in via Garibaldi 45, a Savignano sul Rubicone (FC) dal 5 giugno all’8 agosto 2021. 

Dal 05 Giugno 2021 al 08 Agosto 2021 – ex Consorzio di bonifica – Savignano sul Rubicone

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Le mostre di Cortona On the Move

“We Are Humans” è il tema centrale di Cortona On The Move 2021. Siamo tutti protagonisti, l’essere umano torna al centro nella sua quotidianità, con le sue relazioni, gli affetti e la condivisione di esperienze, un omaggio all’ordinario e allo straordinario della nostra condizione umana tra intimità e dimensione pubblica.

Le mostre che vengono ospitate quest’anno, sono davvero straordinarie, solo per citarne qualcuna: Alec Soth, Alessandra Sanguinetti, Paolo Pellegrin, ma date un’occhiata al programma completo!

Dal 15 luglio al 3 ottobre – Cortona (AR)

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Le mostre del Festival di Arles

Dovremmo inventare un nuovo rito di passaggio per questo periodo così particolare? Ritoccare questo anno vuoto in technicolor? L’urgenza del presente richiede anzitutto un impegno, un impegno da parte dei Rencontres d’Arles nei confronti di fotografi, artisti, curatori, partner e istituzioni con cui il festival ha stretto legami così forti da tanti anni. Lungi dall’immaginare una tabula rasa che ci tenti di rompere con il tempo sospeso indotto dalla pandemia, si tratta di riflettere su come aggiornare un patrimonio: quello del festival dello scorso anno, sviluppato da Sam Stourdzé intorno al tema della resistenza, e la fotografia che nelle sue parole, “si alza, si oppone, denuncia…ri-incanta”. Ho voluto che il programma si costruisse intorno a queste premesse, portandole oltre, con variazioni ed echi, nuove aggiunte e derivazioni che ci permettessero di cogliere anche questa forza, l’urgenza dei Rencontres d’Arles di misurare il polso del mondo . Se i cieli non sono ancora limpidi, se la luce è ancora fioca quest’estate, dobbiamo comunque rendere visibili i moltiplicarsi delle esplosioni di luce prodotte dai fotografi e artisti invitati.

Se Pier Paolo Pasolini ha capito come la tensione prodotta dai feroci riflettori del potere minaccino i lampi di luce delle potenze opposte, Georges Didi-Huberman offre speranza in La sopravvivenza delle lucciole (2009). Secondo lui, dobbiamo riconoscere una resistenza nella più piccola lucciola, una luce per ogni pensiero». La fotografia continua a emettere segnali luminosi, aprendo spazi a nuovi metodi di resistenza. Arles in piena estate sarà come una costellazione di lucciole, composta da mille luci che illumineranno la diversità dei riguardi, la polifonia delle storie, e simboleggiano la sopravvivenza della speranza e la presa di coscienza attraverso l’immagine.

I luoghi scelti per il festival quest’anno offrono uno scenario tanto vario quanto un’atmosfera, in linea con la diversità del programma. Si svolgono nel patrimonio, nei siti storici del centro, all’Atelier de la Mécanique nel Parc des Ateliers, a Monoprix e Croisière e in diversi giardini cittadini.

Nell’Église Frères Prêcheurs nel centro di Arles, Emergences prende residenza quest’anno con il Louis Roederer Discovery Award in un nuovo formato. Ogni anno ormai, un nuovo curatore esprimerà la propria visione delle tendenze della giovane arte contemporanea. L’anno 2021 è stato affidato a Sonia Voss, che utilizza un nuovo concetto di design che mette in dialogo i progetti tra loro.

Una passeggiata attraverso l’edificio modernista che ospita Monoprix conduce a un universo in cui identità e fluidità si incontrano. SMITH’s Desideration è un’esplorazione multisensoriale al crocevia di pratiche diverse, in cui fotografia, narrazione, finzione e forma diventano una cosa sola; è un viaggio in un cosmo poetico, ponendo a ciascuno di noi la domanda essenziale della nostra esistenza oltre il genere e oltre i confini. Inoltre, poiché la pandemia ci porta a mettere in discussione i limiti dell’umanità, Rethink Everything ci introduce in una scena latinoamericana con una pratica femminista che sonda il corpo e la società in tutti i suoi aspetti. La questione della rappresentazione è affrontata anche con la mostra The New Black Vanguard, che celebra il corpo nero in tutta la sua diversità, scavalcando le discipline dell’arte, della moda e della cultura.

Questi molteplici punti di vista sul mondo trovano eco nell’introspettivo Essere presente di Pieter Hugo. Un focus sul ritratto ci porta in molti luoghi della terra, ma ci chiede di assumere la prospettiva dell’altro. E volgersi verso l’altro, verso orizzonti lontani, è anche ciò che offre la sezione Atlas. Anche in questo caso, siamo invitati a viaggiare e a guardare una mappa che copre geografia, storia, sociologia e psicologia. Quindi, troveremo prospettive dal Sudafrica, ma anche dal Sudan e dal Cile, per spostarci in tutto il mondo.

The Rencontres riguarda anche la rivisitazione della storia del mezzo fotografico e dei suoi attori. Pertanto, l’apertura degli archivi di Charlotte Perriand esprime come la fotografia e il fotomontaggio abbiano svolto un ruolo decisivo nel suo processo creativo, sia nel suo sviluppo estetico che nel coinvolgimento politico negli anni ’30. Poi bisogna citare Sabine Weiss, che quest’anno compie 97 anni. Il suo lavoro sarà esposto alla Chapelle des Jésuites del Museon Arlaten, una nuovissima sede dei Rencontres.

Questi sono solo i primi flash offerti dal festival quest’estate. Insieme alla direttrice esecutiva dei Rencontres, Aurélie de Lanlay, e all’intero team, vi invitiamo a scoprire il resto del programma che aprirà il 4 luglio ad Arles.

(traduzione della presentazione di CHRISTOPH WIESNER, direttore del festival)

Dal 4 luglio al 26 settembre – Arles – sedi varie

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Ultimate landscapes – Claudio Orlandi

Ultimate Landscapes è un long-term project partito nel 2008 attraverso il quale il fotografo romano Claudio Orlandi, appassionato di montagna, riprende in differenti sessioni annuali l’evoluzione e la tecnica di “copertura” di questi ghiacciai, in sei campagne fotografiche i cui esiti sono esposti in mostra.
Sono rappresentati il ghiacciaio del Presena sopra Ponte di Legno (BR), la Zugspitze (la vetta più alta di Germania, vicino a Garmisch-Partenkirchen) e lo Stubaier Gletscher (Austria); il paradiso dei ghiacci sopra Zermatt e il Rhonegletscher (alle sorgenti del Rodano sempre in Svizzera, nel cantone Vallese). Claudio Orlandi ha fotografato questi ghiacciai nella loro evoluzione geomorfologica e antropica.
Le fotografie colpiscono per la loro grande forza e carica estetica. Dall’impostazione teatrale della prima serie di immagini alla carica del sublime della seconda, in cui il bianco abbagliante del panneggio rievoca le sculture neoclassiche. Rivelano solo in un secondo tempo ciò che in realtà rappresentano: grandi teli che ricoprono montagne, solo avvicinandosi infatti e osservando con attenzione, si notano specchi d’acqua e altri dettagli che poco alla volta svelano la vera natura del soggetto nell’ampio paesaggio alpino.
I cambiamenti climatici – divenuti recentemente più rapidi e intensi – hanno suggerito interventi per ridurre la sempre crescente fusione dei ghiacciai.
I ghiacciai, anche nei loro settori antropizzati, costituiscono una risorsa importante sia in ambito paesaggistico naturalistico che nelle attività legate all’alta quota. Così, nei mesi tra giugno e settembre, ampie superfici di nevi e ghiacci vengono coperte con teli bianchi (geotessili) che le proteggono dalla radiazione solare. I primi esperimenti realizzati in Italia sulle tecniche di riduzione della fusione glaciale sono iniziati nel 2008 sul ghiacciaio Dosdè in alta Valtellina e poi sul ghiacciaio Presena al Passo del Tonale –dove si è arrivati a una copertura di 100.000 mq e alla conservazione di uno spessore di 50 m di ghiaccio. Dopo le prime sperimentazioni, il pluriennale utilizzo dei geotessili ha confermato la loro utilità a livello locale sia nella conservazione di neve e ghiaccio, sia nel rallentare la tendenza alla frammentazione dei ghiacciai.

2 luglio – 25 agosto 2021 – Casa della Memoria – Milano

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MILTON H. GREENE. WOMEN

© Milton H. Greene / Elizabeth Margot Collection | Milton H. Greene, Audrey Hepburn for War and Peace, 1955

L’esposizionecomprende una vasta gamma di foto, tra cui preziosi scatti a Marilyn Monroe e altre celebrities come Audrey HepburnMarlene DietrichGeraldine ChaplinKim NovakShirley MacLaineLucía BoséSusan Sarandon, ma anche attori come Cary Grant e Sir Lawrence Olivier. Si potranno inoltre ammirare polaroid originali, provini e documenti che raccontano dall’interno il processo di lavoro seguito da Milton Greene. In questi materiali, l’artista rivela infatti il modo particolarissimo con cui colloca il soggetto all’interno del mirino della sua Rolleiflex, avvicinandosi, cambiando la distanza tra loro, giocando con la luce e lo spazio per dare visibilità al soggetto reale dell’immagine. Si scopre così il modo in cui Milton Greene costruisce un linguaggio e una retorica specifici, utilizzando il proprio vocabolario e i suoi continui aggiustamenti per raggiungere il perfetto equilibrio dei suoi scatti.

Attivo peroltre quattro decenni nel mondo della fotografia e della produzione cinematografica statunitense, con numerosi riconoscimenti, medaglie, premi nazionali e internazionali ottenuti, Milton Greene è uno dei fotografi più celebrati al mondo.

Nato a New York nel 1922, ha iniziato a fotografare all’età di 14 anni e a soli 23 anni è già definito il “Wonder Boy della fotografia a colori”. Negli anni Cinquanta e Sessanta la maggior parte dei suoi lavori sono apparsi sulle principali testate nazionali tra cui LifeLookHarper’s BazaarTown & Country e Vogue. Oggi gli viene riconosciuto il merito di aver portato, insieme ad altri eminenti fotografi come Richard Avedon, Cecil Beaton, Irving Penn e Norman Parkinson, la fotografia di moda nel regno delle belle arti, ma sono soprattutto i suoi straordinari ritratti di artisti, musicisti e celebrità televisive e teatrali ad essere diventati leggendari.

Ma sono sicuramente le foto scattate a Marilyn Monroe a essere maggiormente ricordate.
Il fortunato incontro con l’attrice ebbe luogo nel 1953, grazie ad un incarico affidato a Greene per conto di Look Magazine. I due divennero presto amici intimi e nel 1956 formarono la loro compagnia, la Marilyn Monroe Productions, che produsse “Bus Stop” e “The Prince and the Showgirl”. Prima di sposare Arthur Miller nel giugno del 1956, Greene ha fotografato Marilyn Monroe in innumerevoli sessioni, scattandole alcune delle sue fotografie più belle ed iconiche, che ne colgono appieno gli stati d’animo, la bellezza, il talento e lo spirito.

La sua straordinaria abilità di regista, infatti, gli permetteva di catturare le qualità che meglio rappresentavano la persona reale, rendendo ciascuna delle sue immagini una dichiarazione eloquente e unica del soggetto ritratto e convertendo così la sua particolare visione in arte fotografica. Non a caso Marilyn affidò a Greene la sua autobiografia, chiamata semplicemente “La mia storia.

Per questo il lavoro di Milton H. Greene, come dimostrano gli scatti in mostra, continuerà a essere considerato rappresentativo di un’era, certo forse ormai finita, ma che si rifletterà sempre invariata nelle sue immagini iconiche.

Dal 17 Giugno 2021 al 26 Settembre 2021 – SENIGALLIA – Palazzetto Baviera

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VALENTINA VANNICOLA. L’INFERNO DI DANTE

Valentina Vannicola, #1 Canto III, Antinferno. L’Entrata dell’Inferno, 2011 | © Valentina Vannicola

Un racconto sintetico, serrato, ma anche sottilmente simbolico, che interpreta le parole di Dante come fossero una sceneggiatura e le restituiscono in forma di immagini. In occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante il Museo presenta Inferno di Valentina Vannicola, progetto che entra quest’anno nelle Collezioni di Fotografia.

Dall’ingresso attraverso la porta dell’Inferno, passando per le anime dei dannati in attesa sulle rive dell’Acheronte, quelle dei sospesi nel limbo, quelle dei simoniaci, condannati a ad essere capovolti nella terra, e ancora il corpo solo vegetale dei suicidi e le anime trascinate dalla bufera di Paolo e Francesca, l’autrice ci conduce in un viaggio immaginifico attraverso i Cerchi dell’inferno.

La serie si compone di quindici fotografie, ambientate nella maremma laziale e realizzate coinvolgendo come attori gli stessi abitanti.

Dal 17 Giugno 2021 al 26 Settembre 2021 – Roma – MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo

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MOLICHROM: IL FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA NOMADE

© Joey Lawrence

“La fotografia è un viaggio che ci offre l’opportunità di vedere ciò che altri hanno visto prima di noi”

“Ho voluto portare l’attenzione su degli artisti che attraverso esperienze molto diverse e punti di vista anche molto distanti, offrono un’opportunità unica di fare esperienza di quello che possiamo chiamare lo sguardo nomade.
Così il direttore artistico Eolo Perfido introduce la prima edizione di Molichrom: Festival un evento di fotografia internazionale e contemporanea che vede il Molise come centro operativo e il nomadismo come tema centrale di questa edizione. “Terra di “tratturi” e “transumanza”, il Molise ha da sempre un forte legame con il suo territorio e la sua storia. Anche per questo motivo – continua il direttore – il tema scelto per la prima edizione è quello del Nomadismo, come spunto concettuale per raccontare attraverso la fotografia quella che è una delle identità più importanti del genere umano.” 

Da giovedì 24 giugno le mostre in esclusiva di giganti della fotografia come Joey Lawrence Giuseppe Nucci, la prestigiosa selezione della Best Of London Street Photography Festival, gli incontri con Michele Smargiassi, Biba Giacchetti AugustoPieroni, guerrilla art e workshop diffusi tra CampobassoMontagano Pietrabbondante.

Molichrom: Festival della Fotografia Nomade 
nasce da un’idea costruita insieme all’associazione Tèkne, un gruppo di operatori dell’arte, spettacolo e comunicazione, che negli anni si è impegnato attivamente in Molise con passione ed entusiasmo. L’intento è promuovere in Molise la fotografia contemporanea e diffondere cultura visiva e nuove forme di comunicazione. 

Un progetto coraggioso ideato realizzato in un momento delicato della nostra storia – dichiara l’associazione – in cui la ripresa dal vivo delle attività culturali diventa un segno forte di rinascita e ripartenza del territorio e della nazione. Farlo in un territorio che negli anni si è contraddistinto per essere un punto di fuga, ma anche un punto di approdo e di arrivo è sembrata un’occasione irripetibile.

La fotografia rappresenta l’arte immediata, fruibile da tutti e arriva velocemente al cuore di ciascuno. Ci siamo dedicati al tema del “Nomadismo” per innescare un dialogo forte con il territorio. Ogni luogo sarà protagonista con mostre dedicate e un programma che, oltre alle mostre, spazia dalla guerrilla art agli incontri a tema. Molichrom: è un progetto con il sostegno e finanziamento della Regione Molise, dell’Assessorato al Turismo e Cultura.

Dal 24 Giugno 2021 al 15 Agosto 2021 – CAMPOBASSO – Sedi varie

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SERGEJ VASILIEV: UNO SGUARDO INDISCRETO SULL’URSS SCONOSCIUTA

© Sergej Vasiliev | Sergej Vasiliev, Ritratto di giovane detenuta, 1980 ca.

S’intitola “Sergej Vasiliev: uno sguardo indiscreto sull’URSS sconosciuta” la prima mostra antologica in Italia dedicata al forotoreporter russo, che verrà ospitata a Firenze al Semiottagono delle Murate, dal 23 giugno al 4 ottobre.
In un luogo di grande suggestione, un ex monastero divenuto caserma e infine struttura di detenzione fino alla metà degli anni Ottanta, si realizza un percorso che in circa settanta immagini intende riassumere e sottolineare lo sguardo penetrante di Vasiliev nel quotidiano di una metropoli negli Urali meridionali, Čelyabinsk, ai tempi dell’ex Unione Sovietica: detenuti, partorienti, ginnaste, il disastro di Ufa, è la storia nuda, vera, della gente russa, scrutata e indagata con un formalismo mai retorico, a comporre una cronaca avara di colore e di grande impatto.
Particolarmente toccante il capitolo a chiusura del percorso ideato daJan Bigazzi e curato dall’esperto di arte figurativa russa,Marco Fagioli, che racconta l’incidente ferroviario nel distretto di Iglinskiy, avvenuto il 4 giugno del 1989. Inviato dal Vecherny Čelyabinsk (Čelyabinsk Sera), il quotidiano per il quale Vasiliev ha lavorato per quarantacinque anni dal giorno della sua fondazione nel 1968, l’autore stringe sui corpi bruciati e martoriati distesi sui tavoli dell’ospedale o nelle bare sostenute per le strade del dolore, che fanno tornare alla mente alcune scene del grande cinema russo post-stalinista.
La mostra è promossa dall’AssociazioneAmici del Museo Ermitage insieme a MUS.E, MAD Murate Art District, Museo Sergej Vasiliev a Čelyabinsk e realizzata con il contributo diFondazione CR Firenze,in collaborazione conMIP Murate Idea Park. Nel 2022 sarà ospitata al Museo delle Culture di Lugano (MUSEC).

Dal 23 Giugno 2021 al 04 Ottobre 2021 – FIRENZE – Semiottagono delle Murate

Torneremo a viaggiare: il lavoro nel turismo fra tradizione e nuove forme di ospitalità

Mostra del concorso Fotografia e mondo del lavoro 4° edizione

Si intitola “Torneremo a viaggiare: il lavoro nel turismo fra tradizione e nuove forme di ospitalità” il 4° concorso fotografico nazionale “Fotografia e mondo del lavoro” promosso dalla Fondazione Carlo Laviosa e dal Comune di Livorno. Si concluderà con una mostra organizzata ai Granai di Villa Mimbelli di Livorno, nel giorno dell’inaugurazione della mostra si svolgerà anche la premiazione dei vincitori. 

dal 3 luglio al 5 settembre 2021 – Museo Civico Giovanni Fattori – Granai di Villa Mimbelli – Livorno

Nuove imperdibili mostre! Italia ed estero. Le inaugurazioni da non perdere.

Conflict, time, photography

April 10 – July 5, 2015 Venue details: Museum Folkwang, Museumsplatz 1, 45128 Essen, Germany.

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2003 © Simon Norfolk

Conflict, Time, Photography brings together photographic reportages and artistic works that focus on war events and their settings, their visible effects and social consequences. The arrangement of the works in the exhibition is somewhat surprising, for it is informed solely by the temporal distance to the event the photographers and artists make reference to, from “moments, weeks, months later” at the beginning of the exhibition to “years and decades later” to “100 years later” in the last of the total of 12 rooms. This gives rise to neighbourhoods of documentary-photographic, photo-artistic and conceptual works that leave it open as to how observers are to view and understand their content – even if it is unmistakeably clear that they address the historical and contemporary fact of war and our ideas concerning it.

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© Don McCullin, courtesy Hamiltons Gallery, London

The exhibition title forgoes putting the terms war, time and photography in a clear relationship. Conflict, Time, Photography is not a photographic or media history of war, neither is it a history of war photography or photography in times of war. Instead the exhibition inquires as to the possibilities and strategies of using photography and art to cope with war and violence: eye-witnessing – searching for clues – stocktaking – remembering – artistic ways of reading archives – return to locations – suggesting the invisible. As an exhibition within the exhibition, the London-based Archive of Modern Conflict has conceived a presentation from its extensive collections of historical photographs, objects, print material and manuscripts. It brings together private shots, official photos, historical equipment and other objects from the years of the First and Second World Wars, fusing them into a multimedia installation. For Essen, a further chapter was added to Conflict, Time, Photography exploring reports on the Ruhr region and Rhineland immediately after the end of the Second World War. At that time local and regional photographers including Albert Renger-Patzsch, Willy van Heekern and Ruth Hallensleben, as well as foreign photojournalists such as René Burri and Margaret Bourke-White, cast their gaze on the destroyed cities and their inhabitants. Their pictures not only present highly diverse perspectives, but also reveal the different aims pursued with the photo reportages. On the one hand we see the suffering of the civilian population among the piles of rubble, on the other a critical evaluation of German society, which found itself confronted with the consequences of Nazi war policy.

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© Courtesy Luc Delahaye & Galerie Nathalie Obadia, Paris/Bruxelles

Artists: Jules Andrieu, Pierre Antony-Thouret, Nobuyoshi Araki, Archive of Modern Conflict, George N. Barnard, Margaret Bourke-White, Frank Breuer, Adam Broomberg, Oliver Chanarin, René Burri, Hermann Claasen, Luc Delahaye, Chloe Dewe Mathews, Ken Domon, Matsumoto Eiichi, Hugo Friedrich Engel, Roger Fenton, Toshio Fukada, Jim Goldberg, Ruth Hallensleben, Rudolf Herz, Dieter Hinrichs, Kenji Ishiguro, Kikuji Kawada, János Kender, Peter Kleu, An-My Lê, Jerzy Lewczyński, Emeric Lhuisset, Agata Madejska, Diana Matar, Don McCullin, Susan Meiselas, Angela Milden, Simon Norfolk, João Penalva, Richard Peter, Walid Raad, Jo Ractliffe, Albert Renger-Patzsch, Sophie Ristelhueber, George Rodger, Julian Rosefeldt, August Sander, Hrair Sarkissian, Michael Schmidt, Karl Hugo Schmölz, Ursula Schulz-Dornburg, Indrė Šerpytytė, Stephen Shore, Harry Shunk, Taryn Simon, Josef Stoffels, Wolf Strache, Shomei Tomatsu, Hiromi Tsuchida, Willy van Heekern, Nick Waplington, Franz Wiese, Jane Wilson, Louise Wilson, Sasaki Yuichiro

Organised by Tate Modern, London in association with Museum Folkwang, Essen and Staatliche Kunstsammlungen, Dresden.

 Qui tutte le info

WU MING + TERRAPROJECT = 4. UN VIAGGIO DI FOTOGRAFIE E RACCONTI

Inaugurazione mostra venerdì 8 maggio ore 19.30 anticipata dalla presentazione editoriale alle 18.30 dei libri “4” di TerraProject e di “Hotel Immagine” di Simone Donati. Intervengono Michele Borzoni e Simone Donati, modera l’incontro Emiliano Mancuso. L’esperienza esplorativa di TerraProject e Wu Ming è racchiusa nella metafora dei quattro elementi – aria, acqua terra, fuoco – linee guida nella costruzione di immagini di vulcani, impianti industriali, coste, città fratturate e personaggi immaginari. Alle 18.30 Simone Donati Presenterà il libro Hotel Imma I quattro capitoli del progetto – aria, acqua, terra, fuoco – sono dunque il frutto di un processo di selezione collettiva, un nuovo punto di partenza, quattro nuclei dentro i quali Wu Ming 2 si è orientato nella costruzione di quattro racconti.

Questo nuovo organismo fatto di parole e figure diventa un dispositivo che sposta la mera natura documentaria portandoci in un territorio altro, letterario e non solo geografico, fatto di una narrazione punteggiata da precisi riferimenti visivi che diventano i protagonisti di nuove storie. La natura della rappresentazione fotografica si apre a nuove possibilità espressive, 4 diventa un lavoro a più mani che ha un nuovo ritmo fatto di scrittura e immagine integrate. Il progetto è diventato anche un libro illustrato a cura di Renata Ferri e con il design di Ramon Pez. Un progetto editoriale, completamente autoprodotto, in cui i due linguaggi – immagine e parola – sono intrinsecamente incastrati uno nell’altro. Per maggiori informazioni è online la pagina http://www.terraproject.net/quattro.

INFO MOSTRA QUI Dall’11 al 28 maggio 2015 Inaugurazione: venerdì 8 maggio ore 19.30 Orari mostra: dal lunedì al venerdì 10.30 – 13.30 / 14.30 – 19 sabato e domenica chiuso Via Giuseppe Libetta, 1 – Roma of@officinefotografiche.org

Fotografi Magnum/Contrasto per i Cluster di Expo Milano 2015

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l Tema di Expo Milano 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” rappresenta una fotografia planetaria – una immagine istantanea, precisa quanto variegata – di tutte le declinazioni possibili dell’alimentazione nel globo e, allo stesso tempo, di tutte le problematiche connesse alla sostenibilità, alla sicurezza, alla disponibilità del cibo per tutti gli abitanti del globo. La fotografia di conseguenza, tra le proposte della visitor experience, è il media che meglio interpreta la visione e la finalità dell’Esposizione Universale evidenziando e narrando gli aspetti più diversi dal reportage all’antropologia, dalla visione della natura a quella dell’arte. Il suo ruolo sempre più rilevante nella società come documento della realtà, come mezzo di comunicazione e come linguaggio artistico contemporaneo testimonia la capacità di portare verso il grande pubblico temi di grande importanza per il pianeta creando emozione e riflessione con un linguaggio artistico evocativo di forte empatia. I progetti dedicati alla fotografia di Expo Milano 2015 – dai Cluster del sito espositivo all’Area tematica “Arts & Foods. Rituali dal 1851” alla Triennale di Milano sino ai numerosi Festival e iniziative sia italiane che europee – sono stati presentati oggi all’Agorà del Castello Sforzesco da Giuseppe Sala, Commissario Unico Delegato del Governo per Expo Milano 2015 e Amministratore Delegato di expo 2015 SpA, James Msekela, Commissario Generale e Ambasciatore della Tanzania a Roma, Andrea Illy, Presidente e Amministratore Delegato di illycaffè SpA, Roberto Koch, Fondatore e Direttore di Contrasto, Ferdinando Scianna, fotografo Magnum Photos, Irene Kung, fotografa Contrasto, Enrico Deluchi, Amministratore Delegato Canon Italia SpA. “Le nove mostre fotografiche all’interno degli spazi comuni dei Cluster – ha affermato Giuseppe Sala – saranno uno dei fiori all’occhiello dell’offerta culturale di Expo, grazie al contributo di illy, che per primo ha portato Salgado, e alla collaborazione di Expo con Magnum/Contrasto, che ha costruito una grande mostra, con otto fotografi di fama internazionale chiamati a mostrare il loro sguardo con otto lavori originali sui temi specifici di ciascun Cluster”. James Msekela è intervenuto sull’importanza dei Cluster per i Paesi e sui caratteri innovativi di questo progetto collettivo di Expo Milano 2015 – che vede la Tanzania presente con un Padiglione di 125 metri quadrati all’interno del Cluster delle Spezie – oltre che sulla capacità attrattiva di queste straordinarie immagini fotografiche che aggiungono valore alla visita del pubblico rendendola unica e indimenticabile. “Magnum Photos e Contrasto sono davvero orgogliosi e lieti di portare la grande fotografia a Expo Milano 2015 – ha detto Roberto Koch – La collaborazione, avviata fin dall’inizio del 2014 e portata avanti con grande entusiasmo, ci ha permesso di realizzare un progetto con alcuni dei più importanti fotografi del mondo, ognuno dei quali si è impegnato a produrre immagini sui diversi temi dei Cluster. Molte produzioni speciali sono state realizzate in tutto il mondo, dalle Isole Oceaniche all’Asia, all’Africa, all’Europa, con i fotografi di Magnum (e non solo), con il lavoro di Gianni Berengo Gardin, Irene Kung, Joel Meyerowitz, Martin Parr, Alessandra Sanguinetti, Ferdinando Scianna, George Steinmetz, e Alex Webb. Una occasione imperdibile per mettere al centro di Expo la grande fotografia di documentazione d’autore, nella magnifica tradizione di Magnum Photos, consolidata nel mondo da 70 anni. Siamo grati a Expo e a Matteo Gatto di questa opportunità e orgogliosi che Milano, capitale del mondo durante Expo, sia anche il luogo di affermazione della grande fotografia, come insostituibile racconto del mondo.” Il progetto di mostre fotografiche sui temi dei Cluster di Expo Milano 2015 è stato realizzato da nove grandi autori della fotografia contemporanea – Ferdinando Scianna, Martin Parr, Gianni Berengo Gardin, Alex Webb, Irene Kung, Alessandra Sanguinetti, Joel Meyerowitz, George Steinmetz, Sebastião Salgado – che li hanno interpretati con linguaggi personali differenti per avvicinare e coinvolgere gli oltre venti milioni di visitatori attesi da tutto il mondo. Nove eventi artistici di grande qualità e richiamo mediatico, nove installazioni prodotte per questa occasione e pensate con un impianto scenografico dove i valori informativi sappiano emergere in un percorso immediato e attrattivo. Le filiere alimentari al centro dei nove Cluster sono Cacao, Caffè, Cereali-Tuberi, Frutta – Legumi, Isole Oceaniche, Biomediterraneo, Riso, Spezie, Zone aride e a ciascuna sarà dedicata una mostra fotografica che guiderà il pubblico nella conoscenza delle modalità con cui le diverse coltivazioni e il lavoro dell’uomo nutrono il pianeta e i suoi abitanti fornendo la vera ed essenziale energia del futuro. Cluster Riso. Terre di Riso: la Pianura Padana e altre piantagioni di riso immortalate dagli scatti dell’italiano Gianni Berengo Gardin, maestro della fotografia internazionale, che ha indagato per anni la coltura e la raccolta del riso, dalle valli del Piemonte e della Lombardia alla Cina e alla Francia.

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© Gianni Berengo Gardin

Cluster Frutta – Legumi – Il giardino delle meraviglie: la svizzera Irene Kung attraverso le sue fotografie artistiche mostrerà la straordinaria bellezza degli alberi da frutta e dei legumi.

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©Irene Kung

Cluster Cereali – Tuberi: la varietà delle diverse specie di Pane del mondo immortalate dall’americano Joel Meyerowitz con delle installazioni prodotte appositamente.

1392234839507 © Joel Meyerowitz

Cluster Cacao. Il cioccolato: il cioccolato prodotto, consumato e venduto in tutto il mondo grazie allo sguardo dell’inglese Martin Parr, Presidente di Magnum, che nel corso dei suoi viaggi, è stato testimone del consumo e della varietà con cui il cacao attraversa la vita di tutti gli abitanti del pianeta.

1392234903474 © Martin Parr

Cluster Caffè: il grande fotografo brasiliano Sebastião Salgado, ha lavorato negli ultimi dieci anni fotografando la coltivazione, la raccolta, l’essiccamento, la selezione e il trasporto del caffè, in vari paesi del mondo, con un racconto lirico ed epico degli uomini e delle donne che lo producono.

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© Sebastião Salgado

Cluster Isole del Pacifico: La natura primigenia, l’esotismo. La carnalità della Natura viste dall’americana Alessandra Sanguinetti di Magnum che mostrerà la vita delle famiglie nelle Isole Oceaniche, con tre storie diverse realizzate negli Oceani Atlantico, Pacifico e Indiano.

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© Alessandra Sanguinetti

Cluster Biomediterraneo: la cultura, la storia, il paesaggio illustrati attraverso le fotografie di Ferdinando Scianna, fotografo italiano di Magnum che del racconto del Mediterraneo ha fatto oggetto della ricerca artistica di tutta la sua vita, a partire dalle sue origini siciliane ed esplorando altri paesi per documentare la cultura, la vita e i riti che la accompagnano.

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© Ferdinando Scianna

Cluster Zone Aride- In volo sui deserti: l’americano George Steinmetz, mostrerà le Zone Aride del mondo dall’alto, attraverso un suo speciale deltaplano costruito appositamente, con delle magnifiche visione di queste zone in molti casi riadattate alla fertilità e alla coltivazione di prodotti agricoli.

1392234912861 © George Steinmetz

Cluster Spezie. La Via delle Spezie: l’americano Alex Webb, membro di Magnum e sognante interprete della fotografia di viaggio e uno degli autori più in vista del National Geographic, racconterà la grande varietà selle spezie attraverso un itinerario che lo porterà a ripercorrere l’antica Via delle Spezie e i mercati dell’Asia.

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© Alex Webb

The Western front – Stanley Greene

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Martedì 12 maggio alle ore 19.30 presso la Leica Galerie Milano (Via Mengoni, 4 – angolo Piazza Duomo), Leica Camera Italia inaugura la mostra “The Western Front” del celebre fotoreporter statunitense Stanley Greene, dal 2007 fondatore e membro dell’agenzia NOOR. L’esposizione, realizzata in collaborazione con aBcM – agenzia milanese che da anni sviluppa e produce progetti speciali dedicati alla fotografia d’autore -, per la prima volta in Italia offre ai visitatori la più importante edizione del lavoro di Greene con una selezione di 27 scatti, un lavoro unico sulla scena musicale punk a San Francisco negli anni ’70 e ‘80. Stanley Greene, fotoreporter di fama internazionale, nasce nel 1949 a Brooklyn (New York).Si avvicina al fotogiornalismo nel 1989, anno in cui il suo scatto “Kisses to All, Berlin Wall” diventa il simbolo indiscusso della caduta del Muro di Berlino. Nel corso della sua carriera documenta alcuni dei maggiori conflitti mondiali: dalla Georgia all’ Iraq, fino a Somalia, Kashmir, Libano e Ruanda. E’conosciuto in tutto il mondo in particolare per il suo reportage dedicato alla guerra in Cecenia, diventato poi un celebre libro (Open Wound). E’ inoltre vincitore del prestigioso Eugene Smith Humanistic Grant e del Getty Award for Editorial Images del 2011.

Per l’occasione, il fotografo sarà presente alla serata di inaugurazione.

Sebastião Salgado Profumo di Sogno. Viaggio nel mondo del Caffè

Tutte le immagini © Sebastião Salgado

In mostra a Venezia le immagini di Sebastião Salgado per Illy A cura di Lélia Wanick Salgado

Per la prima volta, dal 6 maggio al 27 settembre 2015, la mostra di Sebastião Salgado per illy, dal titolo PROFUMO DI SOGNO. Viaggio nel mondo del Caffè, sarà proposta alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, con la collaborazione di Contrasto. La mostra è a cura di Lélia Wanick Salgado. La mostra, allestita negli spazi di Piazza San Marco, si compone di una selezione di 75 scatti più rappresentativi del viaggio fotografico compiuto dal grande maestro insieme a illy per omaggiare gli uomini e le donne del caffè: una storia di persone, di paesaggi, di rapporto armonioso con la terra raccontata attraverso immagini in bianco e nero dal forte impatto espressivo, evocativo ed emozionale. “PROFUMO DI SOGNO. Viaggio nel mondo del Caffè” si propone così come il più grande reportage mai realizzato prima dedicato al mondo del caffè. Dal 2003 ad oggi Salgado ha documentato negli anni dieci Paesi da cui illy acquista il caffè: Brasile, India, Indonesia, Etiopia, Guatemala, Colombia, Cina, Costa Rica, El Salvador e Tanzania.

L’anteprima dedicata alla stampa si svolgerà martedì 5 maggio 2015 dalle 11:00 alle 13:00 presso la Fondazione Bevilacqua LaMasa, Piazza San Marco 71/c – Venezia, alla presenza del grande fotografo Sebastião Salgado. La mostra è accompagnata anche dal libro pubblicato da Contrasto “PROFUMO DI SOGNO. Viaggio nelmondo del Caffè”, che racconta il viaggio nelle piantagioni di caffè attraverso le immagini del grande fotografo umanista e le parole di Andrea Illy, Luis Sepulveda, Angela Vettese e lo stesso Sebastião Salgado. Il libro è curato da Lélia Wanick Salgado, moglie del fotografo.

Brasiliano di origine, narratore del mondo per passione, Sebastião Salgado conosce bene la vita dei coltivatori di caffè, avendoli osservati fin dall’infanzia: nato nel 1944 in una numerosa famiglia dello Stato interno del Minas Gerais in Brasile, luogo da cui suo padre trasportava il caffè verso i porti lungo la costa, in seguito economista alla International Coffee Organization, ha scelto negli anni di farsi testimone dello sviluppo sostenibile del pianeta.

Sebastião Salgado. Profumo di Sogno – Viaggio nel mondo del Caffè Fondazione Bevilacqua La Masa, piazza San Marco, 71/c – Venezia 6 maggio – 27 settembre 2015

Atre info qui

Michael Kenna

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15 maggio – 28 giugno

Galleria 13 Reggio Emilia

Michael Kenna è un fotografo forse ancora non diffusamente conosciuto in Italia, nonostante sia da anni apprezzato dagli addetti ai lavori di tutto il mondo. I suoi soggetti sono la natura, i tesori architettonici, le città e le aree industriali, che si ammantano di una propria bellezza inquietante anche nel caso più eclatante delle centrali nucleari. Michael Kenna guarda a questi luoghi da inaspettati punti di vista fisici e mentali e lo fa muovendosi in certi momenti della giornata in cui la luce deve ancora manifestarsi completamente a plasmare i soggetti.

La mostra fa parte del Circuito OFF di Fotografia Europea

Galleria 13 – arte moderna e contemporanea via Roma 34/B Reggio Emilia

Qua tutte le info

Postato da Anna