Benvenuti! Siamo davvero felici di avervi qui.
Questo è lo spazio del Premio Musa per Fotografe 2025, un progetto che mi sta particolarmente a cuore. Ogni anno cerchiamo di raccontare e valorizzare il lavoro di fotografe che ci hanno colpito, che hanno qualcosa di importante da dire attraverso le loro immagini.
Quest’anno abbiamo selezionato delle fotografe straordinarie. Donne che sanno usare la fotografia per raccontare storie, per farci vedere il mondo da prospettive nuove, per farci sentire qualcosa.
Qui troverete i loro lavori, ascolterete le interviste dove ci parlano di come sono nati i loro lavori, di cosa c’è dietro a un’immagine che a prima vista sembra semplice ma nasconde un mondo. Scoprirete anche i loro percorsi, non sempre facili, ma autentici.
Buona visione! Sara Munari
“Torneranno Le Lucciole?”
In un mondo che si muove a una velocità insostenibile per il ricordo, la domanda “Torneranno Le Lucciole?” si fa testimone di una profezia che ancora risuona. Se Pasolini con la metafora della scomparsa delle lucciole denunciava la perdita di un’autentica identità culturale soffocata dal
consumismo e l’opera di Tosatti suggeriva la rinascita di una nuova luce dalle ceneri del passato, questo progetto si inserisce in questo dialogo e propone un’azione concreta .
L’opera si fa custode di un patrimonio in via di dispersione: quello della memoria collettiva. Non si limita a osservare, ma invita a intervenire, a riaccendere le piccole, luminose luci della nostra storia. Le lucciole non sono più solo un simbolo di nostalgia, ma il valore intrinseco dei racconti e
degli insegnamenti degli anziani, considerandoli non solo testimoni di tradizioni ma veri e propri custodi di un’eredità che connette passato e futuro.
La ricerca artistica trascende la pura rappresentazione visiva, attivando la memoria attraverso un dialogo multisensoriale e intimo. Le fotografe, nate dalla condivisione, non sono mero documento, ma soglie che si fondono con la concretezza dei materiali suggeriti dai racconti: un profumo,
una consistenza, un fruscio. é in questa alchimia tra l’immagine e l’oggetto sensibile che la conoscenza orale si ancora, sottraendosi alla liquidità del tempo.
Il progetto è un manifesto sulla lentezza della condivisione, unica possibilità per salvare un patrimonio culturale immateriale. E’ un invito a rallentare, ad ascoltare e a riconoscere il valore intrinseco di ogni generazione. é un’opera che ci ricorda che il nostro patrimonio non si trova solo nei monumenti, ma nei fili invisibili dei racconti che, se non preservati, rischiano di svanire, spegnendo per sempre le piccole, luminose luci della nostra storia.
Lavoro composto da 15 polittici: pannelli e immagini digitali.
I pannelli sono opere artigianali a tiratura pezzo unico concepite come strutture di salvaguardia sinestetica del patrimonio orale. Hanno uno sviluppo tridimensionale e sono realizzati impiegando materiali originali antichi. La fotografia anch’essa originale e elevata da un doppio sistema di
contenimento: una cornice in legno e una base di appoggio, entrambe trattate con foglia oro.
L’utilizzo della foglia oro enfatizza il valore intrinseco della memoria orale e la sua natura riflettente sebbene statica richiama la luce delle lucciole, simboleggiando la persistenza della conoscenza oltre l’usura del tempo. Questa configurazione realizza una sinestesia della memoria. Integrando materiali e immagine si attiva così percezione tattile, olfattiva e acustica. Chiara Innocenti
@chiarainnocenti76
www.chiarainnocenti.it
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