Nuova autrice Musa, Ada Anselmi con “Ouvertures”

C’è il lento scorrere del tempo e il movimento della vita nella serie Ouvertures.
Le immagini sono scattate dalla mia cucina nell’arco di due stagioni e ritraggono le realtà presenti in sei finestre di fronte, sei “aperture” sulle esistenze altrui. Con pazienza e un po’ d’ironia ho cercato di cogliere attimi e dettagli di una routine dove l’attenzione mai si ferma, una quotidianità che si trasforma in pellicola riempita di abitudini, attività, ritmi, stati d’animo.
Ho posato lo sguardo sulle vite degli altri, con quell’umano impulso di voyeur, l’ho fatto però con garbo, con una sorta di pudore che mi ha portata a ritrarre queste persone senza mai mostrarle veramente. I volti scompaiono, l’identità è celata, ma esattamente uguale a quella di ciascuno di noi.
E’ un tutt’uno, un misto di poesia, di perversione, d’immedesimazione, di curiosità bonaria e di attitudine al ruolo di “spettatore”.
Tutti i soggetti ritratti, animati e non, sono attori inconsapevoli di una lenta e composta sinfonia, ognuno sul suo palcoscenico, ognuno alla sua finestra, ognuno a recitare il proprio pezzo di vita.

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«Ouvertures»

In the “Ouvertures” of Ada Anselmi series there is the slow passage of time and the movement of life.
The images are taken within two seasons from the window of her kitchen and portray the realities present in six front windows, six “openings” on the existence of others.
With patience and a little irony, the photographer catches several spots of real life, trying to catch and focus on beauty of small things in a kind of zero-kilometer photography.
She sets her gaze on daily actions of her neighbors, always gracefully, with a sort of modesty that leads her to portray those people without ever really showing them, even though you can pick up the sociological aspect by investigating habits, activities, what they love to wear, the moods.
They are all unconscious actors of a slow and composed symphony, present or absent they are, everyone on his stage, each at his window, each with his own life.
The actions and subjects belong to our common everyday life, they are fragments of images that we are accustomed to passively undergo; with this work Anselmi shows that only through careful observation we can extrapolate them from the context and thus load them with a new meaning.

Il sito di Ada https://www.lefotodiada.it/

BIOGRAFIA

Accantonata per molti anni, la fotografia è tornata a far parte integrante e preponderante del mio presente e oggi viaggia in parallelo alla Gestalt come filosofia di vita.
Proprio la mia formazione da counselor gestaltica mi ha aiutato nel tempo a ridefinire quelle che sono le mie priorità, compresa la fotografia, e a capire quanto sia fondamentale la capacità di osservare stando nel qui ed ora. Sono autodidatta, prediligo gli scatti del quotidiano e cerco sempre di trovare il bello nel brutto, l’opportunità nell’errore, il positivo nel negativo, andando oltre l’apparenza per entrare più nel profondo in ciò che abbiamo tutti i giorni davanti agli occhi.
La serialità è un altro ingrediente di forte stimolo perché mi permette di cogliere evoluzioni e dettagli spesso sfuggenti.
Fotografo quello che vedo e che amo, senza preferenze di tema, ciò che per me è importante è l’affinità emotiva che si crea tra me e qualsiasi sia il soggetto dei miei scatti.
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Set aside for many years, the photography has returned to being an integral and predominant part of my present and today it travels in parallel with Gestalt as a philosophy of life.
My training as a Gestalt counselor has helped me over time to redefine what are my priorities, including photography, and to understand how fundamental the ability to observe staying in the “here and now”. Only in this condition a true state of awareness can be nourished … an indispensable condition to be and to look at everything from a new point of view. So I try to find the beautiful in the ugly, the opportunity in the error, the positive in the negative, going beyond appearance to go deeper into what we have in front of our eyes every day. Seriality and zero kilometer photography are other strong stimulating ingredients because they allow me to grasp evolutions and often elusive details.
I photograph what I see and love, without theme preferences, what is important to me is the emotional affinity that is created between me and whatever the subject of my shots is.

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