Valeria Gradizzi ‘Hidden feminine prayers’, segnalata Premio Musa fotografe

Buongiorno, ecco alcuni lavori dalle fotografe segnalate durante la giuria del Premio Musa per donne fotografe, perché particolarmente interessanti.

HIDDEN FEMININE PRAYERS

La mancata uguaglianza tra uomini e donne continua ancora oggi a generare molteplici forme discriminatorie nella maggior parte delle religioni, costringendo la donna ad un ruolo subalterno e marginale.

La cultura patriarcale e sessista che si è imposta negli ultimi cinque millenni ha estromesso le donne da ogni funzione di potere, arrivando a privarle della propria autonomia persino nella preghiera. 

A loro è preclusa la possibilità di osservare liberamente il proprio culto, o almeno di farlo pubblicamente.

Ecco allora che alcune di loro scelgono di sfidare i divieti e di vivere ugualmente la spiritualità che le anima nella clandestinità, cercando rifugio in luoghi nascosti.

Al riparo da giudizio e condanna si riuniscono in segreto per realizzare il contatto col Divino. Nel raggiungimento dell’estasi, accompagnate dal ritmo dei loro tamburi, sia le sciamane che le dervisce giungono all’apice della propria ricerca spirituale.

Donne coraggiose che vivono nell’ombra e che nell’affermazione di sé stesse operano per il riscatto umano e spirituale del Femminile attingendo alla sua forza primordiale.

Link Sito:

https://www.valeriagradizzi.com

Biografia:
Nata a Verona nel 1979, ha studiato Fotografia seguendo workshop con diversi fotografi tra i quali Giovanni Umicini, Christopher Anderson e Ivo Saglietti.
Nel 2014 realizza White Shadow – under the mango tree, racconto fotografico sulla difficile situazione degli albini in Africa centrale, esposto durante il Festival Internazionale di Fotografia Photolux di Lucca e a Magazzini Fotografici di Napoli.
Nel 2018 viene premiata con una menzione d’onore al 12th Julia Margaret Cameron Award e con la Silver winner al Tokyo International Awards con il progetto Al Batin / The hidden, reportage a lungo termine sulle donne e il sacro.
La sua attenzione è rivolta alla fotografia documentaristica caratterizzata da forti temi sociali.
Attualmente vive e lavora a Verona.

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